lunedì 26 ottobre 2009



Fonte http://nicopillinini.blogspot.com/

lunedì 21 settembre 2009

Se tutti i preti fossero così, forse vivremmo in un mondo migliore ...

da Micromega

La strage di Kabul e la strage della libertà di stampa

di Paolo Farinella, prete

I titoli di quasi tutti i giornali, dei tg e dei commentatori sono unanimi: «Strage di Italiani in Afghanistan: 6 militari uccisi». Ecco il modo ideologico di leggere e dare false notizie per vere. La «strage» riguarda 20 afghani e 6 militari, tutti uccisi nello stesso istante e con le stesse modalità; poi vi sono oltre 60 feriti afghani e 4 militari italiani. I feriti italiani sono stati rimpatriati per le cure necessarie, gli afghani sono rimasti per strada e se non interviene Emergency restano lì ad aumentare il numero dei morti afghani.

A costo di apparire cinico (e non lo sono) non riesco a piangere questi morti «italiani», isolati dal loro contesto reale. Mi dispiace e sono addolorato che qualcuno debba morire così e per le loro famiglie che adesso avranno un vuoto esistenziale e affettivo che nessuno potrà riempire: non le parole d’ordinanza della retorica politica che subito ne ha fatto degli «eroi» in appoggio ad una politica miope, demenziale e incivile che pretendeva di esportare la democrazia con le armi e assicurare la sicurezza seminando morte tra la popolazione inerme afghana. Morti inutili, morti senza senso.

No! Non ci sto! I soldati morti sapevano che potevano morire (fa parte del loro mestiere), ma sono andati ugualmente per scelta e per interesse economico, cioè per guadagnare di più. So anche che molti vanno per il brivido della guerra, per dirla alla popolana per menare le mani e sperimentare armi nuove e di precisione. Dov’è l’eroismo nell’uccidere sistematicamente, per sbaglio o per fuoco amico, civili che a loro volta sono vittime nel loro paese e vittime degli occupanti stranieri?

Dopo 8 lunghi anni di guerra, quali risultati ha portato la peacekeeping o la peacemaking? Se si chiama «peace» lo sterminato stuolo di mutilati, di affamati, di morti, come si deve chiamare la «guerra» o per dirla alla moderna la «war»? Prima che arrivassero Bush e i suoi valvassini in Afghanistan i talebani erano considerati «occupanti»; ora dopo 8 anni di occupazione occidentale, il popolo tifa per i talebani e potenzia le divisioni tribali che hanno portato ad un aumento di potere dei «signori locali della guerra » che hanno imposto la loro legge, aumentato la coltivazione del papavero e diffuso capillarmente la corruzione.

Dopo 8 anni di «peace-keeping» l’Afghanistan si trova con un presidente fantoccio, Karzai, corrotto e corruttore, che sta lì perché ha imbrogliato almeno un milione e mezzo di schede elettorali, che per vincere e avere i voti dei capi tribù ha introdotto nel diritto «democratico», difeso dalle armi occidentali, il diritto del marito di stuprare, violentare, picchiare e anche uccidere la moglie e le donne in sua proprietà. E’ questo l’obiettivo per cui sono morti i militari italiani, inglesi, spagnoli, tedeschi, e americani? Ne valeva la pena!

Sono morti inutili, morti che dovrebbero suscitare vergogna in chi li ha mandati e lì li ha tenuti e anche in coloro che vi sono andati per scelta libera e volontaria per avere uno stipendio proporzionato. No! Non sono eroi, sono vittime come sono vittime i morti afghani, come sono vittime i talebani usati dall’occidente quando venivano comodo contro i Russi e da questi, a loro volta, armati quando servivano alla bisogna; mentre ora i beniamini di ieri sono i nemici di tutti.

I funerali si Stato di questi sventurati morti per nulla o per la vanagloria dei loro fantocci governanti, come i 19 morti di Nassiriya, sono a mio avviso l’appariscenza di una retorica vuota e colpevole perché incapace di fare politica e politica di pace. Il potere assatanato si serve ha bisogno di carne da macello che poi copre con gli onori di Sato: tanto pagano sempre i cittadini «sovrani» che non contano nulla.

La strage di Kabul, in Italia, ha interrotto «la democrazia», facendo spostare la manifestazione a favore della libertà di stampa di sabato 19 settembre 2009 ad altra data. E’ il segno della mistificazione. Queste morti sono funzionali al governo che così raffredda la piazza, allontana un colpo di maglio sferrato dalla società e il presidente del consiglio, l’amico di Bush e Putin, riprende la scena, mostrandosi affitto e piangente ai funerali «dei nostri ragazzi», espressione orrenda che nega la verità dei fatti e conferma le ragioni che vi stanno dietro: questi «ragazzi» sono i militari di carriera che sono andati da sé in un Paese in guerra e sono andati armati. Non sono «ragazzi», sono consapevoli e responsabili delle loro scelte e delle loro morti.

Spero che i figli e le famiglie non me ne abbiano perché il modo migliore per onorare i morti è continuare a garantire i diritti di tutti, non solo quelli di qualcuno, creando le condizioni perché questi diritti possono essere esercitati. Un pilastro della democrazia è la libertà di stampa e la libertà totale di criticare il governo. La «strage» di Kabul ha colpito in Italia, a 4.000 km di distanza, uccidendo insieme agli innocenti Afghani e ai soldati italiani, quella democrazia che solo un pazzo poteva è pensare esportare. In compenso si è saputo uccidere la democrazia italiana: chi ha deciso di spostare la manifestazione del 19 settembre è diventato complice della strage di Kabul, estendendola fino a noi. Ora la guerra è totale.

Poveri morti, diventati la foglia di fico di un potere inverecondo che si nutre solo di rappresentazione vacua e vuota, effimera e assassina. No! non faccio parte del coro.

(18 settembre 2009)

venerdì 28 agosto 2009

Su Facebook: "Legittimo torturare i clandestini" Tra gli amici Bossi, suo figlio e Roberto Cota

da http://laltranotizia1.blogspot.com/2009/08/su-facebook-legittimo-torturare-i.html la legittimazione della tortura mi mancava ... SEMPRE MEGLIO ...


ROMA
- "Immigrati clandestini: torturali! E' legittima difesa". Lo sostiene una pagina Facebook chiamata "Lega Nord Mirano" a cui sono legati da "amicizia" oltre 400 persone. Accanto a nomi tradizionali della mitologia del Carroccio come "Attila flagello di Dio" e "Padano guerriero", troviamo nomi eccellenti come Umberto Bossi e suo figlio Renzo, ideatore del gioco "Rimbalza il clandestino" (poi tolto da Fb dopo la denuncia di Repubblica.it).

Tra i nomi che si fanno notare anche Enzo Erminio Boso, già parlamentare leghista, e Roberto Cota, capogruppo alla Camera. Che dopo il divampare delle polemiche si è cancellato: "L'amicizia su Facebook si dà in buona fede a centinaia di soggetti ogni giorno e non si può in alcun modo essere responsabili delle condotte altrui". Cota minimizza dunque la sua "amicizia" alla pagina xenofoba e invece se la prende con "il circuito mediatico impazzito" e con chi avrebbe utilizzato per questa pagina "un manifesto ritoccato graficamente" e che "la Lega non ha mai ideato". "Ho ovviamente fatto rimuovere subito l'amicizia a questa fantomatica pagina - conclude il capogruppo - e lo stesso farà Umberto Bossi".
Anche il segretario della Lega Nord Mirano si è affrettato a disconoscere la pagina di Fb: "E' solo uno scherzo di cattivo gusto". E ha poi aggiunto: "Faremo delle indagini per capire chi è stato e se dovessi scoprire che è iscritto alla Lega non c'è dubbio che lo allontanerò all'istante".
La pagina e soprattutto le amicizie eccellenti hanno comunque suscitato un vespaio di polemiche. Il primo a intervenire è stato Walter Veltroni: "Stamattina aprendo Facebook ho visto un'email inviatami da un'amica di Brescia: è la foto che la sezione di Mirano della Lega Nord usa come immagine di profilo. E' un manifesto con il simbolo della Lega e sotto la scritta Immigrati clandestini, torturarli è legittima difesa". L'ex segretario del Partito democratico ha poi aggiunto: "Io credo che questo sia inaccettabile. E' contrario a ogni forma di civiltà, prima ancora che alla nostra storia e alla nostra tradizione di emigranti". Veltroni ha perciò annunciato: "Chiederò al ministro degli Interni Maroni di adoperarsi perchè venga immediatamente cancellato". E dopo avere letto le dichiarazioni di Cota e del segretario del Carroccio di Mirano, Veltroni aggiunge: "Ho visto che c'è stata una mezza smentita però per me è più una conferma che una smentita. E' solo l'ultimo episodio di un linguaggio barbaro, figlio di una cultura intollerante che deve essere combattuta con grande nettezza".

In campo è sceso anche l'Osservatorio antiplagio chiedendo ai politici di prendere le distanze e alle autorità d'intervenire perchè la pagina venga cancellata". Risposta anche dalla comunità di Facebook dov'è nato il gruppo "Cancelliamo la pagina della Lega Nord di Mirano" che in poche ore ha già centinaia di iscritti.

L'Arci, invece, presenterà un nuovo esposto alla Procura e chiederà all'opposizione parlamentare "di presentare con urgenza una mozione di sfiducia nei confronti di un ministro indegno di ricoprire tale ruolo". Reazioni indignate anche dall'ex capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli, Paolo Cento (Verdi-Sinistra e libertà) e Marco Di Lello (Partito socialista).

Fonte: Repubblica.it

sabato 15 agosto 2009

Clandestini, la geografia delle aggressioni

da http://laltranotizia1.blogspot.com/2009/08/clandestini-la-geografia-delle.html

Non era ancora scoccata la nuova era del reato di clandestinità che già ai “volenterosi carnefici” nostrani prudevano le mani. Venerdì sera nel centro della movida di Torino. Una banda armata di spranghe assalta un ragazzo che finisce all’ospedale con un polmone perforato da una coltellata. Nonostante che l’aggressione avvenga al grido di guerra “Marocchino di m…, ti sei anche vestito bene” la polizia al momento esclude il movente razziale. Sfortunate coincidenze allora. Poco dopo a fare le spese della stessa squadraccia sarà un giovane bengalese. Tre giorni prima, a Roma,

un suo connazionale di 23 anni era stato pestato a sangue da un gruppetto di locali, tra cui un dodicenne. Spedizione punitiva perché, forse, si dice, aveva fatto degli apprezzamenti su una ragazza italiana. A Napoli la sera prima era stato picchiato selvaggiamente un indiano, racconta un lettore di Repubblica.

A occhio è una tendenza che promette solo di peggiorare. I nuovi untermenshen creati ex lege non hanno diritti e se qualcuno abuserà di loro l’ultima cosa che vorranno fare sarà di andare a sporgere denuncia alla polizia. Perché metterebbero nei guai, prima di tutto, loro stessi. Sarebbe come costituirsi.

Relax degli atleti dopo il triathlon di Osiglia

9 agosto 2009: Matteo, Gio, Enrico ed io affrontiamo il triathlon sprint di Osiglia ...
Già, Osiglia, ovvero la Trivero della Liguria ... stesso paesaggio, stessa temperatura ... come essere a casa ...
risultati buoni, visto che il percorso in bici aveva parecchie salite ...
Matteo 1'23''42, Enrico 1'23''45, Gio 1'25''20, io 1'31''44 ...

10 agosto 2009 scendiamo dai monti e proviamo a trovare il sole a Finale Ligure ... è durato due ore, poi temporale ... tutti a casa ...

... Alla prossima avventura

sabato 4 luglio 2009

"In casa mia invito chi voglio e parlo di quello che voglio"

A proposito della vicenda scandalo che ha coinvolto due giudici della Corte Costituzionale ...

Completamente d'accordo con queste conclusioni ..

Il giudice Mazzella ritornerà ad essere un uomo libero quando si dimetterà dall’incarico: nel
frattempo resta un uomo libero che ricopre però una carica costituzionale e, come tale, è
astretto da regole precise. Quelle regole che consentono a noi, che non ricopriamo cariche
ma siamo semplici cittadini, di essere a nostra volta uomini liberi in uno Stato di diritto, e di
essere garantiti dalla tracotanza di chi esercita, in un modo o nell’altro, il potere. Potere
che è legittimo se e soltanto se si mantiene dentro quelle regole.

Ma leggete l'intero articolo ...

http://www.forumcostituzionale.it/site/images/stories/pdf/documenti_forum/temi_attualita/corte_costituzionale/0003_bin.pdf

martedì 23 giugno 2009

Non stento a credere che sia vero ...

Un violinista nella metropolitana. Una storia vera. Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché era l'ora di punta, era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro. Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c'era un musicista che suonava. Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia. Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare. Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l'uomo guardò l'orologio e ricominciò a camminare. Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi. Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari. Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, ne' ci fu alcun riconoscimento. Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari. Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari. Questa è una storia vera. L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone. La domanda era: "In un ambiente comune ad un'ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?". Ecco una domanda su cui riflettere: "Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?"

mercoledì 17 giugno 2009

Al peggio non c'è limite ...

Da www.beppegrillo.it pubblico questo articolo ...
Pensavo di essere ormai preparata a tutto ... invece ... Sono riuscita ancora a restare senza parole

Littoria
Brambilla ha prestato giuramento alla Repubblica e alla Costituzione come ministro. Per coerenza, durante la festa dei Carabinieri a Lecco, dopo l'Inno di Mameli, ha fatto il saluto romano. Si è fatta prendere dall'entusiasmo. I Carabinieri, benemeriti per aver arrestato a suo tempo Mussolini su ordine del Re, non l'hanno imprigionata per vilipendio alla Repubblica aggravato dalla carica istituzionale.
Littoria ogni mattina si guarda allo specchio e si chiede: "Chi è la ministra più bella del Reame?". Lo specchio non risponde, ma lei sa in cuor suo di essere solo la seconda classificata dopo la Carfagna e prima della Gelmini. Peccato, c'è sempre una ministra più ministra di te. Questione di calendari. Peccato per la fondatrice delle migliaia e migliaia di Circoli della Libertà provvisoria. Per una che ha dato tutta sé stessa come modella di collant e di autrice e protagonista della trasmissione sadomaso: "I misteri della notte". Peccato che sia finita così, solo ministro del Turismo. Un posto occupato persino da "Plis, plis vizit aur cauntri" Rutelli.
Littoria Brambilla è una speranza, un auspicio, un segnale di ottimismo. Infatti, se lei è diventata ministro, chiunque può farcela. E' come il sogno americano dove tutto è possibile. E' lo "Psiconano Italian Dream".
Il Turismo è una delle principali industrie del Paese. Littoria ha detto in diretta televisiva: "Sono molto ansiosa di mostrare l'immagine nuova dell'Italia alla quale il presidente Berlusconi lavora da giorni". logo-magic-italy-sito-internet-italia.jpg Ha quindi estratto da una cartelletta un disegno con scritto: "Magic Italy". In pratica una televendita di pentolame ideata da un venditore di spazzole.
Littoria vuol riesumare il portale Italia.it, l'immonda creatura informatica di Lucio Stanca che ci costò 45 milioni di euro. Il sito aperto e poi subito chiuso dopo aver visto quello che c'era dentro. In seguito il capo magazziniere della IBM è stato promosso alla guida dell'EXPO 2015 di Milano. logo-italiait.gifIl logo è ancora tutto da definire, l'obiettivo minimo è quello di superare il cetriolone rutelliano. Littoria anticipa: "Pur essendo ancora in corso di definizione, possiamo però anticipare che i colori utilizzati saranno il bianco, il nero, il rosso e il verde". I tre colori della bandiera italiana insieme al colore del fascismo.
Eia, eia, Brambillà!