domenica 9 settembre 2007

Sindaci o sceriffi?

Riporto un semplice ma incisivo intervento apparso su "Il manifesto" di ieri, perché ritengo che contenga esattamente ciò che la gente deve sapere prima di dare un'opinione (positiva o negativa che sia) sui recenti provvedimenti dei sindaci DS che hanno fatto tanto scalpore ...
A me ricordano tanto il "diritto penale simbolico" di cui parlava in un convegno sulle norme in materia di antiterrorismo tenutosi al Tribunale di Biella il 24 ottobre 2005 il prof. Claudio Sarzotti (allora straordinario di Filosofia del Diritto, Sociologia del Diritto e Sociologia all'Università di Torino). Parafrasando le sue parole:

"La società postmoderna si caratterizza per un diritto penale “virtuale”, “simbolico”, funzionale al sistema politico per legittimare la propria funzione sociale. Ad una forte crisi di legittimazione si risponde attraverso il diritto penale simbolico, la creazione di un allarme sociale, la proposta di una nuova normativa, grande attenzione al momento mediatico e scarsa attenzione alla successiva attuazione, con scarico su altri soggetti, in primis la magistratura.
Quindi, schematizzando:

  1. Grande enfatizzazione dell’allarme sociale;
  2. Ricerca di un capro espiatorio;
  3. Attenzione al momento mediatico;
  4. Disinteresse per la fase attuativa"
Mi sembra proprio questo lo schema seguito (almeno per quanto riguarda i primi 3 punti, vedremo per il 4°). Ed ecco perché:

Da "Il manifesto" di sabato 8 settembre 2007, pag. 2
(http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/
08-Settembre-2007/art16.html)

l'opinione
Sindaci o sceriffi?
Diego Novelli

Nel clima che si sta creando attorno al problema della sicurezza in Italia dopo le ultime sortite del ministro dell'Interno Giuliano Amato, tutto è possibile e non può sorprendere. Malgrado ciò, le richieste avanzate dai sindaci di Bologna e Firenze mi hanno lasciato di stucco. Sergio Cofferati: «Che ai sindaci e alla polizia municipale possano essere assegnati funzioni di polizia giudiziaria è, in determinate situazioni, di qualche utilità». Leonardo Domenici: «Si potrebbe consentire ai vigili urbani, ad esempio, di arrestare gli scippatori».
Domanda: conoscono i due sindaci la legge quadro n° 65 del maggio 1986, che stabilisce le competenze attribuite ai Comuni? Conoscono i due sindaci gli articoli 55, 56 e 57 del Codice di procedura penale?
Quello che con tanta enfasi e titoloni sui giornali viene da loro richiesto per garantire maggiore sicurezza ai cittadini è già previsto dalle leggi vigenti. I Vigili urbani sono dotati di pistola da oltre vent'anni (infatti percepiscono un'indennità speciale di Ps), di manette e di una mazzetta bianca per le segnalazioni. Nelle sedi centrali dei singoli corpi di polizia municipale è previsto un «Ufficio trattazione arrestati e fermati». Tutti i vigili urbani (da non confondersi con i messi comunali) hanno non solo l'autorità ma il dovere di procedere all'arresto di persone sorprese in flagranza di reato, quindi anche gli scippatori. Tutti i vigili urbani sono abilitati a svolgere, alla pari dei carabinieri, le guardie di finanza, gli agenti di custodia, le guardie forestali, come prescrive il paragrafo B del comma 2 dell'articolo 57 del Cpp., compiti di polizia giudiziaria su richiesta della Magistratura. Ma cosa vogliono, i compagni Cofferati e Domenici: la stella da sceriffo da mostrare ai nipoti quando li vanno a trovare in Municipio?

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