Un Azzariti così "arrabbiato" non lo si vede spesso ...
21/01/2008
Prima della decisione la discussione in sede dottrinale ha mostrato la diversità, la complessità e la delicatezza dei quesiti sottoposti all’esame del giudice costituzionale. Molti autorevoli costituzionalisti avevano espresso dubbi e tutti avevano invitato la Corte ad esaminare con grande attenzione i diversi profili collegati all’ammissibilità della richiesta referendaria. Presso il Palazzo della Consulta sono state depositate otto memorie (oltre s’intende a quelle del comitato promotore), le quali - in centinaia di pagine - argomentavano diffusamente le ragioni che avrebbero dovuto indurre la Corte ad una decisione di inammissibilità. I giudici costituzionali hanno ritenuto diversamente. Ciò che sorprende è la rapidità dei tempi della decisione. Ci si chiede come sia possibile giungere ad una decisione complessa in così breve tempo; ciò tanto più se rispondesse al vero l’indiscrezione di stampa secondo la quale due dei tre giudici relatori sarebbero stati contrari. Neppure il tempo per discutere con un minimo di approfondimento i singoli punti di diritto prospettati, neppure il tempo per provare a convincere i giudici dissenzienti. Perché tanta fretta? Non c’era nulla che meritasse un approfondimento o la decisione è apparsa poco rilevante?
I commentatori politici hanno apprezzato i tempi rapidi del giudizio. Ma i commentatori guardano alla politica e pensano al suo “tempo corto”, i giudici della Consulta devono invece guardare verso la Costituzione, nel rispetto del suo “tempo lungo”. Una decisione affrettata non sarebbe apprezzabile se dovesse andare a scapito della necessaria ponderazione.
La stessa immagine della Corte non viene rafforzata dalla costipazione dei tempi delle sue decisioni, dall’accelerazione eccessiva. Una Corte costituzionale autorevole non si caratterizza per la rapidità di giudizio, bensì per la sua capacità argomentativa, persuasiva, meditativa; tanto più attenta nell’esame dei diversi profili, quanto più capace di fornire una risposta convincente a tutte le obiezioni contrarie sollevate. Il faticoso lavoro del giudice custode del sistema costituzionale non può permettersi di essere distratto o frettoloso. La calma può essere considerata un bene necessario.
Una Corte autonoma ed influente, infine, è quella che rinviene nella Costituzione la sua esclusiva ragione legittimante, dovendo rispondere solo a questa. Su questa base si dovrà giudicare la sentenza, non su altro.
