venerdì 23 maggio 2008

A proposito del pacchetto sicurezza

Da Il manifesto del 22 maggio 2008
... sottoscrivo in pieno ...

Lo scempio del diritto
Giuseppe Di Lello

Il pacchetto sicurezza del governo meriterebbe un esame complessivo più dettagliato e, tuttavia, si può già rilevare l'estrema disinvoltura con la quale tenta di travolgere alcuni principi della Costituzione. Con particolare allarme vanno considerati l'introduzione del reato d'immigrazione clandestina e l'estensione della detenzione amministrativa nei Cpt dagli attuali 60 giorni a 18 mesi.
Nulla toglie alla gravità di questo nuovo reato la scelta normativa del disegno di legge che, con la violenza dei numeri in Parlamento, verrà a breve inserito nel nostro ordinamento. La norma dovrebbe avere una forte carica deterrente perché servirebbe a legittimare la reclusione dei migranti nonché un abnorme trattenimento in strutture detentive. Sortirà l'effetto voluto o sarà la solita norma simbolica tendente a soddisfare le pulsioni xenofobe del popolo delle «libertà» e non solo di quello? Consideriamo innanzitutto l'enorme numero di clandestini che dovrebbero essere trattenuti e giudicati: se applicata, affonderebbe definitivamente sia le strutture carcerarie che il sistema giudiziario già intasato di centinaia di migliaia processi in attesa di definizione. La stragrande maggioranza di clandestini, poi, provenendo da aree di fame, guerre e persecuzioni, non ha già nulla da perdere e non sarebbe certo fermata dalla prospettiva della detenzione e del processo.
Un simile reato, inoltre, violerebbe i principi costituzionali di eguaglianza, ragionevolezza e di proporzionalità tra pene e reati e su ciò la Corte Costituzionale si è già chiaramente espressa (sentenza 22/2007). Trattando del sistema sanzionatorio del ben più grave reato di ingiustificato trattenimento nel territorio dello stato in violazione di un legittimo ordine di allontanamento, la Corte lo ha ritenuto «sproporzionato, squilibrato, disarmonico, violativo» dei principi di cui sopra nonché del fine rieducativo di cui all'art. 27 Cost. e ha sollecitato il legislatore a valutare l'opportunità di un sollecito intervento volto a eliminare gli squilibri, le sproporzioni e le disarmonie rilevate nella disciplina dell'immigrazione: invito prontamente disatteso da Maroni & Co.
C'è inoltre un palese contrasto con lo jus migrandi sancito dall'art. 35 della Costituzione che, riconoscendo la libertà di emigrazione, seppure nel rispetto delle leggi, non sembra consentire la trasformazione dell'esercizio di una tale libertà in reato: non a caso fino ad ora si è optato solo per una qualifica di illecito amministrativo.
Dubbia poi è la costituzionalità di una detenzione amministrativa protratta per ben 18 mesi di chi non ha documenti di identificazione e ciò perché, tra l'altro, assolutamente sproporzionata al fine della identificazione stessa. I lavori della commissione de Mistura hanno dimostrato che i tempi tecnici per l'identificazione non superano mai i 60 giorni: se non si raggiunge lo scopo in 60 giorni è praticamente impossibile farlo in seguito.
SEGUE A PAGINA 2
Anche dopo 18 mesi resterebbe comunque sempre problematica l'espulsione dello straniero, dato che l'Italia ha firmato solo pochissimi accordi di riammissione. Un migrante che non ha un paese che se lo riprenda o che non è identificato rimarrà in Italia e dopo aver scontato 18 mesi di «gratuita» detenzione ritornerà clandestino, preda molto più ambita di sfruttamento, lavoro nero e propensione al crimine.
Certo, per qualche tempo si attenderanno i frutti «benefici» delle misure forti e, nell'attesa, è possibile che si plachino gli istinti belluini di quanti credono di risolvere, indistintamente, con i roghi i problemi della spazzatura e degli immigrati. La realtà drammatica dell'immigrazione, e della sua inarrestabilità con misure di polizia, tornerà a imporsi e rimarrà solo un ulteriore scempio dello stato di diritto, con norme liberticide pronte a essere utilizzate anche per altri contesti di disgregazione sociale.
Giuseppe Di Lello

giovedì 22 maggio 2008

Il grande fratello su carta

Da Il Manifesto
Vauro lancia una sfida ... sempre grande ...
Io inserisco la prima immagine, le altre, andate a vedervele cliccando qui



martedì 20 maggio 2008

Si ride a denti stretti

L'avevo già scritto come commento ad un pezzo tempo fa, ma è sempre più vero: ormai non ci resta che l'amara ironia ...

Da Il Manifesto del 18 maggio 2008:

VOI SIETE QUI
Democrazia avanzata
Alessandro Robecchi

Un nuovo clima di serenità e di ritrovata armonia segna l'avvio della legislatura. Ciò si deve al senso di responsabilità dell'opposizione, che ha concordato con il Presidente del Consiglio i nuovi turni per il servizio di pulizie a villa Certosa, in Sardegna. Lunedì e martedì i cattolici della Margherita, da mercoledì a venerdì i Ds (anche vetri), sabato e domenica cura dei giardini e seminari con Massimo D'Alema. Naturalmente non si deve confondere questa disponibilità al dialogo - comune a tutte le democrazie avanzate - con il consociativismo. L'accordo sulle riforme - lavaggio parco macchine aziendali Mondadori e diritto di tribuna alla trasmissione Stranamore - lascerà ai dirigenti del Pd il tempo per lavorare sul partito, a cominciare dal tesseramento. Come si sa, si punta al milione di iscritti, con una campagna che mira a soddisfare le richieste della base: le prime mille tessere del Pd funzioneranno anche con il digitale terrestre Mediaset, oppure i militanti potranno scegliere un impiego come ronda comunale anti-immigrati a Bologna. Intanto, l'opposizione si organizza. Prima mossa per mettere in imbarazzo il governo, la richiesta di una sede adeguata per il governo-ombra - richiesta normalissima in tutte le democrazie avanzate - per cui si pensa alla sala bigliardo del bar «da Lello», sulla Tiburtina. Ancora più intensi gli impegni sul fronte dell'attività politica, ispirati a un'opposizione dura e intransigente. «Aspettiamo i fatti» è il refrain che si sente ripetere dal loft e da tutte le componenti del Pd. Per il momento gli apprezzamenti per l'azione del governo prevalgono sulle critiche, e in qualche caso l'opposizione si è vista spiazzare da provvedimenti già contenuti nel suo programma, come l'eliminazione dell'Ici per i rom e, in alcuni casi come a Napoli, l'eliminazione diretta dei rom. Non faremo sconti, è la formula più usata. Si preferisce infatti il tre per due, e per i saldi si aspetta con trepidazione la finanziaria, come avviene in tutte le democrazie avanzate.

sabato 17 maggio 2008

Ti conosco, mascherina ...

Dal blog di Beppe Grillo

Non posso far altro che sottoscrivere il commento, e chiedermi, una volta in più, quando ci accorgeremo di aver veramente raschiato il fondo del barile ... e ci decideremo a risalire ...

Democrazia a porte chiuse

Fini_Di_Pietro.jpg
Clicca l'immagine

Un mondo a parte. I nostri dipendenti si stanno isolando dal Paese. Il loro alibi è la governabilità. Non ne hanno mai abbastanza di governabilità. E’ come una droga. Il massimo della governabilità coincide con il minimo della democrazia. Il controllo dell’informazione corrisponde al regime.
Stanno spogliando la democrazia come un carciofo. Una foglia alla volta. Hanno eliminato la preferenza diretta. Hanno eliminato le differenze di programma: tra PD e PDL la differenza è la lettera elle. Hanno eliminato i piccoli partiti. Hanno eliminato l’opposizione. E stanno per eliminare il Parlamento.
Fini, neo presidente della Camera, ha richiamato all’ordine Kriptonite Di Pietro che ricordava i trascorsi giudiziari e il conflitto di interessi di Testa d’Asfalto. “Onorevole Di Pietro, lei sa bene che è abbastanza naturale che ci siano delle interruzioni, poi dipende anche da ciò che si dice”. Voce dal fascio fuggita.
Topo Gigio e Testa d’Asfalto si sono annusati. Si sono piaciuti. Si sono sposati. Le nozze sono state consumate ieri su un divano, in un amplesso politico lontano dagli occhi indiscreti del Paese. Dagli italiani che hanno votato il PD perché facesse opposizione in Parlamento e non inciuci.
Le decisioni sul nostro futuro si prendono a porte chiuse. In Parlamento non si discuterà più, si ratificherà la volontà di due persone in un salotto a prendere il tè. I deputati e i senatori non si opporranno. Sono stati eletti dalle segreterie di partito, non dai cittadini. Sono solo impiegati ben pagati legati ai padroni.
E’ la realizzazione della democrazia a porte chiuse. La nuova creazione politica del genio italico. Le emergenze per governare il Paese. I nomadi, i rifiuti, la sicurezza. Prima le creano e poi le usano per giustificare la loro presenza. Ma l’emergenza sono loro. Una emergenza democratica. Il cittadino non deve sapere, il Parlamento non deve parlare, le televisioni e giornali non devono informare. Aspettiamoci decisioni gravi per il bene, sempre per il bene, del Paese. Stanno preparando il terreno.

lunedì 5 maggio 2008

Complimenti Triathleta!



Il 6 aprile 2008 il nostro triathleta inizia la sua carriera al 5° Triathlon Città di Fossano:
750 metri di nuoto in 14'21''
20 km di bici in 42'45''
5 km di corsa in 18'34''
per un tempo totale di 1 ora 15 minuti e 40 secondi

Già sembrava a tutti un ottimo risultato, invece ...
Ci ha stupito con effetti speciali ...

il 3 maggio 2008, al Triathlon Olimpico Pisa
1.500 metri di nuoto in 22'29''
40 km di bici in 1.09'25''
10 km di corsa in 43'55''
per un tempo totale di 2 ore 15 minuti e 49 secondi

Sono stanca già solo a scrivere queste distanze e questi tempi ...
Di questo passo, chissà a Viverone il 18 maggio (3.000 metri di nuoto, 80 km di bici, 20 km di corsa) ...

P.S. I complimenti, per l'impegno e l'abnegazione, vanno anche al cameramen d'eccezione che ha seguito il nostro triathleta a Pisa ... video originale, comprensibile solo da pochi adepti ... anche qui ... lo aspettiamo a Viverone per una nuova ripresa ... soprattutto delle particolari caratteristiche del manto stradale ... (-: