L'avevo già scritto come commento ad un pezzo tempo fa, ma è sempre più vero: ormai non ci resta che l'amara ironia ...
Da Il Manifesto del 18 maggio 2008:
VOI SIETE QUI
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Democrazia avanzata
Alessandro Robecchi
Un nuovo clima di serenità e di ritrovata armonia segna l'avvio della legislatura. Ciò si deve al senso di responsabilità dell'opposizione, che ha concordato con il Presidente del Consiglio i nuovi turni per il servizio di pulizie a villa Certosa, in Sardegna. Lunedì e martedì i cattolici della Margherita, da mercoledì a venerdì i Ds (anche vetri), sabato e domenica cura dei giardini e seminari con Massimo D'Alema. Naturalmente non si deve confondere questa disponibilità al dialogo - comune a tutte le democrazie avanzate - con il consociativismo. L'accordo sulle riforme - lavaggio parco macchine aziendali Mondadori e diritto di tribuna alla trasmissione Stranamore - lascerà ai dirigenti del Pd il tempo per lavorare sul partito, a cominciare dal tesseramento. Come si sa, si punta al milione di iscritti, con una campagna che mira a soddisfare le richieste della base: le prime mille tessere del Pd funzioneranno anche con il digitale terrestre Mediaset, oppure i militanti potranno scegliere un impiego come ronda comunale anti-immigrati a Bologna. Intanto, l'opposizione si organizza. Prima mossa per mettere in imbarazzo il governo, la richiesta di una sede adeguata per il governo-ombra - richiesta normalissima in tutte le democrazie avanzate - per cui si pensa alla sala bigliardo del bar «da Lello», sulla Tiburtina. Ancora più intensi gli impegni sul fronte dell'attività politica, ispirati a un'opposizione dura e intransigente. «Aspettiamo i fatti» è il refrain che si sente ripetere dal loft e da tutte le componenti del Pd. Per il momento gli apprezzamenti per l'azione del governo prevalgono sulle critiche, e in qualche caso l'opposizione si è vista spiazzare da provvedimenti già contenuti nel suo programma, come l'eliminazione dell'Ici per i rom e, in alcuni casi come a Napoli, l'eliminazione diretta dei rom. Non faremo sconti, è la formula più usata. Si preferisce infatti il tre per due, e per i saldi si aspetta con trepidazione la finanziaria, come avviene in tutte le democrazie avanzate.
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