sabato 14 giugno 2008

A proposito della sentenza della Corte Suprema US su Guantanamo ...


Leggendo l'articolo, provate ad immaginare di trovarvi nelle condizioni di essere arrestati, senza sapere per quale motivo, torturati, senza sapere cosa dire perché smettano le torture, o semplicemente lasciati lì, in carcere (e non in un carcere-albergo, ma in un carcere "vero") ad attendere di sapere perché siete lì ... per citare solo le cose più banali ... allora, capirete almeno in parte come si sente un detenuto a Guantanamo e -spero- vi stupirete del perché si è aspettato tanto per arrivare a questa decisione della Corte Suprema e, soprattutto, perché la decisione è stata raggiunta solo a stretta maggioranza, 5 contro 4, il minimo ... e perché una decisione che appare, agli occhi di chi crede di vivere in uno stato di diritto, addirittura banale, abbia richiesto più di 100 pagine di motivazioni ... forse la risposta sta nelle conclusioni dell'articolo ... su cui mi trovo completamente d'accordo

Da Il manifesto del 13 giugno 2008
CAMP DELTA
UNO SCHIAFFO ALLE GUERRE DI BUSH
Danilo Zolo

Mentre Berlusconi e il papa accolgono a braccia aperte George W. Bush, arriva una notizia che getta l'ennesimo cono d'ombra sulla sua figura e, indirettamente, sui suoi alleati. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto ai detenuti nel campo-Lager di Guantanamo il diritto costituzionale di ricorrere ai tribunali ordinari contro la loro detenzione. Si tratta della terza sconfitta del presidente Bush sulla legittimità costituzionale dell'apparato giudiziario messo in piedi dalla sua amministrazione dopo l'11 settembre 2001. Questo apparato, in nome della guerra contro il terrorismo, viola nel modo più palese i diritti elementari dei presunti terroristi, fatti prigionieri in particolare in Afghanistan e nei paesi islamici.
Contro la lettera della Quarta Convenzione di Ginevra, ai «terroristi» è stata persino negata la qualità di prigionieri di guerra, attribuendo loro, arbitrariamente, lo stigma infamante di «illegittimi nemici combattenti». Lo stratagemma persecutorio ha consentito di negare alle vittime di Guantánamo qualsiasi diritto di habeas corpus: essi possono essere detenuti per un tempo imprecisato, senza essere oggetto di alcuna accusa specifica, né essere sottoposti a un regolare processo. L'amministrazione Bush ha inoltre dato vita a Tribunali speciali con facoltà di processare e di condannare anche alla pena capitale i presunti terroristi, ignorando i normali Tribunali militari. Nella scia delle norme liberticide del Patriot Act, l'intera civiltà giuridica e giudiziaria del rule of law è stata brutalmente violata nei suoi valori più alti e nelle sue pratiche più consolidate all'origine della dottrina dei diritti dell'uomo e dell'intera esperienza dello «Stato di diritto» europeo e occidentale.
La sentenza della Corte Suprema potrebbe avere effetti sui processi in corso a Guantanamo, tra cui quello ai presunti responsabili dell'11 settembre, e sul futuro dei circa 270 detenuti della base. E offre nuove armi a chi negli Usa si oppone all'infamia di Guantanamo e delle altre prigioni create in Iraq e in Afghanistan - da Abu Ghraib a Polj-Charki, a Bagram - dove la tortura resta all'ordine del giorno. Ed è auspicabile che la decisione della Corte suprema incoraggi i due candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, a tenere fede all'impegno elettorale di chiudere Guantanamo.
Quali aspettative politiche da questa vicenda giudiziaria? In Italia sarebbe auspicabile che la decisione del governo Berlusconi di alterare le regole d'ingaggio delle truppe italiane in Afghanistan venisse denunciata e sanzionata dalle autorità giudiziarie competenti come una gravissima lesione dell'art. 11 della Costituzione. Sul piano internazionale dovrebbe diffondersi la convinzione che nessuno strumento giudiziario o poliziesco sarà in grado di fermare il terrorismo internazionale. Nessuna violazione delle libertà fondamentali avrà l'effetto taumaturgico di riportare la pace in Europa, in Occidente e nel mondo. Anzi, questa strategia avrà molto probabilmente effetti perversi, comprimendo il valore della libertà delle persone, della loro integrità fisica e intellettuale, della loro vita. Non è negando se stesso che l'Occidente si salverà. L'Occidente non si libererà dal terrorismo internazionale se non avrà anzitutto liberato se stesso dalla pretesa di dominare il mondo con il suo strapotere economico e con l'uso illegale della forza militare.

venerdì 13 giugno 2008

Buone notizie dalla Corte Suprema US

Finalmente la Corte Suprema ha riconosciuto il diritto COSTITUZIONALE dei detenuti di Guantanamo ad avere un Giudice ORDINARIO ...
un bel passo avanti … Certo, si chiude la stalla quando i buoi sono fuggiti, cioè dopo anni di torture, ma forse i detenuti potranno evitare la corte militare e — forse — scampare la condanna a morte … In ogni caso, ora sarà chiaro che Bush admin. ha operato male, illegalmente, come il Congresso che — vergogna — ha approvato il patriot act …

Supreme Court Restores Rule Of Law To Guantánamo (12 GIU 2008)

Decision Represents Beginning Of End Of Failed Detention Policy, Says ACLU

FOR IMMEDIATE RELEASE
CONTACT: (212) 549-2666;
media@aclu.org

NEW YORK - In a stunning blow to the Bush administration’s failed national security policies, the Supreme Court ruled today 5-4 that the U.S. Constitution applies to the government’s detention policies at Guantánamo. The Court concluded that detainees held at Guantánamo have a right to challenge their detention through habeas corpus.

The following can be attributed to Steven R. Shapiro, Legal Director of the American Civil Liberties Union:

“Today’s decision forcefully repudiates the essential lawlessness of the Bush administration’s failed Guantánamo policy. It should also mark the beginning of the end of the military commission process, which permits the use of coerced evidence and hearsay and thus cannot survive the constitutional scrutiny that today’s decision demands. It is time to close Guantánamo, end indefinite detention without charge and restore the rule of law.”

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Non è vittoria completa, perché — da un altro commento sul blog dell’ACLU — si ricava che la Corte demanda alla Corte distrettuale di decidere se i detenuti debbano essere rilasciati e “we do not address whether the President has authority to detain” (sarà sempre la Corte distrettuale a decidere). Però "The Court, dividing 5-4, ruled that Congress had not validly taken away habeas rights"

martedì 10 giugno 2008

Mi hanno letto questa poesia ...

Prima di tutto vennero a prendere
gli zingari e fui contento perchè

rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e

stetti zitto perchè mi stavano
antipatici.
Poi vennero a prendere gli
omosessuali e fui sollevato perché
mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non
ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a
protestare

(Martin Niemöller)

Io ... aggiungerei una strofa iniziale:

Inizialmente arrestarono i clandestini,
ed io non dissi niente perchè non
ero clandestino.