sabato 11 ottobre 2008

Senza alcun ritegno ...

La carrambata del Tg1
Norma Rangeri

Per una volta non è stata la Carrà a fare la sorpresa, ma il Tg1. Nel bel mezzo di Carramba che fortuna, il programma della lotteria milionaria si è interrotto bruscamente per lasciare spazio all'edizione straordinaria del Tg1. Un attentato? Una strage? Macché, signore e signori, ecco a voi il presidente del consiglio con il sorriso di chi ha una buona notizia da vendere. «Cari italiani state tranquilli, il governo ha varato un piano anticrisi, nessuno perderà un euro». Una bella carrambata, un panino politico formato gigante, infilato tra un «tuca-tuca» e un mambo italiano. Sparare l'edizione straordinaria del telegiornale per un consiglio dei ministri che decreta a favore delle banche, ancora non s'era mai visto.
Notizia di rilievo, non si discute, sfugge tuttavia l'urgenza di comunicarla alle undici della sera, quando, di lì a poco, sarebbe andato in onda il consueto appuntamento con il tg (che infatti ha replicato la conferenza stampa di Berlusconi). Invece, sfruttare l'audience delle carrambate, entrare nelle case degli italiani che si aggrappano alla lotteria, planare sull'euforia di quelle palle colorate che Raffaella apre, piano piano, regalando in pochi attimi, centinaia di migliaia di euro, è tutta un'altra cosa. La televisione ti fa vincere una piccola fortuna e il presidente del consiglio ti culla nella rassicurazione che il mondo cattivo è lontano mentre qui da noi la barca va e la banca è più sicura del materasso. Un incastro prezioso come uno spot.
Chiuso il siparietto, la linea torna a Carramba, il paese delle meraviglie. Una modesta famiglia vince 198 mila euro tra gli applausi del pubblico, un'imbalsamata Patty Pravo balla il tuca-tuca con la Carrà, i boys cantano le canzoncine cretine, per «due ore di leggerezza» come promesso dall'inossidabile conduttrice. Un'allegria scacciapensieri che somiglia all'euforia sul Titanic che affonda.
Se proprio si voleva offrire al telespettatore un supplemento di varietà (e di verità), le telecamere avrebbero dovuto seguire l'infaticabile presidente del consiglio fino al teatro romano del Bagaglino, dove a tarda sera, dopo aver lasciato palazzo Chigi e l'edizione straordinaria del Tg1, ha intrattenuto il pubblico inframmezzando le rassicurazioni ai risparmiatori con il repertorio del barzellettiere. Almeno lo spettacolo del re-giullare sarebbe stato completo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

noi italiani siamo un po' come svegliarci al lunedì mattina per andare a lavorare, si sà che è ora di alzarsi, ma si fa finta ancora per qualche istante che la festa del weekend non è ancora finita. Forse è proprio ora adesso di aprire gli occhi per non arrivare tardi al lavoro. Di esempi su come si governa uno stato adesso ne abbiamo a centinaia fra italia ed estero, facciamo una bella lista di pro e contro e vediamo di darci una mossa. L'ultimo dei parlamentari prende 20.000,00 euro al mese io impiego un anno quindi deve rendere 12 volte me. Basta mi alzo e vado a lavorare, ho un paese da ricostruire, se lo faccio bene poi ci vivo bene!

Anonimo ha detto...

Purtroppo, statisticamente parlando, ciascuno ha il governo che si merita …
Le radici sono forti e profonde, a cominciare dalla serie di telenovelas, soap operas e travoltismo degli anni '70, per seguire con le tv private che - da strumento democratico - si sono sùbito trasformate in generatori di spazzatura e diffusori dell'ideologia del "ventre molle" della società, con le varie trasmissioni-lobotomia in cui si contavano fagioli o si andava a un ruspante drive-in traboccante di reggiseni a balconcino e calze a rete, con politici che ripetevano come un disco rotto «la nave va», con la dominazione assoluta dell'ideologia neoliberista spacciata per scienza …
Ma alla maggioranza delle persone andava bene così, la risata crassa, il linguaggio volgarizzato …
Molte persone sono cresciute con quel materiale, questi sono i frutti