«… separare le carriere. Chiunque abbia minima cognizione dell’argomento afferra i sottintesi: il pubblico ministero diventa fatalmente avvocato del governo; il ministro li arruola, paga, comanda, trasloca, promuove, premia, castiga, dimette; eccoli ubbidienti uomini del re; combinato al monopolio della domanda penale, questo sistema alleverebbe una repubblica facinorosa, a parte i guasti d’anima ed economia; impunità dei governativi, occhio aperto sugli avversari molesti.»
Franco Cordero, I diritti delle Procure e quelli degli indagati, La Repubblica,
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