venerdì 28 agosto 2009

Su Facebook: "Legittimo torturare i clandestini" Tra gli amici Bossi, suo figlio e Roberto Cota

da http://laltranotizia1.blogspot.com/2009/08/su-facebook-legittimo-torturare-i.html la legittimazione della tortura mi mancava ... SEMPRE MEGLIO ...


ROMA
- "Immigrati clandestini: torturali! E' legittima difesa". Lo sostiene una pagina Facebook chiamata "Lega Nord Mirano" a cui sono legati da "amicizia" oltre 400 persone. Accanto a nomi tradizionali della mitologia del Carroccio come "Attila flagello di Dio" e "Padano guerriero", troviamo nomi eccellenti come Umberto Bossi e suo figlio Renzo, ideatore del gioco "Rimbalza il clandestino" (poi tolto da Fb dopo la denuncia di Repubblica.it).

Tra i nomi che si fanno notare anche Enzo Erminio Boso, già parlamentare leghista, e Roberto Cota, capogruppo alla Camera. Che dopo il divampare delle polemiche si è cancellato: "L'amicizia su Facebook si dà in buona fede a centinaia di soggetti ogni giorno e non si può in alcun modo essere responsabili delle condotte altrui". Cota minimizza dunque la sua "amicizia" alla pagina xenofoba e invece se la prende con "il circuito mediatico impazzito" e con chi avrebbe utilizzato per questa pagina "un manifesto ritoccato graficamente" e che "la Lega non ha mai ideato". "Ho ovviamente fatto rimuovere subito l'amicizia a questa fantomatica pagina - conclude il capogruppo - e lo stesso farà Umberto Bossi".
Anche il segretario della Lega Nord Mirano si è affrettato a disconoscere la pagina di Fb: "E' solo uno scherzo di cattivo gusto". E ha poi aggiunto: "Faremo delle indagini per capire chi è stato e se dovessi scoprire che è iscritto alla Lega non c'è dubbio che lo allontanerò all'istante".
La pagina e soprattutto le amicizie eccellenti hanno comunque suscitato un vespaio di polemiche. Il primo a intervenire è stato Walter Veltroni: "Stamattina aprendo Facebook ho visto un'email inviatami da un'amica di Brescia: è la foto che la sezione di Mirano della Lega Nord usa come immagine di profilo. E' un manifesto con il simbolo della Lega e sotto la scritta Immigrati clandestini, torturarli è legittima difesa". L'ex segretario del Partito democratico ha poi aggiunto: "Io credo che questo sia inaccettabile. E' contrario a ogni forma di civiltà, prima ancora che alla nostra storia e alla nostra tradizione di emigranti". Veltroni ha perciò annunciato: "Chiederò al ministro degli Interni Maroni di adoperarsi perchè venga immediatamente cancellato". E dopo avere letto le dichiarazioni di Cota e del segretario del Carroccio di Mirano, Veltroni aggiunge: "Ho visto che c'è stata una mezza smentita però per me è più una conferma che una smentita. E' solo l'ultimo episodio di un linguaggio barbaro, figlio di una cultura intollerante che deve essere combattuta con grande nettezza".

In campo è sceso anche l'Osservatorio antiplagio chiedendo ai politici di prendere le distanze e alle autorità d'intervenire perchè la pagina venga cancellata". Risposta anche dalla comunità di Facebook dov'è nato il gruppo "Cancelliamo la pagina della Lega Nord di Mirano" che in poche ore ha già centinaia di iscritti.

L'Arci, invece, presenterà un nuovo esposto alla Procura e chiederà all'opposizione parlamentare "di presentare con urgenza una mozione di sfiducia nei confronti di un ministro indegno di ricoprire tale ruolo". Reazioni indignate anche dall'ex capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli, Paolo Cento (Verdi-Sinistra e libertà) e Marco Di Lello (Partito socialista).

Fonte: Repubblica.it

sabato 15 agosto 2009

Clandestini, la geografia delle aggressioni

da http://laltranotizia1.blogspot.com/2009/08/clandestini-la-geografia-delle.html

Non era ancora scoccata la nuova era del reato di clandestinità che già ai “volenterosi carnefici” nostrani prudevano le mani. Venerdì sera nel centro della movida di Torino. Una banda armata di spranghe assalta un ragazzo che finisce all’ospedale con un polmone perforato da una coltellata. Nonostante che l’aggressione avvenga al grido di guerra “Marocchino di m…, ti sei anche vestito bene” la polizia al momento esclude il movente razziale. Sfortunate coincidenze allora. Poco dopo a fare le spese della stessa squadraccia sarà un giovane bengalese. Tre giorni prima, a Roma,

un suo connazionale di 23 anni era stato pestato a sangue da un gruppetto di locali, tra cui un dodicenne. Spedizione punitiva perché, forse, si dice, aveva fatto degli apprezzamenti su una ragazza italiana. A Napoli la sera prima era stato picchiato selvaggiamente un indiano, racconta un lettore di Repubblica.

A occhio è una tendenza che promette solo di peggiorare. I nuovi untermenshen creati ex lege non hanno diritti e se qualcuno abuserà di loro l’ultima cosa che vorranno fare sarà di andare a sporgere denuncia alla polizia. Perché metterebbero nei guai, prima di tutto, loro stessi. Sarebbe come costituirsi.

Relax degli atleti dopo il triathlon di Osiglia

9 agosto 2009: Matteo, Gio, Enrico ed io affrontiamo il triathlon sprint di Osiglia ...
Già, Osiglia, ovvero la Trivero della Liguria ... stesso paesaggio, stessa temperatura ... come essere a casa ...
risultati buoni, visto che il percorso in bici aveva parecchie salite ...
Matteo 1'23''42, Enrico 1'23''45, Gio 1'25''20, io 1'31''44 ...

10 agosto 2009 scendiamo dai monti e proviamo a trovare il sole a Finale Ligure ... è durato due ore, poi temporale ... tutti a casa ...

... Alla prossima avventura