sabato 15 agosto 2009

Clandestini, la geografia delle aggressioni

da http://laltranotizia1.blogspot.com/2009/08/clandestini-la-geografia-delle.html

Non era ancora scoccata la nuova era del reato di clandestinità che già ai “volenterosi carnefici” nostrani prudevano le mani. Venerdì sera nel centro della movida di Torino. Una banda armata di spranghe assalta un ragazzo che finisce all’ospedale con un polmone perforato da una coltellata. Nonostante che l’aggressione avvenga al grido di guerra “Marocchino di m…, ti sei anche vestito bene” la polizia al momento esclude il movente razziale. Sfortunate coincidenze allora. Poco dopo a fare le spese della stessa squadraccia sarà un giovane bengalese. Tre giorni prima, a Roma,

un suo connazionale di 23 anni era stato pestato a sangue da un gruppetto di locali, tra cui un dodicenne. Spedizione punitiva perché, forse, si dice, aveva fatto degli apprezzamenti su una ragazza italiana. A Napoli la sera prima era stato picchiato selvaggiamente un indiano, racconta un lettore di Repubblica.

A occhio è una tendenza che promette solo di peggiorare. I nuovi untermenshen creati ex lege non hanno diritti e se qualcuno abuserà di loro l’ultima cosa che vorranno fare sarà di andare a sporgere denuncia alla polizia. Perché metterebbero nei guai, prima di tutto, loro stessi. Sarebbe come costituirsi.

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