<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773</id><updated>2012-02-17T03:02:52.868+01:00</updated><title type='text'>planetvale</title><subtitle type='html'>... The mind is like a parachute, it works best when it is opened ...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>124</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-2257849176916873574</id><published>2011-04-11T00:35:00.002+02:00</published><updated>2011-04-11T00:39:37.384+02:00</updated><title type='text'>Omaggio a Sidney Lumet</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-fe46f64af0dbfa0" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-6215799643315507786</id><published>2011-02-13T18:32:00.001+01:00</published><updated>2011-02-13T18:34:18.063+01:00</updated><title type='text'>Grandioso questo articolo!</title><content type='html'>da &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/gioie-del-sesso-e-devoti-di-regime/"&gt;Micromega&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;Gioie del sesso e devoti di regime&lt;/h2&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di &lt;strong&gt;Paolo Flores d’Arcais&lt;/strong&gt;, il Fatto quotidiano, 12 febbraio 2011&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In mutande ma vivi” è l’esibizionistico titolo che Giuliano Ferrara ha voluto dare alla manifestazione indetta “contro il moralismo puritano e ipocrita” di chi si ostina a pensare che il comportamento di Berlusconi sia incompatibile con i requisiti minimi di un politico (“statista” sarebbe parola grossa) delle liberaldemocrazie occidentali. L’iniziativa si svolgerà questo pomeriggio a Milano al Teatro Dal Verme, nome perfettamente propiziatorio e provvidenzialmente adeguato (dappoiché &lt;em&gt;nomina sunt consequentia rerum&lt;/em&gt;). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scopo dell’adunata di cotanta goliardia tristemente appassita nel servo encomio di “Lui Culomoscio” (definizione di una fan e pupilla del medesimo – la classe non è acqua – non di esecrabili “azionisti”) è fornire ai minzolini di tutte le testate di regime l’occasione per svillaneggiare in anticipo la manifestazione promossa da alcune donne, non certo in nome del moralismo e nemmeno della moralità, ma della necessità di una seppur minima decenza nel comportamento sulla scena pubblica (che del resto è richiesta dall’articolo 54 della Costituzione – anche per questo invisa alle &lt;em&gt;cheerleader &lt;/em&gt;di Forza Arcore? – che recita: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”). Manifestazione che domenica dilagherà in decine e decine di piazze con centinaia di migliaia di partecipanti, nel minimalismo dei pennivendoli di regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto, la manifestazione “Dal Verme” è solo il diapason di una campagna che la setta dei libertini devoti, falsamente libertini ma effettivamente devotissimi al già menzionato “Lui C.”, va sviluppando da mesi sul superdeficitario &lt;em&gt;Foglio&lt;/em&gt; (malgrado i milioni elargiti ogni anno dal governo e pescati nelle tasche degli irrisi non-evasori), e che ha segnato una trafelata accelerazione da quando Ilda Boccassini, Pietro Forno e Antonio Sangermano, hanno doverosamente aperto un’inchiesta per una concussione platealmente rivelata dal medesimo “Lui” – altresì “utilizzatore finale” (l’espressione è del suo avvocato onorevole Ghedini) di una prostituta, questa volta minorenne – con una telefonata alla Questura di Milano (su una linea ufficiale che registra): per ottenere, grazie al peso della sua carica, una “altra utilità”, cioè l’indebito rilascio della minorenne che avrebbe potuto inguaiarlo. Il manipolo dei finti libertini di Giuliano Ferrara vuole infatti da mesi far credere che gli avversari (soprattutto le avversarie) del regime liberticida di Berlusconi, in gioventù sessantottina teorizzanti e talvolta anche praticanti “porci con le ali” delle gioie della liberazione sessuale, si siano trasformate/i in occhiuti bacchettoni e laide beghine e vogliano imputare a “Lui”, in sinergia con i “guardoni” delle procure, quanto vorrebbero ancora ma non possono. Invidia e risentimento, insomma, altro che legalità e moralità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ferrara e la sua coorte di devotissimi di “Lui” sanno benissimo di mentire per la gola. Ma con la cassa di risonanza di un controllo televisivo quasi totalitario è molto facile far diventare bianco il nero. Contano su questo, sull’incubo orwelliano della neolingua sontuosamente realizzato da “Lui-con-quel-che-segue”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece. Libertari e garantisti siamo rimasti (e libertini talvolta, ma questa è irrinunciabile privacy). Libertari: pensiamo che in fatto di sesso, tra adulti consenzienti, di tutto e di più. Adulterio, masturbazione, orge, sadomasochismo, uso di pornografia e “gadget” sessuali, scambio di coppie, prostituzione, financo sesso con animali (se non si dà luogo a maltrattamento), e chi più ne ha più ne metta, il tutto sia in chiave etero che omo che transessuale. Nessuno, magistrato o giornalista che sia, in questa sfera privata deve poter mettere becco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le righe che precedono le ho scritte oltre un mese fa, sul sito del Fatto (quasi duecentomila visitatori al giorno), e gli unici dissensi sono stati di qualche lettore animalista. Bacchettoni e beghine, si tranquillizzi il devotissimo Ferrara, non albergano da queste parti. Quanto alla tutela della privacy, noi giustizialisti-giacobini-girotondini-azionisti (sempre e comunque trinariciuti nel nostro affetto per la Costituzione nata dalla Resistenza), siamo più rigidi della Comunità europea, per non parlare degli Usa (“che hanno sempre ragione” secondo il lapidario servilismo di “Lui”, prono-americano solo se si tratta di guerre) dove la tutela della privacy della persona pubblica è per legge infinitamente minore di quella del privato cittadino. Noi no. Noi pensiamo che debba essere la stessa, catafratta, e che solo il politico possa stabilire le eccezioni che lo riguardano. Se fa della difesa della famiglia un tema per ottenere consensi, legittima qualsiasi domanda o inchiesta sulle proprie infedeltà. Se si dedica a campagne contro i gay non può invocare la privacy qualora si scopra un suo &lt;em&gt;penchant&lt;/em&gt; omosessuale, se propone leggi draconiane contro la prostituzione (clienti compresi) ogni sua utilizzazione di prostituta diventa fatto pubblico, se dichiara che certe cose non le ha mai fatte, anziché limitarsi al secco “fatti miei”, rende legittima la curiosità giornalistica sull’eventuale menzogna. Altrimenti no. Chiaro il criterio, devotissimo Ferrara?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alla gioiosa libertà sessuale: cosa c’entra il sesso libero, che è condiviso e reciproco piacere per il piacere (o per amore, o per curiosità, gioco, sperimentazione...) con l’acquisto a ore di un corpo, o di un’infornata di corpi, mossi non già da gioiose voglie ma da “danaro o altra utilità”, &lt;em&gt;auri sacra fames&lt;/em&gt; capace di compensare lo schifo, confessato pre e post alle amiche, per le carni in smottamento alla cui virilità chimico-meccanicamente artefatta devono dedicarsi? Se non capisci la differenza lascia perdere, devotissimo Ferrara: non parlare di cose che non conosci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(12 febbraio 2011)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-6215799643315507786?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/6215799643315507786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=6215799643315507786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6215799643315507786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6215799643315507786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2011/02/grandioso-questo-articolo.html' title='Grandioso questo articolo!'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-1146288923478492088</id><published>2011-01-30T10:15:00.002+01:00</published><updated>2011-01-30T10:55:23.205+01:00</updated><title type='text'>Siamo a questo punto?</title><content type='html'>Mi è stato detto "Siamo alla scena finale del Caimano di Moretti"&lt;br /&gt;Ne ricordavo il significato, ma non ricordavo esattamente la scena ... sono andata a rivedermela (fonte&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=KhmJJvZ1eac"&gt; Youtube&lt;/a&gt;)...&lt;br /&gt;... Veramente inquietante ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-89aed18a4c1fe742" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v5.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D89aed18a4c1fe742%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331819367%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D4720B56B07466064233769E709A8DDB7366D05EF.17469948286ABB7D7C10D97223400B9D7F646075%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D89aed18a4c1fe742%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Dw4byFVfb_42CPcMrlFJies0oTOI&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v5.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D89aed18a4c1fe742%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331819367%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D4720B56B07466064233769E709A8DDB7366D05EF.17469948286ABB7D7C10D97223400B9D7F646075%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D89aed18a4c1fe742%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Dw4byFVfb_42CPcMrlFJies0oTOI&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-1146288923478492088?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/1146288923478492088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=1146288923478492088' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1146288923478492088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1146288923478492088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2011/01/siamo-questo-punto.html' title='Siamo a questo punto?'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-5630475788756234557</id><published>2011-01-04T20:23:00.003+01:00</published><updated>2011-01-04T20:32:17.754+01:00</updated><title type='text'>Sulla mancata estradizione di Cesare Battisti ...</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;" class="fleft w620 grazie f30 grazie grigiotitolo"&gt;Da &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/04/in-difesa-del-brasile/84775/"&gt;Il fatto quotidiano&lt;/a&gt; pubblico questo articolo che condivido pienamente nelle motivazioni. In più, aggiungerei: dov'erano tutti questi giustizialisti quando è morto Craxi? Uomo condannato con sentenza passata in giudicato per reati contro la PA, fuggito in Tunisia per sottrarsi alla giustizia ... e cosa si è fatto? ADDIRITTURA IL FUNERALE DI STATO ... E caliamo un velo pietoso su chi c'era al governo in quel momento ... Che tristezza ... Povera Italia ...&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="fleft w620 grazie f30 grazie grigiotitolo"&gt;   In difesa del Brasile- di Massimo Fini&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;              Se io fossi nei panni delle autorità  brasiliane non consegnerei &lt;strong&gt;Cesare  Battisti &lt;/strong&gt;all’Italia. Che garanzie di  giustizia può dare un  Paese il cui presidente del Consiglio dichiara  quasi quotidianamente,  anche in sedi estere, che “la magistratura è il  cancro della democrazia  italiana”, che “all’interno della magistratura  esiste un’associazione a  delinquere a fini eversivi”, che “i giudici  sono antropologicamente  dei pazzi”? Dice: ma &lt;strong&gt;Battisti&lt;/strong&gt; è stato condannato  molti  anni fa, nel 1985, nel 1991, nel 1993, prima dell’era  berlusconiana.  Ma se la &lt;strong&gt;Magistratura&lt;/strong&gt; è il “cancro       della  democrazia” non lo è diventata  improvvisamente dall’avvento di monsieur  Berlusconi, se la suo interno  ci sono “associazioni a delinquere”, ci  sono oggi come potevano esserci  anche ieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che garanzie &lt;/strong&gt;hanno le &lt;strong&gt;Autorità brasiliane&lt;/strong&gt;  che Battisti non sia stato condannato da qualche gruppo di magistrati  felloni? Nel suo parere favorevole  all’estradizione di Battisti  l’Avvocatura dello Stato brasiliano dice:  “Non si deve tralasciare di  riconoscere che lo Stato italiano è  indiscutibilmente uno Stato  democratico di Diritto e che le sue  decisioni devono considerarsi  espressione della       volontà dei propri cittadini”. Ma  proprio  questa precisazione dice che in Brasile si hanno dei dubbi sulla   effettiva democraticità del nostro Stato. Nessuno si sentirebbe in   dovere di chiarire che la Germania o la Svezia o l’Olanda sono “Stati   democratici di Diritto”, sarebbe dato per presupposto, per implicito,   per scontato. E in effetti       l’Italia non è uno Stato  democratico.  Non è democratico un Paese in cui la Magistratura, che è  l’organo di  garanzia dell’osservanza delle leggi, quello che ci consente  di essere  uniti e di non darci alla giustizia privata, alla faida, è   delegittimata. Non è uno Stato democratico quello in cui il  presidente  del Consiglio, proprio in base a questo sospetto sulla  Magistratura  dello Stato di cui pur è guida, si sottrae, con vari  espedienti, alle  leggi del suo Paese. In realtà, nel caso Battisti, scontiamo anni di  garantismo peloso. Di destra e di sinistra. Da noi esiste un signore,  Adriano Sofri, che è stato  condannato a 22 anni di reclusione per  l’assassinio sotto casa di un  commissario di polizia, dopo nove  processi, di cui uno, caso rarissimo  in Italia, di revisione, avendo  quindi goduto del massimo di garanzie  che uno Stato può offrire a un  suo cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure &lt;strong&gt;Sofri &lt;/strong&gt;ha scontato solo sette  anni di carcere e,  senza aver potuto usufruire dei normali benefici di  legge, che non  scattano dopo solo sette anni su ventidue, è libero da  tempo, e scrive  sul più importante quotidiano della sinistra, &lt;strong&gt;La  Repubblica&lt;/strong&gt;,  e sul più venduto settimanale della destra, &lt;strong&gt;Panorama&lt;/strong&gt;, e  da  quelle colonne lui ci fa quotidianamente la morale ed è onorato e   omaggiato dall’intera intellighentia che, ad onta di tutte le        sentenze, lo ritiene, a priori e per  diritto divino, innocente. Perché,  soprattutto vedendo le cose dal  lontano Brasile, non potrebbe essere  innocente anche Cesare Battisti che  ha       potuto usufruire solo dei  tre normali gradi di giudizio?      In verità siamo noi, noi italiani,   che ci siamo messi in questa situazione giuridicamente ambigua che con   lo Stato di diritto e la democrazia non ha nulla a che vedere. E Silvio   Berlusconi che ha guidato per quattro volte il governo ha dato il suo   potente e determinante contributo alla delegittimazione della giustizia   dello Stato di cui pure è a guida e, con essa, alla delegittimazione  del  nostro Paese. Nella sostanza e nell’immagine. Per cui è patetico  che  adesso facciamo le suorine scandalizzate perché il Brasile non ci  vuole  consegnare l’assassino Cesare Battisti. Raccogliamo ciò che, in  questi  anni, abbiamo seminato. All’interno ci consideriamo un Paese   democratico. All’estero       ci vedono per quello che siamo e   appariamo: un Paese in cui sono saltate tutte le regole dello Stato di   diritto. Io non consegnerei Battisti all’Italia nemmeno se fossi il   Burkina Faso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; del 4 gennaio 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-5630475788756234557?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/5630475788756234557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=5630475788756234557' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5630475788756234557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5630475788756234557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2011/01/sulla-mancata-estradizione-di-cesare.html' title='Sulla mancata estradizione di Cesare Battisti ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-1490719022901802877</id><published>2011-01-02T09:55:00.002+01:00</published><updated>2011-01-02T09:58:36.206+01:00</updated><title type='text'>Buon 2011 ... speriamo ...</title><content type='html'>Da &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/31/non-cliccate-su-mi-piace/84402/"&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;... bell'articolo ... interessante vedere chi è chi ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non cliccate su mi piace - di &lt;span class="grigioscuro grazie f12"&gt;Alberto Puliafito &lt;/span&gt;       &lt;div class="fleft w620 grazie f14 lh20 nero" id="testoarticolo"&gt;      &lt;br /&gt;E’ un &lt;strong&gt;processo lento e inesorabile&lt;/strong&gt;, quello che mi va di sviscerare in questa fine 2010. Non che il Capodanno sia mai stato questo gran rito di passaggio, in effetti. Eppure, i riti di passaggio sono stati importanti e dovrebbero esserlo ancora. La festa, la socialità, sono importanti. I sogni collettivi sono importanti. Come le parole. Ma quel processo lì, cui si assiste spesso inermi, se non complici, opera una metamorfosi delle parole, cancella i sogni collettivi e riempie le pance di pochi eletti. Quelli non eletti, provano a riempirsele da sole, come meglio possono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre festeggiamo, il governo fa passare il &lt;strong&gt;Milleproroghe&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Napolitano&lt;/strong&gt; promulga la cosiddetta&lt;em&gt; riforma dell’università – percarità&lt;/em&gt;, sollevando alcune eccezioni – un calderone che svuota la parola &lt;em&gt;riforma&lt;/em&gt; di qualunque significato.&lt;br /&gt;Il Milleproroghe non esisteva fino al 2005. Giorgio Napolitano, in polemica con Berlinguer, faceva parte, nel Pci, dei &lt;strong&gt;Migliorist&lt;/strong&gt;i (fra le cui fila militava anche, per dire, un certo Sandro Bondi). Perché la questione morale non aveva importanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Festeggiamo, e siamo talmente concentrati sugli scandali nostrani – certo, quando troviamo il tempo per pensarci, fra un boccone e l’altro – che ignoriamo che esista anche un mondo là fuori, che vive quotidianamente, fuori dalle Alpi e dal mare, indipendentemente dalla &lt;strong&gt;visione italocentrica&lt;/strong&gt; che va per la maggiore anche nelle realtà antisistemiche. Festeggiamo e possiamo esprimere il nostro consenso cliccando &lt;em&gt;mi-piace-su-Facebook&lt;/em&gt;. Il dissenso, su Facebook, non esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni ’90, qualcuno parlò della dittatura del &lt;strong&gt;pensiero unico&lt;/strong&gt;. Quel qualcuno si chiamava Ignacio Ramonet, direttore de &lt;em&gt;Le monde diplomatique&lt;/em&gt;. Era un’idea, un’idea importante. Un’idea che ci siamo velocemente dimenticati, travolti dalla polvere delle Twin Towers, dal sangue versato al G8 di Genova, plasmati dagli slogan dell’amore e del buonismo, persi fra i meandri della &lt;em&gt;controinformazione&lt;/em&gt;, che non dovrebbe essere informazione-contro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’antagonismo &lt;/strong&gt;si radicalizza su posizioni sempre meno condivisibili, perché afferiscono a schemi vecchi e slegati dalla realtà – esattamente come le posizioni di una politica che risponde alle proteste a colpi di zone rosse – e parole d’ordine che appartengono ad un’altra epoca; altre realtà emergenti galleggiano in un limbo a metà fra l’essere virtuosi, il moralismo neocristiano e una narrazione manicheista (buoni contro cattivi) che spesso sfocia nel &lt;strong&gt;qualunquismo &lt;/strong&gt;(siamo tutti un po’ buoni e un po’ cattivi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Montezemolo &lt;/strong&gt;propone una lista civica nazionale – controsenso in termini. Ma anche il concetto di lista civica, è un controsenso in termini cui siamo ormai assuefatti – da una &lt;strong&gt;sinistra rosa pallido&lt;/strong&gt; emergono ventate di alleanza con il cosiddetto terzo polo (nella cui orbita gravitano, senza troppi misteri, ex fascisti): un abominio politico che va al di là di qualsiasi connubio possibile, e che dovrebbe sembrare aberrante a entrambe le parti. Il &lt;strong&gt;papa &lt;/strong&gt;fa i suoi proclami urbi et orbi e poi opera qualche cambiamento sulla Banca vaticana: arriveranno “gli euri” con la sua effigie, si faranno più controlli, ma tanto i conti resteranno cifrati. Tanto, la memoria storica si perde, e degli scandali dello Ior, prima o poi, si ricorderanno in tre.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Fassino &lt;/strong&gt;(migliorista anche lui, a quanto risulta) si prepara a candidarsi per la poltrona da sindaco di Torino e intanto dice che da operaio voterebbe sì all’accordo per Mirafiori, con buona pace di Moretti e del suo &lt;em&gt;“dì qualcosa di sinistra”. &lt;/em&gt;L’eccezione si fa regola; affiorano ovunque associazioni non-profit che sembrano lobby protomassoniche e che si fanno veicolo delle idee dei grandi pensatori dell’anno o del decennio – i &lt;strong&gt;think tank&lt;/strong&gt;, locuzione che fa rabbrividire, a pensarci sul serio. Le differenze si appiattiscono, i santoni si ritagliano le loro prime serate in tv e in tutto questo il &lt;strong&gt;pensiero critico&lt;/strong&gt; – unico vero nemico del pensiero unico – si affossa e marcisce, impegnato a seguire, quando può, come può, quel corteo, questo scandalo di letto, quella P3, quel movimento di un qualche “no”, condivisibile ma limitato a una visione del mondo parziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra un pezzo di panettone e una bollicina di spumante, rimarrà di sicuro una traccia di quel pensiero critico lì, che – questo l’augurio che mi sento di fare, per quel che vale – potrebbe &lt;strong&gt;rinascere &lt;/strong&gt;dalle ceneri di un anno passato anche sulle barricate, ma troppo senza un disegno comune, un vero sogno collettivo che non fosse la caduta del sovrano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rinascerà, si spera. Resisterà e rinascerà da tutte quelle realtà che, lentamente, costruiscono coscienza civica, studiano e informano e non si limitano a sopravvivere. Non darà frutti nel 2011: forse ci vorranno vent’anni. Ma da qualche parte &lt;strong&gt;bisogna pur ricominciare&lt;/strong&gt;, per creare un modello alternativo, con parole nuove e nuovi significati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora, se cliccate su mi piace, si consumerà il paradosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-1490719022901802877?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/1490719022901802877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=1490719022901802877' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1490719022901802877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1490719022901802877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2011/01/buon-2011-speriamo.html' title='Buon 2011 ... speriamo ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-3365160054760921600</id><published>2010-09-30T20:09:00.003+02:00</published><updated>2010-09-30T20:18:14.439+02:00</updated><title type='text'>C'è un Giudice a Milano!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;da &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: georgia;" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/30/il-bonus-bebe-leghista-e-discriminatorio-ora-il-comune-di-tradate-paghi-gli-arretrati/66304/"&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt; ...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="grigioscuro grazie f12 destra" style="margin-right: 10px; font-family: georgia; color: rgb(255, 255, 102);font-size:100%;" &gt; ed ecco che la Lega torna ad appellarsi al "sentire dei cittadini" ... brutta storia ... per fortuna, però, i Giudici non devono decidere in base al "sentire dei cittadini" ... ricordo al Sindaco di Tradate che, secondo la Costituzione Italiana,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102); font-family: georgia;font-size:100%;" &gt;"I giudici sono soggetti soltanto alla legge".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="grigioscuro grazie f12 destra" style="margin-right: 10px;"&gt;&lt;br /&gt;30 settembre 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="fleft w620 f30 grazie grigiotitolo"&gt; Il bonus bebé “leghista” è discriminatorio&lt;br /&gt;“Ora il comune di Tradate paghi gli arretrati”&lt;/p&gt;&lt;p class="fleft w620 f30 grazie grigiotitolo"&gt;&lt;span class="grigioscuro grazie f12"&gt;di Simone Ceriotti &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="fleft w620 f14 lh14 nero grazie bold"&gt;  Il tribunale del Lavoro di Milano boccia il ricorso del comune del  Varesotto e lo obbliga a erogare il contributo a tutti i nati dal 2007  ad oggi. Non solo ai figli di italiani. Il sindaco: "Sentenza che non  corrisponde al sentire dei cittadini"&lt;/p&gt;Ricorso  respinto e obbligo di pagamento degli arretrati dal 2007 ad oggi. Non  poteva andare peggio al comune di Tradate (in provincia di Varese,  amministrato dalla Lega Nord) nella battaglia legale in difesa del bonus  bebé riservato “solo ai figli di entrambi i genitori italiani”.  L’attesa sentenza del giudice del lavoro di Milano, depositata ieri, non  si limita a respingere il reclamo contro la sentenza di primo grado del  luglio scorso (che già definiva discriminatorio il provvedimento), ma  dispone anche di pagare i contributi non versati negli ultimi 3 anni.  “Il Collegio – si legge nell’ordinanza – ordina al comune di offrire  l’erogazione del bonus bebé ai neonati iscritti all’anagrafe del comune  stesso dal 2007 in poi”, con il solo vincolo che uno dei genitori sia  residente a Tradate da almeno cinque anni. Spazzata via dunque la  restrizione contenuta nella delibera originaria del comune, che  stabiliva come requisito per l’erogazione di 500 euro (contributo alla  natalità) “la cittadinanza italiana di entrambi i genitori”. La sentenza  non lascia spazio a dubbi: “Non è possibile individuare – si legge –  alcun valido motivo di differente trattamento tra cittadini e stranieri,  che non sia quello di escludere dal beneficio previsto gli stranieri  solo perché tali”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questa sentenza – spiega l’avvocvato &lt;strong&gt;Alberto Guariso&lt;/strong&gt;,  che ha seguito la causa e i ricorsi per Asgi e Avvocati per niente –  rende giustizia alle nostre richieste. Ripristina la parità di  trattamento obbligando il comune a porre rimedio a una discriminazione”.  In sostanza, l’amministrazione di Tradate aveva presentato reclamo  contro la sentenza di primo grado, che a luglio aveva ordinato la  sospensione del provvedimento, definendolo “discriminatorio”. Gli  avvocati delle associazioni che rappresentano gli immigrati hanno deciso  di presentare a loro volta un reclamo, contestando quella parte di  sentenza che non ordinava al comune di pagare gli arretrati”. Il giudice  Silvia Ravazzoni, nella sentenza di appello, ha definito “pienamente  condivisibili” le decisioni del giudice di primo grado riguardo al  comportamento discriminatorio, ricordando “il principio costituzionale  di uguaglianza” che “non tollera discriminazioni”. E, appunto, ha  ordinato al comune di pagare i bonus non erogati dal 2007 (anno di  pubblicazione della delibera) ad oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raggiunto al telefono da ilfattoquotidiano.it, il sindaco di Tradate&lt;strong&gt; Stefano Candiani&lt;/strong&gt;,  segretario provinciale della Lega Nord, dice di non avere ancora  notizia della sentenza, ma rilascia una dichiarazione sarcastica: “Sono  soddisfattissimo come cittadino, perché la giustizia ha dato prova di  saper completare due gradi di giudizio in poco più di tre mesi”.  Sollecitato sulle disposizioni della sentenza, Candiani si lascia  andare: “Rispettiamo le sentenze, ma in questo caso non corrispondono al  sentire dei cittadini. Prima di dire che ci adegueremo alla sentenza,  voglio ricordare che ci sono tre gradi di giudizio”. Nel ricorso  presentato ad agosto, il comune di Tradate aveva definito questo bonus &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/06/solo-piccoli-ariani/56416/"&gt;“un incentivo contro la morte dei popoli”&lt;/a&gt;,  sollevando dure polemiche, tra cui quello di “provvedimento nazista”.  Ma Candiani non ritratta: “Voglio ripeterlo – continua – il nostro  intervento sulla natalità non voleva essere di carattere sociale, ma  squisitamente demografico. Alla luce della sentenza, faremo riflessioni  di carattere politico, perché questa è una sentenza politica”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-3365160054760921600?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/3365160054760921600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=3365160054760921600' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3365160054760921600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3365160054760921600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/09/ce-un-giudice-milano.html' title='C&apos;è un Giudice a Milano!'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-5138065872123163241</id><published>2010-09-16T22:41:00.001+02:00</published><updated>2010-09-16T22:43:07.768+02:00</updated><title type='text'>Soluzione 5 per cento - di Marco Travaglio</title><content type='html'>da &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/16/navigando-senza-tom-tom-nelle-centinaia-di/61257/"&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt; ... sempre mitico Travaglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Navigando senza Tom Tom nelle centinaia di paginate dei giornali piene di indiscrezioni, retroscena, interviste, dichiarazioni con smentita incorporata, il cittadino (e)lettore si chiede che diavolo sta succedendo. Ha sentito i finiani garantire il loro voto al 95% del programma in 5 punti e 13 pagine di &lt;strong&gt;B&lt;/strong&gt;, che comprende tutto lo scibile umano, dall’economia planetaria alla &lt;strong&gt;Salerno-Reggio Calabria&lt;/strong&gt;, e ingenuamente domanda: dov’è allora il problema? Perché il pover’ometto, a quell’età e in quelle condizioni psicofisiche, si arrabatta per comprare traditori pronti a tradirlo appena svoltato l’angolo, pescandoli preferibilmente (e comprensibilmente) tra le coppole siciliane? Perché non s’accontenta di quel 95% di riforme, visto che in 16 anni non ne ha fatta manco una? La risposta è banale, addirittura lapalissiana. Ma diventa un rompicapo, una sciarada, visto che la stampa italiana non serve, come nel resto del mondo, a semplificare le cose complicate, ma a complicare le cose semplici. È raro trovare un giornale (men che meno un tg) che spieghi chiaramente cos’angustia il &lt;strong&gt;Caimano&lt;/strong&gt; in queste notti di fine estate: non le grandi o le piccole riforme, e nemmeno la Salerno-Reggio Calabria; bensì, pensate un po’, i suoi processi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due (&lt;strong&gt;Mills e Mediaset&lt;/strong&gt;) furono bloccati col “legittimo impedimento” alle soglie della sentenza di primo grado; il terzo (&lt;strong&gt;Mediatrade&lt;/strong&gt;) alle soglie del tribunale. Poi ci sarebbe l’inchiesta di &lt;strong&gt;Trani&lt;/strong&gt; sulle manovre &lt;strong&gt;anti-Annozero&lt;/strong&gt;, ma quella riposa in pace alla &lt;strong&gt;Procura di Roma&lt;/strong&gt;, così solerte invece (addirittura nella pausa estiva) sul mega-scandalo di casa &lt;strong&gt;Tulliani&lt;/strong&gt;, di cui peraltro si ignora il reato. Varato nel febbraio scorso per la durata di 18 mesi, il “legittimo impedimento” scade fra un anno. Ma potrebbe svanire già il 14 dicembre se la &lt;strong&gt;Consulta&lt;/strong&gt; dovesse bocciarlo. Insomma, i tre processi potrebbero ripartire a gennaio e i primi due chiudersi in tribunale entro l’estate. Dunque B. ha tre mesi per inventarsi qualcos’altro di più sicuro e duraturo, e trovare una maggioranza che glielo voti. L’ideale era il “processo breve”, ma ammazzava mezzo milione di processi: ritirato dopo il marameo di &lt;strong&gt;Fini&lt;/strong&gt;. Che fare? Allungare il congelamento con un nuovo “legittimo impedimento” che impedisca alla Consulta di pronunciarsi sul primo? Troppo rischioso. Trattandosi di una nuova legge, la Consulta potrebbe intanto bocciare la vecchia e, implicitamente, anche la nuova: a quel punto persino &lt;strong&gt;Napolitano&lt;/strong&gt; avrebbe difficoltà a firmarla. Meglio una soluzione finale, che fulmini i tre processi una volta per tutte. Perfidamente Fini insiste per il lodo Alfano costituzionale. Ma &lt;strong&gt;Ghedini&lt;/strong&gt; giustamente non ne vuol sapere: per una legge costituzionale occorre almeno un anno di lavori parlamentari, con doppia lettura &lt;strong&gt;Camera-Senato-Camera-Senato&lt;/strong&gt; più un altro anno per il referendum confermativo (evitabile solo con una maggioranza del 66%, e B. non è sicuro nemmeno del 51%) che, con l’aria che tira, diventerebbe abrogativo. Intanto c’è tutto il tempo per arrivare alle sentenze di primo grado, più l’appello della causa civile &lt;strong&gt;Mondadori&lt;/strong&gt; (in primo grado la &lt;strong&gt;Fininvest&lt;/strong&gt; fu condannata a pagare 750 milioni a &lt;strong&gt;De Benedetti&lt;/strong&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche buontempone ripropone il lodo &lt;strong&gt;Consolo&lt;/strong&gt;: decide il Parlamento se un reato è ministeriale o no. Ma i delitti contestati a B. sono corruzione, falso in bilancio, appropriazione indebita, frode fiscale: che c’entrano con le funzioni di governo? In attesa che il cilindro di Mavalà partorisca un nuovo coniglio morto, B. passa le notti in bianco. E il Paese è sempre appeso ai suoi processi: 60 milioni di scudi umani presi in ostaggio in cambio della sua impunità. Ma zitti, mi raccomando, non si deve sapere. Ieri &lt;strong&gt;Ostellino&lt;/strong&gt;, sul &lt;strong&gt;Pompiere&lt;/strong&gt;, invitava B. a “mostrare di essere un uomo di Stato” e “chiarire quali ostacoli istituzionali, politici, sociali gli hanno impedito di fare le riforme”. Povero Ostellino, la mamma non gli ha ancora spiegato nulla. Quando uno lo legge, non capisce mai se ci è o ci fa. L’ipotesi più accreditata è che ci sia e ci faccia contemporaneamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-5138065872123163241?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/5138065872123163241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=5138065872123163241' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5138065872123163241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5138065872123163241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/09/soluzione-5-per-cento-di-marco.html' title='Soluzione 5 per cento - di Marco Travaglio'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-1974311919716172939</id><published>2010-09-16T19:11:00.001+02:00</published><updated>2010-09-16T19:13:14.157+02:00</updated><title type='text'>Una repubblica fondata sulla volgarità - di Angelo d'Orsi</title><content type='html'>da &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/una-repubblica-fondata-sulla-volgarita/"&gt;Micromega&lt;/a&gt; ... che bello questo articolo ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si sta per un po’ di tempo fuori del Bel Paese, nell’Europa  Occidentale, al rientro, inesorabilmente, lo si ritrova così brutto,  così piagato dalle sue tante mafie, che ci si chiede come lo si possa  ancora definire Bello. Certo, direte: i paesaggi, i musei, le città  d’arte (e cittadine: quante sono!), la cucina… Ma i paesaggi sono  scempiati giorno dopo giorno, inesorabilmente, dall’attivismo dei nostri  concittadini, tollerati quando non addirittura incoraggiati (ah, i  condoni edilizi!), dai governi, quest’ultimo, in particolar modo: in  ogni caso la logica della ruspa vince, senza neppure istituire gare,  contro la logica della bellezza, che è peraltro la logica della salvezza  della natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E che dire dei musei? Privi di fondi, con  strutture spesso cadenti, si barcamenano come possono, con orari  ridotti, personale insufficiente (e sovente dequalificato), scarsa o  nulla sicurezza. E quanto alle città d’arte, troppi interventi  all’insegna del cosiddetto “arredo urbano”, troppe automobili, troppi  torpedoni che scodellano torme di turisti, a cui si esemplano ormai le  strutture economiche e urbanistiche: ossia, queste città sono diventate  luoghi in cui è quasi impossibile condurre un’esistenza “normale”.  Provate a fare la spesa a Venezia, Firenze, o Roma: se non vi  allontanate dal centro è impresa improba, tanto per dirne una. Senza  contare la ricaduta sui prezzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, ci rimane la cucina: ma  benché la televisione pulluli di programmi ad hoc, e a dispetto delle  migliaia di manifestazioni enogastronomiche – per cui parrebbe che oggi  non si possa realizzare un raduno culturale senza spaccio di vino e  “prodotti del territorio” – troppi sono i locali in cui si mangia in  modo mediocre e si spendono cifre esorbitanti. Insomma, smettiamola, con  questi miti. Che non corrispondono più se non in piccola parte alla  realtà. A meno che non siamo in grado di fare una rivoluzione culturale;  perché se non assumiamo tutti un’ottica volta a cogliere l’interesse  generale, se non smettiamo di praticare la politica del guardare  all’immediato senza tener conto del dopo, e se non ricominciamo a  partecipare in prima persona alla vita della cittadinanza (attiva), sarà  impossibile invertire la rotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lo choc maggiore rientrando  in Italia lo si riceve aprendo i giornali, riguardando la tv, ascoltando  la radio... Ritrovando i servi fedeli del &lt;em&gt;tycoon&lt;/em&gt; che fingono  di fare i giornalisti, gli opinionisti, i commentatori, o addirittura i  narratori di fatti (magari inventati: ma il nesso tra fatti e notizie è  ormai puramente casuale); riascoltando le cattiverie di Brunetta, o le  insinuazioni di Cicchitto, o le scempiaggini di Buonaiuti; ma,  soprattutto, ovviamente, rivedendo LUI, il Cesare, il supremo  barzellettiere di casa nostra (o di cosa nostra?), il principe dei  bugiardi, l’uomo-che-si-è-fatto-da-sé, o, chissà, con qualche misterioso  “aiutino”, che ancora oggi lo sostiene, come rivelano giorno dopo  giorno la ragnatela di comitati d’affari che tutti, per un verso o per  l’altro, a lui conducono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ho visto, dunque, l’uomo della  Provvidenza, il più grande presidente del Consiglio della storia  mondiale, l’individuo a cui forse solo Gesù, il Cristo, è stato  superiore (ma v’è tempo per ribaltare anche questo piazzamento in  classifica, naturalmente). L’ho visto e sentito, mentre apostrofava i  magistrati italiani, in un consesso internazionale, con le ben note  accuse; l’ho visto e sentito gigioneggiare, intubato nel suo vestito  anti-grasso, e raccontare mentre una scempia ministra che ha come solo &lt;em&gt;atout&lt;/em&gt;  la giovane età (ma a mio avviso trattasi di aggravante) fingeva di  intervistarlo: impresa improba, d’altronde, vista la logorrea del  piazzista; l’ho ammirato mentre si prestava al gioco della torre, con  tanto di cubi con le facce dei politici, da far cadere… È stato a quel  punto che una voce interiore mi ha mormorato: sei tornato nel Bel Paese.  Ma che (Bel) Paese è mai questo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E costui è il nostro  presidente? E milioni di nostri concittadini gli concedono ancora  fiducia? A questo propalatore di menzogne? A questo raccontatore di  favolette? A quest’uomo ossessionato dalla “tutela” del suo patrimonio,  per la cui difesa è pronto a mandare a fondo una nazione? A questo  maschio infoiato che, a furia di Cialis e Viagra, sembra aver perso  qualsiasi senso non dico del pudore (sentimento a lui negato dalla  natura), ma della decenza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho cambiato canale, e mi è capitato di assistere a uno degli ormai innumerevoli raduni leghisti: ho sentito il &lt;em&gt;lider maximo&lt;/em&gt;,  in camicia verde, che bofonchiava, e incitava, con i suoi giannizzeri  accanto, e un figlio inerte che manco annuiva: presenziava. Ma intanto  il suo posto è accanto al padre padrone, delfino che suppone di  ereditare un partito. Un misto di sdegno e pena mi ha travolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre  scuotevo la testa, un po’ scoraggiato, ho provato ancora a cambiare  canale tv, mentre distrattamente sfogliavo vecchi giornali (inutili come  il giornale di ieri, scrive Prévert, in una sua poesia: ma per noi  l’inutilità non sta nell’invecchiamento quanto nella impossibilità di  distinguerlo da quello di oggi): ho scoperto notizie interessanti, come  quella relativa allo “sciopero” dei calciatori (no comment), o notizie  ahimé vecchissime, che si ripropongono implacabilmente ogni giorno: 3  morti, 2 morti, 5 morti “sul lavoro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “piaga delle morti  bianche,” col presidente della Repubblica che s’indigna, qualche  ministro che fa dichiarazioni sottolineando l’impegno del governo, salvo  scoprire in altro giornale che Tremonti ha dichiarato che non ci sono  fondi da investire nella sicurezza dei lavoratori, e la signora  Marcegaglia tuonare che ci sono troppi vincoli e restrizioni e pesi a  carico dei poveri imprenditori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E che dire delle ultime imprese  leghiste? Ho un solo termine per definirle: raccapriccianti. La mia  preferita (!), è quella della scuola di Adro, nel Bresciano, di cui  leggo essere stata “appaltata” al partito di Bossi. Il mio sogno è un  drappello di carabinieri, che, su ordine di un magistrato, vada ad  arrestare la Giunta comunale, il dirigente scolastico, e l’intero stato  maggiore della “Lega Nord – Padania”, della provincia. In attesa che  l’intero gruppo dirigente – i resistibili Signor Nessuno portati alla  ribalta dal celodurismo bossista – del partito, finisca al fresco:  imputazione? Attentato alla sicurezza e all’unità nazionale. Basta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Depresso  per i volti di Bossi, Calderoli, Borghezio, e ancora più per il  silenzio o l’attitudine minimizzatore di troppi davanti a episodi di  tale gravità, vado a frugare nelle cronache mondane: tra immagini e  parole, mi sono imbattuto nelle storie, storielle e storiacce dei “vip  in vacanza”. Beh, qui mi devo fermare. L’Italia è diventata dunque una  repubblica fondata sulla volgarità?&lt;br /&gt;Aiuto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Angelo d'Orsi&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-1974311919716172939?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/1974311919716172939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=1974311919716172939' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1974311919716172939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1974311919716172939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/09/una-repubblica-fondata-sulla-volgarita.html' title='Una repubblica fondata sulla volgarità - di Angelo d&apos;Orsi'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-5287670166970675468</id><published>2010-09-12T13:50:00.001+02:00</published><updated>2010-09-12T13:58:06.240+02:00</updated><title type='text'>Vauro, 11 settembre 2010</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/TIy-olK5wiI/AAAAAAAAAJg/9NpOL6Jkzhw/s1600/Vauro+11.09.2010.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 390px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/TIy-olK5wiI/AAAAAAAAAJg/9NpOL6Jkzhw/s400/Vauro+11.09.2010.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515993248003899938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-5287670166970675468?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/5287670166970675468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=5287670166970675468' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5287670166970675468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5287670166970675468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/09/vauro-11-settembre-2010.html' title='Vauro, 11 settembre 2010'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/TIy-olK5wiI/AAAAAAAAAJg/9NpOL6Jkzhw/s72-c/Vauro+11.09.2010.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-3724592935373546053</id><published>2010-09-07T18:31:00.004+02:00</published><updated>2010-09-07T18:49:55.014+02:00</updated><title type='text'>I fischi democratici d’Europa</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 255, 255);"&gt;da &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(153, 255, 255);" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/i-fischi-democratici-deuropa/"&gt;Micromega&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 255, 255);"&gt; pubblico questo articolo ... che sarebbe banale in un paese civile ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 255, 255);"&gt;eppure non lo è ... Domenica, ad una commemorazione partigiana, ho sentito esaltare la libertà, che non c'era durante il Fascismo e che c'è oggi ... e poi, subito dopo, stigmatizzare la protesta ... ma ... mi sono detta ... accidenti ... eppure ... la libertà di dire "W IL DUCE" c'era anche durante il Fascismo ... è la libertà di dire qualcosa CONTRO il potere ad essere stata conquistata ... almeno ... io la vedo così ... e per fortuna, evidentemente, leggendo questo articolo, non solo io!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che succede al presidente Napolitano? Che succede ai massimi dirigenti  politici del Paese (opposizione compresa)? Che succede a un giornalismo  che dovrebbe essere libero? Sabato in Europa sono accaduti due episodi  di contestazione: a Dublino l’ex premier inglese Tony Blair, in tourneé  per presentare un suo libro, è stato accolto dal lancio di uova e di  scarpe, e da urla di “assassino”. A Torino il presidente del Senato  Renato Schifani (si parva licet), invitato dal Pd alla festa nazionale  del partito, è stato accolto da fischi e da domande su frequentazioni  mafiose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si hanno notizie che il capo dello Stato del Regno  Unito, sua maestà Elisabetta II, o il presidente della Repubblica  d’Irlanda, di fronte alla gragnuola di uova e di scarpe, e al grido di  “assassino”, abbiano stigmatizzato l’accaduto come “intimidatoria  gazzarra” e lo abbiano denunciato come “segno dell’allarmante  degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi, sia pur  minoritari, incapaci di rispettare il principio del libero confronto”.  Non risulta che il capo del partito opposto a quello di Blair, il  conservatore Cameron, abbia parlato di “squadrismo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meno che  mai risulta che l’editoriale del Guardian, a firma di un ipotetico  Aldous Bigslave, si sia sbrodolato in arzigogoli sulla “violenza e  intolleranza” che ci porrebbe “di fronte a una patologia sociale che  rischia di travolgere i fondamenti della vita civile”. Il quotidiano  “The Indipendent”, invece, ha spiegato come il viaggio di promozione per  il suo libro sia cominciato per Blair tra comparsate televisive,  chiacchierate   radiofoniche e “of course, an entourage of protesters”.  Per la stampa anglosassone uova e scarpe contro un politico fanno parte  del “of course”. Come confermato dalla circostanza che lo stesso Blair  che non ha fatto una piega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È bastato invece qualche fischio a  Schifani, perché Napolitano, Fassino e commentatori d’ordinanza si siano  dedicati alle invettive di cui sopra (mentre l’unica violenza realmente  avvenuta, semmai, sono le manganellate della polizia prese da alcuni  contestatori). È probabile che nel mondo liberale anglosassone tali  invettive verrebbero qualificate come intimidazioni contro l’esercizio  dei diritti democratici dei cittadini. In quel mondo, del resto, tutto  il passato di Schifani sarebbe stato raccontato per filo e per segno  dalle testate di destra e di sinistra, e insomma dal  giornalismo-giornalismo. In Italia lo hanno fatto solo &lt;em&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;L’espresso&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paolo Flores d'Arcais&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(7 settembre 2010)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-3724592935373546053?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/3724592935373546053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=3724592935373546053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3724592935373546053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3724592935373546053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/09/i-fischi-democratici-deuropa.html' title='I fischi democratici d’Europa'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-5422073948299172055</id><published>2010-08-14T08:53:00.005+02:00</published><updated>2010-08-14T09:04:27.516+02:00</updated><title type='text'>Fini giustifica i mezzi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;da &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/12/come-racconta-l%e2%80%99ex-avvocato-di-luciano-gaucci/49780/"&gt;Il Fatto Quotidiano del 12 agosto 2010&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;lucida e per me completamente condivisibile analisi di Travaglio sul "caso Fini"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:10;color:#231f20;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Fini giustifica i mezzi&lt;br /&gt;Come racconta l’ex avvocato di Luciano Gaucci, a maggio un suo collega che lavora per l’ex presidente del Perugia ma anche per B. ramazza le carte della causa civile tra il cliente e l’ex compagna Elisabetta Tulliani. Carte che, al momento opportuno (una settimana fa, all’indomani della cacciata di Fini dal Pdl), finiscono sul Giornale della famiglia B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il copione è lo stesso collaudato negli anni contro chiunque abbia osato mettersi di traverso sulla strada di B.: Di Pietro e gli altri pm del pool di Milano, Ariosto, Bossi, Veronica, D’Addario, persino Casini e Boffo. Talvolta le notizie sono vere ma insignificanti, però opportunamente pompate, manipolate e decontestualizzate diventano enormi. Altre volte si mescola il vero al falso. In certi casi, alla disperata, s’inventa e basta. Il dossier Montecarlo usato contro Fini ricorda il dossier Gorrini usato contro Di Pietro per farlo dimettere dal pool nel ’94 e trascinarlo sotto processo a Brescia nel ’95. I fatti sono veri: Di Pietro accetta un prestito da un amico, poi lo restituisce; Fini fa vendere un alloggetto ereditato da An che finisce a due società offshore, una delle quali l’affitta al “cognato” di Fini. Entrambe le faccende non costituiscono reato (ma apposite denunce innescano indagini della magistratura, destinate fra qualche mese all’archivio), né investono denari o cariche pubbliche. Ma sono leggerezze: un pm non deve accettare prestiti, un politico non deve consentire a membri della propria cerchia familiare di beneficiare del proprio potere. Giusto, dunque, che la gente conosca i fatti. Che però vanno misurati col metro della loro gravità intrinseca (scarsa) e del contesto in cui avvengono (una classe politica inquinata da mafie, corruzioni e malversazioni di ogni genere). Una pulce dovrebbe restare una pulce e un elefante un elefante. Ma in Italia l’elefante il padrone dell’informazione, così le pulci diventano elefanti e gli elefanti pulci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri il Corriere dedicava le pagine 1, 8, 9, 10, 11 a Fini &amp;amp; cognato, confinando a pagina 25 una notizietta da niente: un appunto di Vito Ciancimino, consegnato ai pm dalla vedova, su finanziamenti di Berlusconi a Provenzano (titolo: “Mafia, Ciancimino jr tira in ballo il premier”, così è impossibile capire che si tratta di un documento, non di parole al vento). E’ la miglior prova su strada del conflitto d’interessi e del perché nessuno ha mai osato né mai oserà estirparlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi resta sotto l’ombrello protettivo di B. può fare qualunque cosa, anche la più terribile, e godrà sempre di totale ed eterna protezione. Capiterà che un raro giornale estraneo alla banda ne sveli le malefatte, ma esse resteranno confinate su quelle pagine e ben presto evaporeranno: nessuno le riprenderà per farne un caso. Se invece uno s’azzarda ad allontanarsi dall’ombrello, i cecchini sparano a vista. Se il tizio ha una pagliuzza nell’occhio, la trasformano in trave. Se non ha pagliuzze, gl’inventeranno una trave. Si cerca un personaggio in rovina, dunque disperato (ieri Gorrini e D’Adamo, ora Gaucci), gli si fa balenare un futuro radioso sotto l’ombrello, e non c’è neppure bisogno di spiegargli cosa ci si attende da lui: lo capisce da solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giornali e i tg della ditta (quasi tutti) rilanciano le sue accuse come un sol uomo, anche perché l’informazione politica è ridotta a collage di dichiarazioni di politici, e tutti i politici di B. hanno ordine di ripetere sempre le stesse accuse fino alla noia. Giornali e tg non della ditta, per non sfigurare, le riprendono, magari tentando di riportarle alle giuste dimensioni, ma vengono subito tacciati di censura, con inviti ai loro lettori a non acquistarli e agli inserzionisti a ritirarne la pubblicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La solita Procura di Roma, che dorme sonni profondi sulle inchieste a carico di B. (Trani), si scatena con indagini, blitz, rogatorie anche se non si capisce bene dove stia il reato. E subito gli house organ pronti a titolare: “La Procura indaga”. Ergo – sottinteso – c’è del marcio in casa Fini. Se invece una procura indaga su evidenti reati di B., è la prova che B. è perseguitato, dunque innocente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-5422073948299172055?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/5422073948299172055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=5422073948299172055' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5422073948299172055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5422073948299172055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/08/fini-giustifica-i-mezzi.html' title='Fini giustifica i mezzi'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-7819375058689719581</id><published>2010-06-30T20:54:00.001+02:00</published><updated>2010-06-30T20:56:37.970+02:00</updated><title type='text'>Storie dell’altro target</title><content type='html'>da &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/30/storie-dellaltro-target/34611/"&gt;Il fatto quotidiano&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Carino questo articolo ... comunque ... anch'io sono nel 2% non coperto! Magari siamo vicini di casa ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;Tim &lt;/strong&gt;e la &lt;strong&gt;Vodafone &lt;/strong&gt;(e tutti   gli  altri) ci informano che il loro segnale mobile copre il 98% della   popolazione, e non so quanto del territorio italiano. Accidenti, io   sono sempre nel restante 2%? Come mai a me il segnale cade sempre,   manca,  arriva a stento? La famiglia bella, mattiniera,  gaia, con  moglie &lt;strong&gt;gnocca&lt;/strong&gt;, padre figo e figlio ideale, ha un  segreto:  il &lt;strong&gt;frollino&lt;/strong&gt;. Ieri c’ho provato anche io. Ho  preso il frollino in  questione  e l’ho intinto nel caffè. Non si è  materializzata nessuna &lt;strong&gt;famiglia &lt;/strong&gt;(e soprattutto nessuna  gnocca).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’insalata che compravo tempo  fa era &lt;strong&gt;ottima&lt;/strong&gt;,  ben imbustata, fragrante, già lavata. Poi un giorno  ho notato che  costava 11 euro al chilo. Mi è parso un po’ troppo.  Ho verificato  quella normale, sfusa, da lavare, costava 1,20 euro.  Qualcuno  pensa  che per me lavare l’insalata sia così insopportabile da farmela  pagare  10 volte tanto? Mi sono sentito molto &lt;strong&gt;pirla&lt;/strong&gt;. I prodotti  ad altezza spalla,  nei supermercati, costano dal 15 al 30 per cento in  più. Lo sapevo,  certo. Però un giorno mi sono messo a &lt;strong&gt;guardare&lt;/strong&gt;:  quasi sempre i  produttori dei prodotti erano gli stessi stabilimenti!  Dunque costavano  di più solo perché così evitavo di chinarmi e prendere  quello sotto.  Altra &lt;strong&gt;sensazione &lt;/strong&gt;di essere molto pirla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Mio padre è dovuto tornare  al satellite perché il digitale terrestre  non funziona. Grande &lt;strong&gt;battage&lt;/strong&gt;,  ve lo ricordate? Ma non  va. Stavolta il grande pirla era lui, che ci  aveva creduto. Le migliori  sono le banche,  le &lt;strong&gt;assicurazioni&lt;/strong&gt;, che ci dicono che  sono nostre, proprio nostre, sono  la nostra casa, ma che dico, il  nostro regno, disegnato tutto intorno  a noi, e che se abbiamo un &lt;strong&gt;incidente  &lt;/strong&gt;si fanno in quattro… Beh  recentemente  ho avuto un sinistro  in barca. L’assicurazione per pagarmi (come  dovrebbe)  mi chiede  duecento &lt;strong&gt;documenti &lt;/strong&gt;obbligatori, dunque cose che devo  avere  per la legge, e se non ce le ho mi danno una multa. Come se io  per  pagare  il premio avessi chiesto loro se retribuiscono i  dipendenti, se hanno  pagato le tasse. Altro che regno… Sono un &lt;strong&gt;suddito  &lt;/strong&gt;(pirla).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultima è di ieri: ho pagato  una &lt;strong&gt;multa&lt;/strong&gt;,  ma devo tenere il tagliando per 5 anni. Perché? Per provare  che ho  pagato. Ma come, ho pagato! Eccomi! Non basta. Tenere tagliando. E’ un  mondo di &lt;strong&gt;fuffa&lt;/strong&gt;. I  messaggi  raccontano storie che non  esistono, prodotti che non hanno valore, &lt;strong&gt; chincaglierie&lt;/strong&gt;.   Sono le moderne perline, i moderni specchietti che il Comandate Cook   scambiava con terre e oro degli indigeni (che un giorno però lo fecero   fuori e lo divorarono. Forse perché si erano rotti di essere presi  in  giro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco. Quando parlo di &lt;strong&gt; cambiamento&lt;/strong&gt;,   intendo cambiare rispetto a questo stato di cose. Cioè rispetto a ciò   che di questo posso cambiare. Prenderò ancora multe per divieto di   sosta, certo. Non potrò cambiare tutto. Ma qualcosa sì. Cambio visuale,  cambio cultura,   cambio approccio. Cambio così tanto (?!) che mi lavo  l’insalata,  che mi chino per prodotti meno cari (ma identici), che  faccio tutto  il possibile per non farmi &lt;strong&gt;fregare&lt;/strong&gt;. Ma  badate bene, non tanto (e non  solo) economicamente. Lì posso fare  qualcosa, del mio meglio. Il &lt;strong&gt; cambiamento &lt;/strong&gt;vero è che  non perdo tempo ad ascoltare, a credere, e perfino a  diffidare.  Esco  dalla loro visuale, dal punto d’osservazione del capitale e chi  gli fa  da &lt;strong&gt;vedetta&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerco il &lt;strong&gt;benessere &lt;/strong&gt;altrove,  non compro nulla o quasi,   non dipendo né dai prodotti né dalla loro  comunicazione. Esco, vado  a farmi un giro, non ascolto. Divento parte  di un altro &lt;strong&gt;target&lt;/strong&gt;, che  dovranno sforzarsi molto di  più per raggiungere. Dovranno corrermi  dietro, piegarsi, lavare,  restare senza segnale, ed è ancora da vedere  se sapranno prendermi. Io  sono &lt;strong&gt;altrove&lt;/strong&gt;, inutile  tentare.  Sono in uno spazio  dove i messaggi non hanno presa. Dove per convincermi   bisogna fare  molta, molta più fatica. E poi, spesso, essere preparati  a &lt;strong&gt;fallire&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;span class="grigioscuro grazie f12"&gt;Simone Perotti &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-7819375058689719581?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/7819375058689719581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=7819375058689719581' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7819375058689719581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7819375058689719581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/06/storie-dellaltro-target.html' title='Storie dell’altro target'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-4216835217785076797</id><published>2010-06-18T17:43:00.000+02:00</published><updated>2010-06-18T17:45:09.134+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;!-- embedded ilfattoquotidiano --&gt;&lt;div id="ilfattoquotidiano"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;#ilfattoquotidiano {display: block;}#apDiv1{position:fixed;top:0;left:50%; 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              di &lt;em&gt;Gian Carlo Caselli&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;            Ennesimo attacco del premier contro i giudici, che sarebbero  “politicizzati” e avrebbero l’obiettivo di rovesciare per via  giudiziaria il risultato elettorale. Tesi non priva di un che di  grottesco. Liquidata dalla “Jena”, sul quotidiano &lt;em&gt;La Stampa&lt;/em&gt;,  osservando che dopo 16 anni di tentativi inutili i giudici andrebbero  licenziati per manifesta incapacità… Ma l’ironia non basta. La  ripetizione ossessiva di una tesi, anche bislacca, con martellanti  campagne spesso prive di contraddittorio, finisce per diffondere e  consolidare un pregiudizio pericoloso per la democrazia. Perché in  democrazia la fiducia dei cittadini nella giustizia non è un optional,  ma un elemento strutturale: se viene meno, si affaccia il rischio di  derive illiberali e disgreganti. I tentativi del premier di  circoscrivere i suoi attacchi ad una parte della magistratura non   sono  credibili perché smentiti dalle vicende degli ultimi anni. L’attacco si  è rivelato a geometria variabile, nel senso che è di assoluta evidenza  come siano stati costretti a subirlo tutti i magistrati (proprio tutti:  pm e giudici, fino alle Sezioni Unite della Cassazione e addirittura  alla Corte costituzionale) che adempiendo i loro doveri, in qualunque  città o ufficio, abbiano avuto la sventura di imbattersi in interessi  che pretendono di sottrarsi ai controlli istituzionali previsti per  tutti gli altri.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;           Ma l’obiettivo di una propaganda tanto infondata quanto insistita è  anche distogliere l’attenzione rispetto ai veri problemi che angosciano  il Paese. Riproporre il vecchio ma sempre verde ritornello della  magistratura politicizzata significa parlare meno della crisi economica;  della manovra finanziaria; delle pensioni; del lavoro che non c’è o    se c’è è sempre più spesso nero, precario, insicuro. Significa provare  ad offuscare la realtà incontestabile di una legge sulle intercettazioni  che stritola in una tenaglia micidiale informazione, investigazione e  sicurezza dei cittadini, picconando in un colpo solo alcune pietre  angolari della democrazia. Significa continuare ad ignorare la  catastrofe annunziata del sistema giustizia, per tirare invece la volata  a riforme che invece di migliorare anche solo un poco l’efficienza del  sistema taglieranno ancora di più le unghie agli inquirenti. &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;           Dunque, evocare complotti giudiziari, disegni politici realizzati  mediante l’azione penale, persecuzioni per motivi di parte può essere  utile perché sempre meno si ragioni sui fatti. Ma questi metodi e questa  cultura rischiano di uccidere la verità e la giustizia, rendendo un  pessimo servizio al Paese. L’Associazione nazionale magistrati, facendo  il suo mestiere, prova ad arginare questa strumentale ondata di  propaganda basata sul nulla, ma gli spazi che riesce a ritagliarsi sono  sempre più esigui. Il Consiglio superiore della magistratura ha sempre  fatto di tutto per difendere l’autonomia e l’indipendenza dei giudici  contro   gli attacchi di certa politica, ma non possiede radio o  televisioni che diffondano ovunque il suo “verbo”. Anzi, dovrà presto  pagare il rifiuto sempre opposto alle richieste di maggior “docilità”  subendo una trasformazione (due Csm separati per separare le carriere,  in vista della agognata – anche se a parole negata – sottoposizione del  pm al governo), trasformazione che non è prevista dalla Costituzione, ma  tanto si sa che la Costituzione è vista da qualcuno come una pratica da  archiviare, non come una Carta di valori irrinunciabili, una spinta al  continuo miglioramento del tasso di democrazia del sistema, che nello    stesso tempo funziona da argine ai tentativi di arretramento. Il  ministro Guardasigilli, il presidente della Camera e il presidente del  Senato potrebbero, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze  istituzionali, intervenire in qualche modo per recuperare   un clima di  rispetto verso l’ordine giudiziario. Non mi sembra che abbiano molta  voglia di farlo. E allora, non resta che sperare in qualcun altro. Che  però è troppo in alto perché possa arrivargli la voce sommessa di uno  dei tanti servitori dello Stato stanchi di essere vilipesi “a gratis”.&lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;       da &lt;em&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/em&gt; del 15 giugno 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-5264299530583725744?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/5264299530583725744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=5264299530583725744' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5264299530583725744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5264299530583725744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/06/pretendiamo-rispetto.html' title='Pretendiamo rispetto'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-408984427430579319</id><published>2010-06-13T13:43:00.002+02:00</published><updated>2010-06-13T13:46:38.983+02:00</updated><title type='text'>Costituzione a vanvera</title><content type='html'>Fonte: &lt;a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;amp;id_blogdoc=2498357&amp;amp;yy=2010&amp;amp;mm=06&amp;amp;dd=12&amp;amp;title=costituzione_a_vanvera"&gt;Antefatto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Travaglio, sempre grande! Articolo bello e triste ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="post_text"&gt;&lt;strong class="azzurro"&gt;12 giugno 2010&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt; Mentre il mondo del crimine è in festa per la legge anti-intercettazioni, il Presidente è nervosetto. Non quello del Consiglio che, anzi, è al settimo cielo: con una legge &lt;em&gt;ad personam &lt;/em&gt;ma anche &lt;em&gt;ad personas&lt;/em&gt;, è riuscito in un colpo solo a mettere al sicuro i suoi eventuali delitti futuri e quelli di migliaia di criminali, così nessuno potrà accusarlo di pensare solo a se stesso. No, il Presidente nervosetto è quello della Repubblica che, come a ogni legge vergogna, deve giustificare la firma che si appresta ad apporvi in calce. E, non sapendo che dire, se la prende con chi lo invita a non firmare: “Parlano a vanvera”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, è bene che si sappia: non parla a vanvera chi insulta la Costituzione o la calpesta ogni volta che respira; ma chi gli ricorda che l’articolo 74 della Costituzione gli consente di non promulgare le leggi che non condivide o, peggio, violano la Costituzione. Parlarono e operarono a vanvera già i Padri costituenti i quali, fra gli articoli 73 e 75, infilarono quel maledetto 74 che pare scritto apposta per far dispetto a lui. Non prevedevano che un giorno sarebbe arrivato un Presidente che firma tutto e, quando gli si domanda perché non si avvalga dei poteri di cui al 74, s’incazza. Si spera che ora il governo e chiunque abbia a cuore la serenità del capo dello Stato provvedano al più presto ad abrogare quel dispettoso articolo che gli procura tanti malesseri. Basta un decreto, da approvare con la questione di fiducia, semplice semplice: “Dall’articolo 73 si passa direttamente al 75”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I requisiti di necessità e urgenza ci sono tutti, visto lo stato nervoso del Presidente. E poi manca pure che lui non firmi proprio quello, di decreto. Risolta così la faccenda, resterà da sistemare un’altra questione di evidente rilevanza costituzionale: la disparità di trattamento fra i delinquenti incastrati dalle intercettazioni secondo la vecchia legge e quelli che la faranno franca grazie alla nuova. La mente corre commossa ai tanti criminali ingiustamente incastrati e violentati nella loro privacy per troppi anni da quell’odioso strumento di tortura. Basti pensare al povero &lt;strong&gt;Provenzano&lt;/strong&gt;, prematuramente invecchiato e debilitato perché costretto per 43 lunghissimi anni, nel timore di essere intercettato, a battere a macchina con un solo dito prolissi e defatiganti pizzini, per giunta in una lingua sconosciuta: l’italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se lo Stato italiano fosse leale e sportivo, dovrebbe concedergli almeno una libera uscita e consentirgli di assaporare per qualche giorno la nuova vita del mafioso e di dare libero sfogo alla voglia matta di parlare da mane a sera con chi gli pare, al telefono o a tu per tu, senza più il patema delle cimici (che infatti potranno essere posizionate, salvo casi eccezionali, solo in luoghi pubblici: non, per dire, in una masseria fra ricotte e cicorie). Torna anche alla mente la misera fine dei cinque truffatori che un anno fa finirono dentro a Palermo con l’accusa di avere “speso nomi di persone defunte” per ottenere prestiti agevolati da società finanziarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche settimana prima erano riuniti in un luogo privato per organizzare i piani di battaglia, ignari di essere ascoltati. Uno qualche dubbio l’aveva avuto: “Allora possiamo parlare qua, giusto?”. Un altro, profondo conoscitore della legge &lt;strong&gt;Alfano&lt;/strong&gt; alla mano, ne aveva precorso i tempi: “Le microspie ci stanno per situazioni di mafia, noi stiamo parlando di truffe, quindi possiamo parlare”. Purtroppo per lui la legge non era ancora attiva: galera per tutti e cinque. Se il Parlamento si fosse spicciato, sarebbero ancora a piede libero a truffare felicemente il prossimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tutte le vittime delle intercettazioni (compresi &lt;strong&gt;Cuffaro, Fiorani, Ricucci, Consorte, Fazio, Moggi, Frisullo&lt;/strong&gt;, gli scannatori della clinica &lt;em&gt;Santa Rita&lt;/em&gt;, &lt;strong&gt;Saccà, Di Girolamo, Bertolaso &lt;/strong&gt;e la sua cricca, gli sciacalli de L’Aquila e così via) bisognerà trovare adeguate forme di risarcimento postumo: cavalierati della Repubblica e di Gran Croce, laticlavi, vitalizi o almeno un abbonamento a vita alla festa del 2 giugno nei giardini del Quirinale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;em&gt;il Fatto Quotidiano &lt;/em&gt;del 12 giugno&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-408984427430579319?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/408984427430579319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=408984427430579319' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/408984427430579319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/408984427430579319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/06/costituzione-vanvera.html' title='Costituzione a vanvera'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-410533818787412862</id><published>2010-04-24T16:28:00.002+02:00</published><updated>2010-04-24T16:31:27.151+02:00</updated><title type='text'>25 Aprile, ora e sempre Resistenza</title><content type='html'>da &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/25-aprile-ora-e-sempre-resistenza/"&gt;Micromega&lt;/a&gt; rubo questo bell'articolo sulla Resistenza, e sul significato del 25 aprile ... che, purtroppo, ogni tanto ormai bisognerebbe ricordare anche a chi fa parte dell'ANPI ... il che rende il tutto ancora più triste ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;25 Aprile, ora e sempre Resistenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il 25 Aprile non può, nemmeno a 65 anni di distanza, essere considerata  una tra le tante date celebrative: oggi più che mai quella data vibra di  passione civile, e non soltanto di memoria storica. In fondo, è un  quindicennio che la vittoria sul nazifascismo è ritornato ad essere un  momento essenziale della battaglia politica, oltre che culturale, in  questo sfortunato Paese. Bisogna, paradossalmente, dire grazie a Silvio  Berlusconi, e ai suoi alleati-succubi, se ora noi crediamo di nuovo, con  forza, nell’importanza della «celebrazione» del 25 Aprile. E non è un  caso che in tante parti d’Italia, le vecchie sezioni dell’Anpi (la  gloriosa associazione dei partigiani), siano state rivitalizzate da  manipoli di giovani, mentre via via scomparivano, ad uno ad uno, i  reduci di quella guerra fondativa della nostra Repubblica. Negli ultimi  tre giorni, personalmente, sono stato invitato a parlare, da circoli  Anpi, a Carpi, a Viterbo, ad Avellino. E in tutti i casi, si tratta di  circoli nei quali i giovani – trentenni – hanno raccolto il testimone  dai vecchi combattenti, e tentano, ben oltre la data canonica, di  difendere princìpi, valori, e ideali dell’antifascismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo i  decenni dell’azione prima sotterranea, poi via via più palese del  revisionismo, giunto negli ultimi anni a trasformarsi in «rovescismo»,  volto non solo a delegittimare i risultati politici della lotta  partigiana, ma a rovesciare la verità acclarata dei fatti, siamo giunti  alla resa dei conti finale. L’attacco prima storiografico, poi  scopertamente ideologico, infine direttamente politico, alla Resistenza,  è diventato attacco alla Costituzione Repubblicana, e ai fondamenti  stessi dello Stato di diritto. Il Piano Gelli, in sostanza, con  Berlusconi, è giunto alle soglie della sua piena realizzazione, e se la  banda che si è impadronita del potere non è ancora riuscita a portare a  termine il suo disegno di scasso istituzionale, ciò è dovuto anche alla  mobilitazione permanente che, pur tra enormi difficoltà, si è  manifestata e si manifesta ogni giorno, dovunque in Italia, dalle Isole  alle Alpi, dal Sud che resiste alla mafia, alla camorra e alla  ‘ndrangheta, al Nord che non vuole saperne di indossare la camicia  verde, e men che meno di sfilare adunato in «ronde padane».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  guerra che si combatté in Italia fra l’8 settembre del ’43 e il 25  aprile del ’45 contenne, come ormai è noto, tre distinte guerre. Innanzi  tutto, si trattò di una guerra di liberazione nazionale: non a caso  parliamo di «liberazione», come sinonimo di Resistenza. La guerra contro  un alleato trasformatosi nemico, occupante il suolo della patria.  Guerra nazionale, dunque, anche se combattuta da un esercito di  irregolari, anzi da un non esercito, contro due eserciti regolari,  quello nazista e quello repubblichino, egualmente feroci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In  secondo luogo, una guerra sociale: lotta di classe, per un altro genere  di liberazione, non più dal nemico esterno, ma dal nemico interno, il  nemico di classe: fu l’improvviso ritorno, dopo le avvisaglie del marzo  ’43, del protagonismo di vasti strati di ceti subalterni che, dopo un  ventennio di compressione, si riaffacciavano, potentemente, a reclamare  diritti sociali, economici e politici. In questa guerra emergeva l’ansia  di una giustizia dei poveri, gli oppressi, coloro che erano rimasti  senza voce per troppo tempo; c’era la speranza del cambiamento politico e  sociale. Questo fu «il vento del Nord», espressione oggi compromessa da  un improprio uso leghista: e la «Resistenza tradita» significò la  mancata realizzazione di quegli obiettivi sociali, come per decenni la  Sinistra, quando faceva il suo mestiere, denunciò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, una  guerra civile: italiani contro italiani, antifascisti contro fascisti,  guerra di ideali e di interessi insieme, di valori e di opzioni  politiche. Sottesa a questo scontro c’era la necessità di individuare e  combattere i nemici anche tra i connazionali (di lingua e di suolo), ma  non nel senso della nazione democratica, come scelta condivisa di valori  e ideali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tre guerre si mescolarono. Nella guerra civile vi  era la guerra di classe, nella guerra nazionale la guerra civile: i  fascisti difendevano interessi padronali, perlopiù, ed erano alleati  (subordinati) dei tedeschi: dunque combattendo i fascisti si combatteva  il padronato e il nazismo. E combattendo i padroni si combattevano i  tedeschi e i fascisti; mentre combattendo contro l’invasore tedesco  (dunque per la patria italiana) si combatteva contro il regime fascista,  che invano tentava di rinascere dalle proprie ceneri, proprio grazie al  poco disinteressato aiuto tedesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più che alle pure  pregevolissime ricerche storiche, ci sono dei testi d’altro genere a cui  occorrerebbe sempre ritornare, per capire la nuda essenza del 25  Aprile, e la sua luminosa bellezza: le Lettere dei condannati a morte  della Resistenza (esistono in commercio sia quelle della Resistenza  italiana, sia quelle della Resistenza europea). Vi possiamo trovare  quanto basta per non perdere di vista il senso profondo di quella  guerra. Difficile resistere alla commozione davanti alla semplicità  innocente di quei ragazzi e ragazze, donne e uomini maturi, che si sono  battuti, immolati, o hanno sacrificato affetti, beni, tempo, carriera,  vita, per difendere un bene che oggi è di nuovo a rischio: la libertà di  tutti. Da questo punto di vista, con un pizzico di retorica, vorrei  ribadire forte e chiaro che nessun “rovescismo” può cancellare il  significato della Resistenza, atto davvero di liberazione, di creazione  di un nuova Italia, che cercava di ribaltare tutto quanto, dal punto di  vista prima di tutto etico, aveva significato il fascismo e il suo  regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se oggi possiamo discuterne liberamente come liberamente  possiamo discutere e litigare di politica e di qualsiasi altro tema  (almeno finché ce lo lasceranno fare i nuovi padroni, che gli spazi di  libertà cercano diuturnamente di comprimere e limitare), lo dobbiamo  anche e, almeno sul piano morale, innanzi tutto a quegli eroi perlopiù  sconosciuti, eroi ora per caso, ora per scelta, ora per necessità, i cui  nomi a stento si leggono sulle sbiadite targhe delle nostre strade,  davanti alle quali le amministrazioni comunali o le locali sezioni e i  nuovi circoli dell’Anpi mettono un fiore pietoso ad ogni ricorrenza del  25 Aprile, aggiungendo magari un tricolore, a sottolineare che la  Repubblica è il frutto di quel sangue. Ad esse gettiamo un’occhiata  distratta e rapida, specie quando quei fiori sono freschi: e la prima  cosa che ci colpisce è la varietà di collocazione sociale, con una netta  prevalenza dei ceti popolari: operaio, tipografo, tramviere, impiegato,  studente, insegnante, ferroviere, artigiano, manovale… Il secondo  elemento che balza all’occhio pur distratto, è l’età: ad essere  «barbarmente trucidati» – come spesso si esprime il canonico stile  marmoreo – sono fanciulli (dai 14 anni in su) o poco più che tali; gente  semplice, umile, ma determinata e forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti a quelle  pietre, come davanti ai testi dei condannati, scritti sovente su  materiali di fortuna, prima che il boia giungesse a prelevarli dalle  celle per portarli al patibolo, abbiamo il dovere morale non soltanto  del rispetto e della memoria solidale, ma quello civile, ciascuno nel  suo ambito, di raccogliere il testimone – come i giovani che animano le  sezioni dell’Anpi, oggi – per le nuove battaglie che premono, a  cominciare dalla strenua difesa della Costituzione Repubblicana,  sottoposta a un attacco incessante, tendenzialmente devastante. Al  cospetto di quei martiri, e dinnanzi alla necessità di questa battaglia  (che difende tutti, anche coloro che la pensano diversamente), nessuno  potrà dire, domani, che non aveva capito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Angelo d’Orsi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(24  aprile 2010)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-410533818787412862?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/410533818787412862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=410533818787412862' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/410533818787412862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/410533818787412862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/04/25-aprile-ora-e-sempre-resistenza.html' title='25 Aprile, ora e sempre Resistenza'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-3658357200028147342</id><published>2010-04-15T19:57:00.003+02:00</published><updated>2010-04-15T20:02:07.416+02:00</updated><title type='text'>A volte qualcuno riesce ancora a farci sognare e credere nell'umanità ... grazie, imprenditore di Adro!</title><content type='html'>&lt;span class="carattere13"&gt;&lt;em&gt;Sono figlio di un mezzadro che non aveva  soldi ma un infinito  patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi  anni di vita in una  cascina come quella del film &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span class="carattere13"&gt;L'albero degli zoccoli&lt;em&gt;. Ho  studiato molto e  oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e  inoltre ho  guadagnato i soldi per vivere bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È per questi motivi che ho  deciso di rilevare il debito dei genitori di  Adro che non pagano la  mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto  che: non sono  "comunista". Alle ultime elezioni ho votato per &lt;strong&gt;Formigoni&lt;/strong&gt;.   Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli   chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo   posto il rispetto della persona. So perfettamente che fra le 40  famiglie  alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne  conosco  molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale  agli altri.  In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli  extracomunitari chiedo  il rispetto dei nostri costumi e delle nostre  leggi, chiedo con  fermezza ed educazione cercando di essere il primo a  rispettarle. E  tirare in ballo i bambini non è compreso  nell'educazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre la preoccupazione di essere come  quei signori che seduti in un  bel ristorante se la prendono con gli  extracomunitari. Peccato che la  loro &lt;/em&gt;Mercedes&lt;em&gt; sia appena stata  lavata da un albanese e il cibo  cucinato da un egiziano. Dimenticavo,  la mamma è a casa assistita da una  signora dell'Ucraina. Vedo attorno a  me una preoccupante e crescente  intolleranza verso chi ha di meno.  Purtroppo ho l'insana abitudine di  leggere e so bene che i campi di  concentramento nazisti non sono nati  dal nulla, prima ci sono stati  anni di piccoli passi verso il baratro.  In fondo in fondo chiedere di  mettere una stella gialla sul braccio agli  ebrei non era poi una cosa  che faceva male. I miei compaesani si sono  dimenticati in poco tempo da  dove vengono. Mi vergogno che proprio il  mio paese sia paladino di  questo spostare l'asticella dell'intolleranza  di un passo all'anno,  prima con la taglia, poi con il rifiuto del  sostegno regionale, poi con  la mensa dei bambini, rna potrei portare  molti altri casi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del   patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove   sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello  che  sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni   "miserevoli". Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La   pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla   sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che  se  lo guardino...). Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse  disponibili a  barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di  razzismo. Se  esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi  possiamo fare  quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti  "urlare", scuotere  l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori,  perché altrimenti  penso che sono anche loro dentro il "commercio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si  vuole  chiamare "partito dell'amore". Ma dove sono i leader di quella  Lega che  vuole candidarsi a guidare l'Italia. So per certo che non sono  tutti  ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano  come coloro  che negli anni 70 chiamavano i brigatisti "compagni che  sbagliano". Ma  dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se  credono davvero nel  federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei  redditi loro e delle  famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci  capire come pagano le  belle cose e case. Non vorrei mai essere io a  pagare anche per loro. Non  vorrei che il loro reddito (o tenore di  vita) venga dalle tasse del  papà di uno di questi bambini che lavora in  fonderia per 1.200 euro mese  (regolari).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dove sono i miei  compaesani che non si domandano dove, come e quanti  soldi spende  l'amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma  da dove  vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto  rendono  (O quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30000  metri  cubi del laghetto Sala. E i 50000 metri della nuova area verde  sopra il  Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il   Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma   non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per   fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? È già successo  nella  storia e anche in quella del nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL  SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI&lt;/strong&gt;. Io sono per la  legalità.  Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono  tutti uguali,  quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le  aziende senza  pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche  quando girano con i  macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche  in quel caso  qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei  bambini. Ma che  almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare  la legalità  perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche  ai loro  figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE TEMPESTA! &lt;/strong&gt;I  40 bambini  che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio  mensa, fra 20/30  anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro  favore. Saranno  quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla  casa di riposo. Ma  quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati  di oggi? E se non ce  li volessero piu cambiare? Non ditemi che verranno  i nostri figli  perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando  noi adesso. È  anche per questo che non ci sto. Voglio urlare che io  non ci sto. Ma per  non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che  vorrà dire poco, ma  vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei  compaesani. Ho versato  quanto necessario a garantire il diritto all'uso  della mensa per tutti i  bambini, in modo da non creare rischi di  dissesto finanziario per  l'amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tal modo mi  impegno a garantire tutta la copertura necessaria per  l'anno scolastico  2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi  verranno versati  in modo normale, se non potranno a vorranno pagare il  costa della  mensa residua resterà a mio totale carico. Ogni valutazione  dei vari  casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della  responsabile  del servizio mensa. Sono certo che almeno uno di quei  bambini  diventerà docente universitario o medico o imprenditore o  infermiere e  il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché  questi  studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o  a  bearsi con i valori del "grande fratello".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio gesto è  simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e  comunque so  benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle  famiglie. Mi basta  sapere che per i miei amministratori, per i miei  compaesani e molto di  più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e  non sono solo.  Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di  diffamazione che come per  altri casi verrà attivato da chi sa di avere  la coda di paglia. Mi  consola il fatto che catturerà soltanto quelle  persone che mi  onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L'idea  che fra 30  anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci  sono cose che  non si possono comprare. La famosa carta di eredito c'e,  ma solo per  tutto il resto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un cittadino di Adro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-3658357200028147342?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/3658357200028147342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=3658357200028147342' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3658357200028147342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3658357200028147342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/04/volte-qualcuno-riesce-ancora-farci.html' title='A volte qualcuno riesce ancora a farci sognare e credere nell&apos;umanità ... grazie, imprenditore di Adro!'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-6493783228583342712</id><published>2010-04-12T09:35:00.000+02:00</published><updated>2010-04-12T09:36:46.192+02:00</updated><title type='text'>Flores d’Arcais: Perché Ratzinger e Wojtyla sono responsabili per la peste pedofila</title><content type='html'>&lt;em&gt;di &lt;strong&gt;Paolo Flores d’Arcais&lt;/strong&gt;, Il Fatto Quotidiano, 10 aprile 2010&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinque anni fa, durante la solenne Via Crucis del venerdì santo al Colosseo, Joseph Ratzinger esclamava: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Cristo!”. In questi giorni ci è stato ripetuto che la “sporcizia” di cui si scandalizzava Ratzinger era proprio quella dei sacerdoti pedofili, a dimostrazione che la Chiesa gerarchica già allora (solo cinque anni fa, comunque) non aveva alcuna intenzione di “insabbiare”. Ma quanta di tale “sporcizia” è stata da Ratzinger realmente denunciata? Denunciata, vogliamo dire, nell’unico modo in cui si denuncia un crimine, perché sia fermato e non possa essere reiterato: ai magistrati dei diversi paesi. Quanti di quei sacerdoti pedofili? Nessuno e mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non nascondiamoci perciò dietro un dito. La copertura che è stata data per anni (anzi decenni) a migliaia di preti pedofili sparsi in tutto il mondo, non denunciandoli alle autorità giudiziarie, garantendo perciò ai colpevoli un’impunità che ha consentito loro di reiterare lo stupro su decine di migliaia di minorenni (talora handicappati), chiama direttamente e personalmente in causa la responsabilità di Joseph Ratzinger e di Karol Wojtyla. Se responsabilità morale o anche giuridica, lo decideranno tra breve alcuni tribunali americani. La responsabilità morale è comunque evidenziata dagli stessi documenti che l’&lt;em&gt;Osservatore Romano&lt;/em&gt; (organo della Santa Sede) ha ripubblicato qualche giorno fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui non stiamo infatti considerando i casi singoli di “insabbiamento” anche nell’ambito della “giustizia” ecclesiastica, ormai accertati e riportati dalla stampa soprattutto americana e tedesca, e che vanno moltiplicandosi man mano che si allenta la cappa di omertà, paura e rassegnazione. Ci riferiamo invece alla responsabilità diretta e personale dei due pontefici per &lt;em&gt;tutti &lt;/em&gt;i delitti di pedofilia ecclesiastica che non sono stati denunciati alle autorità civili, molti dei quali, ripetiamolo – mai come in questa circostanza orribile &lt;em&gt;repetita juvant &lt;/em&gt;– non sarebbero mai stati perpetrati se casi precedenti fossero stati denunciati e sanzionati nei tribunali statali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione cruciale è infatti proprio questa: non la “Chiesa” in astratto, ma le sue gerarchie, e in particolare il Sommo Pontefice e il cardinal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, hanno imposto un obbligo tassativo a tutti i vescovi, sacerdoti, personale ausiliario ecc., sotto solenne giuramento sul Vangelo, di non rivelare se non ai propri superiori, e dunque di non far trapelare minimamente alle autorità civili, tutto ciò che avesse a che fare con casi di pedofilia ecclesiastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La confessione viene da loro stessi. L’&lt;em&gt;Osservatore Romano&lt;/em&gt; ha ripubblicato il motu proprio di Giovanni Paolo II, che riservava al “Tribunale apostolico della Congregazione … il delitto contro la morale”, cioè “il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età”, e la “Istruzione” attuativa della Congregazione per la Dottrina della Fede, con queste inderogabili disposizioni: “Ogni volta che l’ordinario o il gerarca avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato, dopo avere svolto un’indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le “notitiae criminis” devono insomma affluire ai vertici, la Congregazione per la dottrina della Fede (Prefetto il cardinal Ratzinger, segretario monsignor Bertone) e il Papa. Sarà la congregazione a decidere se avocare a sé la causa oppure “comandare all’ordinario o al gerarca, dettando opportune norme, di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale”. Papa e Prefetto, insomma, sono informati di tutto (sono anzi gli unici a sapere tutto) e sono loro, esclusivamente, ad avere l’ultima e la prima parola sulle procedure da seguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decidano direttamente, per avocazione, o demandino il “processo” al Tribunale ecclesiastico diocesano, ovviamente la “pena” estrema (quasi mai comminata) è solo la riduzione allo stato laicale del sacerdote. In genere si limitato invece a spostare il sacerdote da una parrocchia all’altra. Dove ovviamente reitererà il suo crimine. “Pena” esclusivamente canonica, comunque. Nessuna denuncia deve invece esser fatta alle autorità civili. La Chiesa gerarchica si occuperà insomma del “peccato” (in genere con incredibile indulgenza) ma terrà segreto e coperto il “reato”. Che perciò resterà impunito. E potrà essere reiterato &lt;em&gt;impunemente&lt;/em&gt;. Perché l’ordinanza della Congregazione, in ottemperanza al &lt;em&gt;motu proprio&lt;/em&gt; del Papa, è imperativa e non lascia margini di scampo: “Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di cosa si tratta? E’ spiegato in un documento vaticano del marzo 1974, una “Istruzione” emanata dall’allora segretario di Stato cardinale Jean Villot, seguendo le volontà espresse da Paolo VI in un’udienza ad hoc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggiamone i passi cruciali. “In taluni affari di maggiore importanza si richiede un particolare segreto, che viene chiamato segreto pontificio e che dev’essere custodito con obbligo grave … Sono coperti dal segreto pontificio …” e qui seguono numerosissimi casi, tra i quali due fattispecie in entrambe le quali rientrano i casi di pedofilia ecclesiastica. Il punto 4 (“le denunce extra-giudiziarie di delitti contro la fede e i costumi, e di delitti perpetrati contro il sacramento della penitenza, come pure il processo e la decisione riguardanti tali denunce”) e il punto 10 (“gli affari o le cause che il Sommo Pontefice, il cardinale preposto a un dicastero e i legati della Santa Sede considereranno di importanza tanto grave da richiedere il rispetto del segreto pontificio”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora più interessante il minuzioso elenco delle persone che “hanno l’obbligo di custodire il segreto pontificio”:&lt;br /&gt;“1) I cardinali, i vescovi, i prelati superiori, gli officiali maggiori e minori, i consultori, gli esperti e il personale di rango inferiore, cui compete la trattazione di questioni coperte dal segreto pontificio; 2) I legati della Santa Sede e i loro subalterni che trattano le predette questioni, come pure tutti coloro che sono da essi chiamati per consulenza su tali cause; 3) Tutti coloro ai quali viene imposto di custodire il segreto pontificio in particolari affari; 4) Tutti coloro che in modo colpevole, avranno avuto conoscenza di documenti e affari coperti dal segreto pontificio, o che, pur avendo avuto tale informazione senza colpa da parte loro, sanno con certezza che essi sono ancora coperti dal segreto pontificio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, certosinamente &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt;. Non c’è persona che possa direttamente o indirettamente entrare in contatto con tale “sporcizia” a cui sia concesso il benché minimo spiraglio per poter far trapelare qualcosa alle autorità civili e quindi fermare il colpevole. La “sporcizia” dovrà restare nelle “segrete del Vaticano”, pastoralmente protetta e resa inavvicinabile dalle curiosità troppo laiche di polizie e magistrati. L’impunità penale dei sacerdoti pedofili sarà di conseguenza assoluta e garantita.&lt;br /&gt;Per raggiungere questo obiettivo, che rovinerà la vita a migliaia di bambini e bambine, si esige anzi un giuramento dalla solennità sconvolgente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recita l’istruzione: “Coloro che sono ammessi al segreto pontificio in ragione del loro ufficio devono prestar giuramento con la formula seguente: ‘Io… alla presenza di…, toccando con la mia mano i sacrosanti vangeli di Dio, prometto di custodire fedelmente il segreto pontificio nelle cause e negli affari che devono essere trattati sotto tale segreto, cosicché in nessun modo, sotto pretesto alcuno, sia di bene maggiore, sia di causa urgentissima e gravissima, mi sarà lecito violare il predetto segreto. Prometto di custodire il segreto, come sopra, anche dopo la conclusione delle cause e degli affari, per i quali fosse imposto espressamente tale segreto. Qualora in qualche caso mi avvenisse di dubitare dell’obbligo del predetto segreto, mi atterrò all’interpretazione a favore del segreto stesso. Parimenti sono cosciente che il trasgressore di tale segreto commette un peccato grave. Che mi aiuti Dio e mi aiutino questi suoi santi vangeli che tocco di mia mano’”.&lt;br /&gt;Formula solenne e terribile, che davvero non ha bisogno di commenti. Dalle conseguenze tragiche e devastanti per migliaia di esistenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le Istruzioni di cui sopra sono ancora in vigore. Il giuramento ha funzionato. In questi giorni di aspre polemiche, infatti, la Chiesa gerarchica non ha potuto esibire un solo caso di sua denuncia spontanea alle autorità civili, con il quale avrebbe potuto rivendicare qualche episodio di non omertà e di “buona volontà”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il “buon nome” della Chiesa è venuto sempre prima, sulla pelle di migliaia di bambini e infangando e calpestando quel “sinite parvulos venire ad me” (Vulgata, Matteo 19,14) del Vangelo su cui si è fatta giurare questa raccapricciante congiura del silenzio. Sempre più testimonianze confermano anzi di una Chiesa gerarchica indaffarata per decenni a “troncare e sopire”, e anzi a negare l’evidenza (in una corte si chiamerebbe spergiuro) o a intimidire le vittime (in una corte si chiamerebbe ricatto o violenza) se qualche ex-bambino ad anni di distanza trovava il coraggio di sporgere denuncia. I casi del genere ormai emersi sono talmente tanti che “il mio nome è Legione”, come dice lo “spirito immondo” di cui Marco, 5,9.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a documenti ufficiali talmente “parlanti” si resta dunque allibiti che nessuno chieda ai vertici della Chiesa gerarchica, il Papa e il Prefetto della Congregazione per la Fede, ragione di tanta squadernata responsabilità. Monsignor Bertone, all’epoca della “Istruzione” di Ratzinger vescovo di Vercelli e segretario della Congregazione (il vice di Ratzinger, insomma, allora come oggi), in un’intervista del febbraio 2002 al mensile &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, ispirato da Comunione e Liberazione e diretto da Giulio Andreotti, si stracciava le vesti dall’indignazione all’idea che un vescovo potesse denunciare il sacerdote pedofilo alle autorità giudiziarie: al giornalista che si faceva eco delle ovvie preoccupazioni dei cittadini con un: “eppure si può pensare che tutto ciò che viene detto al di fuori della confessione non rientri nel ‘segreto professionale’ di un sacerdote...” rispondeva a muso duro: “se un fedele non ha più nemmeno la possibilità di confidarsi liberamente, al di fuori della confessione, con un sacerdote … se un sacerdote non può fare lo stesso con il suo vescovo perché ha paura anche lui di essere denunciato... allora vuol dire che non c’è più libertà di coscienza”. Libertà di coscienza, proprio così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella libertà di coscienza che il mondo moderno, grazie all’eroismo di spiriti eretici mandati puntualmente al rogo, e all’azione del vituperatissimo illuminismo, è riuscito a strappare contro Chiesa (che la giudicava pretesa diabolica), viene ora invocata per garantire l’impunità a migliaia di preti pedofili. Cosa si può dire di fronte a tanta … (lascio in sospeso il vocabolo, non sono riuscito a trovarne uno adeguato alla “cosa” e che rispetti il detto secondo cui “nomina sunt consequentia rerum”)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che senso ha, perciò, continuare a parlare di “propaganda grossolana contro il Papa e i cattolici” (l’&lt;em&gt;Osservatore Romano&lt;/em&gt;”), di “attacchi calunniosi e campagna diffamatoria” (idem), di “eclatante campagna diffamatoria” (Radio vaticana), di “furibonda fobia scatenata contro la Chiesa Cattolica” (Joaquin Navarro Vals), di “menzogna e violenza diabolica” (monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino), di “accuse menzognere” (cardinal Angelo Scola), di “accuse ignobili e false” (cardinal Carlo Maria Martini), e chi più ne ha più ne metta, visto che sono gli stessi documenti vaticani a confessare la linea di catafratto rifiuto della Chiesa gerarchica ad ogni ipotesi di denuncia dei colpevoli alle autorità giudiziarie secolari? E si badi, il “Motu proprio” e l’”Istruzione” del 2001 segnano un momento considerato di maggiore severità di Santa Madre Chiesa nei confronti dei sacerdoti pedofili. Possiamo immaginarci cosa fosse prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davvero di fronte a questo scandalo la miglior difesa è l’attacco, come sembrano aver deciso i vertici vaticani? Punta di diamante di tale strategia è il cardinal Sodano, decano del Sacro Collegio, che sull’&lt;em&gt;Osservatore Romano&lt;/em&gt; del 6-7 aprile tuona: “La comunità cristiana si sente giustamente ferita quando si tenta di coinvolgerla in blocco nelle vicende tanto gravi quanto dolorose di qualche sacerdote, trasformando colpe e responsabilità individuali in colpa collettiva con una forzatura veramente incomprensibile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No cara eminenza, nessuno si sogna di coinvolgere in blocco la comunità cristiana, nemmeno nel più ristretto senso di comunità cattolica, qui si tratta solo della Chiesa gerarchica e delle sue massime autorità, che hanno imposto il silenzio del “segreto pontificio” e dunque impedito che le autorità statali mettessero i sacerdoti pedofili nella condizione di non nuocere. E poiché nel catechismo è scritto innumerevoli volte che si può peccare in modo equivalente “per atti o per omissioni”, vorrà convenire che attraverso questa omissione resa solenne e inderogabile attraverso il “segreto pontificio”, il Papa e il cardinal Prefetto si sono resi responsabili (di certo moralmente) delle migliaia di crimini di pedofilia che sollecite denunce alle autorità statali avrebbero invece impedito. E’ purtroppo un dato di fatto acclarato che aver voluto trattare questi crimini semplicemente all’interno del diritto canonico, e nella maggior parte dei casi limitandosi oltretutto a spostare il sacerdote violentatore da una parrocchia all’altra, ha avuto il risultato di diffondere la peste pedofila.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tentare di corresponsabilizzare tutti i fedeli è anzi un “gioco sporco”, cara eminenza. Dubito che la grande maggioranza dei fedeli sapesse del “segreto pontificio” e delle sue implicazioni di dovere insuperabile del silenzio nei confronti di qualsiasi autorità esterna (polizie e magistrati) alle gerarchie ecclesiastiche. Dubito che se ne avesse avuto conoscenza avrebbe approvato l’idea che i nomi dei preti pedofili dovessero restare sepolti nelle “segrete del Vaticano” a tutela del “buon nome” della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa orribile vicenda non è in discussione la Chiesa nell’accezione di “popolo di Dio” o comunità dei fedeli. E’ in discussione, cara eminenza, solo, sempre ed esclusivamente la Chiesa gerarchica e i suoi vertici. Timothy Shriver, figlio di Eunice Kennedy, dunque esponente della più famosa famiglia cattolica d’America, dunque parte della Chiesa in quanto comunità dei credenti, ha pubblicato sul &lt;em&gt;Washington Post&lt;/em&gt; un appello – da cattolico – in cui è detto senza mezzi termini: “Se questa Chiesa, con la sua attuale gerarchia, col suo Papa e i suoi vescovi, non saprà confessare la Verità; se continuerà a nascondere le proprie colpe, come Nixon lo scandalo Watergate; se si dimostrerà più votata al potere che a Dio, allora noi cattolici dovremo cercare altrove una guida spirituale”. Solo il 27% dei cattolici americani (la Chiesa nel senso del “popolo di Dio”), interpellati da un sondaggio della Cbs il 2 aprile, ha espresso un giudizio favorevole e di fiducia in Ratzinger e nei suoi vescovi (la Chiesa nel senso della Gerarchia). Addirittura solo uno su cinque, sulla questione specifica dell’atteggiamento verso lo scandalo dei preti pedofili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo perciò al punto cruciale. Wojtyla e Ratzinger hanno preteso e imposto che i crimini di pedofilia venissero trattati solo come peccati, anziché come reati, o al massimo come “reati” di diritto canonico anziché reati da denunciare immediatamente alle autorità giudiziarie secolari. Queste omesse denunce sono responsabili di un numero imprecisato ma altissimo di violenze pedofile che altrimenti sarebbero state evitate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’attuale regnante Pontefice ha davvero capito l’enormità della “sporcizia” e la necessità di contrastarla senza tentennamenti anche sul piano della giustizia terrena, può dimostrarlo in un modo assai semplice: abrogando immediatamente con “Motu proprio” le famigerate “Istruzioni” che fanno riferimento al “segreto pontificio” e sostituendolo con l’obbligo per ogni diocesi e ogni parrocchia di denunciare immediatamente alle autorità giudiziarie ogni caso di cui vengano a conoscenza. E spalancando gli archivi, consegnandoli a tutti i tribunali che ne facciano richiesta, visto che alcuni paesi hanno deciso di aprire per la denuncia del crimine una “finestra” di un anno per sottrarre alla prescrizione anche vicende lontane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non avrà questa elementare coerenza, non si straccino le vesti il cardinal decano e tutti i cardinali del Sacro Collegio nell’anatema contro i credenti e i non credenti che insisteranno nel giudicare corrivo l’atteggiamento attualmente scelto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto più che la Chiesa gerarchica, che in tal modo si rifiuterebbe di ordinare alle proprie diocesi la collaborazione per punire come reato il peccato di pedofilia dei sui chierici e pastori, è la stessa che pretende di trasformare in reati, sanzionati dalle leggi dello Stato e relative punizioni, quelli che ritiene peccati (aborto, eutanasia, fecondazione eterologa, controllo artificiale delle nascite, ecc.), e che per tanti cittadini sono invece solo dei diritti, ancorché dolorosi o dolorosissimi.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;(10 aprile 2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte: &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/flores-darcais-perche-ratzinger-e-wojtyla-sono-responsabili-per-la-peste-pedofila/"&gt;Micromega&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-6493783228583342712?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/6493783228583342712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=6493783228583342712' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6493783228583342712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6493783228583342712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/04/flores-darcais-perche-ratzinger-e.html' title='Flores d’Arcais: Perché Ratzinger e Wojtyla sono responsabili per la peste pedofila'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-7046070506186689842</id><published>2010-03-31T09:09:00.000+02:00</published><updated>2010-03-31T09:10:23.129+02:00</updated><title type='text'>Quanto è vero questo video ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=TxGJ6DFocyY"&gt;L'Italia da distruggere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-7046070506186689842?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/7046070506186689842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=7046070506186689842' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7046070506186689842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7046070506186689842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/03/quanto-e-vero-questo-video.html' title='Quanto è vero questo video ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-4424531177702608161</id><published>2010-03-23T20:01:00.002+01:00</published><updated>2010-03-23T20:04:57.431+01:00</updated><title type='text'>Autobiografia di una maggioranza - di Andrea Scanzi</title><content type='html'>da &lt;a href="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/22/autobiografia-di-una-maggioranza/"&gt;"Il Criminoso"&lt;/a&gt; di Micromega ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;riporto tutto l'articolo ... votiamo la foto più bella ... io sono indecisa tra la croce celtica e la casalinga di Voghera ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 id="post-313"&gt;&lt;a href="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/22/autobiografia-di-una-maggioranza/" rel="bookmark" title="Permalink: Autobiografia di una maggioranza"&gt;Autobiografia di una maggioranza&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;           &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;di &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Andrea Scanzi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;“&lt;em&gt;Il milione di persone che ha raccolto l’invito del presidente del Consiglio e ha percorso le vie di Roma è la dimostrazione concreta che il berlusconismo non volge affatto al termine ma è vivo e lotta insieme a noi&lt;/em&gt;“. Sono parole, austere e fiere, deflagranti e rifulgenti, che faccio mie. Purtroppo non le ho scritte io, ma Maurizio Brutpietro in uno dei suoi frequenti moti di prognatismo carnivoro. Bravo Mascellone nostro: la Forza è in te. Daje mo’.&lt;br /&gt;Vi rode, eh? Siete cresciuti col mito fatuo delle manifestazioni, degli scioperi, delle adunate. Credevate che gli unici capaci di scendere in piazza fossero quelli di sinistra, cioè voi, pusillanimi e lavativi, ieri rossi e oggi viola. E invece vi è caduto un altro postulato effimero: siete carne morta (cit).&lt;br /&gt;Berlusconi ha adunato un milione di adepti, che per Emilio Fede sono 12 e per il filosofo Gasparri (che li ha contati uno ad uno, usando i fagioli zolfini come pallottoliere) addirittura 39.&lt;br /&gt;E’ stato un trionfo. All’acme di una giornata in cui hanno trionfato amore e gioia, c’è stato anche il giuramento. &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=zYYqZOkB5hc"&gt;Lo si osservi&lt;/a&gt;: neanche Stefano Benni sott’acido avrebbe saputo fare di meglio.&lt;br /&gt;Stavolta non faremo (parlo in prima persona plurale, come il Divino Otelma) l’esegesi di reperti audio-video. Racconteremo bensì (?) L’Evento mediante alcuni scatti fotografici. Faremo satira visiva. Funziona così: se ridete, sono bravo io. Se non ridete, non capite le mie battute perché siete ignoranti e la vostra idea di cultura coincide con le bozze di&lt;em&gt; Emmaus&lt;/em&gt; di Alessandro Baricco. Se vi prende un po’ di malinconia, siete nati nel paese sbagliato.&lt;br /&gt;Si dia inizio, con media sicumera, alla carrellata.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;em&gt;- Le Stazioni del Calvario (Prima Sosta)&lt;/em&gt;: &lt;strong&gt;L’Adunanza&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-316" src="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2010/03/milionidipersone1-224x300.jpg" alt="milionidipersone" width="224" height="300" /&gt;&lt;br /&gt;Questo scatto dimostra, da solo, come le cifre prosserte (?) da Silvio Berlusconi corrispondano al vero. C’era davvero un milione di persone in piazza. Alle centocinquantamila assise nell’agone repubblichino e puntualmente rilevate dalla Questura (organo notoriamente bolscevico), vanno infatti aggiunte le 700mila unità assiepate dentro il capannone verdolino (in basso a destra) e le 49mila999 infermiere nascoste, una sopra l’altra, dentro le ambulanze. La milionesima persona, sepolta sotto la tomaia della Brambilla, era Luigi Amicone. Luigi uno di noi, uuuuuuno di noi, Luigi uuuuuno di noiiiiiii (tutti insieme: è un coro da stadio, va fatta anche la ola brandendo un autoscatto di Taradash per amplificare l’effetto scenico).&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;- Le stazioni del Calvario (Seconda Sosta)&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;: Foto di gruppo con blackberry&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-317" src="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2010/03/politici-2-300x172.jpg" alt="politici 2" width="300" height="172" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccola, l’ammiraglia del potere. Il nucleo avanguardista della liberazione liberale, riformista e (parecchio) riformata. In prima fila vi è scintillio di scibile, esondazione di cervelli. Profluvio di Sapere. Da sinistra si scorge l’ineffabile Fitto, sciaguratamente rivolto a sinistra in un moto di labirintite bakuniana; Lady Ravetto, che gesticola cercando affannosamente il suo Blackberry; Alfano, fieramente vacuo nella sua tronfia ottusità; Scajola, che rimpiange i fasti delle mattanze alla Diaz; Brontolo; la Prestigiacomo, sepolta da uno scialle tricolore che trasuda amor patrio; Gasparri, col pulloverino stinto preso ai saldi dell’Upim, postura plastica da dromedario sciatico e l’occhio bovino proteso alla ricerca di un Questore qualsiasi (e senz’altro ubriaco) da insultare; Cicchitto, col consueto surplus di carisma e quella eroticissima permanente naturale in poliuretano caprino espanso. Infine, l’elegante Santanchè,  intenta a dialogare aulicamente – citando Kierkegard e  Sylos Labini – con Alessandro Meluzzi (fuori inquadratura). A me queste cose mi caricano, e soprattutto agli italiani gli caricano (cit).&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;- Le stazioni del calvario (Terza Sosta)&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;: Al ballo mascherato della gran società&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-318" src="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2010/03/politici-300x187.jpg" alt="politici" width="300" height="187" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Spuntano nuove menti eccelse (le stesse, verosimilmente, che hanno scritto “vincie” con due “i”, chiara libertà letteraria dai rimandi gaddiani). Ecco il Sindaco di Roma, Alemanno, che più che ridere pare tradire un certo imbarazzo nell’osservare la pettinatura Big Jim dell’ineffabile Fitto. Al centro, statuaria come un castello di sabbia in un giorno di maremoto, troneggia la Polverini. Ella ride. Ecco: la Polverini ride. Sempre. Fateci caso: in ogni foto, lei ride. Le va concesso di prendere benissimo la sua situazione (Moacyr Barbosa fu zimbellato per molto meno *). Accanto a lei, un ex fascista qualsiasi. Nella tasca dell’ex fascista qualsiasi, spunta il ciuffo di Brontolo (nomignolo affettuoso, s’intende: ho sempre amato le favole). Alla destra della foto, la Santanché continua a citare Sylos Labini con Meluzzi (fuori inquadratura). Della foto piace molto lo sguardo affascinante di Giovanardi, che appare dietro Alemanno esibendo un profilo greco vagamente riconducibile a Jabba the Hat (con la “a”, non con la “u”: Hat, non Hut. Non è una Pizza).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;- Le stazioni del calvario (Quarta Sosta)&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;: L’ernia sacrificale di Alfano&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-320" src="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2010/03/politici-4-300x195.jpg" alt="politici 4" width="300" height="195" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ella ride. E’ lei è lei, è la Polverini. Che ride. Ride. Ride. Oh, quanto ride. Varie correnti di pensiero si interrogano sulle motivazione di tale ilarità irrefrenabile. Tesi pecoreccia: Cicchitto ce sta a prova’. Tesi boccaccesca: Gasparri, con fare tronfio e virile, ha appena sganciato una pugnetta di media consistenza chimica. Tesi littoria: Alemanno stava imitando Mussolini a Piazza Venezia (come si evince dalla postura prognatica), e alla Polverini Piazza Venezia ha sempre fatto ridere molto. La foto, di grande tenore drammatico, commuove per il sacrificio spinale del Ministro Alfano, che nello stentoreo tentativo di abbassarsi ai livelli sotto il livello del mare di Brontolo, lascia sul campo tre vertebre, un’ernia iatale e uno scompio dorsale fulminante. Vi sia lode.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;- Le stazioni del Calvario (Quinta Sosta)&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;: L’ira funesta del divino Brontolo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-321" src="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2010/03/brunetta-300x200.jpg" alt="brunetta" width="300" height="200" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La foto, bella come il sole in un giorno di tsunami, denota il cipiglio della classe politica berlusconiana. Nello specifico, cosa stava dicendo Brunetta? Ipotesi musicale: stava cantando, con foga autobiografica, &lt;em&gt;Un giudice&lt;/em&gt; di De André. Ipotesi erotica: stava dicendo “Questa qua dietro mi tira come un carro di buoi in salita”, alludendo alla sciantosa rossastra che spunta (parecchio) da sopra (va be’) le sue spalle. Ipotesi dotta: stava gridando “Pocciate qua, comunisti di questa gran ceppa de minchia” (però con affetto). Ipotesi fetish: stava urlando “Che palle ‘sto tacco 12, io oggi volevo venire a piedi nudi ma Silvio non ha voluto”.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;- Le stazioni del Calvario (Sesta Sosta):&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;In the name of love&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-322" src="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2010/03/piazza_pdl_croceceltica-300x117.jpg" alt="ITALY PEOPLE OF FREEDOM RALLY" width="300" height="117" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Questo scatto, da solo, mostra l’amore a cui alludono i leader del centrodestra. Un amore totalizzante e totalitario, fatto di affetto e tolleranza, fratellanza e libertà. Un amore che, se solo Himmler fosse ancora vivo, si sentirebbe quasi a casa.&lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;- Le stazioni del Calvario (Settima Sosta)&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;: La giustizia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-323" src="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2010/03/borsellino-300x187.jpg" alt="borsellino" width="300" height="187" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Amena foto, che molto ha fatto discutere, in cui i manifestanti mettono alla gogna personaggi (tarocchi) sgraditi. Guardiamoli, allora, questi tarocchi. C’è il “matto” Di Pietro, e mi pare giusto. C’è la “morte” Bonino, e mi pare simpatico. C’è la “giustizia” Borsellino, e mi pare sintomatico. E’ questa la differenza tra loro e voi, cari cazzoni comunisti. Che voi, quando fate le manifestazioni, trasudate odio e insultate il giuslavorista Biagi, il presidente della Repubblica, il Papa. Loro, no. Loro arrivano a sputtanare un uomo che ha dato la vita per la lotta alla mafia, denotando con ciò un pessimo messaggio etico a questo paese. Pronta è arrivata la smentita: Borsellino, hanno detto gli organizzatori, era messo lì proprio come contrapposizione “buona” a Di Pietro. Ne prendiamo atto (uso sempre il plurale, come il Divino Otelma). E’ una rettifica che fa piacere. Ci sfugge, però, come l’elogio di Borsellino possa andare di pari passo con gli inviti a non rispettare, odiare e denigrare la magistratura italiana. Inviti lanciati, con la consueta piacevolezza, anche sabato dal Capopopolo (cit) che “ha battuto ogni record nelle democrazie occidentale sono al 61 percento dei consensi non sono in crisi la sinistra sa solo odiare il popolo è con me i giudici dettano l’agenda elettorale il Milan ha pareggiato ahi ahi ahi io so’ io e voi non siete un cazzo”.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;- L’approdo al Golgota&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;: Autoscatto di un paese intero&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-324" src="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2010/03/sgniacchera-300x177.jpg" alt="sgniacchera" width="300" height="177" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo scatto, ultimo della serie, racchiude tutta la manifestazione. Se, tra cento anni, volessero riassumere il periodo berlusconiano, basterebbe mostrare questa foto. Ritrae la versione ultima della casalinga di Voghera. Il suo sguardo trasuda letture importanti, aspettando un inutile restyling dalla parrucchiera di fiducia, circondata da cagnette a cui hanno sottratto l’osso, comari che non possono più dare cattivo esempio e regine del tua culpa (tripla cit). L’occhio è compiaciutamente obnubilato dalla Cura Mediaset Ludovico. Il volto è massiccio, ridondante, satollo. La figura intera emana erotismo da tutti i pori (del resto, si sa, le fighe sono di destra e quelle di sinistra vanno in giro con le Superga). Il cappello, si direbbe in carta igienica, allude anch’esso all’amore, materia di cui la Donna è senz’altro esperta. Sopra la Pasionaria, un ritaglio di giornale, con Berlusconi col braccio destro (giustamente) alzato. Quando vedi una donna così, ti viene voglia di Signorini.&lt;br /&gt;Ebbene, cari trotzkisti, questa non è una donna: è uno specchio. Questa donna &lt;em&gt;è&lt;/em&gt; l’Italia. L’Italia della maggioranza. Quella che tranquilla coltiva l’orribile varietà delle proprie superbie. Come una malattia. Come una sfortuna. Come un’anestesia. Come un’abitudine.&lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;* Se non sapete chi è Moacyr Barbosa, non è colpa mia. Non posso star qui a spiegarvi sempre tutto.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-4424531177702608161?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/4424531177702608161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=4424531177702608161' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4424531177702608161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4424531177702608161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/03/autobiografia-di-una-maggioranza-di.html' title='Autobiografia di una maggioranza - di Andrea Scanzi'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-9014892338343452213</id><published>2010-03-20T10:27:00.004+01:00</published><updated>2010-03-20T10:43:05.539+01:00</updated><title type='text'>The wolf</title><content type='html'>Ci sono poche certezze nella vita ... e, di quelle poche, alcune vorresti che non lo fossero ... ma lo vorresti davvero? Ah, saperlo ...&lt;br /&gt;Ci sono cose che non cambiano, ci sono punti fermi ... che cerchi di spostare ... ma che ritornano ... che ti accorgi che sono rimasti sempre lì ... a volte più evidenti, altre più nascosti ...&lt;br /&gt;A cui cerchi di non pensare ... che cerchi di ignorare ... ma che in realtà ti aiutano a vivere ... anzi, ti fanno sentire vivo ...&lt;br /&gt;Traverso impassibile anche mille oscurità ... e continuerò ... in silenzio ... nonostante tutto ... e fino all'eternità ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-9014892338343452213?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/9014892338343452213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=9014892338343452213' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/9014892338343452213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/9014892338343452213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/03/wolf.html' title='The wolf'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-6888809889138778320</id><published>2010-03-19T18:10:00.002+01:00</published><updated>2010-03-19T18:16:35.975+01:00</updated><title type='text'>Il sacro Colle - di Marco Travaglio, L'espresso, 18 marzo 2010</title><content type='html'>Travaglio, sempre grande!&lt;br /&gt;Sono completamente d'accordo ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;Il sacro Colle&lt;/h2&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;           &lt;!-- inizio TESTO --&gt;&lt;em&gt;di &lt;strong&gt;Marco Travaglio&lt;/strong&gt;, L'espresso, 18 marzo 2010&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo tutti i giuristi degni di questo nome, il decreto 'salva-liste' con cui il governo ha tentato di legalizzare ex post le proprie liste illegalmente presentate nel Lazio era illegale e incostituzionale. Illegale perché la legge 400/1988 vieta i decreti in materia elettorale e non è mai stata abrogata. Incostituzionale perché il decreto sanava solo le irregolarità delle liste Pdl e non delle altre bocciate in varie parti d'Italia; e pretendeva di dettare la sentenza al Tar, già investito del caso, così che - ha confessato il ministro Ignazio La Russa - "non possa darci torto". Se il presidente della Repubblica abbia fatto bene o male a firmare un decreto illegale e incostituzionale, è questione aperta: rientrava nella sua discrezionalità farlo o non farlo. La Costituzione gli consente di rinviare al mittente una legge se non gli piace o gli ripugna. Che possa rinviarla solo quando è "manifestamente incostituzionale", come sostengono alcuni corazzieri della penna, non sta scritto da nessuna parte. E non è vero che, se la legge respinta viene riproposta identica, lui sia obbligato a firmarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che succederebbe se il governo decretasse che i voti dati al Pdl valgono doppio? È ovvio che rifiuterebbe di promulgare sia la prima sia la seconda volta, dopodiché spetterebbe al governo sollevare il conflitto di attribuzioni alla Consulta e a questa stabilire chi ha sbagliato. Ma ancora una volta il malvezzo della 'moral suasion' ha legato le mani a Napolitano. Il 4 marzo un Berlusconi più minaccioso del solito gli ha sottoposto informalmente la prima versione del decreto. Il presidente ha anticipato che non l'avrebbe firmata e ha indicato i punti inaccettabili, partecipando così alla stesura della seconda versione. Che l'indomani, previo intervento di Gianni Letta, ha promulgato (senz'accorgersi, fra l'altro, che le elezioni regionali sono regolate da leggi regionali, immodificabili con norme nazionali). Il che forse non sarebbe accaduto seguendo la via maestra: il capo dello Stato attende, sordo e muto, che il governo vari il decreto, e solo dopo decide se firmarlo o no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò premesso: che male c'è a criticare Napolitano per aver firmato una legge che si ritiene sbagliata, illegale e incostituzionale? Possibile che ogni critica venga spacciata per 'attacco', 'aggressione', 'vilipendio'? Il campionato dell'ipocrisia l'ha vinto il Pd con la manifestazione in piazza del Popolo. Ridicoli avvertimenti a Di Pietro: "Se critica il Colle, è fuori dalla coalizione". Patetici rastrellamenti della piazza per depurarla da cartelli contro il Quirinale. Ma se il "decreto del presidente della Repubblica" porta le firme di Napolitano e Berlusconi, che senso ha attaccare il secondo e vietare ogni critica al primo? Chi, come gli ex Pci, chiese l'impeachment per due presidenti (Leone e Cossiga), è poco credibile quando zittisce Di Pietro che s'è limitato a evocarlo (senza basi giuridiche) per Napolitano. A meno che, all'insaputa dei più, non sia stato ripristinato il delitto di lesa maestà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(18 marzo 2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-sacro-colle/"&gt;Micromega&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-6888809889138778320?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/6888809889138778320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=6888809889138778320' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6888809889138778320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6888809889138778320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/03/il-sacro-colle-di-marco-travaglio.html' title='Il sacro Colle - di Marco Travaglio, L&apos;espresso, 18 marzo 2010'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-1773978638557916567</id><published>2010-02-03T09:26:00.003+01:00</published><updated>2010-02-03T09:55:14.769+01:00</updated><title type='text'>A proposito della Sentenza della Corte EDU sul crocifisso, ma non solo ...</title><content type='html'>Bellissimo questo articolo (cliccate sul link): &lt;a href="http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/libertadiritti/Mancini.pdf"&gt;La supervisione europea presa sul serio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riporto alcuni punti ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... Sul margine di apprezzamento&lt;br /&gt;"Nel sistema CEDU (...) la dottrina del margine di apprezzamento (...) riserva agli stati uno&lt;br /&gt;spazio per decidere come applicare gli standards della Convenzione nel modo più corrispondente&lt;br /&gt;alle condizioni interne".&lt;br /&gt;"E’ del tutto chiaro che, se applicata con ampiezza, la dottrina del margine di apprezzamento può minare alle fondamenta la tutela sovranazionale dei diritti umani"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... Sul caso Lautsi&lt;br /&gt;"nei contesti in cui la maggioranza appartiene ad una determinata religione, non tutte le manifestazioni della stessa sono accettabili, poiché possono costituire una forma di pressione su coloro che non vi appartengono. E poiché il crocifisso, nonostante le argomentazioni bizantine del&lt;br /&gt;governo italiano, può ragionevolmente essere interpretato come un simbolo religioso tale esposizione può turbare le coscienze di coloro che non si riconoscono nel Cattolicesimo, i quali si&lt;br /&gt;“sentiranno istruiti in un ambiente scolastico marcato da una determinata religione”. “La libertà&lt;br /&gt;négativa non si limita all’assenza di servizi o insegnamenti religiosi, ma si estende alle pratiche e ai simboli che esprimono, in particolare o in generale, una credenza, una religione, o l’ateismo. Questo diritto negativo merita una protezione particolare quando è lo stato ad esprimere una&lt;br /&gt;credenza e se il soggetto è posto in una situazione da cui non può sottrarsi o può farlo solo a prezzo di un sacrificio sproporzionato".&lt;br /&gt;"Nel far propria questa costruzione, e rifiutando così di dirimere i conflitti tra maggioranza e&lt;br /&gt;minoranze sulla base della dottrina del margine di apprezzamento, i giudici di Strasburgo&lt;br /&gt;conquistano finalmente un fisiologico ruolo “contro maggioritario”, il ruolo di una Corte che&lt;br /&gt;bilancia la logica democratica maggioritaria, per la salvaguardia dei diritti delle minoranze. Il&lt;br /&gt;sistema internazionale di tutela dei diritti, serve infatti precisamente per correggere alcune delle&lt;br /&gt;maggiori deficienze della democrazia maggioritaria, in particolar modo fornendo un surplus di&lt;br /&gt;tutela alle minoranze"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... Sul concetto di "tolleranza"&lt;br /&gt;"La presenza obbligatoria del crocifisso corrisponde ad un modello non pluralista di tolleranza, di cui fornisce una lucida definizione Jaques Derrida: “tolleranza è dire all’altro, da una posizione sopraelevata io ti lascio esistere, ti faccio posto nella mia casa, ma tu non devi mai dimenticare di essere a casa mia…”"&lt;br /&gt;"Il caso italiano e quello bavarese costituiscono esempio eloquenti di queste tendenze. In&lt;br /&gt;entrambi il crocifisso è assunto a simbolo di una non meglio identificata "identità occidentale" o&lt;br /&gt;"europea" di cui la cristianità, nella sua versione laicizzata, costituirebbe una radice fondamentale"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... Sulle sentenze di Tar Veneto e CdS sul caso Lautsi&lt;br /&gt;"Nella sentenza del TAR Veneto, poi confermata dal Consiglio di Stato, sul caso Lautsi, il giudice coglie “una percepibile affinità ... tra il «nocciolo duro» del cristianesimo, che, privilegiando la carità su ogni altro aspetto, fede inclusa, pone l’accento sull’accettazione del diverso, e il «nocciolo duro» della Costituzione repubblicana, che consiste nella valorizzazione solidale della libertà di ciascuno e quindi nella garanzia giuridica del rispetto dell’altro”. Quindi, nonostante alcuni disgraziati incidenti quali "l’inquisizione, l’antisemitismo e le crociate”, Il “nucleo centrale e costante della fede cristiana” si rinviene "agevolmente" (!) nel “principio di dignità dell’uomo, di tolleranza, di libertà anche religiosa e quindi in ultima analisi nel fondamento della stessa laicità dello Stato”. Sarebbe dunque paradossale escludere nel nome della laicità proprio il simbolo che ne costituisce la rappresentazione. Al contrario, il crocifisso va esposto, perché simboleggiando i valori fondamentali del patto costituzionale, ha una importante funzione pedagogica per tutti gli scolari, indipendentemente dalla religione che essi professano".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... Sul binomio schmittiano amico-nemico&lt;br /&gt;"Stabilendo un’identità di massima tra valori cristiani e civiltà occidentale, in particolare con il&lt;br /&gt;riferimento alla tolleranza come monopolio dell’identità cristiano-occidentale, si finisce però per&lt;br /&gt;allinearsi con i teorici dello “scontro di civiltà”, come Samuel Huntington"&lt;br /&gt;"L’uso in chiave antagonistica della religione e della laicità, ripropone poi una rivisitazione del binomio schmittiano amico-nemico, l’individuazione di un’identità collettiva omogenea che si&lt;br /&gt;oppone agli outsiders, ai quali chiede forzatamente di adeguarsi, accettando di condividere, anche&lt;br /&gt;visivamente, i valori maggioritari, pena il divieto o la limitazione dell’accesso alla sfera pubblica".&lt;br /&gt;"la differenza religiosa (nella sua versione patologizzata) diventa l’elemento primario per la&lt;br /&gt;costruzione del nemico. Dal “complotto ebraico” alla minaccia del terrorismo islamico, possiamo&lt;br /&gt;individuare il medesimo processo di emarginazione, esclusione e, infine, di colpevolizzazione di&lt;br /&gt;una minoranza che finisce per divenire un “nemico oggettivo”"&lt;br /&gt;"Gli Italiani, semplicemente, non sono tutti cristiani, e non solo per il fatto che alcuni di essi&lt;br /&gt;hanno tradizioni religiose diverse, ma anche perché sono individualmente dotati del libero arbitrio e possono dunque scegliere di non essere cristiani, e anche di rifiutare attivamente ed esplicitamente la cristianità in tutte le sue declinazioni, radici culturali comprese"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... Sul concetto di laicità&lt;br /&gt;"lo stato laico non può imporre identità precostituite e omnicomprensive, e deve offrire un ambiente includente a tutti, specialmente a chi è più vulnerabile, come i bambini. E per questo non può dar adito al sospetto di preferire una religione rispetto alle altre o all’assenza di religione, attraverso l’affissione di simboli che, per lo meno plausibilmente, possono essere ad essa associati"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... ed infine: perché non va bene la soluzione bavarese&lt;br /&gt;"Certo, esiste la soluzione bavarese, da alcuni auspicata, e cioè la soluzione di obbligare le scuole&lt;br /&gt;all’affissione del crocifisso, salvo individuare specifici compromessi nel caso qualcuno protesti.&lt;br /&gt;Non è però una soluzione giusta, anche solo semplicemente perché pretende un sacrificio&lt;br /&gt;sproporzionato da parte dei singoli dissidenti, che devono sfidare la volontà delle maggioranze per ottenere il rispetto dei propri diritti".&lt;br /&gt;"L’ambiguità di questa procedura è emersa chiaramente quando una scuola e, successivamente, la corte amministrativa della Baviera hanno rigettato le obiezioni dei genitori di uno scolaro, definendole “pretestuose e polemiche” ed affermando che l’ateismo della famiglia non costituisce un motivo serio per obiettare all’esposizione del crocifisso. In ultima istanza la Corte Suprema Amministrativa (Bundesverwaltungsgericht) ha accolto invece le argomentazioni dei genitori dissenzienti, affermando che la libertà di coscienza include anche quella di non credere (Bundesverwaltungsgericht, sentenza n. 21/1999, 21 aprile 1999)"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-1773978638557916567?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/1773978638557916567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=1773978638557916567' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1773978638557916567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1773978638557916567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/02/proposito-della-sentenza-della-corte.html' title='A proposito della Sentenza della Corte EDU sul crocifisso, ma non solo ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-6727113901815396016</id><published>2010-01-06T10:46:00.006+01:00</published><updated>2010-01-06T10:56:46.836+01:00</updated><title type='text'>Anno nuovo, vita vecchia ...</title><content type='html'>&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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Da scompisciarsi per la vergogna, insomma. Se i media la prendono per buona è solo in virtù (cioè in vizio) di un controllo ormai orwelliano – alla lettera – esercitato dal regime sui canali televisivi. Al punto che Berlusconi, vittima del dissennato lancio di souvenir da parte di uno psicolabile, pretende oramai alla santificazione, nemmeno avesse ricevuto le stigmate. A quando il moltiplicarsi delle reliquie, le boccette di terra di Arcore, le spine di cactus di Villa Certosa, i preservativi di Palazzo Grazioli? La vendita delle indulgenze è invece fiorente da tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo alla pretesa di un culto della personalità rivoltante, in perfetto stile Ceausescu. Del resto, la definizione di Berlusconi come un “Ceausescu buono” è del suo fedelissimo Confalonieri, che lo conosce da una vita e sa quel che dice. E che per correggere l’incresciosa definizione ha spiegato che voleva intendere uno “tipo il Re Sole”! Se questo è Berlusconi, uno che si crede il Re Sole, perché nella prossima riforma istituzionale bipartisan, non si stabilisce che l’inquilino di Palazzo Chigi venga sorteggiato fra quanti, scolapasta in testa o meno, credono di essere Napoleone? C’è poco da scherzare, infatti. Siamo al delirio quotidiano, reso possibile da una menzogna mediatica talmente onnipervasiva che ha trasformato in realtà l’incubo orwelliano della neolingua, nella quale le parole “significavano quasi esattamente l’opposto di quel che parevano in un primo momento” – il mafioso diventa eroe, l’odio amore, la latitanza esilio – ma il cui fine “non era soltanto fornire un mezzo di espressione alla concezione del mondo del Regime, ma soprattutto rendere impossibile ogni altra forma di pensiero”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Ci siamo già dentro, se i Galli della Loggia, Panebianco e altri Ostellino insistono dal pulpito sempre più teocon del &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt; a farfugliare la leggenda nera delle colpe della sinistra, ostaggio dei “cattivi” (Travaglio, Di Pietro, Santoro. E i magistrati che non guardano in faccia a nessuno, naturalmente) perché non ancora sufficientemente conquistata all’amoroso arrembaggio bipartisan contro la Costituzione repubblicana. Proviamo perciò ad uscire dall’incantesimo totalitario della neolingua (“altre parole erano ambivalenti e avevano significato positivo se applicate al Partito e ai suoi membri e negativo se applicate ai loro nemici”). In buon italiano le cose stanno così: lasciati definitivamente alle spalle gli anni di piombo – Brigate rosse e stragi di Stato – nella politica del nostro Paese l’odio era per fortuna e da tempo solo un ricordo. I politici godevano di un crescente disprezzo, a dire il vero meritatissimo, ma nulla di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato Berlusconi, solo ed esclusivamente Berlusconi, con i suoi alleati e signorsì mediatici, a reintrodurre nella vita pubblica questo sentimento. E nel momento di più autentica pacificazione, gli esordi di Mani Pulite, quando ogni sondaggio raccontava l’afflato quasi unanime del Paese intorno ai magistrati del pool di Borrelli, che applicavano senza sconti la stella polare di ogni liberaldemocrazia, la legge eguale per tutti. In quel corale anelito del Paese per fare pulizia di corruzione e altra criminalità politica, se vi fu qualche voce stonata, inclinante all’odio, non fu certo il tintinnar di monetine di fronte all’hotel Raphael, innocua manifestazione di disprezzo per il partitocrate Craxi, ma il cappio sventolato in parlamento da quelli che col tempo sono diventati alleati “perinde ac cadaver” del berlusconiano “Partito dell’amore”, attraverso una sequenza di amorevolezze in dolce stilnovo, pulirsi il culo col tricolore e far pisciare maiali su terreni destinati a luogo di culto religioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È Berlusconi e solo Berlusconi, con i suoi alleati e signorsì mediatici, ad aver di nuovo trasformato in nemici gli avversari politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, prima ancora, i più onesti servitori dello Stato, i magistrati integerrimi che non si facevano piegare né da minacce né da lusinghe (e magari scoprivano e dunque incriminavano i loro colleghi corrotti proprio dalle aziende di Berlusconi). È questo mondo che ha inveito al grido di “killer”, dai pollici catodici del santificando di Arcore, contro magistrati che nella lotta alla mafia rischiavano ogni giorno la vita. Mentre ad Arcore, non ancora Unto del Signore, il signore della menzogna televisiva aveva già tenuto come commensale uno stalliere poco aduso ai cavalli, Attilio Mangano, che finirà i suoi giorni all’ergastolo per mafia. A meno che i “cavalli” di Mangano non fossero le partite di droga, come sostenuto da Borsellino nella sua ultima intervista, in cui fa anche i nomi di Dell’Utri e Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È Berlusconi che ha radunato la piazza intorno a una gigantesca bara che auspicava la morte di un imbelle Prodi. Inutile continuare: grazie a Travaglio e Gomez i lettori di questo giornale hanno trovato un elenco assai ampio – e tuttavia niente affatto esaustivo – delle sistematiche manifestazioni di odio con cui Berlusconi ha imbarbarito lo scontro politico. Nulla di tutto ciò sanno invece quanti traggono l’informazione esclusivamente dai telegiornali, circa nove italiani su dieci. Ed è allucinante che nel maggiore (speriamo ancora per poco) partito di “opposizione” si continuino a considerare democratiche delle competizioni elettorali che si svolgono dentro questo incubo orwelliano, trasformato in realtà anche per la loro acquiescenza. Del resto, è il mondo berlusconiano che ha cancellato dalla scena pubblica (che oggi quasi coincide con quella televisiva) ogni residuo di argomentazione razionale, addestrando allo squadrismo dell’interruzione e del “man-darla in vacca” manipoli di cloni della menzogna über alles (“al membro del partito” si richiede la capacità di “esprimere opinioni corrette in modo automatico, come un fucile mitragliatore una scarica di pallottole… Si sperava, da ultimo, di far articolare il discorso nella stessa laringe, senza che si dovessero chiamare in causa i centri del cervello”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo odio si è fatto programma, reso esplicito di fronte ai parlamentari europei del Partito popolare (l’internazionale Dc, per capirsi): violentare la Costituzione repubblicana fino a sfigurarla, col vetriolo che costringa la “balance des pouvoirs” di magistrati e giornalismo al bacio della pantofola verso un governo “legibus solutus”. Il totalitarismo mediatico della menzogna onnipervasiva per tornare indietro di oltre tre secoli, prima di Jefferson e Montesquieu, in una parodia degradante e vomitevole della corte di Versailles.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’odio berlusconiano contro la Costituzione – fondamento della nostra convivenza civile, che nasce dalla Resistenza, “questo patto/giurato fra uomini liberi/che volontari si adunarono/per dignità e non per odio” immortalato da Piero Calamandrei – è talmente attivo che ha costretto un cautissimo Presidente della Repubblica a denunciare il “violento attacco contro le fondamentali istituzioni di garanzia” perpetrato da Berlusconi, e un ondivago Fini a intimare “chiarimenti” (ma prendersi in risposta lo sputo di un “basta ipocrisie”, e rientrare nei ranghi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È dunque da quella solenne – e colpevolmente rimossa – denuncia di Napolitano che l’Italia non ancora mitridatizzata nel gorgo orwelliano del totalitarismo televisivo deve ripartire (e il suo Presidente per primo): fermare l’odio significa infatti fermare questa violenza contro la Costituzione, le leggi ad personam e altri “vulnera”, non firmarle, e prima ancora non votarle.&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;da &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-partito-dellamore-tra-orwell-e-ceaucescu/"&gt;Micromega&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:Times;font-size:11;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-6727113901815396016?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/6727113901815396016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=6727113901815396016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6727113901815396016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6727113901815396016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2010/01/il-partito-dellamore-tra-orwell-e.html' title='Anno nuovo, vita vecchia ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-9010131081352228589</id><published>2009-10-26T20:21:00.002+01:00</published><updated>2009-10-26T20:27:02.121+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SuX23laCACI/AAAAAAAAAJQ/Tbe3_fLER6I/s1600-h/2_image001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; 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          &lt;!-- inizio TESTO --&gt;&lt;em&gt;di Paolo Farinella, prete&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I titoli di quasi tutti i giornali, dei tg e dei commentatori sono unanimi: «Strage di Italiani in Afghanistan: 6 militari uccisi». Ecco il modo ideologico di leggere e dare false notizie per vere. La «strage» riguarda 20 afghani e 6 militari, tutti uccisi nello stesso istante e con le stesse modalità; poi vi sono oltre 60 feriti afghani e 4 militari italiani. I feriti italiani sono stati rimpatriati per le cure necessarie, gli afghani sono rimasti per strada e se non interviene Emergency restano lì ad aumentare il numero dei morti afghani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A costo di apparire cinico (e non lo sono) non riesco a piangere questi morti «italiani», isolati dal loro contesto reale. Mi dispiace e sono addolorato che qualcuno debba morire così e per le loro famiglie che adesso avranno un vuoto esistenziale e affettivo che nessuno potrà riempire: non le parole d’ordinanza della retorica politica che subito ne ha fatto degli «eroi» in appoggio ad una politica miope, demenziale e incivile che pretendeva di esportare la democrazia con le armi e assicurare la sicurezza seminando morte tra la popolazione inerme afghana. Morti inutili, morti senza senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No! Non ci sto! I soldati morti sapevano che potevano morire (fa parte del loro mestiere), ma sono andati ugualmente per scelta e per interesse economico, cioè per guadagnare di più. So anche che molti vanno per il brivido della guerra, per dirla alla popolana per menare le mani e sperimentare armi nuove e di precisione. Dov’è l’eroismo nell’uccidere sistematicamente, per sbaglio o per fuoco amico, civili che a loro volta sono vittime nel loro paese e vittime degli occupanti stranieri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo 8 lunghi anni di guerra, quali risultati ha portato la peacekeeping o la peacemaking? Se si chiama «peace» lo sterminato stuolo di mutilati, di affamati, di morti, come si deve chiamare la «guerra» o per dirla alla moderna la «war»? Prima che arrivassero Bush e i suoi valvassini in Afghanistan i talebani erano considerati «occupanti»; ora dopo 8 anni di occupazione occidentale, il popolo tifa per i talebani e potenzia le divisioni tribali che hanno portato ad un aumento di potere dei «signori locali della guerra » che hanno imposto la loro legge, aumentato la coltivazione del papavero e diffuso capillarmente la corruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo 8 anni di «peace-keeping» l’Afghanistan si trova con un presidente fantoccio, Karzai, corrotto e corruttore, che sta lì perché ha imbrogliato almeno un milione e mezzo di schede elettorali, che per vincere e avere i voti dei capi tribù ha introdotto nel diritto «democratico», difeso dalle armi occidentali, il diritto del marito di stuprare, violentare, picchiare e anche uccidere la moglie e le donne in sua proprietà. E’ questo l’obiettivo per cui sono morti i militari italiani, inglesi, spagnoli, tedeschi, e americani? Ne valeva la pena!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono morti inutili, morti che dovrebbero suscitare vergogna in chi li ha mandati e lì li ha tenuti e anche in coloro che vi sono andati per scelta libera e volontaria per avere uno stipendio proporzionato. No! Non sono eroi, sono vittime come sono vittime i morti afghani, come sono vittime i talebani usati dall’occidente quando venivano comodo contro i Russi e da questi, a loro volta, armati quando servivano alla bisogna; mentre ora i beniamini di ieri sono i nemici di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I funerali si Stato di questi sventurati morti per nulla o per la vanagloria dei loro fantocci governanti, come i 19 morti di Nassiriya, sono a mio avviso l’appariscenza di una retorica vuota e colpevole perché incapace di fare politica e politica di pace. Il potere assatanato si serve ha bisogno di carne da macello che poi copre con gli onori di Sato: tanto pagano sempre i cittadini «sovrani» che non contano nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strage di Kabul, in Italia, ha interrotto «la democrazia», facendo spostare la manifestazione a favore della libertà di stampa di sabato 19 settembre 2009 ad altra data. E’ il segno della mistificazione. Queste morti sono funzionali al governo che così raffredda la piazza, allontana un colpo di maglio sferrato dalla società e il presidente del consiglio, l’amico di Bush e Putin, riprende la scena, mostrandosi affitto e piangente ai funerali «dei nostri ragazzi», espressione orrenda che nega la verità dei fatti e conferma le ragioni che vi stanno dietro: questi «ragazzi» sono i militari di carriera che sono andati da sé in un Paese in guerra e sono andati armati. Non sono «ragazzi», sono consapevoli e responsabili delle loro scelte e delle loro morti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero che i figli e le famiglie non me ne abbiano perché il modo migliore per onorare i morti è continuare a garantire i diritti di tutti, non solo quelli di qualcuno, creando le condizioni perché questi diritti possono essere esercitati. Un pilastro della democrazia è la libertà di stampa e la libertà totale di criticare il governo. La «strage» di Kabul ha colpito in Italia, a 4.000 km di distanza, uccidendo insieme agli innocenti Afghani e ai soldati italiani, quella democrazia che solo un pazzo poteva è pensare esportare. In compenso si è saputo uccidere la democrazia italiana: chi ha deciso di spostare la manifestazione del 19 settembre è diventato complice della strage di Kabul, estendendola fino a noi. Ora la guerra è totale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poveri morti, diventati la foglia di fico di un potere inverecondo che si nutre solo di rappresentazione vacua e vuota, effimera e assassina. No! non faccio parte del coro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(18 settembre 2009)&lt;/em&gt;&lt;!-- fine TESTO --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-439725621328212887?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/439725621328212887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=439725621328212887' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/439725621328212887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/439725621328212887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/09/se-tutti-i-preti-fossero-cosi-forse.html' title='Se tutti i preti fossero così, forse vivremmo in un mondo migliore ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-3833567384151458551</id><published>2009-08-28T16:25:00.002+02:00</published><updated>2009-08-28T16:27:50.494+02:00</updated><title type='text'>Su Facebook: "Legittimo torturare i clandestini" Tra gli amici Bossi, suo figlio e Roberto Cota</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;da &lt;a href="http://laltranotizia1.blogspot.com/2009/08/su-facebook-legittimo-torturare-i.html"&gt;http://laltranotizia1.blogspot.com/2009/08/su-facebook-legittimo-torturare-i.html&lt;/a&gt; la legittimazione della tortura mi mancava ... SEMPRE MEGLIO ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA &lt;/span&gt;- "Immigrati clandestini: torturali! E' legittima difesa". Lo sostiene una pagina Facebook chiamata "Lega Nord Mirano" a cui sono legati da "amicizia" oltre 400 persone. Accanto a nomi tradizionali della mitologia del Carroccio come "Attila flagello di Dio" e "Padano guerriero", troviamo nomi eccellenti come Umberto Bossi e suo figlio Renzo, ideatore del gioco "Rimbalza il clandestino" (poi tolto da Fb dopo la denuncia di Repubblica.it).&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Tra i nomi che si fanno notare anche Enzo Erminio Boso, già parlamentare leghista, e Roberto Cota, capogruppo alla Camera. Che dopo il divampare delle polemiche si è cancellato: "L'amicizia su Facebook si dà in buona fede a centinaia di soggetti ogni giorno e non si può in alcun modo essere responsabili delle condotte altrui". Cota minimizza dunque la sua "amicizia" alla pagina xenofoba e invece se la prende con "il circuito mediatico impazzito" e con chi avrebbe utilizzato per questa pagina "un manifesto ritoccato graficamente" e che "la Lega non ha mai ideato". "Ho ovviamente fatto rimuovere subito l'amicizia a questa fantomatica pagina - conclude il capogruppo - e lo stesso farà Umberto Bossi".&lt;/span&gt;&lt;div style="margin: 10px 0pt; clear: both;"&gt;&lt;div style=""&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Anche il segretario della Lega Nord Mirano si è affrettato a disconoscere la pagina di Fb: "E' solo uno scherzo di cattivo gusto". E ha poi aggiunto: "Faremo delle indagini per capire chi è stato e se dovessi scoprire che è iscritto alla Lega non c'è dubbio che lo allontanerò all'istante".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;La pagina e soprattutto le amicizie eccellenti hanno comunque suscitato un vespaio di polemiche. Il primo a intervenire è stato Walter Veltroni: "Stamattina aprendo Facebook ho visto un'email inviatami da un'amica di Brescia: è la foto che la sezione di Mirano della Lega Nord usa come immagine di profilo. E' un manifesto con il simbolo della Lega e sotto la scritta Immigrati clandestini, torturarli è legittima difesa". L'ex segretario del Partito democratico ha poi aggiunto: "Io credo che questo sia inaccettabile. E' contrario a ogni forma di civiltà, prima ancora che alla nostra storia e alla nostra tradizione di emigranti". Veltroni ha perciò annunciato: "Chiederò al ministro degli Interni Maroni di adoperarsi perchè venga immediatamente cancellato". E dopo avere letto le dichiarazioni di Cota e del segretario del Carroccio di Mirano, Veltroni aggiunge: "Ho visto che c'è stata una mezza smentita però per me è più una conferma che una smentita. E' solo l'ultimo episodio di un linguaggio barbaro, figlio di una cultura intollerante che deve essere combattuta con grande nettezza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In campo è sceso anche l'Osservatorio antiplagio chiedendo ai politici di prendere le distanze e alle autorità d'intervenire perchè la pagina venga cancellata". Risposta anche dalla comunità di Facebook dov'è nato il gruppo "Cancelliamo la pagina della Lega Nord di Mirano" che in poche ore ha già centinaia di iscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Arci, invece, presenterà un nuovo esposto alla Procura e chiederà all'opposizione parlamentare "di presentare con urgenza una mozione di sfiducia nei confronti di un ministro indegno di ricoprire tale ruolo". Reazioni indignate anche dall'ex capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli, Paolo Cento (Verdi-Sinistra e libertà) e Marco Di Lello (Partito socialista).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Repubblica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-3833567384151458551?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/3833567384151458551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=3833567384151458551' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3833567384151458551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3833567384151458551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/08/su-facebook-legittimo-torturare-i.html' title='Su Facebook: &quot;Legittimo torturare i clandestini&quot; Tra gli amici Bossi, suo figlio e Roberto Cota'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-5453634205417100294</id><published>2009-08-15T11:41:00.001+02:00</published><updated>2009-08-15T11:45:05.687+02:00</updated><title type='text'>Clandestini, la geografia delle aggressioni</title><content type='html'>&lt;span id="fullpost"&gt;da &lt;a href="http://laltranotizia1.blogspot.com/2009/08/clandestini-la-geografia-delle.html"&gt;http://laltranotizia1.blogspot.com/2009/08/clandestini-la-geografia-delle.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Non era ancora scoccata la nuova era del reato di clandestinità che già ai “volenterosi carnefici” nostrani prudevano le mani. Venerdì sera nel centro della movida di Torino. Una banda armata di spranghe assalta un ragazzo che finisce all’ospedale con un polmone perforato da una coltellata. Nonostante che l’aggressione avvenga al grido di guerra “Marocchino di m…, ti sei anche vestito bene” la polizia al momento esclude il movente razziale. Sfortunate coincidenze allora. Poco dopo a fare le spese della stessa squadraccia sarà un giovane bengalese. Tre giorni prima, a Roma,&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;un suo connazionale di 23 anni era stato pestato a sangue da un gruppetto di locali, tra cui un dodicenne. Spedizione punitiva perché, forse, si dice, aveva fatto degli apprezzamenti su una ragazza italiana. A Napoli la sera prima era stato picchiato selvaggiamente un indiano, racconta un lettore di Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A occhio è una tendenza che promette solo di peggiorare. I nuovi untermenshen creati ex lege non hanno diritti e se qualcuno abuserà di loro l’ultima cosa che vorranno fare sarà di andare a sporgere denuncia alla polizia. Perché metterebbero nei guai, prima di tutto, loro stessi. Sarebbe come costituirsi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-5453634205417100294?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/5453634205417100294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=5453634205417100294' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5453634205417100294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5453634205417100294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/08/clandestini-la-geografia-delle.html' title='Clandestini, la geografia delle aggressioni'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-4127690794983971445</id><published>2009-08-15T11:21:00.002+02:00</published><updated>2009-08-15T11:31:48.243+02:00</updated><title type='text'>Relax degli atleti dopo il triathlon di Osiglia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SoZ-7ykfLLI/AAAAAAAAAJI/ER8h8Kc3Oog/s1600-h/relax+degli+atleti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SoZ-7ykfLLI/AAAAAAAAAJI/ER8h8Kc3Oog/s400/relax+degli+atleti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5370119171338087602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;9 agosto 2009: Matteo, Gio, Enrico ed io affrontiamo il triathlon sprint di Osiglia ...&lt;br /&gt;Già, Osiglia, ovvero la Trivero della Liguria ... stesso paesaggio, stessa temperatura ... come essere a casa ...&lt;br /&gt;risultati buoni, visto che il percorso in bici aveva parecchie salite ...&lt;br /&gt;Matteo 1'23''42, Enrico 1'23''45, Gio 1'25''20, io 1'31''44 ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10 agosto 2009 scendiamo dai monti e proviamo a trovare il sole a Finale Ligure ... è durato due ore, poi temporale ... tutti a casa ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... Alla prossima avventura&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-4127690794983971445?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/4127690794983971445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=4127690794983971445' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4127690794983971445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4127690794983971445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/08/relax-degli-atleti-dopo-il-triathlon-di.html' title='Relax degli atleti dopo il triathlon di Osiglia'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SoZ-7ykfLLI/AAAAAAAAAJI/ER8h8Kc3Oog/s72-c/relax+degli+atleti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-4643868826220613103</id><published>2009-07-04T16:58:00.002+02:00</published><updated>2009-07-04T17:02:28.369+02:00</updated><title type='text'>"In casa mia invito chi voglio e parlo di quello che voglio"</title><content type='html'>A proposito della vicenda scandalo che ha coinvolto due giudici della Corte Costituzionale ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Completamente d'accordo con queste conclusioni ..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice Mazzella ritornerà ad essere un uomo libero quando si dimetterà dall’incarico: nel&lt;br /&gt;frattempo resta un uomo libero che ricopre però una carica costituzionale e, come tale, è&lt;br /&gt;astretto da regole precise. Quelle regole che consentono a noi, che non ricopriamo cariche&lt;br /&gt;ma siamo semplici cittadini, di essere a nostra volta uomini liberi in uno Stato di diritto, e di&lt;br /&gt;essere garantiti dalla tracotanza di chi esercita, in un modo o nell’altro, il potere. Potere&lt;br /&gt;che è legittimo se e soltanto se si mantiene dentro quelle regole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma leggete l'intero articolo ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.forumcostituzionale.it/site/images/stories/pdf/documenti_forum/temi_attualita/corte_costituzionale/0003_bin.pdf"&gt;http://www.forumcostituzionale.it/site/images/stories/pdf/documenti_forum/temi_attualita/corte_costituzionale/0003_bin.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-4643868826220613103?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/4643868826220613103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=4643868826220613103' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4643868826220613103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4643868826220613103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/07/in-casa-mia-invito-chi-voglio-e-parlo.html' title='&quot;In casa mia invito chi voglio e parlo di quello che voglio&quot;'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-1324269341998845625</id><published>2009-06-23T19:27:00.000+02:00</published><updated>2009-06-23T19:28:03.265+02:00</updated><title type='text'>Non stento a credere che sia vero ...</title><content type='html'>Un violinista nella metropolitana. Una storia vera. Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché era l'ora di punta, era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro. Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c'era un musicista che suonava. Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia. Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare. Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l'uomo guardò l'orologio e ricominciò a camminare. Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi. Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari. Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, ne' ci fu alcun riconoscimento. Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari. Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari. Questa è una storia vera. L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone. La domanda era: "In un ambiente comune ad un'ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?". Ecco una domanda su cui riflettere: "Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-1324269341998845625?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/1324269341998845625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=1324269341998845625' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1324269341998845625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1324269341998845625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/06/non-stento-credere-che-sia-vero.html' title='Non stento a credere che sia vero ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-8178382674790118041</id><published>2009-06-17T17:50:00.002+02:00</published><updated>2009-06-17T17:53:23.111+02:00</updated><title type='text'>Al peggio non c'è limite ...</title><content type='html'>Da &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2009/06/michela_littori/index.html#comments"&gt;www.beppegrillo.it&lt;/a&gt; pubblico questo articolo ...&lt;br /&gt;Pensavo di essere ormai preparata a tutto ... invece ... Sono riuscita ancora a restare senza parole&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Littoria &lt;/strong&gt;Brambilla ha prestato giuramento alla Repubblica e alla Costituzione come ministro. Per coerenza, durante la festa dei Carabinieri a Lecco, dopo l'Inno di Mameli, ha fatto il &lt;strong&gt;saluto romano&lt;/strong&gt;. Si è fatta prendere dall'entusiasmo. I Carabinieri, benemeriti per aver arrestato a suo tempo Mussolini su ordine del Re, non l'hanno imprigionata per vilipendio alla Repubblica aggravato dalla carica istituzionale.&lt;br /&gt;Littoria ogni mattina si guarda allo specchio e si chiede: "&lt;em&gt;Chi è la ministra &lt;strong&gt;più bella&lt;/strong&gt; del Reame?&lt;/em&gt;". Lo specchio non risponde, ma lei sa in cuor suo di essere solo la seconda classificata dopo la Carfagna e prima della Gelmini. Peccato, c'è sempre una ministra più ministra di te. Questione di calendari. Peccato per la fondatrice delle migliaia e migliaia di Circoli della Libertà &lt;strong&gt;provvisoria&lt;/strong&gt;. Per una che ha dato tutta sé stessa come modella di collant e di autrice e protagonista della trasmissione sadomaso: "&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=FtUXaCh-whM" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;I misteri della notte&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;". Peccato che sia finita così, solo ministro del &lt;strong&gt;Turismo&lt;/strong&gt;. Un posto occupato persino da "&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=w0P-gl4zlvU" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Plis, plis vizit aur cauntri&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;" Rutelli.&lt;br /&gt;Littoria Brambilla è una speranza, un auspicio, un segnale di &lt;strong&gt;ottimismo&lt;/strong&gt;. Infatti, se lei è diventata ministro, chiunque può farcela. E' come il sogno americano dove tutto è possibile. E' lo "&lt;em&gt;Psiconano Italian Dream&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Il Turismo è una delle principali industrie del Paese. Littoria &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_11/logo_magic_italy_berlusconi_brambilla_blog_80e998c6-567d-11de-82c8-00144f02aabc.shtml" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;ha detto&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; in diretta televisiva: "&lt;em&gt;Sono molto &lt;strong&gt;ansiosa &lt;/strong&gt;di mostrare l'immagine nuova dell'Italia alla quale il presidente Berlusconi lavora da giorni&lt;/em&gt;". &lt;img alt="logo-magic-italy-sito-internet-italia.jpg" src="http://www.beppegrillo.it/immagini/logo-magic-italy-sito-internet-italia.jpg" style="margin: 6px;" align="left" width="80" /&gt; Ha quindi estratto da una &lt;strong&gt;cartelletta &lt;/strong&gt;un disegno con scritto: "&lt;em&gt;Magic Italy&lt;/em&gt;". In pratica una televendita di pentolame ideata da un venditore di spazzole.&lt;br /&gt;Littoria vuol riesumare il portale &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2006/03/il_portale_scomparso.html" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Italia.it&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, l'immonda creatura informatica di Lucio Stanca che ci costò &lt;strong&gt;45 milioni&lt;/strong&gt; di euro. Il sito aperto e poi subito chiuso dopo aver visto quello che c'era dentro. In seguito il capo magazziniere della IBM è stato promosso alla guida dell'EXPO 2015 di Milano. &lt;img alt="logo-italiait.gif" src="http://www.beppegrillo.it/immagini/logo-italiait.gif" style="margin: 6px;" align="left" width="80" /&gt;Il logo è ancora tutto da definire, l'obiettivo minimo è quello di superare il &lt;strong&gt;cetriolone rutelliano&lt;/strong&gt;. Littoria anticipa: "&lt;em&gt;Pur essendo ancora in corso di definizione, possiamo però anticipare che i colori utilizzati saranno il bianco, il nero, il rosso e il verde"&lt;/em&gt;. I tre colori della bandiera italiana insieme al colore del &lt;strong&gt;fascismo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Eia, eia, Brambillà!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-8178382674790118041?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/8178382674790118041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=8178382674790118041' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8178382674790118041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8178382674790118041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/06/al-peggio-non-ce-limite.html' title='Al peggio non c&apos;è limite ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-6372621999858634403</id><published>2009-06-10T20:13:00.002+02:00</published><updated>2009-06-10T20:17:23.679+02:00</updated><title type='text'>Europa, istruzioni per l’uso (interno)</title><content type='html'>da &lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/"&gt;VOGLIOSCENDERE&lt;/a&gt; pubblico questo articolo, che condivido pienamente ... pur pensando che in Italia non è Berlusconi il vero problema ... sono gli italiani che lo continuano a votare ... è il berlusconismo imperante ... ed è, ma questo c'è anche nell'articolo, l'inconsistenza della sinistra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;img style="width: 300px; height: 221px;" alt="Vignetta di Natangelo" src="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/52530/Scan_10009_web.jpg" longdesc="Vignetta di Natangelo" align="left" vspace="1" hspace="5" /&gt;Ora d'aria&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;l'Unità, 8 giugno 2009&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è vero che la campagna elettorale sia stata brutta, o inutile. S’è parlato poco di Europa. Ma in compenso s’è parlato molto di Berlusconi e della sua indegnità a rappresentare l’Italia. Si è toccato con mano ancora una volta il suo disprezzo per le regole. Si è constatata la &lt;strong&gt;geometrica potenza del suo conflitto d’interessi&lt;/strong&gt;, che gli ha consentito di scorrazzare per tutte le tv, senza una domanda, come se fossero casa sua (e in effetti, come gli ha ricordato la direttora di Rai Parlamento, Giuliana Del Bufalo, lo sono). Ora che il plotone di &lt;strong&gt;europarlamentari appena eletti&lt;/strong&gt; sta per partire alla volta di Bruxelles e Strasburgo, ci permettiamo un auspicio per quelli dei partiti di opposizione: andate al Parlamento europeo e occupatevi soprattutto di lui, di Silvio Berlusconi. &lt;strong&gt;Denunciate le vergogne che quotidianamente perpetra in Italia&lt;/strong&gt;, tenete alta l’attenzione delle istituzioni comunitarie sull’incredibile “caso Italia”, sollecitatele a prendere posizione e a occuparsi di noi senza tregua. Chiedete l’apertura di procedure di infrazione per lo scandalo del monopolio televisivo berlusconiano, che viola tutte le regole europee sulla libera concorrenza (vedi sentenza della Corte di Lussemburgo sullo &lt;strong&gt;scandalo Rete4-Europa7&lt;/strong&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vi ha eletti l’ha fatto per questo, non per altro. Il clima internazionale è favorevole: la stampa estera ci tiene gli occhi addosso e ha cominciato a fare al nostro satrapo le domande che la stampa italiana, salvo rarissime eccezioni, non può o non vuole fare. &lt;strong&gt;L’indulgenza diplomatica&lt;/strong&gt; che ha circondato il sultano italiota in questi anni s’è improvvisamente interrotta, col venir meno delle sue tradizionali sponde. La coppia Bush-Blair è un lontano ricordo. L’avvento di Obama ha fatto la differenza: il nostro è l’unico premier occidentale che non è stato ancora ricevuto dal nuovo presidente Usa, il famoso “abbronzato” (anche dell’invito alla Casa Bianca per metà giugno, millantato in campagna elettorale, non s’è più saputo nulla).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al ducetto restano &lt;strong&gt;l’amico Putin e l’amico Gheddafi&lt;/strong&gt; (che tra breve pianterà la sua tenda in un parco di Roma): due sinceri democratici. L’isolamento internazionale del pover’ometto non è mai stato così ampio e l’atteggiamento delle tv e dei giornali di tutto il mondo libero, da quelli di sinistra a quelli di destra, ne è un riflesso. Non è il “complotto” mondiale di cui vaneggia lui, ma è certo il sintomo di una &lt;strong&gt;crescente insofferenza per un personaggio imbarazzante&lt;/strong&gt; agli occhi degli altri leader (e non solo per il ceco Topolanek, fotografato nudo a casa Berlusconi in circostanze ancora tutte da chiarire). Sarebbe ben triste se la stampa e le diplomazie internazionali scavalcassero in intransigenza le opposizioni italiane, se l’antiberlusconismo sfoderato dal Pd in campagna elettorale si tramutasse, chiuse le urne, nell’eterno ritorno al dialogo, cioè all’&lt;strong&gt;inciucio&lt;/strong&gt;. Gli elettori, quelli rimasti, non lo dimenticherebbero.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-6372621999858634403?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/6372621999858634403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=6372621999858634403' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6372621999858634403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6372621999858634403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/06/europa-istruzioni-per-luso-interno.html' title='Europa, istruzioni per l’uso (interno)'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-8418604072242929141</id><published>2009-05-09T10:28:00.003+02:00</published><updated>2009-05-09T10:37:26.369+02:00</updated><title type='text'>9 maggio 1978 ...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SgU_JJTdDpI/AAAAAAAAAJA/PXZMXifW4sM/s1600-h/180px-Aldo_Moro_br.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 180px; height: 211px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SgU_JJTdDpI/AAAAAAAAAJA/PXZMXifW4sM/s400/180px-Aldo_Moro_br.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333738760039108242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;da &lt;a href="http://www.paginaitaliana.de/moro.html"&gt;http://www.paginaitaliana.de/moro.html&lt;/a&gt; ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;font-family:Comic Sans MS;font-size:100%;"  &gt;Il 16 marzo 1978, il presidente dell'allora Democrazia Cristiana italiana, On. Aldo Moro, venne sequestrato a Roma a Monte Mario in via Fani dalle Brigate Rosse e gli uomini della sua scorta vennero assassinati. Viene rapito mentre si stava recando in Parlamento per partecipare al dibattito sulla fiducia del nuovo governo Andreotti costituito con l'appoggio e l'ingresso del PCI nella maggioranza programmatica e parlamentare, da Moro ampiamente favorito. Per tutta la durata di quel sequestro (55 giorni) i media e l'opinione pubblica italiana, europea e mondiale seguirono col fiato sospeso quel tragico fatto. Con vari ultimatum, pena la vita dello statista, le BR chiedono un riconoscimento politico del loro movimento e la liberazione dei brigatisti sotto processo a Torino. PCI-DC sono per la "fermezza", "rifiutare ogni compromesso", il PSI è invece per la trattativa. Passano 53 giorni di lacerazioni politiche, Vennero mobilitati politici di ogni Paese, lo stesso Papa Paolo VI, addirittura Cosa Nostra: invano. Il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia, lo statista venne ucciso dalle Br. Il suo corpo sarà trovato nel bagagliaio di una Renault R 4 rossa, posta emblematicamente a metà strada tra Piazza del Gesù e via delle Botteghe Oscure. Ai funerali sono presenti tutti i partiti, ma è assente la famiglia, che polemizza (e polimezzerà sempre) "la fermezza"; di aver escluso degli spiragli per trattare la vita del loro congiunto e di avere abbandonato al suo destino e con cinismo, lo statista.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-8418604072242929141?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/8418604072242929141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=8418604072242929141' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8418604072242929141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8418604072242929141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/05/9-maggio-1978-il-giorno-che-forse.html' title='9 maggio 1978 ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SgU_JJTdDpI/AAAAAAAAAJA/PXZMXifW4sM/s72-c/180px-Aldo_Moro_br.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-2933122606022613798</id><published>2009-04-18T11:57:00.007+02:00</published><updated>2009-04-18T12:20:32.496+02:00</updated><title type='text'>Chi può sapere com'è andata veramente?</title><content type='html'>&lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;da &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: normal;" href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_18/schiavi_remigio_radolli_acdf757a-2beb-11de-b2aa-00144f02aabc.shtml"&gt;http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_18/schiavi_remigio_radolli_acdf757a-2beb-11de-b2aa-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;Articolo "leggermente" di parte ... chi può sapere com'è andata? Ok, non criminalizziamo quest'uomo ... che probabilmente avrà agito per legittima difesa ... d'altronde, vige ancora il principio di presunzione di non colpevolezza, no? Sia per lui che per il presunto rapinatore, però ... Non criminalizziamolo, ma non ergiamolo neppure a Santo ... per onor di giustizia ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;Milano, picchiato da un rapinatore. Un collegio di avvocati lo difenderà gratis&lt;/h3&gt; &lt;h1&gt; «Io, un buono costretto a sparare&lt;br /&gt;Non avevo mai avuto paura»&lt;/h1&gt; &lt;h2&gt;L’orefice difeso da tutto il paese: sono sollevato ora che il bandito sta meglio&lt;/h2&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;&lt;b&gt; &lt;table class="foto-h-left" align="left" width="1"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td&gt;&lt;img alt="L'orefice con il volto tumefatto dopo la rapina e la sparatoria" title="L'orefice con il volto tumefatto dopo la rapina e la sparatoria" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/04/18/orefice_b1--180x140.jpg" align="left" border="0" width="180" height="140" /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td&gt;L'orefice con il volto tumefatto dopo la rapina e la sparatoria&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;/b&gt;MILANO&lt;/b&gt;—L’orefice Remigio Radolli è una roccia con la faccia tumefatta, un gigante che non riesce a essere cattivo neanche con il cranio fracassato e la frattura del setto nasale: si alza in piedi nella stanzetta al nono piano dell’ospedale di Monza e la sua voce che rimbomba lascia capire di che pasta è fatto: «Sono sollevato se mi dite che anche lui sta meglio». Lui è il bandito albanese che giovedì è entrato nel suo negozio a Cinisello Balsamo e non ha neanche detto «questa è una rapina »: gli si è buttato addosso mentre prendeva un orologio e l’ha colpito con il calcio di una pistola, e poi pugni e calci mentre i due complici stavano sulla porta vestiti da spazzini. Radolli aveva una calibro 22 nel cassetto che forse era convinto di non dovere mai usare, è riuscito a prenderla e ha sparato, quattro, cinque, sette colpi. L’ha ferito gravemente. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;«E adesso è qui con gli occhialoni scuri&lt;/b&gt; che coprono i lividi sugli occhi, con il figlio, gli amici, i telefonini che gli portano la solidarietà del paese e con gli infermieri che dicono «con questi disperati in giro è sempre peggio». Non c’è la tv in camera e non ci sono giornali sul letto, Radolli non ci tiene a vedere la sua foto con la camicia insanguinata. Scherza coi medici che gli hanno cucito la testa: «Scusatemi, vi sto creando un po’ di casino... ». Ma sente il peso di una vicenda che poteva finire molto peggio, e si commuove quando parla di un collega che conosceva e ci ha rimesso la vita, otto anni fa, a Milano in via Padova: si chiamava Bartocci.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt; Nelle facce non c’è scritto il destino, ma &lt;/b&gt;quella di Remigio Radolli è quella di un uomo tranquillo che non si porta addosso l’immagine del giustiziere: lavoro, lavoro, lavoro, dicono in paese e lui conferma con un sorriso. Profugo dalla Croazia negli anni Sessanta, cresciuto nelle «coree » di Cinisello, quartieri di immigrati e sfollati, una casa povera, la passione per gli orologi, le mani abilissime nelle riparazioni, «era un mago », conferma l’assessore al Commercio Giuliano Viapiana, «un uomo di una bontà esagerata, con un carattere forte, schietto, ma sempre pronto ad aiutare qualcuno». A Cinisello sono tutti con lui, dicono che ha sparato perché si è sentito minacciato come persona, ma anche nella sua attività. Si interessava della sicurezza, anche: aveva organizzato l’associazione dei commercianti di via Garibaldi, dove c’è il suo negozio.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt; &lt;b&gt; «Mai avuto paura», racconta, mai &lt;/b&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;pensato a un’aggressione del genere. Uno pensa che quel che accade di tragico sia sempre altrove, e invece, un giorno qualunque, può succedere anche a lui. «Siamo in un mondo balordo, che non si capisce più», dice. E stringe la mano al cronista con forza, con lo stesso vigore con cui afferra quella del ministro della Difesa Ignazio La Russa, che è venuto a trovarlo, con il sottosegretario Micaela Brambilla, per una «solidarietà pubblica e privata ». Ieri c’era stata la Lega. «Io ho la fortuna di conoscere questo signore — spiega La Russa — è un uomo che ha coraggio: la sua faccia insanguinata è il volto di un italiano che non ha accettato di arrendersi alla violenza. Ha il diritto di avere lo Stato al suo fianco».&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il Ministro parla di un collegio &lt;/b&gt;di difensori pronti ad aiutarlo, gratuitamente. L’orefice Radolli ringrazia: dice che ci penserà lui. La Russa annuisce. Si conoscono: la nipote del ministro fa nuoto agonistico nella stessa squadra del figlio dell’orefice. Sono le 17: è l’ora delle visite. Nella stanza di Radolli si affacciano gli amici di famiglia. Ancora strette di mano, pacche sulle spalle. «E’ andata», fa lui. Sta in piedi, nonostante lo choc e i traumi. «Ha dovuto far coraggio anche alla moglie, era lei la più spaventata», racconta una caposala. Si presenta Alberto Bozzetti, il primario maxillofacciale che deve rimettergli a posto naso e mandibola: «L’altro giorno non gli hanno fatto una carezza, hanno picchiato duro. Ma si riprenderà presto: ha una grande carica umana». E’ un via vai: «Il mio amico Remigio è duro come la roccia e buono come il pane», racconta un vicino di casa, arrivato a Cinisello dal Friuli negli stessi anni di Radolli. L’orefice non è solo, il paese è con lui. In questa storia non ci sono sceriffi o giustizieri, c’è gente normale che la sera desidera tornare a casa dopo aver messo al sicuro l’incasso della giornata, che tiene nel cassetto la pistola dell’estremo pericolo. E ci sono dei balordi, dei disperati senza testa, dei violenti che danno alla vita il valore di uno sputo. «Scriva qualcosa di bello», mi saluta Radolli. Ma come si fa? Qui è sempre peggio.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-2933122606022613798?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/2933122606022613798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=2933122606022613798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2933122606022613798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2933122606022613798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/04/chi-puo-sapere-come-andata-veramente.html' title='Chi può sapere com&apos;è andata veramente?'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-8896007254905067528</id><published>2009-04-02T11:48:00.003+02:00</published><updated>2009-04-02T11:51:14.629+02:00</updated><title type='text'>News dalla Corte Costituzionale sulla Legge 40/2004 ... poco, ma meglio di niente ...</title><content type='html'>Dall'&lt;a href="http://www.cortecostituzionale.it/attualita/comunicatistampa.asp"&gt;Ufficio Stampa della Corte Costituzionale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;1 aprile 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 2, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, limitatamente alle parole “ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre”.&lt;br /&gt;La Corte ha altresì dichiarato l’illegittimità costituzionale del comma 3 del medesimo articolo nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, come previsto in tale norma, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna.&lt;br /&gt;La Corte ha dichiarato inammissibili, per difetto di rilevanza nei giudizi principali, le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 6, comma 3, e 14, commi 1 e 4.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-8896007254905067528?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/8896007254905067528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=8896007254905067528' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8896007254905067528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8896007254905067528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/04/news-dalla-corte-costituzionale-sulla.html' title='News dalla Corte Costituzionale sulla Legge 40/2004 ... poco, ma meglio di niente ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-2004461419755891661</id><published>2009-03-06T10:38:00.002+01:00</published><updated>2009-03-06T10:39:58.787+01:00</updated><title type='text'>Direttamente da "NonNotizie, la tua fonte di disinformazione" ...</title><content type='html'>&lt;h1 class="firstHeading"&gt;&lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/NonNotizie:Nasce_lo_sciopero_virtuale"&gt;NonNotizie:Nasce lo sciopero virtuale&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;    &lt;!--contextual_targeting_start--&gt;   &lt;!--google_ad_section_start--&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/26_febbraio" title="26 febbraio"&gt;26 febbraio&lt;/a&gt; 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="thumb tright"&gt;&lt;div class="thumbinner" style="width: 262px;"&gt;&lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Immagine:Vaffanculo_1.jpg" class="image" title="Un autista che sciopera virtualmente"&gt;&lt;img alt="Un autista che sciopera virtualmente" src="http://images2.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/thumb/b/b6/Vaffanculo_1.jpg/260px-Vaffanculo_1.jpg" class="thumbimage" width="260" border="0" height="194" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;div class="thumbcaption"&gt;&lt;div class="magnify"&gt;&lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Immagine:Vaffanculo_1.jpg" class="internal" title="Ingrandisci"&gt;&lt;img src="http://images.wikia.com/common/releases_200903.1/skins/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Un autista che sciopera virtualmente&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Roma" class="mw-redirect" title="Roma"&gt;Roma&lt;/a&gt; - Dopo la &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/index.php?title=Realt%C3%A0_virtuale&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Realtà virtuale (ancora da scrivere)" rel="nofollow"&gt;Realtà virtuale&lt;/a&gt;, il &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/index.php?title=Cinema_dinamico&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Cinema dinamico (ancora da scrivere)" rel="nofollow"&gt;Cinema dinamico&lt;/a&gt; e il &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Sesso" title="Sesso"&gt;sesso&lt;/a&gt; via internet, nasce ufficialmente lo &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/index.php?title=Sciopero_virtuale&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Sciopero virtuale (ancora da scrivere)" rel="nofollow"&gt;sciopero virtuale&lt;/a&gt;. Da un'idea dell'illustre &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Karl_Marx" title="Karl Marx"&gt;Karl Marx&lt;/a&gt;, condivisa successivamente persino dall'economista britannico &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/index.php?title=John_Maynard_Keynes&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="John Maynard Keynes (ancora da scrivere)" rel="nofollow"&gt;John Maynard Keynes&lt;/a&gt;, lo sciopero virtuale è stato perfezionato dal poliedrico &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/index.php?title=Maurizio_Sacconi&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Maurizio Sacconi (ancora da scrivere)" rel="nofollow"&gt;Maurizio Sacconi&lt;/a&gt; proprio in questi giorni ed è pronto a cambiare per sempre la vita dapprima degli impiegati nel settore trasporti, successivamente di tutti gli italiani. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;"&lt;i&gt;Un giorno stavo aspettando il pullman per andare a sincerarmi delle condizioni di &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Eluana_Englaro" title="Eluana Englaro"&gt;Eluana&lt;/a&gt; in ospedale&lt;/i&gt;" racconta commosso lo stesso Sacconi "&lt;i&gt;quando, dopo due giorni di attesa, sono stato informato che era in corso uno &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/index.php?title=Sciopero&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Sciopero (ancora da scrivere)" rel="nofollow"&gt;sciopero&lt;/a&gt;. Così per colpa di questa brutta abitudine nostrana, non sono potuto andare a scambiare quattro chiacchiere con l'arzilla giovinetta. Ed è stato proprio in quel frangente che ho ricordato la lezione dei padri dell'economia mondiale!&lt;/i&gt;" &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma come funziona lo sciopero virtuale? Quale simpatico accorgimento potrà mai coniugare il diritto allo sciopero con il diritto alla &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/index.php?title=Schiavit%C3%B9&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Schiavitù (ancora da scrivere)" rel="nofollow"&gt;schiavitù&lt;/a&gt;? Ebbene, il funzionamento è molto semplice e può essere riassunto in due parole: lavorare &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/index.php?title=Gratis&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Gratis (ancora da scrivere)" rel="nofollow"&gt;gratis&lt;/a&gt;. Proprio così amici! Basta occupare illecitamente le piazze per qualche soldo in più in busta paga! Basta organizzare cortei, assentarsi all'improvviso dal posto di lavoro e minacciare la libertà di spostamento di ogni cittadino sul suolo italiano! &lt;/p&gt; &lt;div style="border: 1px solid rgb(187, 187, 187); margin: 8px; padding: 8px; width: 150px; background-color: rgb(249, 249, 249); float: right; text-align: center;"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Immagine:Quote1.png" class="image" title="Quote1.png"&gt;&lt;img alt="" src="http://images2.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/thumb/5/56/Quote1.png/20px-Quote1.png" width="20" border="0" height="15" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;In una democrazia virtuale, i lavoratori meritano diritti virtuali&lt;/b&gt; &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Immagine:Quote2.png" class="image" title="Quote2.png"&gt;&lt;img alt="" src="http://images1.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/thumb/8/88/Quote2.png/20px-Quote2.png" width="20" border="0" height="15" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&lt;b&gt;~ Maurizio Sacconi&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;/div&gt; &lt;p&gt;Da oggi, ogni autista di pullman sottopagato potrà aderire allo sciopero standosene comodamente seduto al suo posto di lavoro per le canoniche 8-10 ore lavorative, ottenendo inoltre di non ricevere la paga giornaliera proprio come in un vero sciopero! Perchè sbattersi fino in centro città o sotto la sede del governo per manifestare, quando è possibile fare tutto questo in remoto? Con l'installazione di una webcam (che non lederà assolutamente il diritto alla &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Privacy" title="Privacy"&gt;privacy&lt;/a&gt;) il lavoratore potrà cantare e inneggiare nel classico stile &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Comunismo" title="Comunismo"&gt;comunista&lt;/a&gt;, direttamente dal sedile di guida! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Naturalmente, non si sono fatte attendere le reazioni sul fronte politico: &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/index.php?title=Dario_Franceschini&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Dario Franceschini (ancora da scrivere)" rel="nofollow"&gt;Dario Franceschini&lt;/a&gt;, leader virtuale della sinistra virtuale, ha espresso al &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/index.php?title=Tg1&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Tg1 (ancora da scrivere)" rel="nofollow"&gt;Tg1&lt;/a&gt; il proprio plauso all'iniziativa, dichiarando: "&lt;i&gt;Noi siamo avanti, è da mesi che facciamo l'opposizione virtuale"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;"&lt;i&gt;È indubbiamente un passo avanti nel confronto tra politica e lavoratori.&lt;/i&gt;" hanno dichiarato all'unisono i portavoce di UIL, CGIL, CISL, COBAS, KINDER, e tutti gli altri sindacati legati ai trasporti pubblici, per nulla preoccupati da questo nuovo provvedimento definito da alcune malelingue liberticida e in aperto contrasto col diritto allo sciopero. Inoltre alcuni ex membri delle &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Brigate_Rosse" title="Brigate Rosse"&gt;Brigate Rosse&lt;/a&gt; avrebbero dichiarato che se durante gli anni '70 ci fosse stato un simile trattamento per i lavoratori, non ci sarebbe stato alcun spargimento di &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Sangue" title="Sangue"&gt;sangue&lt;/a&gt;, confermando implicitamente di essere totalmente a favore della politica del governo Berlusconi. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-2004461419755891661?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/2004461419755891661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=2004461419755891661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2004461419755891661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2004461419755891661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/03/direttamente-da-nonnotizie-la-tua-fonte.html' title='Direttamente da &quot;NonNotizie, la tua fonte di disinformazione&quot; ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-2765425411668991463</id><published>2009-03-03T10:34:00.001+01:00</published><updated>2009-03-04T14:37:34.230+01:00</updated><title type='text'>Ci risiamo ... il tutto nell'indifferenza se non nell'approvazione generale ...</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Per vedere quanto è accaduto, cliccate &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: normal;" href="http://www.youreporter.it/"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Bergamo manganellate della polizia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/02/bergamo-manganellate-della-polizia.html"&gt;Repubblica — 02 marzo 2009   pagina 21   sezione: CRONACA&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BERGAMO - Due autonomi in manette, altri 57 denunciati. All' indomani degli scontri nelle vie centrali di Bergamo, crescono le polemiche sull' azione delle forze dell' ordine intervenute per disperdere la manifestazione organizzata dai centri sociali cittadini per contrastare l' apertura di un nuovo circolo di Forza nuova. Durante gli scontri, sono stati arrestati L. T., 20 anni di Como e E. C., 24 anni residente a Seriate (Bergamo) e altre 57 persone sono state denunciate. Ma le riprese video dell' intervento della polizia rilanciate sul sito Internet di Repubblica documentando la violenza degli scontri avvenuti intorno alle 18 tra le vie Paglia e Paleocapa hanno innescato centinaia di interventi di censura. In particolare per l' immagine che mostra un manifestante bloccato a terra da un agente che gli preme la testa sotto lo scarpone. Proteste raccolte dal consigliere regionale lombardo del Prc, Luciano Muhlbauer che ora chiede «urgenti chiarimenti ai responsabili locali e Al Ministro degli Interni su quanto avvenuto a Bergamo dove le forze dell' ordine hanno non solo permesso, ma persino protetto un corteo non autorizzato del movimento neonazista Forza Nuova, mentre poco dopo sono stati invece caricati con rabbia e rastrellati a decine i manifestanti antifascisti». La polizia non esclude di esaminare anche i filmati della manifestazione dei militanti di Forza Nuova, per verificare se siano stati commessi reati, ma intanto il direttore di Canale Italia, Angelo Cimarosti, denuncia il pestaggio da parte degli agenti di un suo operatore: «Un agente di polizia ha deliberatamente più volte manganellato il collega videoreporter del Tg che stava documentando i fatti. Questo nonostante fosse evidente quale lavoro stesse facendo e si fosse più volte qualificato». Su Repubblica Tv gli incidenti di Bergamo. E i video che documentano le cariche della polizia REPUBBLICA RADIO TV&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-2765425411668991463?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/2765425411668991463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=2765425411668991463' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2765425411668991463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2765425411668991463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/03/ci-risiamo-il-tutto-nellindifferenza-se.html' title='Ci risiamo ... il tutto nell&apos;indifferenza se non nell&apos;approvazione generale ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-8845201417046199032</id><published>2009-02-16T21:00:00.001+01:00</published><updated>2009-02-16T21:02:18.016+01:00</updated><title type='text'>Sul caso Englaro - di Paolo Zatti</title><content type='html'>Dal &lt;a href="http://www.forumcostituzionale.it/site/images/stories/pdf/documenti_forum/lettere_forum/0010_zatti.pdf"&gt;Forum dei Quaderni Costituzionali&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Condivido pienamente le preoccupazioni espresse nell'articolo ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-8845201417046199032?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/8845201417046199032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=8845201417046199032' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8845201417046199032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8845201417046199032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/02/sul-caso-englaro-di-paolo-zatti.html' title='Sul caso Englaro - di Paolo Zatti'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-1771894536085495508</id><published>2009-02-16T16:39:00.002+01:00</published><updated>2009-02-16T16:45:35.949+01:00</updated><title type='text'>Non so chi sia questo Ercole del Vecchio, ma mi pare un grande ...</title><content type='html'>Dal &lt;a href="http://www.camerepenali.it/forum.aspx?p=topics&amp;amp;f=289#topic2770"&gt;forum delle Camere Penali&lt;/a&gt; riporto uno dei suoi tanti interventi ...&lt;br /&gt;E' del 10 febbraio 2009, e si stava dibattendo sulla denuncia da parte delle Camere Penali a Di Pietro per Vilipendio al Capo dello Stato ... notizia di reato che, per fortuna, è poi stata archiviata ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="_ctl1_message"&gt;"Sig. Chiezzi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vede in pochi giorni, ore oseri dire, tutto il nostro discettare è stato ampiamente superato dagli eventi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così a Voi penalisti toglieranno la soddisfazione di ben due terzi della vostra intima essenza se, come sembra, la riforma del processo prevederà un solo grado di giudizio, inappellabile ( aumenterete le parcelle del 66% in tal caso?).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che poi la mattina il senato approvi a comando questa vaccata e la sera il governo decreta d'urgenza di fregarsene non di 1 non di 2 nè di 3 e nemmanco di 4 gradi di giudizio, già emessi da corte d'appello, cassazione, corte costituzionale, corte europea e tar della lombradia, ribaltandone il verdetto, fa parte di quel gioco al "grande oriente d'italia" a cui il direttorio delle camere penali ha deciso di far parte e mostra, in fieri, tutto il suo paradosso: bella paga vi hanno dato quelli del governo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In considerazione che la nostra polemica è nata sulla denuncia di vilipendio al Capo dello Stato da parte del senatore Di Pietro e con la stessa libertà d'interpretazione- assimiliazione che ho letto in altri interventi ad opera di un Suo collega, pensa che dare dell'assassino a Napolitano valga una denuncia o il suo presidente attualmente è in ferie?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Saluto con una sola certezza: la civiltà di questo forum, dove è consentito ancora esprimersi liberamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ercole Del Vecchio"&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-1771894536085495508?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/1771894536085495508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=1771894536085495508' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1771894536085495508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1771894536085495508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/02/non-so-chi-sia-questo-ercole-del.html' title='Non so chi sia questo Ercole del Vecchio, ma mi pare un grande ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-6359007387788084070</id><published>2009-02-07T09:23:00.002+01:00</published><updated>2009-02-07T09:34:43.337+01:00</updated><title type='text'>Che Piazza Navona sia servita?</title><content type='html'>Sul caso Englaro, per fortuna il Presidente "si è svegliato" ... mi sembra il minimo, di fronte ad un Decreto Legge che sfida ogni più elementare principio del diritto, ma ... tant'è ...&lt;br /&gt;Ecco il link al testo integrale della lettera che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, precedentemente alla approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto legge in relazione al caso Englaro&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.costituzionalismo.it/aggiornamento.asp?id=452"&gt;http://www.costituzionalismo.it/aggiornamento.asp?id=452&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ora vedremo, se verrà emanata la "Legge lampo", e cosa accadrà ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, vedremo anche come procede, sull'altro fronte, la denuncia delle Camere Penali a Di Pietro&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.camerepenali.it/NewsDetail.aspx?idNews=10440"&gt;http://www.camerepenali.it/NewsDetail.aspx?idNews=10440&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non è riportato il testo integrale di quanto detto da Di Pietro, e per fortuna un lettore del sito delle Camere Penali vi ha posto rimedio:&lt;br /&gt;&lt;span id="_ctl1_message"&gt;Ecco il link: &lt;a href="http://www.camerepenali.it/forum.aspx?p=posts&amp;amp;f=292&amp;amp;t=2767&amp;amp;m=5969"&gt;http://www.camerepenali.it/forum.aspx?p=posts&amp;amp;f=292&amp;amp;t=2767&amp;amp;m=5969&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ed ecco il commento, riportato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;Mittente: F.T.&lt;br /&gt;Salve,&lt;br /&gt;le volevo far notare una piccola precisazione su quello che avete scritto nella pagina web http://www.camerepenali.it/NewsDetail.aspx?idNews=10440.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;avete scritto:&lt;br /&gt;*“*Vogliono farci ancora una volta lo scherzetto di piazza Navona. Ma in una civile piazza c’è il diritto di manifestare, Presidente Napolitano, possiamo permetterci di accogliere in questa piazza chi non è d’accordo con alcuni suoi silenzi? A lei che dovrebbe essere arbitro, possiamo dire che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzo?”; *_e proseguendo,_ in un crescendo di toni che eccitavano il furore della piazza, ha concluso con la seguente pesantissima frase “*Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso*”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mentre avete omesso:&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;/*Lo possiamo dire o no? *Noi la rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli*. Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il *silenzio* è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non _VOGLIAMO_ rimanere in silenzio. */&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la parola "silenzio mafioso" non era riferita a Napolitano, era all'interno di una parentesi, era riferito a noi vittime della Mafia che non vogliamo stare in silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con un animo sempre maggiormente rassegnato,&lt;br /&gt;Cordiali saluti &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire? Speriamo che il tutto si risolva in modo da poter credere ancora, almeno un po', all'esistenza dello Stato di Diritto ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-6359007387788084070?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/6359007387788084070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=6359007387788084070' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6359007387788084070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6359007387788084070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/02/che-piazza-navona-sia-servita.html' title='Che Piazza Navona sia servita?'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-8116037275941695484</id><published>2009-02-06T11:31:00.001+01:00</published><updated>2009-02-06T11:32:51.543+01:00</updated><title type='text'>Finché si possono ancora fare questi convegni ... facciamo che partecipare ...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SYwRswzovWI/AAAAAAAAAI4/mH6cXM2iiL4/s1600-h/Convegno+BI.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SYwRswzovWI/AAAAAAAAAI4/mH6cXM2iiL4/s400/Convegno+BI.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299630322221628770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-8116037275941695484?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/8116037275941695484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=8116037275941695484' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8116037275941695484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8116037275941695484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/02/finche-si-possono-ancora-fare-questi.html' title='Finché si possono ancora fare questi convegni ... facciamo che partecipare ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SYwRswzovWI/AAAAAAAAAI4/mH6cXM2iiL4/s72-c/Convegno+BI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-8856051548559109341</id><published>2009-01-30T10:16:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T10:18:04.420+01:00</updated><title type='text'>Vauro è sempre grande ...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SYLFfygbyGI/AAAAAAAAAIw/XicUg14lZxs/s1600-h/napolitano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 294px; height: 273px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SYLFfygbyGI/AAAAAAAAAIw/XicUg14lZxs/s400/napolitano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297013261665552482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;http://temi.repubblica.it/micromega-online/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-8856051548559109341?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/8856051548559109341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=8856051548559109341' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8856051548559109341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8856051548559109341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/01/vauro-e-sempre-grande.html' title='Vauro è sempre grande ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SYLFfygbyGI/AAAAAAAAAIw/XicUg14lZxs/s72-c/napolitano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-7748395856965873145</id><published>2009-01-20T16:06:00.008+01:00</published><updated>2009-01-20T16:15:17.691+01:00</updated><title type='text'>La fine dell’indipendenza dei magistrati e della democrazia costituzionale</title><content type='html'>&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Valeria/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;fonte: &lt;a href="http://toghe.blogspot.com/2009/01/la-fine-dellindipendenza-dei-magistrati.html"&gt;http://toghe.blogspot.com/2009/01/la-fine-dellindipendenza-dei-magistrati.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SXXpEM-BdxI/AAAAAAAAAIo/ilpAJ1n1cAw/s1600-h/Foto+301.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 260px; height: 174px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SXXpEM-BdxI/AAAAAAAAAIo/ilpAJ1n1cAw/s400/Foto+301.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293393195454002962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi è stata scritta una delle pagine più buie della storia della magistratura italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riportiamo qui sotto la notizia con la freddezza di un lancio di agenzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi due magistrati sono stati trasferiti e uno è stato addirittura sospeso dallo stipendio (misura che si comminava prima per condotte – E NON PER PROVVEDIMENTI - gravissime come una ipotesi di corruzione o simili) perché hanno scritto un provvedimento giudiziario che non è piaciuto al potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come questo possa essere ritenuto compatibile con gli articoli 101 («&lt;em&gt;&lt;strong&gt;i giudici sono soggetti soltanto alla legge»&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;) e 107 (&lt;em&gt;&lt;strong&gt;«i magistrati sono inamovibili»&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;) della Costituzione resta un autentico mistero.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Come una qualunque riforma fatta da Berlusconi possa porre l’indipendenza della magistratura in una condizione peggiore di quella in cui l’ha posta questo C.S.M. è un altro mistero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’effetto intimidatorio di questi provvedimenti su tutti i magistrati, che da domani, quando uno dei tanti avvocati/onorevoli in giro per i Tribunali o uno dei tanti capi di uffici giudiziari amici di questo o quel potente uomo politico li minacceranno rispetto al possibile contenuto di questo o quel provvedimento, si vedranno passare davanti l’immagine del Procuratore Apicella privato dello stipendio solo per il contenuto di un atto giudiziario da lui approvato, è evidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa abbiano in comune con la maggior parte dei magistrati italiani quelli che stanno al C.S.M. e ai vertici dell’A.N.M. (che hanno applaudito sui giornali all’iniziativa del ministro Alfano) è difficile comprenderlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da oggi, comunque, l’indipendenza dei magistrati, che è sempre stata compressa più di ogni altra cosa, non esiste più neppure formalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della democrazia in questo Paese non è rimasto più niente. Solo vuote parole per imbonire un popolo di sudditi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una notte profondissima. Abbiamo il cuore a pezzi e un dolore profondo nell'anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non siamo stati capaci di difendere ciò per cui tanti sono morti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo tradito tutti i colleghi assassinati per non essersi piegati all'ingiustizia e Giorgio Ambrosoli e Guido Rossa e Vittorio Bachelet e ogni singolo poliziotto e carabiniere caduto in servizio e ogni onest'uomo che ha sacrificato il proprio interesse a quello di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci hanno consegnato un patrimonio di valori pagato con le loro vite e noi abbiamo permesso che fosse buttato via per le brame di potere di pochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia si incaricherà, come sempre, di farci pagare a caro prezzo questo tradimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;da &lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_872301747.html"&gt;Ansa.it&lt;/a&gt; del 19 gennaio 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - E’ contenuto in una ventina di righe il dispositivo della decisione con la quale la sezione disciplinare del Csm ha disposto la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio del procuratore di Salerno Luigi Apicella e il trasferimento dei suoi colleghi Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, del pg di Catanzaro Enzo Jannelli e del suo sostituto Alfredo Garbati. “La sezione disciplinare del Csm, visti gli articoli 13, secondo comma e 22, primo comma del decreto legislativo 23 febbraio 2006 n. 109, in parziale accoglimento della richiesta del pg presso la Cassazione e del ministro della Giustizia dispone: - la sospensione cautelare facoltativa dalle funzioni e dallo stipendio nonché il collocamento fuori dal ruolo organico della magistratura del dott. Luigi Apicella, con corresponsione al medesimo di un assegno alimentare nella misura sancita dall’articolo 10, secondo comma del decreto legislativo n. 109 del 2006”; - il trasferimento cautelare provvisorio dei dottori Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, sostituti procuratori della Repubblica presso il tribunale di Salerno all’attuale sede e dalla funzione requirente; - il trasferimento cautelare e provvisorio dei dottori Enzo Jannelli, procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Catanzaro e Alfredo Garbati, sostituto procuratore generale presso la Corte di appello di Catanzaro, dall’attuale sede e dalla funzione requirente”. La sezione disciplinare inoltre “rigetta la richiesta di trasferimento cautelare provvisorio dei dottori Domenico De Lorenzo, sostituto pg presso la Corte di appello di Catanzaro e Salvatore Curcio, sostituto procuratore presso il tribunale di Catanzaro, applicato alla procura generale presso la Corte di appello di Catanzaro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-7748395856965873145?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/7748395856965873145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=7748395856965873145' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7748395856965873145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7748395856965873145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/01/la-fine-dellindipendenza-dei-magistrati.html' title='La fine dell’indipendenza dei magistrati e della democrazia costituzionale'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SXXpEM-BdxI/AAAAAAAAAIo/ilpAJ1n1cAw/s72-c/Foto+301.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-383018663217985047</id><published>2009-01-09T12:56:00.002+01:00</published><updated>2009-01-09T12:58:20.396+01:00</updated><title type='text'>Io difendo la Costituzione contro il Regime</title><content type='html'>&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2008/12/15/firma_lappello_finitravaglio.html" target="_blank"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/48512/appello_fini_travaglio.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Riporto una parte significativa del documento "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-383018663217985047?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/383018663217985047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=383018663217985047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/383018663217985047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/383018663217985047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/01/io-difendo-la-costituzione-contro-il_09.html' title='Io difendo la Costituzione contro il Regime'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-5430244704122878425</id><published>2009-01-05T16:47:00.003+01:00</published><updated>2009-01-07T11:38:45.045+01:00</updated><title type='text'>Divide et impera</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;font-size:12;"&gt;&lt;span style="color:#66ffff;"&gt;«… separare le carriere. Chiunque abbia minima cognizione dell’argomento afferra i sottintesi: il pubblico ministero diventa fatalmente avvocato del governo; il ministro li arruola, paga, comanda, trasloca, promuove, premia, castiga, dimette; eccoli ubbidienti uomini del re; combinato al monopolio della domanda penale, questo sistema alleverebbe una repubblica facinorosa, a parte i guasti d’anima ed economia; impunità dei governativi, occhio aperto sugli avversari molesti.»&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;font-size:12;"&gt;&lt;span style="color:#66ffff;"&gt;Franco Cordero, &lt;i&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;I diritti delle Procure e quelli degli indagati&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;, &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:date year="2004" day="21" month="08" ls="trans" st="on"&gt;21/08/2004&lt;/st1:date&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;font-size:100%;color:blue;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;font-size:12;color:blue;"&gt;&lt;st1:date year="2004" day="21" month="08" ls="trans" st="on"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,255)"&gt;Frase di quattro anni e mezzo fa, ma sempre attuale ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/st1:date&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-5430244704122878425?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/5430244704122878425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=5430244704122878425' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5430244704122878425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5430244704122878425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2009/01/divide-et-impera.html' title='Divide et impera'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-832856268464556293</id><published>2008-12-25T15:34:00.004+01:00</published><updated>2008-12-25T15:41:40.329+01:00</updated><title type='text'>Rosa Luxemburg - di Kurt Marti</title><content type='html'>Mi hanno inviato questa poesia ... che riporto qui ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;eine kleine hinkende frau&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;schrieb  diesem jahrhundert&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ins stammbuch :&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;"freiheit nur&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;fur die anhanger der regierung&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;nur fur die mitglieder einer partei&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; - mogen sie noch so zahlreich sein -&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ist keine freiheit&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;freiheit ist&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;immer nur&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;die freiheit&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;der anders denkenden "&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;die kleine hinkende frau &lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ist ermordert worden.&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;... Ovvero ...&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;una piccola donna claudicante&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ha scritto nel libro genealogico di questo secolo  :&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;"libertà solo&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;per chi appoggia il governo&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;solo per i membri di un partito&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;-per quanto numerosi-&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non è libertà&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;libertà è &lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;sempre soltanto&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;la libertà&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;per chi la pensa in modo diverso"&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;la piccola donna claudicante&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;è stata assassinata&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-832856268464556293?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/832856268464556293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=832856268464556293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/832856268464556293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/832856268464556293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/12/rosa-luxemburg-di-kurt-marti.html' title='Rosa Luxemburg - di Kurt Marti'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-3743646823240306809</id><published>2008-12-15T08:39:00.003+01:00</published><updated>2008-12-15T08:42:49.893+01:00</updated><title type='text'>The triumph of bullshit - di T. S. Eliot - 1916</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ladies, on whom my attentions have waited&lt;br /&gt;If you consider my merits are small&lt;br /&gt;Etiolated, alembicated,&lt;br /&gt;Orotund, tasteless, fantastical,&lt;br /&gt;Monotonous, crotchety, constipated,&lt;br /&gt;Impotent galamatias&lt;br /&gt;Affected, possibly imitated,&lt;br /&gt;For Christ's sake stick it up your ass&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ladies, who find my intentions ridiculous&lt;br /&gt;Awkward insipid and horribly gauche&lt;br /&gt;Pompous, pretentious, ineptly meticulous&lt;br /&gt;Dull as the heart of an unbaked brioche&lt;br /&gt;Floundering versicles feebly versiculous&lt;br /&gt;Often attenuate, frequently crass&lt;br /&gt;Attempts at emotions that turn isiculous,&lt;br /&gt;For Christ's sake stick it up your ass.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ladies who think me unduly vociferous&lt;br /&gt;Amiable cabotin making a noise&lt;br /&gt;That people may cry out "this stuff is too stiff for us" -&lt;br /&gt;Ingenuous child with a box of new toys&lt;br /&gt;Toy lions carnivorous, cannons fumiferous&lt;br /&gt;Engines vaporous - all this will pass;&lt;br /&gt;Quite innocent - "he only wants to make shiver us."&lt;br /&gt;For Christ's sake stick it up your ass.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And when thyself with silver foot shalt pass&lt;br /&gt;Among the Theories scattered on the grass&lt;br /&gt;Take up my good intentions with the rest&lt;br /&gt;And then for Christ's sake stick them up your ass.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-3743646823240306809?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/3743646823240306809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=3743646823240306809' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3743646823240306809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3743646823240306809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/12/triumph-of-bullshit-1916-version-di-t-s_15.html' title='The triumph of bullshit - di T. S. Eliot - 1916'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-299400257580392008</id><published>2008-10-11T14:12:00.000+02:00</published><updated>2008-10-11T16:13:50.425+02:00</updated><title type='text'>Senza alcun ritegno ...</title><content type='html'>&lt;div class="modulogiornale"&gt; &lt;div class="pezzoocchiello"&gt;Da &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/10-Ottobre-2008/art4.html"&gt;Il manifesto del 10/10/2008&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VISTO IN TV&lt;/div&gt; &lt;div class="pezzotitolo"&gt;La carrambata del Tg1&lt;/div&gt; &lt;div class="pezzofirma"&gt;Norma Rangeri&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;" class="pezzotesto"&gt;Per una volta non è stata la Carrà a fare la sorpresa, ma il Tg1. Nel bel mezzo di Carramba che fortuna, il programma della lotteria milionaria si è interrotto bruscamente per lasciare spazio all'edizione straordinaria del Tg1. Un attentato? Una strage? Macché, signore e signori, ecco a voi il presidente del consiglio con il sorriso di chi ha una buona notizia da vendere. «Cari italiani state tranquilli, il governo ha varato un piano anticrisi, nessuno perderà un euro». Una bella carrambata, un panino politico formato gigante, infilato tra un «tuca-tuca» e un mambo italiano. Sparare l'edizione straordinaria del telegiornale per un consiglio dei ministri che decreta a favore delle banche, ancora non s'era mai visto.&lt;br /&gt;Notizia di rilievo, non si discute, sfugge tuttavia l'urgenza di comunicarla alle undici della sera, quando, di lì a poco, sarebbe andato in onda il consueto appuntamento con il tg (che infatti ha replicato la conferenza stampa di Berlusconi). Invece, sfruttare l'audience delle carrambate, entrare nelle case degli italiani che si aggrappano alla lotteria, planare sull'euforia di quelle palle colorate che Raffaella apre, piano piano, regalando in pochi attimi, centinaia di migliaia di euro, è tutta un'altra cosa. La televisione ti fa vincere una piccola fortuna e il presidente del consiglio ti culla nella rassicurazione che il mondo cattivo è lontano mentre qui da noi la barca va e la banca è più sicura del materasso. Un incastro prezioso come uno spot.&lt;br /&gt;Chiuso il siparietto, la linea torna a Carramba, il paese delle meraviglie. Una modesta famiglia vince 198 mila euro tra gli applausi del pubblico, un'imbalsamata Patty Pravo balla il tuca-tuca con la Carrà, i boys cantano le canzoncine cretine, per «due ore di leggerezza» come promesso dall'inossidabile conduttrice. Un'allegria scacciapensieri che somiglia all'euforia sul Titanic che affonda.&lt;br /&gt;Se proprio si voleva offrire al telespettatore un supplemento di varietà (e di verità), le telecamere avrebbero dovuto seguire l'infaticabile presidente del consiglio fino al teatro romano del Bagaglino, dove a tarda sera, dopo aver lasciato palazzo Chigi e l'edizione straordinaria del Tg1, ha intrattenuto il pubblico inframmezzando le rassicurazioni ai risparmiatori con il repertorio del barzellettiere. Almeno lo spettacolo del re-giullare sarebbe stato completo.&lt;/div&gt;     &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-299400257580392008?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/299400257580392008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=299400257580392008' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/299400257580392008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/299400257580392008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/10/senza-alcun-ritegno.html' title='Senza alcun ritegno ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-4275117934109418464</id><published>2008-10-01T08:31:00.004+02:00</published><updated>2008-10-02T09:58:30.053+02:00</updated><title type='text'>Triathlon sprint di Alba - 28 settembre 2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SOR_Dqh5iDI/AAAAAAAAAF4/WoKesqWUsHE/s1600-h/triathlon+blog.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SOR_Dqh5iDI/AAAAAAAAAF4/WoKesqWUsHE/s400/triathlon+blog.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252462766353647666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I quattro pazzi che hanno partecipato al triathlon di Alba (750 metri di nuoto, 20 km di bici -ma dicono fossero 22- e 5 km di corsa).&lt;br /&gt;Primo dei nostri Alberto, con 1.14.07 (parziali 14.24-38.53-20.50) - poi Marco, con 1.18.39 (parziali  14.00-41.07-23.32) - poi Matteo con 1.22.13 (parziali 15.30-41.11-25.32) - poi Enrico con 1.26.37 (parziali 15.16-44.17-27.04) ... complimenti a tutti, e alla prossima ... spero di esserci anch'io!&lt;span style="line-height: 115%;font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-4275117934109418464?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/4275117934109418464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=4275117934109418464' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4275117934109418464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4275117934109418464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/10/triathlon-sprint-di-alba-28-settembre.html' title='Triathlon sprint di Alba - 28 settembre 2008'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vhZNncO1ImU/SOR_Dqh5iDI/AAAAAAAAAF4/WoKesqWUsHE/s72-c/triathlon+blog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-5695126375352671736</id><published>2008-09-23T08:52:00.008+02:00</published><updated>2008-09-23T18:14:13.683+02:00</updated><title type='text'>Post collegato al sondaggio "Chi l'ha scritto?"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Georgia;font-size:100%;color:navy;"   &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 204);font-size:100%;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Purtroppo nei sondaggi si possono scrivere solo poche parole, per cui utilizzo questo post collegato, e riporto nel sondaggio solo le lettere per le risposte.&lt;br /&gt;Mi hanno fatto una domanda, che io giro a tutti voi ...&lt;br /&gt;Leggete questa frase:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La legge deve essere redatta non per vantaggio privato, ma per la comune utilità dei cittadini&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo voi, chi l'ha scritta? Rispondete nel sondaggio, oppure lasciando un commento a questo post:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A: Alberto Franceschini (nato a Reggio Emilia il 26 ottobre 1947), fondatore ed esponente di spicco delle Brigate Rosse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B: Giuseppe Pinelli (nato a Milano il 21 ottobre 1928), anarchico italiano, morto nel 1969 precipitando da una finestra della Questura di Milano, dove era trattenuto per accertamenti in seguito alla Strage di Piazza Fontana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C: Isidoro di Siviglia (nato a Cartagena intorno al 560 d.C.), scrittore e arcivescovo latino. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica che lo considera Dottore della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D: Gian Carlo Caselli (nato ad Alessandria il 9 maggio 1939), magistrato italiano, procuratore capo antimafia a Palermo dal 1993 al 1999, attualmente Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Torino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E: Oliviero Diliberto (nato a Cagliari il 13 ottobre 1956), politico, giurista e docente italiano. Segretario nazionale del Partito dei Comunisti Italiani, con un passato prima nel Partito Comunista Italiano e poi nel PRC&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F: Costantino Mortati (nato a Corigliano Calabro il 27 dicembre 1891), giurista e costituzionalista italiano. Annoverato fra i più autorevoli giuristi italiani del Novecento, è uno dei Padri della Costituzione Italiana&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-5695126375352671736?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/5695126375352671736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=5695126375352671736' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5695126375352671736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5695126375352671736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/09/post-collegato-al-sondaggio-chi-lha.html' title='Post collegato al sondaggio &quot;Chi l&apos;ha scritto?&quot;'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-6985032991431873426</id><published>2008-08-16T09:36:00.010+02:00</published><updated>2008-08-16T14:34:56.607+02:00</updated><title type='text'>I shot the sheriff (but I swear it was in self defence) (B. Marley)</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(153, 255, 255); text-align: left;"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;da &lt;a href="http://www.blogger.com/www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/14-Agosto-2008/art2.html"&gt;Il Manifesto del 14 agosto 2008&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 153); text-align: center;"&gt;ABUSO DI POTERE&lt;br /&gt;di Alessandro Robecchi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Giunto avventurosamente al potere, il dittatore dello stato libero di Bananas comunicava ai sudditi le sue prime riforme. Tra queste, l'obbligo di indossare la biancheria sopra i vestiti, e non sotto. Divertente. Ma ci scuserà Woody Allen se consideriamo la sua immaginazione superata - almeno nella repubblica delle banane che abitiamo noi - dal ministro degli interni e dai sindaci di mezza penisola. Alle «ordinanze creative» e alla «fantasia» dei sindaci si era appellato qualche settimana fa Roberto Maroni, quello che persino una sonnacchiosa Europa dei diritti ha saputo riconoscere come un mix di malafede, xenofobia e razzismo. Ora che la fantasia è stata declinata in azione repressiva, lo scenario appare chiaro quanto grottesco. A Novara (sindaco leghista Massimo Giordano) non si può stare al parco in più di due dopo il tramonto. A Voghera non si può sedersi sulle panchine di notte. A Cernobbio se ti sposi arriva un'ispezione sanitaria a casa. A Rimini non si può bere dalla bottiglia per la strada (titolo sul Resto del Carlino: «Vietato bere dalle bottiglie anche di giorno», Woody, dilettante!). Lo stesso a Genova. A Firenze, la città del mitico assessore Cioni, è vietato agli strilloni vendere i giornali ai semafori, ma si vigila attentamente anche sui ragazzini che giocano a pallone in un parco pubblico, grave attentato alla sicurezza.Estinti i lavavetri, la mamma dei capri espiatori è sempre incinta, e le multe serviranno a comprare nuove telecamere di controllo. A Venezia non si può girare per le calli con grosse borse. Groppello (comune di Cassano d'Adda, sindaco forzista Edoardo Sala), chiude nel giorno di ferragosto l'unica spiaggia sul fiume perché è in programma una festa di cittadini senegalesi. Motivazione: «Sicurezza del territorio, ma anche di questi immigrati, che arrivano in gran numero facendo confusione e rischiando di annegare». Come fantasia, come creatività, potrebbe bastare, ma non è che l'inizio. L'arrivo - ci siamo - è l'immagine della prostituta nigeriana segregata e abbandonata a Parma da vigili urbani diventati secondini, privata di ogni dignità e fotografata come una bestia in gabbia. Per il nostro bene, per la nostra sicurezza, per la nostra tranquillità, piccole Abu Ghraib comunali crescono, nella certezza che le coscienze se ne faranno una ragione. La chiamano fantasia, o creatività, ma si tratta sempre della stessa cosa: un digeribile travestimento dell'abuso di potere. E infatti, che razza di fantasia ci sarebbe nel picchiare, deportare, angariare, multare, incarcerare, umiliare i più deboli? Nessuna. Inventare un'emergenza sicurezza è stato semplice, sostenerla e propagarla grazie ai media controllati dal capobanda che ha vinto le elezioni anche. Dedicarle aperture di tg e allarmati fondi sulla stampa pure. E ora? Ora che non si sa bene quale sicurezza garantire, e da che cosa, e da chi, si fa appello alla fantasia. Qualche senegalese non potrà fare il bagno nell'Adda, la prostituta nigeriana (con clienti italiani) non creerà più allarme, il paese è salvo. Fantasia. Del resto, sapete dire cos'ha trasformato il vecchio caro ed evocativo manganello in una semplice «mazzetta distanziatrice»? Sempre lei, la fantasia. La fantasia al potere. Ai tempi del colera.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-6985032991431873426?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/6985032991431873426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=6985032991431873426' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6985032991431873426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6985032991431873426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/08/i-shot-sheriff-but-i-swear-it-was-in.html' title='I shot the sheriff (but I swear it was in self defence) (B. Marley)'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-6680038789782353533</id><published>2008-07-26T10:47:00.005+02:00</published><updated>2008-07-26T10:58:22.346+02:00</updated><title type='text'>Caso Englaro: ovvero, quando un Giudice deve giustificarsi perché ha osato applicare la Costituzione ...</title><content type='html'>&lt;p style="color: rgb(51, 255, 255);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;La Cassazione precisa  sul caso Englaro, di Vincenzo Carbone (1°  Presidente)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: left; color: rgb(51, 255, 255);" align="left"&gt;&lt;span style=";font-family:Courier New;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:'Courier New';font-size:10;"  &gt;&lt;a title="blocked::http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/libertadiritti/La Cassazione precisa sul caso Englaro.pdf" href="http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/libertadiritti/La%20Cassazione%20precisa%20sul%20caso%20Englaro.pdf"&gt;http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/libertadiritti/La%20Cassazione%20precisa%20sul%20caso%20Englaro.pdf&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;color:navy;"   &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;color:navy;"   &gt;&lt;span style="color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Pubblico -e sottoscrivo- un commento di Steve in relazione alla richiesta del Presidente del Senato, Schifani, di sollevare conflitto di attribuzioni nei confronti della Corte di Cassazione, che si sarebbe, a suo dire, sostituita al Parlamento in una materia così delicata come l'eutanasia, ed al relativo chiarimento del 1° Presidente della Corte di Cassazione sulla decisione adottata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;Trovo veramente  incredibile che il Senato — organo del potere legislativo — intenda sollevare il  conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti della Corte di  Cassazione — organo del potere giudiziario — per il semplice fatto che la Corte  medesima (in applicazione dell’art. 111, 7° c. della Costituzione e dell’art. 65  del RD 30/01/1941 n. 12 sull’ordinamento giudiziario), “quale organo supremo  della giustizia”, abbia assicurato “l’esatta osservanza e l’uniforme  interpretazione della legge, [e] l’unità del diritto oggettivo nazionale” anche  nel caso Englaro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 153);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;Benissimo ha fatto il  Presidente della Corte dott. Carbone a precisare che «&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Corte con tale pronuncia si è limitata ad  affermare un principio di diritto sulla base della interpretazione  costituzionalmente orientata della legislazione  vigente&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 153);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;Effettivamente, come  chiarito dal prof. Gianni Ferrara, «&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non si  può immaginare che il senato possa intervenire con un suo atto sugli effetti che  specificamente derivano dalla sentenza. Porrebbe in essere una legge-sentenza. E  questa sì che, invadendo l'ambito della giurisdizione, si porrebbe in modo  esemplare come violazione del principio e delle norme relative alla divisione  dei poteri.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;». L’illustre costituzionalista ha poi affermato,  riferendosi alla mancata legge di attuazione della Convenzione di Oviedo in  materia di testamento biologico, che «&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di  abdicazione alla sovranità dello stato italiano si tratta quando si omette di  legiferare in materie che attengono al “rispetto della persona umana” di cui  all'art. 32 della Costituzione.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;» (G. Ferrara, &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il diritto di Eluana&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;, il manifesto,  17.07.2008).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 153);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;Ormai in Italia si  vorrebbe che i Giudici dessero un’interpretazione orientata ai “valori unici” di  una (presunta) “nazione italiana”; ovviamente si suppone che la “nazione  italiana” non sia il complesso pluralistico degli individui-cittadini, bensì un  macroantropo, un “fantomatico omone” dotato di un nucleo granitico e bene  ordinato di valori, di cui sono — manco a dirlo — qualificati interpreti alcuni  soggetti politici, qualche personaggio religioso di spicco, nonché certi ben  (auto)selezionati(si) opinionisti dei quotidiani. Questo modo di (s)ragionare  ricorda in qualche modo le teorie di Carl Schmitt sul “custode della  Costituzione”, il capo o &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;füher&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  che guida misticamente il popolo nella sua unità di “sangue e suolo”: per  inciso, le teorie di chi approvò le pratiche autoritarie del presidente della  repubblica di Weimar prima e dei nazisti poi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 153);"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;color:navy;"   &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;color:navy;"   &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Ma, almeno questa  volta, «&lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di fronte alla diserzione del potere  legislativo il diritto al rispetto della persona umana ha trovato nella  giurisdizione, nella Cassazione italiana, la sua garanzia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;» (G.  Ferrara, nell’articolo citato più sopra).&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-6680038789782353533?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/6680038789782353533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=6680038789782353533' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6680038789782353533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6680038789782353533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/07/caso-englaro-ovvero-quando-un-giudice.html' title='Caso Englaro: ovvero, quando un Giudice deve giustificarsi perché ha osato applicare la Costituzione ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-6305614923050724864</id><published>2008-07-16T09:48:00.004+02:00</published><updated>2008-07-17T09:30:31.767+02:00</updated><title type='text'>Come può una società CIVILE rimanere indifferente?</title><content type='html'>da &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/g8-genova-3/giudici-ciechi/giudici-ciechi.html"&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt; ... credo non servano ulteriori commenti ... non ho parole ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;I giudici ciechi di Bolzaneto&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Non era la "punizione" degli imputati il cuore del processo per le violenze di Bolzaneto. Quel processo doveva dimostrare (e ha dimostrato in modo inequivocabile, a nostro avviso) che può nascere senza alcuna avvisaglia, anche in un territorio governato dalla democrazia, un luogo al di fuori delle regole del diritto penale e del diritto carcerario, un "campo" dove esseri umani - provvisoriamente custoditi, indipendentemente dalle loro condotte penali - possono essere spogliati della loro dignità; privati, per alcune ore o per alcuni giorni, dei loro diritti e delle loro prerogative. Nelle celle di Bolzaneto, tutti sono stati picchiati. Questo ha documentato il dibattimento. Manganellate ai fianchi. Schiaffi alla testa. Tutti sono stati insultati: alle donne è stato gridato "entro stasera vi scoperemo tutte". Agli uomini, "sei un gay o un comunista?". Altri sono stati costretti a latrare come cani o ragliare come asini. C'è chi è stato picchiato con stracci bagnati. Chi sui genitali con un salame: G. ne ha ricavato un "trauma testicolare". C'è chi è stato accecato dallo spruzzo del gas urticante-asfissiante. Chi ha patito lo spappolamento della milza. A. D. arriva nello stanzone della caserma con una frattura al piede. Lo picchiano con manganello. Gli fratturano le costole. Sviene. Quando ritorna in sé e si lamenta, lo minacciano "di rompergli anche l'altro piede".&lt;br /&gt;C'è chi ha ricordato in udienza un ragazzo poliomielitico che implora gli aguzzini di "non picchiarlo sulla gamba buona". I. M. T. ha raccontato che gli è stato messo in testa un berrettino con una falce e un pene al posto del martello.&lt;br /&gt;Ogni volta che provava a toglierselo, lo picchiavano. B. B. era in piedi. Lo denudano. Gli ordinano di fare dieci flessioni e intanto, mentre lo picchiano ancora, un carabiniere gli grida: "Ti piace il manganello, vuoi provarne uno?". Percuotono S. D. "con strizzate ai testicoli e colpi ai piedi". A. F. viene schiacciata contro un muro. Le gridano: "Troia, devi fare pompini a tutti". S. P. viene condotto in un'altra stanza, deserta. Lo costringono a denudarsi. Lo mettono in posizione fetale e, da questa posizione, lo obbligano a fare una trentina di salti mentre due agenti della polizia penitenziaria lo schiaffeggiano.&lt;br /&gt;J. H. viene picchiato e insultato con sgambetti e sputi nel corridoio. Alla perquisizione, è costretto a spogliarsi nudo e "a sollevare il pene mostrandolo agli agenti seduti alla scrivania". Queste sono le storie ascoltate, e non contraddette, nelle 180 udienze del processo. È legittimo che il tribunale abbia voluto attribuire a ciascuno di questi abusi una personale, e non collettiva, responsabilità penale. Meno comprensibile che non abbia voluto riconoscere - tranne che in un caso - l'inumanità degli abusi e delle violenze. Era questo il cuore del processo.&lt;br /&gt;Alla sentenza di Genova si chiedeva soltanto di dire questo: anche da noi è possibile che l'ordinamento giuridico si dissolva e crei un vuoto in cui ai custodi non appare più un delitto commettere - contro i custoditi - atti crudeli, disumani, vessatori. È possibile perché è accaduto, a Genova, nella caserma Nino Bixio del reparto mobile della polizia di Stato tra venerdì 20 e domenica 22 luglio 2001, a 55 "fermati" e 252 arrestati.&lt;br /&gt;È questo "stato delle cose" che il blando esito del giudizio non riconosce. È questa tragica probabilità che il tribunale rifiuta di vedere, ammettere, indicarci. Nessuno si attendeva pene "esemplari", come si dice. Il reato di tortura in Italia non c'è, non esiste. Il parlamento non ha trovato mai il tempo - in venti anni - di adeguare il nostro codice al diritto internazionale dei diritti umani, alla Convenzione dell'Onu contro la tortura, ratificata dal nostro Paese nel 1988. Agli imputati erano contestati soltanto reati minori: l'abuso di ufficio, l'abuso di autorità contro arrestati o detenuti, la violenza privata. Pene dai sei mesi ai tre anni che ricadono nell'indulto (nessuna detenzione, quindi). Si sapeva che, in capo a sei mesi (gennaio 2009), ogni colpa sarebbe stata cancellata dalla prescrizione.&lt;br /&gt;Il processo doveva soltanto evitare che le violenze di Bolzaneto scivolassero via senza lasciare alcun segno visibile nel discorso pubblico.&lt;br /&gt;Il vuoto legislativo che non prevede il reato di tortura poteva infatti consentire a tutti - governo, parlamento, burocrazie della sicurezza, senso comune - di archiviare il caso come un imponderabile "episodio" (lo ripetono colpevolmente oggi gli uomini della maggioranza). Un giudizio coerente con i fatti poteva al contrario ricordare che la tortura non è cosa "degli altri". Il processo doveva evitare che quel "buco" permettesse di trascurare che la tortura ci può appartenere. Che - per tre giorni - ci è già appartenuta.&lt;br /&gt;I pubblici ministeri sono stati consapevoli dell'autentica posta del processo fin dal primo momento. "Bolzaneto è un "segnale di attenzione"", hanno detto. È "un accadimento che insegna come momenti di buio si possono verificare anche negli ordinamenti democratici, con la compromissione dei diritti fondamentali dell'uomo per una perdurante e sistematica violenza fisica e verbale da parte di chi esercita il potere".&lt;br /&gt;I magistrati hanno chiesto, con una sentenza di condanna, soprattutto l'ascolto di chi ha il dovere di custodire gli equilibri della nostra democrazia, l'attenzione di chi ostinatamente rifiuta di ammettere che, creato un vuoto di regole e una condicio inhumana, "tutto è possibile". Bolzaneto, hanno sostenuto, insegna che "bisogna utilizzare tutti gli strumenti che l'ordinamento democratico consente perché fatti di così grave portata non si verifichino e comunque non abbiano più a ripetersi". È questa responsabile invocazione che una cattiva sentenza ha bocciato.&lt;br /&gt;Il pubblico ministero, con misura e rispetto, diceva alla politica, al parlamento, alle più alte cariche dello Stato, alla cittadinanza consapevole: attenzione, gli strumenti offerti alla giustizia per punire questi comportamenti non sono adeguati. Non esiste una norma che custodisca espressamente come titolo autonomo di reato "gli atti di tortura", "i comportamenti crudeli, disumani, degradanti". E comunque, il pericolo non può essere affrontato dalla sola macchina giudiziaria: quando si muove, è già troppo tardi. La violenza già c'è stata. I diritti fondamentali sono stati già schiacciati. La democrazia ha già perso la partita. I segnali di un incrudelimento delle pratiche nelle caserme, nelle questure, nelle carceri, nei campi di immigrati - dove i corpi vengono rinchiusi - dovrebbero essere percepiti, decifrati e risolti prima che si apra una ferita che non sarà una sentenza di condanna a rimarginare, anche se quella sentenza fosse effettiva (come non era per gli imputati di Bolzaneto).&lt;br /&gt;L'invito del pubblico ministero e una sentenza più coerente avrebbero potuto e dovuto indurre tutti - e soprattutto le istituzioni - a guardarsi da ogni minima tentazione d'indulgenza; da ogni volontà di creare luoghi d'eccezione che lasciano cadere l'ordinamento giuridico normale; da ogni relativizzazione dell'orrore documentato dal processo. Al contrario, la decisione del tribunale ridà fiato finanche a Roberto Castelli, ministro di giustizia dell'epoca: in visita nel cuore della notte alla caserma, bevve la storiella che i detenuti erano nella "posizione del cigno" contro un muro (gambe divaricate, braccia alzate) per evitare che gli uomini molestassero le donne.&lt;br /&gt;"Bolzaneto" è una sentenza pessima, quali saranno le motivazioni che la sostengono. È soprattutto una sentenza imprudente e, forse, pericolosa. Nel 2001 scoprimmo, con stupore e sorpresa, come in nome della "sicurezza", dell'"ordine pubblico", del "pericolo concreto e imminente", della "sicurezza dello Stato" si potesse configurare un'inattesa zona d'indistinzione tra violenza e diritto, con gli indiscriminati pestaggi dei manifestanti nelle vie di Genova, il massacro alla scuola Diaz, le torture della Bixio.&lt;br /&gt;Oggi, 2008, quelle formule hanno inaugurato un "diritto di polizia" che prevede - anche per i bambini - lo screening etnico, la nascita di "campi di identificazione" che spogliano di ogni statuto politico i suoi abitanti. Quel che si è intuito potesse incubare a Bolzaneto, è diventato oggi la politica per la sicurezza nazionale. La decisione di Genova ci dice che la giustizia si dichiara impotente a fare i conti con quel paradigma del moderno che è il "campo". Avverte che in questi luoghi "fuori della legge", dove le regole sono sospese come l'umanità, ci si potrà affidare soltanto alla civiltà e al senso civico delle polizie e non al diritto. Non è una buona cosa. Non è una bella pagina per la giustizia italiana.&lt;br /&gt;(16 luglio 2008) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-6305614923050724864?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/6305614923050724864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=6305614923050724864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6305614923050724864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6305614923050724864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/07/come-pu-una-societ-civile-rimanere.html' title='Come può una società CIVILE rimanere indifferente?'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-1618364641216636509</id><published>2008-07-15T20:30:00.000+02:00</published><updated>2008-07-15T20:37:01.517+02:00</updated><title type='text'>Passaparola: "I Maiali sono più uguali degli altri"</title><content type='html'>Dal sito &lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1970247"&gt;Voglio Scendere &lt;/a&gt;, riporto alcuni pezzi significativi dell'intervento di Marco Travaglio sulla manifestazione di Piazza Navona contro le leggi canaglia ...&lt;br /&gt;Chi avesse voglia di vedersi il video, può cliccare&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=zlUKsxsfnJ8&amp;amp;eurl=http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=135020"&gt; qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;"La libertà di parola non è stata conquistata al prezzo del sangue per &lt;strong&gt;applaudire il potere&lt;/strong&gt;, perchè quel tipo di libertà di parola c'è anche nelle tirannidi. La libertà di parola è stata conquistata al prezzo del sangue per poter criticare il potere e la satira, con il suo linguaggio, può fare molto di più rispetto alla critica - magari spesso paludata - dei professori, degli intellettuali e dei giornalisti. La satira si è sempre potuta permettere ciò che gli altri non si potevano permettere, proprio perchè &lt;strong&gt;la satira è la satira&lt;/strong&gt;. Come dice Daniele Luttazzi, la satira fa esattamente quel cazzo che le pare, l'unico limite è il codice penale. Insomma, abbiamo affermato il diritto di critica e lo abbiamo esercitato fino in fondo. E' il contrario del diritto all'applauso ed è la ragione per cui le democrazie si distinguono dalle dittature, dove è possibile parlare per applaudire il potere ma non per criticarlo. Nelle democrazie si possono fare entrambe le cose senza, in teoria, subire conseguenze"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Era il presidente Salini, aveva anche una condanna per falso, non solo per abuso, e dato che con la condanna non poteva più fare il presidente della regione, nemmeno il consigliere regionale ma neanche il sindaco del suo paese, il presidente della sua provincia, nemmeno il consigliere circoscrizionale, si decise di promuoverlo in Parlamento. Voi sapete che con una bella condanna &lt;strong&gt;non si può più entrare negli enti locali&lt;/strong&gt; ma nel Parlamento nazionale si"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Adesso hanno arrestato Del Turco, degno successore di questo Salini. (...)  io direi: &lt;strong&gt;è inutile fare il process&lt;/strong&gt;o. Invece di processarlo, rinviarlo a giudizio, fare le indagini, fare le udienze che costano un sacco di soldi, facciamo così: dichiariamolo immediatamente parlamentare di diritto. Evitiamo questa lunga fase di perdita di tempo che è il processo: quando uno viene arrestato per tangenti va di diritto al Parlamento nazionale. Potrebbe essere una riforma che snellisce le procedure giudiziarie, libera i magistrati da questi processi inutili che vengono fatti ai pubblici amministratori e ai politici, tanto lo sappiamo che se lo condannano lo promuovono al Parlamento. E' inutile aspettare: &lt;strong&gt;promuoviamolo subito&lt;/strong&gt;! Diamolo già per condannato e promuoviamolo subito, visto che la sanzione accessoria in caso di condanna per tangenti di solito è un seggio sicuro alla Camera o al Senato"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"è giusto che anche un sindaco, un presidente di circoscrizione, un consigliere provinciale abbiano la giusta serenità e il giusto tempo per farsi a loro volta i cazzi propri derubandoci. &lt;strong&gt;Rendiamoli immuni tutti&lt;/strong&gt;, creiamo una categoria di immunodeficienti acquisiti o immunodelinquenti acquisti. Come diceva il grande Claudio Rinaldi su L'Espresso, l'autorizzazione a procedere, in Italia, diventa immediatamente autorizzazione a delinquere. Sappiamolo, che se vogliamo delinquere tranquillamente dobbiamo almeno arraffare un posticino in un consiglio comunale, altrimenti pazienza: ci rassegniamo a fare il ruolo dei derubati, che tra l'altro è il ruolo che esercita ciascuno di noi da decine e decine di anni a seconda della nostra data di nascita"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lo scandalo era tale che la gente non ne poteva più, tant'è che nel '92 questi signori erano asserragliati nel Palazzo non solo per proteggersi dai giudici ma anche per proteggersi dai loro stessi elettori che, avendo scoperto come usavano il potere, volevano fargli la pelle. Qualcuno ricorderà degli episodi molto spiacevoli come &lt;strong&gt;lanci di monetine&lt;/strong&gt;, politici inseguiti per le strade al grido di "ladro! ladro!". Fu l'ultimo momento felice di una democrazia dove i cittadini ancora avevano a cuore le sorti del proprio futuro e andavano a dire quello che pensavano direttamente ai loro rappresentanti."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-1618364641216636509?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/1618364641216636509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=1618364641216636509' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1618364641216636509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1618364641216636509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/07/passaparola-i-maiali-sono-pi-uguali.html' title='Passaparola: &quot;I Maiali sono più uguali degli altri&quot;'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-2484396552860606304</id><published>2008-07-01T07:44:00.001+02:00</published><updated>2008-07-01T07:46:03.177+02:00</updated><title type='text'>Retoriche del disumano - di Marco Revelli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;" class="pezzotesto"&gt;Dunque, le cose stanno così.&lt;br /&gt;C'è un piccolo numero di persone, quelle che stanno in alto, più in alto di tutti, dichiarate per legge al di sopra di ogni giudizio. Investite, in quanto tali, per ciò che sono non per ciò che possono aver fatto, del privilegio dell'impunità. E ce ne sono altre, più numerose, ma razzialmente delimitate, separate dai buoni cittadini da un confine etnico - quelle che stanno in basso, più in basso di tutti, considerate invece, per legge, in quanto tali, per ciò che sono, non per ciò che possono aver fatto, colpevoli. Almeno potenzialmente. Pre-giudicate.&lt;br /&gt;Alle prime non si guarderà mai in tasca, anche se fossero colte, per un accesso di cleptomania, in furto flagrante; alle seconde si prendono fin da bambini le impronte digitali, le si fotografano, perquisiscono, spostano, schedano e controllano senza limiti, come appunto con i delinquenti abituali, o per natura.&lt;br /&gt;Questa è oggi, sotto il profilo giuridico e politico, l'Italia. In un solo consiglio dei ministri i due estremi che definiscono i nuovi confini sociali e morali della costituzione materiale della «terza repubblica» sono stati mostrati a tutti, come in un'istantanea.&lt;br /&gt;In pochi mesi, in nome dell'ammodernamento e dell'innovazione nell'arte del governo, abbiamo abbattuto ad uno ad uno alcuni dei pilastri fondamentali della modernità, a cominciare dall'universalismo dei diritti. Dal principio dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Dal carattere personale della responsabilità giuridica. L'immagine che offre oggi il Paese è quella di un ritorno brutale, rapido, in buona misura inconsapevole, ma devastante, alle logiche di una società di caste: universi sociali separati e gerarchicamente sovrapposti. Signori, e servi. Eletti, e paria. Uomini, e topi.&lt;br /&gt;È un'immagine inguardabile. Dovrebbe produrre un moto istintivo di disgusto, repulsione, vergogna, in chiunque si sia formato nell'orizzonte di valori di una sia pur debole e moderata democrazia. Invece non è così. Inutile nascondercelo: lo scandalo è tale solo per pochi. Tace miseramente - miserabilmente - quell'ombra di opposizione che non rinuncia a credersi e a fingersi governo senza più esserlo. Tacciono pressoché tutti gli opinion leaders (quelli che magari si commuovono per Obama, ma lasciano correre sulla schedatura del popolo rom). Con poche, nobili per questo, ma limitatissime eccezioni. Tace, e in qualche misura acconsente, anche quell'opinione pubblica fino a ieri considerabile «di sinistra», socialmente sensibile, «politicamente corretta»... Tace, magari soffre, ma tace. Per varie ragioni.&lt;br /&gt;Perché questo ritorno in buona misura irrazionale al pre-moderno, all'imbarbarimento dello stato di natura, è argomentato con ragioni «pragmatiche», tecniche, efficientistiche, in qualche misura a loro volta «moderne»: perché «serve». Perché «funziona». Perché bisogna «fare». CONTINUA PAGINA 12&lt;br /&gt;Maroni non è Goebbels (non ne possiede né il fanatismo né la cultura): non tratta i rom come untermenschen - sottouomini - per ragioni «genetiche», ma per ragioni «pratiche».&lt;br /&gt;Non perché sono razzialmente «inferiori», ma perché razzialmente disturbano i suoi elettori. La nuova segregazione razziale ha il volto dell'imprenditore brianzolo dai metodi spicci ma efficaci, non più quello dell'ideologo berlinese della razza ariana. E d'altra parte in un universo sociale sempre più complesso e indecifrabile, pagano le semplificazioni estreme: la logica atroce del «capro espiatorio».&lt;br /&gt;Ma soprattutto la proposta indecente che viene dall'alto trova consenso nella società che sta in mezzo - nel grande ventre molle di quelli che cercano faticosamente di restare a galla nella crisi che cresce senza affondare sotto la soglia di povertà - perché in tempi di deprivazione le «retoriche del disumano» hanno un devastante potenziale di contagio. Chiamo con questo nome le forme del discorso che negano un tratto comune di umanità a una parte dell'umanità. Che con espedienti retorici pongono un pezzo di umanità al di fuori dell'umanità. Che appunto, in forma diretta o indiretta, tracciano un confine tra uomini e non-uomini, producendo un dispositivo di esclusione e segregazione. Che separano le persone da trattare «come persone» e quelle da trattare «come cose». E in alcune circostanze è drammaticamente gratificante, o comunque rassicurante - per chi è sempre più incerto sulla propria identità e sulla propria condizione sociale, per chi teme di «scendere» o di «cadere» -, essere riconosciuti «come persone» per differenza da chi tale non è. Godere del privilegio di appartenere alla categoria degli «uomini» per differenza da altri, da questa esclusa. Si troverà sempre un imprenditore politico spregiudicato, pronto a quotare alla propria borsa questa risorsa velenosa, ma potente. Questo acido sociale, che scioglie il timore sul proprio futuro in rancore e in consenso.&lt;br /&gt;Questo accade oggi in Italia. La deprivazione economica e sociale che colpisce una fascia crescente di popolazione, si converte in deprivazione morale, in un quadro sociale ed economico che vede diventare sempre più intoccabile chi sta in alto (sempre meno redistribuibili le grandi ricchezze), e sotto la spinta di una retorica politica non più contrastata. Di un ordine patologico del discorso che non trova più anticorpi, perché le culture democratiche di fine novecento si sono consumate, nell'agire sconsiderato di un ceto politico a sua volta impegnato prevalentemente a salvare se stesso dal naufragio. Per chi non ci sta, si apre un periodo di sofferenza e responsabilità. Di secessione culturale. Una condizione da esuli in patria. Da apolidi. Per questo la tentazione di mettersi in coda, davanti alle Prefetture, per pretendere che siano rilevate anche a noi le impronte digitali, è grande. Non tanto per solidarietà. Ma perché siamo noi più che loro - i quali in grande misura sono cittadini italiani a tutti gli effetti e risiedono stabilmente sul territorio da decenni - i veri nomadi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;articolo tratto da &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/29-Giugno-2008/art1.html"&gt;Il manifesto del 29 giugno 2008&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;          &lt;!-- TOOLBAR --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-2484396552860606304?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/2484396552860606304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=2484396552860606304' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2484396552860606304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2484396552860606304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/07/retoriche-del-disumano-di-marco-revelli.html' title='Retoriche del disumano - di Marco Revelli'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-9177653636312547096</id><published>2008-06-14T11:58:00.004+02:00</published><updated>2008-06-14T12:16:35.602+02:00</updated><title type='text'>A proposito della sentenza della Corte Suprema US su Guantanamo ...</title><content type='html'>&lt;div class="modulogiornale"&gt; &lt;div class="pezzoocchiello"&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 204);" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/13-Giugno-2008/art53.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Leggendo l'articolo, provate ad immaginare di trovarvi nelle condizioni di essere arrestati, senza sapere per quale motivo, torturati, senza sapere cosa dire perché smettano le torture, o semplicemente lasciati lì, in carcere (e non in un carcere-albergo, ma in un carcere "vero") ad attendere di sapere perché siete lì ... per citare solo le cose più banali ... allora, capirete almeno in parte come si sente un detenuto a Guantanamo e -spero- vi stupirete del perché si è aspettato tanto per arrivare a questa decisione della Corte Suprema e, soprattutto, perché la decisione è stata raggiunta solo a stretta maggioranza, 5 contro 4, il minimo ... e perché una decisione che appare, agli occhi di chi crede di vivere in uno stato di diritto, addirittura banale, abbia richiesto più di 100 pagine di motivazioni ...  forse la risposta sta nelle conclusioni dell'articolo ... su cui mi trovo completamente d'accordo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Da &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 204);" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/13-Giugno-2008/art53.html"&gt;Il manifesto del 13 giugno 2008&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;CAMP DELTA&lt;/div&gt; &lt;div class="pezzotitolo"&gt;UNO SCHIAFFO ALLE GUERRE DI BUSH&lt;/div&gt; &lt;div class="pezzofirma"&gt;Danilo Zolo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pezzotesto"&gt;Mentre Berlusconi e il papa accolgono a braccia aperte George W. Bush, arriva una notizia che getta l'ennesimo cono d'ombra sulla sua figura e, indirettamente, sui suoi alleati. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto ai detenuti nel campo-Lager di Guantanamo il diritto costituzionale di ricorrere ai tribunali ordinari contro la loro detenzione. Si tratta della terza sconfitta del presidente Bush sulla legittimità costituzionale dell'apparato giudiziario messo in piedi dalla sua amministrazione dopo l'11 settembre 2001. Questo apparato, in nome della guerra contro il terrorismo, viola nel modo più palese i diritti elementari dei presunti terroristi, fatti prigionieri in particolare in Afghanistan e nei paesi islamici.&lt;br /&gt;Contro la lettera della Quarta Convenzione di Ginevra, ai «terroristi» è stata persino negata la qualità di prigionieri di guerra, attribuendo loro, arbitrariamente, lo stigma infamante di «illegittimi nemici combattenti». Lo stratagemma persecutorio ha consentito di negare alle vittime di Guantánamo qualsiasi diritto di habeas corpus: essi possono essere detenuti per un tempo imprecisato, senza essere oggetto di alcuna accusa specifica, né essere sottoposti a un regolare processo. L'amministrazione Bush ha inoltre dato vita a Tribunali speciali con facoltà di processare e di condannare anche alla pena capitale i presunti terroristi, ignorando i normali Tribunali militari. Nella scia delle norme liberticide del Patriot Act, l'intera civiltà giuridica e giudiziaria del rule of law è stata brutalmente violata nei suoi valori più alti e nelle sue pratiche più consolidate all'origine della dottrina dei diritti dell'uomo e dell'intera esperienza dello «Stato di diritto» europeo e occidentale.&lt;br /&gt;La sentenza della Corte Suprema potrebbe avere effetti sui processi in corso a Guantanamo, tra cui quello ai presunti responsabili dell'11 settembre, e sul futuro dei circa 270 detenuti della base. E offre nuove armi a chi negli Usa si oppone all'infamia di Guantanamo e delle altre prigioni create in Iraq e in Afghanistan - da Abu Ghraib a Polj-Charki, a Bagram - dove la tortura resta all'ordine del giorno. Ed è auspicabile che la decisione della Corte suprema incoraggi i due candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, a tenere fede all'impegno elettorale di chiudere Guantanamo.&lt;br /&gt;Quali aspettative politiche da questa vicenda giudiziaria? In Italia sarebbe auspicabile che la decisione del governo Berlusconi di alterare le regole d'ingaggio delle truppe italiane in Afghanistan venisse denunciata e sanzionata dalle autorità giudiziarie competenti come una gravissima lesione dell'art. 11 della Costituzione. Sul piano internazionale dovrebbe diffondersi la convinzione che nessuno strumento giudiziario o poliziesco sarà in grado di fermare il terrorismo internazionale. Nessuna violazione delle libertà fondamentali avrà l'effetto taumaturgico di riportare la pace in Europa, in Occidente e nel mondo. Anzi, questa strategia avrà molto probabilmente effetti perversi, comprimendo il valore della libertà delle persone, della loro integrità fisica e intellettuale, della loro vita. Non è negando se stesso che l'Occidente si salverà. L'Occidente non si libererà dal terrorismo internazionale se non avrà anzitutto liberato se stesso dalla pretesa di dominare il mondo con il suo strapotere economico e con l'uso illegale della forza militare.&lt;/div&gt;     &lt;/div&gt;     &lt;!-- TOOLBAR --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-9177653636312547096?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/9177653636312547096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=9177653636312547096' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/9177653636312547096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/9177653636312547096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/06/proposito-della-sentenza-della-corte.html' title='A proposito della sentenza della Corte Suprema US su Guantanamo ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-419878205743848300</id><published>2008-06-13T07:15:00.008+02:00</published><updated>2008-06-13T07:25:44.477+02:00</updated><title type='text'>Buone notizie dalla Corte Suprema US</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;color:navy;"   &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);font-family:Georgia;font-size:12;"  lang="EN-GB" &gt;Finalmente la Corte Suprema ha riconosciuto il diritto COSTITUZIONALE dei detenuti di Guantanamo ad avere un Giudice ORDINARIO ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;color:navy;"   &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;un bel passo avanti … Certo, si chiude la stalla quando i buoi sono fuggiti,  cioè dopo anni di torture, ma forse i detenuti potranno evitare la corte  militare e — forse — scampare la condanna a morte … In ogni caso, ora sarà  chiaro che Bush admin. ha operato male, illegalmente, come il Congresso che —  vergogna — ha approvato il patriot act …&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; color: rgb(51, 255, 255);" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:Georgia;font-size:12;"  lang="EN-GB" &gt;Supreme  Court Restores Rule Of Law To Guantánamo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Georgia;"&gt;  (12 GIU 2008)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; color: rgb(51, 255, 255);" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:Georgia;font-size:12;"  lang="EN-GB" &gt;Decision  Represents Beginning Of End Of Failed Detention Policy, Says  ACLU&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; color: rgb(51, 255, 255);" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  lang="EN-GB" &gt;FOR IMMEDIATE  RELEASE&lt;br /&gt;CONTACT: (212) 549-2666; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;a title="blocked::mailto:media@aclu.org" href="mailto:media@aclu.org"&gt;&lt;span title="blocked::mailto:media@aclu.org" lang="EN-GB"&gt;media@aclu.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(51, 255, 255);" class="MsoNormal"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;&lt;st1:state st="on"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  lang="EN-GB" &gt;NEW  YORK&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:state&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Georgia;"&gt; - In a stunning blow to  the Bush administration’s failed national security policies, the Supreme Court  ruled today 5-4 that &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Georgia;"&gt;the U.S. Constitution  applies to the government’s detention policies at Guantánamo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Georgia;"&gt;. The Court concluded that  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Georgia;"&gt;detainees held at Guantánamo have a  right to challenge their detention through habeas corpus&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Georgia;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(51, 255, 255);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  lang="EN-GB" &gt;The following can be  attributed to Steven R. Shapiro, Legal Director of the American Civil Liberties  Union:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(51, 255, 255);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  lang="EN-GB" &gt;“Today’s decision  forcefully repudiates the essential lawlessness of the Bush administration’s  failed Guantánamo policy. It should also mark the beginning of the end of the  military commission process, which permits the use of coerced evidence and  hearsay and thus cannot survive the constitutional scrutiny that today’s  decision demands. It is time to close Guantánamo, end indefinite detention  without charge and restore the rule of law.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; color: rgb(51, 255, 255);" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  lang="EN-GB" &gt;»»»»»»»»»»&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;color:navy;"   &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Non è vittoria  completa, perché — da un altro commento sul &lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;blog&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt; dell’ACLU — si ricava che la Corte  demanda alla Corte distrettuale di decidere se i detenuti debbano essere  rilasciati e “&lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;we do not address whether the  President has authority to detain&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;” (sarà sempre la Corte distrettuale  a decidere). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;color:navy;"  &gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Però "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Court, dividing 5-4, ruled that Congress had not validly taken away habeas rights&lt;/span&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-419878205743848300?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/419878205743848300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=419878205743848300' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/419878205743848300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/419878205743848300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/06/buone-notizie-dalla-corte-suprema-us.html' title='Buone notizie dalla Corte Suprema US'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-266289642356800019</id><published>2008-06-10T14:33:00.005+02:00</published><updated>2008-06-10T17:32:23.923+02:00</updated><title type='text'>Mi hanno letto questa poesia ...</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Prima di tutto vennero a prendere&lt;br /&gt;gli zingari e fui contento perchè&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rubacchiavano.&lt;br /&gt;Poi vennero a prendere gli ebrei e&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;stetti zitto perchè mi stavano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;antipatici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Poi vennero a prendere gli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;omosessuali e fui sollevato perché&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mi erano fastidiosi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Poi vennero a prendere i comunisti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ed io non dissi niente perchè non&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ero comunista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un giorno vennero a prendere me&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e non c’era rimasto nessuno a&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;protestare&lt;/span&gt;&lt;div class="snap_preview"&gt; &lt;p&gt;(Martin Niemöller)&lt;/p&gt; Io ... aggiungerei una strofa iniziale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizialmente arrestarono i clandestini,&lt;br /&gt;ed io non dissi niente perchè non&lt;br /&gt;ero clandestino.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-266289642356800019?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/266289642356800019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=266289642356800019' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/266289642356800019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/266289642356800019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/06/mi-hanno-letto-questa-poesia-di-bertolt.html' title='Mi hanno letto questa poesia ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-8639923131151373202</id><published>2008-05-23T16:22:00.002+02:00</published><updated>2008-05-23T16:26:03.769+02:00</updated><title type='text'>A proposito del pacchetto sicurezza</title><content type='html'>&lt;div class="modulogiornale"&gt; &lt;div class="pezzotitolo"&gt;Da &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/22-Maggio-2008/art1.html"&gt;Il manifesto del 22 maggio 2008&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;... sottoscrivo in pieno ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scempio del diritto&lt;/div&gt; &lt;div class="pezzofirma"&gt;Giuseppe Di Lello&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pezzotesto"&gt;Il pacchetto sicurezza del governo meriterebbe un esame complessivo più dettagliato e, tuttavia, si può già rilevare l'estrema disinvoltura con la quale tenta di travolgere alcuni principi della Costituzione. Con particolare allarme vanno considerati l'introduzione del reato d'immigrazione clandestina e l'estensione della detenzione amministrativa nei Cpt dagli attuali 60 giorni a 18 mesi.&lt;br /&gt;Nulla toglie alla gravità di questo nuovo reato la scelta normativa del disegno di legge che, con la violenza dei numeri in Parlamento, verrà a breve inserito nel nostro ordinamento. La norma dovrebbe avere una forte carica deterrente perché servirebbe a legittimare la reclusione dei migranti nonché un abnorme trattenimento in strutture detentive. Sortirà l'effetto voluto o sarà la solita norma simbolica tendente a soddisfare le pulsioni xenofobe del popolo delle «libertà» e non solo di quello? Consideriamo innanzitutto l'enorme numero di clandestini che dovrebbero essere trattenuti e giudicati: se applicata, affonderebbe definitivamente sia le strutture carcerarie che il sistema giudiziario già intasato di centinaia di migliaia processi in attesa di definizione. La stragrande maggioranza di clandestini, poi, provenendo da aree di fame, guerre e persecuzioni, non ha già nulla da perdere e non sarebbe certo fermata dalla prospettiva della detenzione e del processo.&lt;br /&gt;Un simile reato, inoltre, violerebbe i principi costituzionali di eguaglianza, ragionevolezza e di proporzionalità tra pene e reati e su ciò la Corte Costituzionale si è già chiaramente espressa (sentenza 22/2007). Trattando del sistema sanzionatorio del ben più grave reato di ingiustificato trattenimento nel territorio dello stato in violazione di un legittimo ordine di allontanamento, la Corte lo ha ritenuto «sproporzionato, squilibrato, disarmonico, violativo» dei principi di cui sopra nonché del fine rieducativo di cui all'art. 27 Cost. e ha sollecitato il legislatore a valutare l'opportunità di un sollecito intervento volto a eliminare gli squilibri, le sproporzioni e le disarmonie rilevate nella disciplina dell'immigrazione: invito prontamente disatteso da Maroni &amp;amp; Co.&lt;br /&gt;C'è inoltre un palese contrasto con lo jus migrandi sancito dall'art. 35 della Costituzione che, riconoscendo la libertà di emigrazione, seppure nel rispetto delle leggi, non sembra consentire la trasformazione dell'esercizio di una tale libertà in reato: non a caso fino ad ora si è optato solo per una qualifica di illecito amministrativo.&lt;br /&gt;Dubbia poi è la costituzionalità di una detenzione amministrativa protratta per ben 18 mesi di chi non ha documenti di identificazione e ciò perché, tra l'altro, assolutamente sproporzionata al fine della identificazione stessa. I lavori della commissione de Mistura hanno dimostrato che i tempi tecnici per l'identificazione non superano mai i 60 giorni: se non si raggiunge lo scopo in 60 giorni è praticamente impossibile farlo in seguito.&lt;br /&gt;SEGUE A PAGINA 2&lt;br /&gt;Anche dopo 18 mesi resterebbe comunque sempre problematica l'espulsione dello straniero, dato che l'Italia ha firmato solo pochissimi accordi di riammissione. Un migrante che non ha un paese che se lo riprenda o che non è identificato rimarrà in Italia e dopo aver scontato 18 mesi di «gratuita» detenzione ritornerà clandestino, preda molto più ambita di sfruttamento, lavoro nero e propensione al crimine.&lt;br /&gt;Certo, per qualche tempo si attenderanno i frutti «benefici» delle misure forti e, nell'attesa, è possibile che si plachino gli istinti belluini di quanti credono di risolvere, indistintamente, con i roghi i problemi della spazzatura e degli immigrati. La realtà drammatica dell'immigrazione, e della sua inarrestabilità con misure di polizia, tornerà a imporsi e rimarrà solo un ulteriore scempio dello stato di diritto, con norme liberticide pronte a essere utilizzate anche per altri contesti di disgregazione sociale.&lt;br /&gt;Giuseppe Di Lello&lt;/div&gt;     &lt;/div&gt;     &lt;!-- TOOLBAR --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-8639923131151373202?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/8639923131151373202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=8639923131151373202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8639923131151373202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8639923131151373202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/05/proposito-del-pacchetto-sicurezza.html' title='A proposito del pacchetto sicurezza'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-3650105072620360564</id><published>2008-05-22T14:01:00.000+02:00</published><updated>2008-05-22T20:12:28.456+02:00</updated><title type='text'>Il grande fratello su carta</title><content type='html'>Da &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/BB/"&gt;Il Manifesto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vauro lancia una sfida ... sempre grande ...&lt;br /&gt;Io inserisco la prima immagine, le altre, andate a vedervele cliccando &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/BB/"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_vhZNncO1ImU/SDW2a1oDytI/AAAAAAAAAFo/GCDTLs_xnYM/s1600-h/Untitled-1+copy.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_vhZNncO1ImU/SDW2a1oDytI/AAAAAAAAAFo/GCDTLs_xnYM/s400/Untitled-1+copy.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203265516684430034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/BB/vaubb1.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="file:///D:/DOCUME%7E1/ATHENE%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-4.jpg" alt="" /&gt;&lt;img src="file:///D:/DOCUME%7E1/ATHENE%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-5.jpg" alt="" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-3650105072620360564?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/3650105072620360564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=3650105072620360564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3650105072620360564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3650105072620360564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/05/il-grande-fratello-su-carta.html' title='Il grande fratello su carta'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_vhZNncO1ImU/SDW2a1oDytI/AAAAAAAAAFo/GCDTLs_xnYM/s72-c/Untitled-1+copy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-2215323571834314688</id><published>2008-05-20T07:42:00.002+02:00</published><updated>2008-05-20T07:45:24.652+02:00</updated><title type='text'>Si ride a denti stretti</title><content type='html'>&lt;div class="modulogiornale"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;L'avevo già scritto come commento ad un pezzo tempo fa, ma è sempre più vero: ormai non ci resta che l'amara ironia ... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/18-Maggio-2008/art4.html"&gt;Il Manifesto&lt;/a&gt; del 18 maggio 2008:&lt;br /&gt;&lt;div class="pezzoocchiello"&gt;&lt;br /&gt;VOI SIETE QUI&lt;/div&gt; &lt;div class="pezzotitolo"&gt;Democrazia avanzata&lt;/div&gt; &lt;div class="pezzofirma"&gt;Alessandro Robecchi&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pezzotesto"&gt;Un nuovo clima di serenità e di ritrovata armonia segna l'avvio della legislatura. Ciò si deve al senso di responsabilità dell'opposizione, che ha concordato con il Presidente del Consiglio i nuovi turni per il servizio di pulizie a villa Certosa, in Sardegna. Lunedì e martedì i cattolici della Margherita, da mercoledì a venerdì i Ds (anche vetri), sabato e domenica cura dei giardini e seminari con Massimo D'Alema. Naturalmente non si deve confondere questa disponibilità al dialogo - comune a tutte le democrazie avanzate - con il consociativismo. L'accordo sulle riforme - lavaggio parco macchine aziendali Mondadori e diritto di tribuna alla trasmissione Stranamore - lascerà ai dirigenti del Pd il tempo per lavorare sul partito, a cominciare dal tesseramento. Come si sa, si punta al milione di iscritti, con una campagna che mira a soddisfare le richieste della base: le prime mille tessere del Pd funzioneranno anche con il digitale terrestre Mediaset, oppure i militanti potranno scegliere un impiego come ronda comunale anti-immigrati a Bologna. Intanto, l'opposizione si organizza. Prima mossa per mettere in imbarazzo il governo, la richiesta di una sede adeguata per il governo-ombra - richiesta normalissima in tutte le democrazie avanzate - per cui si pensa alla sala bigliardo del bar «da Lello», sulla Tiburtina. Ancora più intensi gli impegni sul fronte dell'attività politica, ispirati a un'opposizione dura e intransigente. «Aspettiamo i fatti» è il refrain che si sente ripetere dal loft e da tutte le componenti del Pd. Per il momento gli apprezzamenti per l'azione del governo prevalgono sulle critiche, e in qualche caso l'opposizione si è vista spiazzare da provvedimenti già contenuti nel suo programma, come l'eliminazione dell'Ici per i rom e, in alcuni casi come a Napoli, l'eliminazione diretta dei rom. Non faremo sconti, è la formula più usata. Si preferisce infatti il tre per due, e per i saldi si aspetta con trepidazione la finanziaria, come avviene in tutte le democrazie avanzate.&lt;/div&gt;     &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-2215323571834314688?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/2215323571834314688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=2215323571834314688' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2215323571834314688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2215323571834314688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/05/si-ride-denti-stretti.html' title='Si ride a denti stretti'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-1395478975416374104</id><published>2008-05-17T19:55:00.003+02:00</published><updated>2008-05-17T19:59:44.124+02:00</updated><title type='text'>Ti conosco, mascherina ...</title><content type='html'>&lt;h3 id="a002995"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Dal &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/"&gt;blog di Beppe Grillo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;Non posso far altro che sottoscrivere il commento, e chiedermi, una volta in più, quando ci accorgeremo di aver veramente raschiato il fondo del barile ... e ci decideremo a risalire ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="a002995"&gt;Democrazia a porte chiuse &lt;/h3&gt;   &lt;p&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=xQuxPxLHZNQ" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Fini_Di_Pietro.jpg" src="http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/Fini_Di_Pietro.jpg" height="326" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=xQuxPxLHZNQ" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Clicca l'immagine&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mondo a parte. I &lt;strong&gt;nostri dipendenti&lt;/strong&gt; si stanno isolando dal Paese. Il loro alibi è la governabilità. Non ne hanno mai abbastanza di &lt;strong&gt;governabilità&lt;/strong&gt;. E’ come una droga. Il massimo della governabilità coincide con il minimo della democrazia. Il controllo dell’informazione corrisponde al regime.&lt;br /&gt;Stanno spogliando la democrazia come &lt;strong&gt;un carciofo&lt;/strong&gt;. Una foglia alla volta. Hanno eliminato la &lt;strong&gt;preferenza diretta&lt;/strong&gt;. Hanno eliminato le differenze di programma: tra PD e PDL la differenza è la lettera elle. Hanno eliminato i piccoli partiti. Hanno eliminato l’opposizione. E stanno per &lt;strong&gt;eliminare il Parlamento&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fini&lt;/strong&gt;, neo presidente della Camera, ha richiamato all’ordine Kriptonite Di Pietro che ricordava i trascorsi giudiziari e il conflitto di interessi di Testa d’Asfalto. “Onorevole Di Pietro, lei sa bene che è abbastanza naturale che ci siano delle interruzioni, poi &lt;strong&gt;dipende anche da ciò che si dice&lt;/strong&gt;”. Voce dal fascio fuggita.&lt;br /&gt;Topo Gigio e Testa d’Asfalto si sono annusati. Si sono piaciuti. Si sono sposati. Le nozze sono state consumate ieri su un divano, in un &lt;strong&gt;amplesso politico&lt;/strong&gt; lontano dagli occhi indiscreti del Paese. Dagli italiani che hanno votato il PD perché facesse opposizione in Parlamento e non inciuci.&lt;br /&gt;Le decisioni sul nostro futuro si prendono a porte chiuse. In Parlamento non si discuterà più, si &lt;strong&gt;ratificherà la volontà di due persone&lt;/strong&gt; in un salotto a prendere il tè. I deputati e i senatori non si opporranno. Sono stati eletti dalle segreterie di partito, non dai cittadini. Sono solo impiegati ben pagati legati ai padroni.&lt;br /&gt;E’ la realizzazione della &lt;strong&gt;democrazia a porte chiuse&lt;/strong&gt;. La nuova creazione politica del genio italico. Le emergenze per governare il Paese. I nomadi, i rifiuti, la sicurezza. Prima le creano e poi &lt;strong&gt;le usano&lt;/strong&gt; per giustificare la loro presenza. Ma l’emergenza sono loro. Una &lt;strong&gt;emergenza democratica&lt;/strong&gt;. Il cittadino non deve sapere, il Parlamento non deve parlare, le televisioni e giornali non devono informare. Aspettiamoci &lt;strong&gt;decisioni gravi&lt;/strong&gt; per il bene, sempre per il bene, del Paese. Stanno preparando il terreno.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-1395478975416374104?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/1395478975416374104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=1395478975416374104' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1395478975416374104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1395478975416374104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/05/ti-conosco-mascherina.html' title='Ti conosco, mascherina ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-7135179403810067657</id><published>2008-05-05T20:17:00.002+02:00</published><updated>2008-05-05T20:32:02.204+02:00</updated><title type='text'>Complimenti Triathleta!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_vhZNncO1ImU/SB9PoISUMYI/AAAAAAAAAFg/00fm-mckH2A/s1600-h/alberto.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_vhZNncO1ImU/SB9PoISUMYI/AAAAAAAAAFg/00fm-mckH2A/s400/alberto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196960045846507906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 6 aprile 2008 il nostro triathleta inizia la sua carriera al 5° Triathlon Città di Fossano:&lt;br /&gt;750 metri di nuoto in 14'21''&lt;br /&gt;20 km di bici in 42'45''&lt;br /&gt;5 km di corsa in 18'34''&lt;br /&gt;per un tempo totale di 1 ora 15 minuti e 40 secondi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già sembrava a tutti un ottimo risultato, invece ...&lt;br /&gt;Ci ha stupito con effetti speciali ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il 3 maggio 2008, al Triathlon Olimpico Pisa&lt;br /&gt;1.500 metri di nuoto in 22'29''&lt;br /&gt;40 km di bici in 1.09'25''&lt;br /&gt;10 km di corsa in 43'55''&lt;br /&gt;per un tempo totale di 2 ore 15 minuti e 49 secondi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stanca già solo a scrivere queste distanze e questi tempi ...&lt;br /&gt;Di questo passo, chissà a Viverone il 18 maggio (3.000 metri di nuoto, 80 km di bici, 20 km di corsa) ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. I complimenti, per l'impegno e l'abnegazione, vanno anche al cameramen d'eccezione che ha seguito il nostro triathleta a Pisa ... video originale, comprensibile solo da pochi adepti ... anche qui ... lo aspettiamo a Viverone per una nuova ripresa ... soprattutto delle particolari caratteristiche del manto stradale ... (-:&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-7135179403810067657?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/7135179403810067657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=7135179403810067657' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7135179403810067657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7135179403810067657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/05/complimenti-triathleta.html' title='Complimenti Triathleta!'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_vhZNncO1ImU/SB9PoISUMYI/AAAAAAAAAFg/00fm-mckH2A/s72-c/alberto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-8661247498918126609</id><published>2008-04-27T16:00:00.003+02:00</published><updated>2008-04-27T16:08:08.383+02:00</updated><title type='text'>Parrebbe comico, se non fosse tragico ...</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Quando ci accorgeremo di aver davvero toccato il fondo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;da &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/assisi-mendicanti/assisi-mendicanti/assisi-mendicanti.html"&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;    CRONACA&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Provvedimento valido in un raggio di 500 metri da piazze e monumenti&lt;br /&gt;Blindata la città di San Francesco. D'accordo i frati del convento&lt;/span&gt;&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt;                                                 &lt;h1&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Assisi vieta le chiese ai mendicanti&lt;br /&gt;Il sindaco: "Tutelo i luoghi di culto"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;                                                 &lt;h3 style="font-weight: normal;"&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;i&gt;di ALESSANDRA RETICO&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;/h3&gt;                                         &lt;br /&gt;        &lt;div class="fotosxb"&gt;                    &lt;!-- inizio FOTO1 --&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/assisi-mendicanti/assisi-mendicanti/cron_12811380_46080.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- fine FOTO1 --&gt;                                                          &lt;p&gt;La basilica di S. Francesco ad Assisi&lt;!-- fine DIDA --&gt;&lt;/p&gt;                                   &lt;/div&gt;                                                    &lt;!-- inizio TESTO --&gt;                                                          &lt;b&gt;ROMA&lt;/b&gt; - È la città santificata dall'apostolo della povertà, ma Francesco mica era un accattone. Assisi è serafica, però s'arrabbia se dietro la mano tesa a chiedere elemosina scorge il professionismo della mendicità. E poi i bivacchi, brutto spettacolo sulle scalinate sante, turisti armati di panini e soda che rotolano sui gradini, di bermuda e magliette alzati a prendere il sole. Allora no, neanche il patrono, così gioviale e leggero, avrebbe forse approvato. Ieri c'erano file ovunque per il Grand Tour francescano. C'era anche una nuova ordinanza in vigore in città, quella contro i mendicanti del sindaco eletto con Forza Italia nel 2006 Claudio Ricci. "Preciso subito: sono anni che lavoriamo per la legalità. Questa iniziativa non è che una naturale evoluzione, sollecitata da molte segnalazioni di cittadini, ospiti, comunità religiose".&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;A Firenze, dopo quello sui lavavetri, un provvedimento simile ha fatto un certo scalpore. Padova e Vicenza pure, per decoro, schierate contro l'accattonaggio. Si ricordano altre celebri reprimenda: contro saccoapelisti e torsi nudi a Venezia, contro le contrattazioni in strada con le prostitute a Padova (provocano traffico), persino contro gli snack consumati sulla pubblica piazza a Verona. Però questa di Assisi sembra quasi un paradosso. Sembra, ma le misure già in atto sono queste: campi nomadi sgombrati, locali chiusi all'una d'inverno e una mezz'ora dopo d'estate, niente bottiglie in vetro in piazza dopo le 22, un circuito di 60 telecamere, 2mila nuovi punti luce, un numero verde per la sicurezza e un corpo di volontari che dal 2004 controlla il territorio (molti sono ex militari). Non proprio ronde, però girano con le auto del comune e con i telefonini e avvertono se qualcosa non va.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;La nuova ordinanza per "salvaguardare i luoghi di culto e la decenza", fa "divieto di mendicare nei luoghi pubblici situati a meno di 500 metri da chiese, luoghi di culto, monumenti, piazze ed edifici pubblici". Cioè, in tutto il centro storico. È vietato "sdraiarsi, o sedersi a terra, in prossimità dei luoghi di culto, edifici pubblici, sotto i portici, sulle soglie e sui lati degli ingressi nonché lungo i muri perimetrali di detti edifici". Accattoni di professione e turisti scostumati rischiano sanzioni. Dice Ricci che "l'applicazione seguirà il buon senso. Abbiamo formalizzato una prassi già diffusa: chi è risultato con precedenti penali, foglio di via dal comune".&lt;br /&gt;                                                                               &lt;!--inserto--&gt;&lt;!--/inserto--&gt;                                         &lt;br /&gt;Assisi è città sicura, lo ammette anche il primo cittadino, "però se ci sono segnali di potenziale pericolo non vogliamo fare finta di niente". Non è un'ossessione politica, il sindaco lo nega, "molte comunità religiose locali ci hanno pregato di provvedere. L'obiettivo è preservare la sacralità di questi luoghi, senza rinunciare all'accoglienza".&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Certo la tentazione dei simboli è forte, Francesco (anche) a mendicare è diventato santo. Ora la miseria, le sue evoluzioni di mercato, messa alla porta dalla città che dell'elemosina ha fatto una Regola. "Però quella francescana prevede prima il lavoro. Solo per necessità i frati possono andare "alla mensa del Signore"". Padre Vincenzo Coli è il custode del Sacro convento di San Francesco, "la mappatura di questo territorio la conosco bene, è cresciuto il business della mendicità professionale. Alcuni pensano di stare a Rimini, se al mare in bikini è giusto, qui serve rispetto". E poi si vedono meglio i monumenti senza l'ingombro dei corpi stesi, "l'iniziativa del comune aiuta a discernere tra chi ha bisogno, e chi ci specula. Certo: andrà applicata con umanità e intelligenza". Con pace, e bene.&lt;br /&gt;                    &lt;!-- fine TESTO --&gt;      &lt;br /&gt;(&lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;27 aprile 2008&lt;!-- fine DATA --&gt;&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-8661247498918126609?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/8661247498918126609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=8661247498918126609' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8661247498918126609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8661247498918126609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/04/parrebbe-comico-se-non-fosse-tragico.html' title='Parrebbe comico, se non fosse tragico ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-7472729203021796894</id><published>2008-04-25T22:35:00.008+02:00</published><updated>2008-04-26T11:47:35.614+02:00</updated><title type='text'>Resistenza e Costituzione - di Stefano Piantino</title><content type='html'>&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,153)"&gt;In occasione della ricorrenza del 25 aprile, pubblico -su gentile concessione dell'autore- un articolo del professor Stefano Piantino sul rapporto tra Resistenza e Costituzione ... ovvero, su come i valori della Resistenza siano entrati a far parte del testo della nostra Costituzione ...&lt;br /&gt;Condivido pienamente tutte le considerazioni svolte e le conclusioni cui l'autore perviene&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il rapporto tra la Resistenza e la Costituzione è un problema di lunga data. Tra i giuristi si trovano svariate opinioni; al fine di evitare un’elencazione ridondante, è opportuno prendere in considerazione soltanto due membri dell’Assemblea costituente: Calamandrei e Dossetti. Il primo, nel famoso “&lt;i&gt;Discorso agli studenti milanesi&lt;/i&gt;”&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; del 1955, afferma espressamente che la Costituzione è il prodotto della Resistenza, è «un testamento di centomila morti»; il secondo, ne “&lt;i&gt;I valori della Costituzione&lt;/i&gt;”&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; del 1995, sostiene invece che la Carta fondamentale è stata ispirata dalla tragedia della Seconda guerra mondiale. Dossetti non nega quindi l’importanza della Resistenza, ma amplia il discorso al più catastrofico evento del ventesimo secolo. &lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Un valore unificava però le varie posizioni presenti nella Resistenza prima e nell’Assemblea Costituente poi: l’&lt;i&gt;antifascismo&lt;/i&gt;. Pur nella diversità tra di loro, infatti, i gruppi e i partiti avevano in comune l’intento di creare uno Stato &lt;i&gt;nettamente diverso da quello fascista&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/i&gt;. Ci si deve però chiedere quanto questa iniziativa abbia avuto successo: l’antifascismo si è trasferito &lt;i&gt;oggettivamente &lt;/i&gt;nella Costituzione o è rimasto un atteggiamento psicologico e politico dei costituenti? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sulla scorta delle teorie di Dworkin&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt; e Alexy&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;, si può affermare che i moderni sistemi costituzionali comprendono non solo regole ma anche principî, i quali hanno un’apertura verso la morale; i principî rappresentano valori che vengono convertiti in strumenti utilizzabili nell’ordinaria esperienza giuridica&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;, soprattutto attraverso l’opera delle Corti costituzionali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Se la Resistenza ha come valore primario l’antifascismo; e se i principî fondamentali della Costituzione italiana sono l’oggettivo portato del valore “antifascismo”; allora risulta dimostrato non solo il carattere antifascista della Costituzione — che va oltre il divieto di riorganizzazione del partito fascista previsto dalla XII disposizione transitoria e finale —, ma soprattutto il suo basilare collegamento con la Resistenza: &lt;i&gt;il valore supremo della Resistenza &lt;/i&gt;(l’antifascismo) &lt;i&gt;diviene valore fondamentale della nostra Carta costituzionale&lt;/i&gt;. Ed è precisamente quanto emerge dall’analisi del testo: per dimostrare questa tesi, sarà sufficiente prendere in considerazione i principî fondamentali caratterizzanti la forma di Stato, cioè quelli dotati del massimo potere conformativo della realtà. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Secondo il costituzionalista — e costituente — Mortati&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;, i principî che contraddistinguono il nostro Stato sono: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;(1) il principio &lt;i&gt;democratico&lt;/i&gt;; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;(2) il principio &lt;i&gt;personalista&lt;/i&gt;;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;(3) il principio &lt;i&gt;pluralista&lt;/i&gt;; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;(4) il principio &lt;i&gt;lavorista&lt;/i&gt;, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;ai quali si aggiunge come indispensabile completamento &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;(5) il principio &lt;i&gt;internazionalista &lt;/i&gt;(o &lt;i&gt;supernazionale&lt;/i&gt;). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il principio &lt;i&gt;democratico &lt;/i&gt;è il più ampio, poiché in qualche modo comprende tutti gli altri: si collega direttamente all’art. 1 della Costituzione, il quale dichiara che «l’Italia è una repubblica democratica» e che «la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Il significato di queste asserzioni è l’&lt;i&gt;inderogabile attribuzione al popolo di alcuni poteri elevati&lt;/i&gt;, principalmente quelli condizionanti la direzione fondamentale dello Stato. Ciò non significa tuttavia l’onnipotenza del popolo: la maggioranza non può schiacciare le minoranze e trova nei diritti previsti dalla Costituzione il limite al dispiegarsi del proprio volere. Il principio democratico va messo in relazione con l’impossibilità di modificare la «forma repubblicana» (art. 139): essendo connaturale a questa, non lo si potrebbe cancellare neppure con la revisione della Costituzione. Il carattere antifascista del principio democratico è evidente: il fascismo aveva eliminato ogni parvenza di democrazia, sostituendola con la dittatura e con il “principio del capo”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il principio &lt;i&gt;personalistico &lt;/i&gt;è principalmente consacrato nell’art. 2 della Costituzione, in cui si parla di riconoscimento e garanzia, da parte della Repubblica, dei «diritti inviolabili dell’uomo»: &lt;i&gt;non è l’uomo al servizio dello Stato, ma lo Stato al servizio dell’uomo&lt;/i&gt;. L’espressione «diritti inviolabili» non deve intendersi come meramente riassuntiva dei diritti previsti dalla Costituzione, ma come &lt;i&gt;clausola aperta&lt;/i&gt;, suscettibile di includerne altri per via di interpretazione sistematica; la qualificazione dei diritti come &lt;i&gt;inviolabili &lt;/i&gt;colloca il personalistico tra i principî che appartengono «all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana»&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt;, quindi al riparo da cancellazioni, anche se attuate tramite revisione della Costituzione&lt;sup&gt;9&lt;/sup&gt;. L’articolo 2 collega i diritti con i «doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale», fondamento di un vero regime democratico. La protezione dei diritti anche nelle «formazioni sociali» implica l’intervento dello Stato per «rimuovere gli ostacoli» che «impediscono il pieno sviluppo della persona umana» (art. 3, 2° comma), la cosiddetta &lt;i&gt;uguaglianza sostanziale&lt;/i&gt;; e il valore primario della persona necessita della classica uguaglianza davanti alla legge (&lt;i&gt;uguaglianza formale&lt;/i&gt;, art. 3, 1° comma). Anche in questo caso l’opposizione con il passato è netta, poiché il fascismo funzionalizzava l’individuo alle esigenze dello Stato: secondo il giurista fascista Alfredo Rocco, la società ha i suoi scopi e, per realizzare questi, «deve utilizzare gli individui come mezzi e tutta la vita sociale consiste nel fare dell’individuo lo strumento dei suoi fini»&lt;sup&gt;10&lt;/sup&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il principio &lt;i&gt;pluralista &lt;/i&gt;è anch’esso previsto nell’art. 2, nella parte in cui si parla di «formazioni sociali» ove si svolge la personalità dell’uomo. Superati sia il sospetto nei confronti dei “&lt;i&gt;corpi intermedi&lt;/i&gt;” tra lo Stato e il cittadino — proprio del periodo rivoluzionario francese — sia le &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="PAGE-BREAK-BEFORE: always; COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;ottocentesche concezioni storicistico-organicististe che ponevano l’ente prima e al di sopra dell’individuo, la Costituzione italiana ammette queste formazioni &lt;i&gt;ma solo in quanto funzionali allo sviluppo della persona&lt;/i&gt;. Quest’ultima considerazione implica il possibile intervento dello Stato quando il gruppo divenga strumento di oppressione del singolo: si ha quindi non solo la libertà &lt;i&gt;delle &lt;/i&gt;formazioni sociali (di costituirle, di fare proseliti, etc.) ma anche la libertà &lt;i&gt;nelle &lt;/i&gt;formazioni medesime. Il principio pluralista va collegato anche ai concetti di separazione e diffusione dei poteri e alle autonomie, fortemente tutelate dalla costituzione. Si riscontra di nuovo l’antitesi col fascismo: questo, infatti, aveva fondato lo stato proprio sul monismo centralistico del potere, concentrandolo nelle mani del “capo” del partito unico, diminuendo tutte le autonomie locali o riducendole a emanazioni dall’alto (si pensi al podestà del comune, che era nominato con decreto reale). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il principio &lt;i&gt;lavorista &lt;/i&gt;trova espressione diretta nell’art. 1, ove si menziona la Repubblica «fondata sul lavoro»: il lavoro assume il cómpito di «supremo criterio valutativo della posizione da attribuire ai cittadini»&lt;sup&gt;11&lt;/sup&gt;. In connessione con l’art. 2, il lavoro diventa quindi strumento per lo sviluppo della personalità; con l’art. 4, diritto e dovere caratterizzato giuridicamente. Non sono quindi posizioni o titoli acquisiti senza merito a dare valore sociale alla persona, ma principalmente ciò che si consegue con l’apporto della creatività del soggetto, il quale — ai sensi dell’art. 4, 2° comma — deve avere la possibilità di svolgere un’attività di sua scelta; ma tutto ciò richiede l’intervento dello Stato nell’economia. È di tutta evidenza la polemica non solo nei confronti del fascismo (che aveva considerato sullo stesso piano lavoratori e datori di lavoro), ma anche delle teorie economiche liberali della “mano invisibile” e, in generale, di posizioni che considerano l’appropriazione privata di mezzi di produzione come unico o principale valore sociale&lt;sup&gt;12&lt;/sup&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il principio &lt;i&gt;internazionalista &lt;/i&gt;o &lt;i&gt;supernazionale &lt;/i&gt;trova riconoscimento principalmente negli articoli 10 e 11. Nel primo articolo si contempla l’adattamento automatico dell’ordinamento italiano alle «norme del diritto internazionale generalmente riconosciute», cioè le &lt;i&gt;consuetudini internazionali&lt;/i&gt;, e la condizione dello straniero. Ma è nell’art. 11 che sono contenute le previsioni più innovative. La prima proposizione prevede infatti l’«&lt;i&gt;istanza pacifista&lt;/i&gt;»&lt;sup&gt;13&lt;/sup&gt;: da parte di tutti i più significativi gruppi presenti nell’Assemblea costituente si richiedevano il &lt;i&gt;ripudio della guerra &lt;/i&gt;e il &lt;i&gt;perseguimento di una politica di pace&lt;/i&gt;&lt;sup&gt;14&lt;/sup&gt;, nonché il trasferimento sul piano internazionale dei principî di &lt;i&gt;libertà &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;giustizia &lt;/i&gt;che si intendeva affermare all’interno del nuovo Stato&lt;sup&gt;15&lt;/sup&gt;; tale esigenza ha portato quindi a respingere non solo la guerra (intesa anche in senso “atecnico”, cioè inclusiva di qualunque «altra forma di violenza armata di portata equiparabile»&lt;sup&gt;16&lt;/sup&gt;) come «strumento di offesa alla libertà degli altri popoli» ma pure «come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali», le quali devono dunque essere definite con mezzi non bellici, quali l’attività diplomatica, l’affidamento ad arbitri o a tribunali internazionali: &lt;i&gt;è perciò ammessa soltanto la guerra di difesa&lt;/i&gt;&lt;sup&gt;17&lt;/sup&gt;. Non meno importante è la seconda proposizione, con la quale vengono &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="PAGE-BREAK-BEFORE: always; COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;consentite — «in condizioni di parità con gli altri Stati» — «limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni». La disposizione mostra una notevole apertura in senso internazionale della Repubblica italiana, permettendo così il trasferimento di poteri a vantaggio di organizzazioni mondiali ed europee ma soltanto alle due condizioni contemplate: la &lt;i&gt;parità &lt;/i&gt;e la &lt;i&gt;finalità pacifista&lt;/i&gt;. Questa previsione è storicamente sorta per autorizzare l’adesione dell’Italia all’ONU, ma ha avuto una notevole dilatazione di utilizzo, avendo costituito la base di legittimazione alle pesanti riduzioni di sovranità statuale determinate dalla partecipazione alle Comunità europee. La Corte costituzionale italiana, a partire dalla sentenza n. 183/1973, ha però posto un freno all’ingresso di norme europee con i cosiddetti “&lt;i&gt;controlimiti&lt;/i&gt;”: sono considerati tali «i principî fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, o i diritti inalienabili della persona umana» (sentenza citata). Qualora le norme comunitarie andassero oltre queste limitazioni, la Corte potrebbe sottoporre le leggi di esecuzione dei trattati comunitari a giudizio costituzionale; una linea molto simile è stata tenuta dalla Corte costituzionale tedesca. Anche per questo principio è chiarissima la posizione di netta frattura con il passato: il fascismo era nazionalista, bellicista e del tutto ostile a perdere quote di sovranità a favore di organizzazioni internazionali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Considerato che i principî caratterizzanti la forma di Stato sono tutti informati all’antifascismo, resta quindi dimostrata la tesi dell’&lt;i&gt;oggettivo collegamento tra Costituzione e Resistenza&lt;/i&gt;, che si è tradotto in una serie di principî della Costituzione medesima destinati a plasmare lo Stato italiano. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;Dall’inizio degli anni ’80&lt;sup&gt;18&lt;/sup&gt;, tuttavia, è iniziata una formidabile campagna di delegittimazione della Costituzione e della legalità costituzionale in generale, nonché — parallelamente — della Resistenza. Tutto ciò ha portato a strappi e sfilacciamenti del tessuto costituzionale nella sua applicazione pratica, poiché i vincoli e gli indirizzi della Costituzione sono stati percepiti da alcune parti politiche, culturali e persino imprenditoriali come impedimenti al libero dispiegarsi della forza politica (o, meglio, della politica come forza) nel suo coagulo di equilibri momentanei e precari. Il culmine di tale atteggiamento è stato raggiunto con il progetto di “riforma” della Costituzione prodotto dalla maggioranza di centro-destra della XIV legislatura: la cosiddetta “costituzione di Lorenzago” avrebbe comportato, di fatto, lo stravolgimento degli equilibri tra organi e poteri dello Stato, con un’enorme concentrazione di poteri nelle mani del “primo ministro”. Il &lt;i&gt;referendum &lt;/i&gt;del 25-26 giugno &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="2006 ha"&gt;2006 ha&lt;/st1:metricconverter&gt; fortunatamente cancellato la controriforma che ci avrebbe precipitati nella “&lt;i&gt;monocrazia&lt;/i&gt;”&lt;sup&gt;19&lt;/sup&gt;, riconfermando la &lt;i&gt;piena validità della Costituzione del 1947 &lt;/i&gt;con i suoi principî e valori. Il legislatore, specialmente costituzionale, dovrà necessariamente tenere conto della chiara volontà espressa dagli elettori con uno strumento di democrazia diretta&lt;sup&gt;20&lt;/sup&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;b&gt;Note&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;1 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;A&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;A&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;. V&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;V&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;., &lt;i&gt;Di sana e robusta costituzione&lt;/i&gt;, Milano 2005, p. 1 ss. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="2 G"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;2 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;G&lt;/span&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;. D&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;OSSETTI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;I valori della Costituzione&lt;/i&gt;, in &lt;i&gt;Costituzione italiana: istruzioni per l’uso&lt;/i&gt;, Roma 1995, pp. 12-15 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;3 &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Cfr. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;A. R&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;UGGERI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;Interpretazione costituzionale e ragionevolezza&lt;/i&gt;, p. 17 e nota &lt;st1:metricconverter st="on" productid="44, in"&gt;44, in&lt;/st1:metricconverter&gt; www.costituzionalismo.it, 11-05-2006 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;4 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;R. D&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;WORKIN&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;I diritti presi sul serio&lt;/i&gt;, Bologna 1982, p. 90 ss. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;5 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;R. A&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;LEXY&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;Concetto e validità del diritto&lt;/i&gt;, Torino 1997, pp. 73-85. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;6 &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Cfr&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;. G. B&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;ONGIOVANNI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;Costituzionalismo e teoria del diritto&lt;/i&gt;, Roma-Bari 2005, p. &lt;st1:metricconverter st="on" productid="64. A"&gt;64. A&lt;/st1:metricconverter&gt;. R&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;UGGERI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;op. cit.&lt;/i&gt;, p. 16, definisce i principî «quali forme giuridicamente espressive dei valori». In senso parzialmente diverso, G. Z&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;AGREBELSKY&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;Diritto per: valori, principi o regole?&lt;/i&gt;, in &lt;i&gt;Quaderni Fiorentini&lt;/i&gt;, 2002, p. 877. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="7 C"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;7 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;C&lt;/span&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;. M&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;ORTATI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;Istituzioni di diritto pubblico&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;tomo I&lt;/i&gt;, Padova 1975. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;8 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Corte costituzionale, sentenza n. 1146/1988. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;9 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Conforme a quest’opinione, R. D’A&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;LESSIO&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;sub &lt;/i&gt;art. &lt;st1:metricconverter st="on" productid="2 in"&gt;2 in&lt;/st1:metricconverter&gt; &lt;i&gt;Commentario breve alla Costituzione&lt;/i&gt;, Padova 1990, p. 12. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;10 &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;La crise de l’État. En Italie: la solution fasciste&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, in &lt;i&gt;Revue des vivants&lt;/i&gt;, luglio 1927. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="11 C"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;11 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;C&lt;/span&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;. M&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;ORTATI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;op. cit.&lt;/i&gt;, p. 156 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;12 &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Cfr&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;. C. M&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;ORTATI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;ibid. &lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="13 A"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;13 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;A&lt;/span&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;. C&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;ASSESE&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;Commentario Branca&lt;/i&gt;, Bologna-Roma 1975, p. 468. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;14 &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;ibid. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;15 &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;ibid&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;., p. 472. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;16 &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;ibid.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, p. 572. &lt;i&gt;Cfr. &lt;/i&gt;F&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;ERRARI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;Guerra [stato di]&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Enciclopedia del diritto&lt;/i&gt;, Milano, p. 831. Secondo C&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;ONFORTI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;Diritto internazionale&lt;/i&gt;, VI ed., Napoli, 2002, pp. 186-187, oltre al divieto dell’art. 2, §4 dello Statuto ONU, esisterebbe una norma internazionale comune di carattere cogente (&lt;i&gt;ius cogens&lt;/i&gt;) che imporrebbe l’astensione dalla minaccia o dall’uso della forza nei rapporti internazionali (salva beninteso la legittima difesa prevista, tra l’altro, dall’art. 51 dello Statuto stesso). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;17 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Forti dubbi sulla compatibilità con la Costituzione e lo Statuto ONU delle operazioni militari in Kosovo e Irak sono espressi da L. C&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;HIEFFI &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;nel commento all’art. 11 Cost. in &lt;i&gt;Commentario alla Costituzione&lt;/i&gt;, Torino, 2006, pp 275-276. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;18 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Ma ci sono diversi precedenti: v. M. D&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;OGLIANI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;Interpretazioni della Costituzione&lt;/i&gt;, Milano 1982, pp. 75-94 e S. B&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;ARTOLE&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;Interpretazioni e trasformazioni della Costituzione repubblicana&lt;/i&gt;, Bologna 2004, pp. 67-74. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;19 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Il termine è stato introdotto da G. F&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;ERRARA &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;in &lt;i&gt;Verso &lt;st1:personname st="on" productid="la monocrazia. Ovvero"&gt;la monocrazia. Ovvero&lt;/st1:personname&gt; del rovesciamento della Costituzio-ne e della negazione del costituzionalismo&lt;/i&gt;, in www.costituzionalismo.it, 23-09-&lt;st1:metricconverter st="on" productid="2004. L"&gt;2004. L&lt;/st1:metricconverter&gt;. E&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;LIA &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;in proposito ha parlato di “&lt;i&gt;premierato assoluto&lt;/i&gt;”: v. L. E&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;LIA&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;, &lt;i&gt;La Costituzione aggredita&lt;/i&gt;, Bologna 2005, pp. 61-67. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(102,255,255); TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="color:#66ffff;"&gt;&lt;span style="font-size:6;"&gt;20 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Per una valutazione del risultato referendario e delle sue conseguenze, v. G. F&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;ERRARA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;color:black;"&gt;&lt;span style="color:#66ffff;"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,255,255)"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Attuare la Costituzione&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,255,255)"&gt;&lt;span style="color:#66ffff;"&gt;, &lt;/span&gt;in www.costituzionalismo.it, 05-07-2006.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11;color:black;"&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-7472729203021796894?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/7472729203021796894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=7472729203021796894' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7472729203021796894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7472729203021796894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/04/resistenza-e-costituzione.html' title='Resistenza e Costituzione - di Stefano Piantino'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-3048918803999611674</id><published>2008-04-25T20:57:00.002+02:00</published><updated>2008-04-25T21:22:19.969+02:00</updated><title type='text'>25 aprile 1945 - 25 aprile 2008</title><content type='html'>63 anni dopo la Liberazione dell'Italia dalla dittatura Fascista, cos'è rimasto dei valori, della voglia di libertà, di democrazia, di cui è stata portatrice la Resistenza?&lt;br /&gt;Un ragazzo, ieri sera, mi diceva che oggi lui non avrebbe certo festeggiato, che per lui oggi sarebbe stato un giorno di lutto, il ricordo di un'occupazione ...&lt;br /&gt;Certo, lo diceva in modo un po' ironico, ma non del tutto ... in parte lo credeva veramente ...&lt;br /&gt;E gli altri, invece? Coloro che non si riconoscono nel Fascismo, dove sono?&lt;br /&gt;Dobbiamo credere che oggi il ricordo della Dittatura sia troppo lontano, che non abbia senso parlare di Resistenza nel 2008?&lt;br /&gt;Io credo non sia così ... credo che la Dittatura sia più vicina di quanto si pensi ... credo che l'olio di ricino stia ritornando, in forme più avanzate, ma non meno dolorose ... e, purtroppo, credo che sarà difficile trovare abbastanza gente disposta ad "andare in montagna", per cercare di fermare questo processo distruttivo ...&lt;br /&gt;Vedo l'eteronomia avanzare inesorabilmente ... probabilmente, almeno nel futuro immediato, gradevole, manipolativa alla "Brave new world" piuttosto che punitiva alla "1984" ... ma la prospettiva non mi spaventa di meno ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusate lo sfogo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-3048918803999611674?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/3048918803999611674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=3048918803999611674' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3048918803999611674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3048918803999611674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/04/25-aprile-1945-25-aprile-2008.html' title='25 aprile 1945 - 25 aprile 2008'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-2534779948237852290</id><published>2008-04-18T13:19:00.000+02:00</published><updated>2008-04-18T15:24:40.652+02:00</updated><title type='text'>Perchè la destra ha vinto e la sinistra è sparita?</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Da&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 102);" href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-quattro/operai-fiom/operai-fiom.html"&gt; http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-quattro/operai-fiom/operai-fiom.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;Questo articolo, secondo me, tasta bene il polso dell'Italia ... e ... Tristissima ma frequentissima l'opinione di Gianni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le tute blu lombarde contro i flussi di extracomunitari&lt;br /&gt;E i camalli di Genova accusano il governo Prodi: "Ha messo fuori i delinquenti"&lt;/span&gt;&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt;                                                    &lt;h1&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;Gli operai Fiom che votano a destra&lt;br /&gt;"Così protetti da tasse e criminalità"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;                                                    &lt;h3 style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"Votiamo Cgil in azienda e Bossi nell'urna. Che c'è di strano?&lt;br /&gt;La prima ci dà il contratto, la seconda la garanzia che i soldi restino al Nord"&lt;br /&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;i&gt;dal nostro inviato PAOLO GRISERI&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;/h3&gt; &lt;!-- fine FOTO1 --&gt;                                                                                                                &lt;!-- inizio TESTO --&gt;                                                                                                              &lt;b&gt;BRESCIA&lt;/b&gt; - L'importante è saper rispondere alla domanda: "Mi conviene?". Paolo, ad esempio, ha capito che gli conviene votare Bossi perché la Lega lo protegge. Ha 22 anni, sta appoggiato al muro insieme ai coetanei durante la pausa mensa alla Innse Berardi, 250 metalmeccanici specializzati alla periferia di Brescia. Da chi ti protegge la Lega? "Dagli extracomunitari". Ne hai bisogno alla tua età? "Non è bello doversi difendere quando vai alla stazione". Che cosa vuol dire che la Lega ti difende? "Che, bloccherà i flussi, non li lascerà più entrare in Italia".&lt;br /&gt;                                           &lt;br /&gt;Il capannello aumenta, la discussione si anima, Enrico contesta: "Tutte balle, ti lasci riempire la testa dalla tv. Non siamo a Chicago, dov'è tutta 'sta criminalità? E poi i criminali non ci sono in Italia? Prova ad andare in Sicilia". "Quelli almeno sono nostri e ce li curiamo noi. Ma dobbiamo preoccuparci anche di quelli che esportano gli altri?". E' facile sfottere Paolo. Christian scioglie la tensione con la battuta vincente: "Vuoi bloccare l'ingresso in Italia agli extracomunitari proprio tu che sei dell'Inter?".&lt;br /&gt;                                           &lt;br /&gt;Paolo sembra soccombere. Ma l'aiuto vero gli arriva da Gianni, un ragazzo di 32 anni che a queste elezioni non ha votato. Un grillino adirato con la Casta? "No, non ho votato perché non posso ancora. Sono albanese, sono arrivato nel '99. Il mio vero nome è Hashim ma siccome è troppo complicato, tutti mi chiamano Gianni". Quando potrai votare per chi voterai? "Per il partito che sceglieranno la maggioranza degli italiani". In questo momento è la destra. Ti andrebbe bene la destra? "Perché no?". Forse perché potrebbe bloccare l'ingresso degli stranieri alle frontiere. "E allora? Io sono entrato, in autunno sono arrivati anche mia moglie e i miei figli. Se non arrivano tanti altri a farci concorrenza è meglio".&lt;br /&gt;                                                                               &lt;!--inserto--&gt;&lt;!--/inserto--&gt;                                             &lt;br /&gt;Così, in dieci minuti di chiacchiere da bar, Paolo e Gianni fanno a pezzi quel che resta del concetto di solidarietà, caro alla Dc di Martinazzoli, che ha governato queste terre durante la prima repubblica, come alla Fiom di Giorgio Cremaschi, che continua a governare il sindacato di fabbrica con il 70% dei voti alle elezioni delle rsu.&lt;br /&gt;                                           &lt;br /&gt;Votano Fiom in azienda e Bossi nell'urna? "Dov'è il problema? Si vede che la Fiom e Bossi gli servono". Angelo, delegato a un passo dalla pensione, sa che la sua è una risposta provocatoria. Ma anche profondamente vera. "Da queste parti - spiega - le aziende hanno fame di operai specializzati. Qui i contratti integrativi sono ricchi, arriviamo a strappare aumenti di 2-3 mila euro all'anno".&lt;br /&gt;                                           &lt;br /&gt;Tute blu quasi benestanti, ben diverse da quelle che, sull'altro lato della strada, costruiscono i camion all'Iveco, la vecchia e gloriosa Om, e portano a casa i salari degli operai Fiat. "Alla Innse - aggiunge Angelo - molti abitano nei paesi delle valli bresciane. Con il passare del tempo si sono fatti la villetta a schiera. Una conquista che adesso hanno paura di perdere con l'aumento del costo della vita". Qui si chiede ai comunisti di contrattare l'aumento con il padrone, perché loro sono ancora i più bravi nel settore ("tremila euro all'anno, sputaci sopra"), e si chiede a Bossi di realizzare il federalismo fiscale. Il comunista ti porta i soldi ma è la Lega che li difende.&lt;br /&gt;                                           &lt;br /&gt;La sirena del federalismo, ad esempio, è quella che ha attirato Giovanni, contadino cuneese prestato all'industria della gomma. Arriva davanti al bar "Sporting", il ritrovo degli operai sul piazzale della Michelin di Cuneo, e spiega la sua soddisfazione: "Finalmente abbiamo vinto, adesso si può fare il federalismo fiscale". Che cosa vuol dire? "Che siamo padroni a casa nostra, che le tasse restano qui e non vanno a Roma. Con tutte quelle che paghiamo io e mia moglie per l'azienda agricola".&lt;br /&gt;                                            &lt;br /&gt;Giovanni ha 49 anni e, come molti da queste parti, ha iniziato a compiere le sue scelte politiche nel ventre della Balena bianca: "Qui - ricorda - votavano tutti Dc, anzi votavano tutti Coldiretti", la potente associazione dei contadini democristiani. Rotto quel contenitore, Giovanni è diventato un leghista moderato. Uno che dice: "All'inizio votavo Lega per protesta. Poi mi sono un po' allontanato quando dicevano che volevano la secessione".&lt;br /&gt;                                            &lt;br /&gt;Ma anche lui, quando si tratta di scegliere il sindacato, finisce per affidarsi a Cgil, Cisl e Uil. Gaspare e Luigi, delegati di fabbrica, raccontano del flop del SinPa, il sindacato dei leghisti: "Nel 2000 aveva fatto il pieno alle elezioni del consiglio di fabbrica, avevano il 33% dei voti. Poi sono rapidamente spariti. Quello del sindacalista non è un ruolo che si improvvisa. Non basta dire "Roma ladrona" per chiudere un contratto". Per il momento, comunque, sono i partiti del centrodestra più dei sindacati del Carroccio a mettere in crisi i sindacati confederali. A Brescia, dove lo straordinario è la regola, la detassazione promessa da Berlusconi ha fatto breccia. Aldo, delegato della Fim dell'Innse, ammette sconsolato: "Quello è stato un colpo da maestro".&lt;br /&gt;                                            &lt;br /&gt;La Lega è forte, i messaggi del centrodestra bucano il video, ma la sinistra delle fabbriche dov'è finita? Sam, 35 anni, lavora alla Michelin di Cuneo insieme a un gruppo di altri ragazzi di colore. "Arriviamo tutti dal Benin, siamo in Italia da molti anni, abbiamo preso la cittadinanza. Abbiamo sempre votato Rifondazione". Ma? "Questa volta non lo abbiamo più fatto. Ci siamo riuniti per parlarne. Una parte ha scelto il Pd perché sperava di bloccare Berlusconi. Ma alcuni hanno proprio deciso di smetterla con la sinistra. Votano Berlusconi perché la sinistra litiga troppo, non si trova mai d'accordo su nulla".&lt;br /&gt;                                            &lt;br /&gt;Per guardare in faccia la delusione della sinistra radicale basta andare a Genova, nel cuore del Porto, roccaforte dei camalli della Compagnia unica dove su sette delegati di area Cgil quattro sono di Rifondazione due dei Ds e due di Lotta Comunista. Mauro spiega la sconfitta dell'Arcobaleno: "A Genova si dice: "Ci hanno presi nella lassa", ci hanno fregati. Molti hanno votato Pd credendo che tanto il 4 per cento alla Camera si faceva e che Veltroni fosse vicino a Berlusconi nei sondaggi. Invece non era vero niente".&lt;br /&gt;                                            &lt;br /&gt;Basta l'ingenuità a spiegare tutto? "No che non basta. Ne abbiamo parlato martedì tra di noi. Rifondazione ha sbagliato". Dove ha sbagliato? "Ad esempio con l'indulto". Ma l'indulto, una volta non era una legge di sinistra? "Lo dici tu. Ma quale sinistra? Ha messo fuori i delinquenti altro che sinistra". Forse non sarà solo per questo che nei seggi di Crevari, storico quartiere partigiano di Genova, la Lega batte la Sinistra arcobaleno 486 a 358. Sarà anche perché "un partito come Rifondazione non può votare a favore della guerra", come dice Matteo, operaio all'Iveco di Brescia. O perché "non si raccolgono i voti nelle fabbriche promettendo di cambiare la legge 30 sul precariato per poi non fare nulla", come rimpiange Luca che scarica container al porto.&lt;br /&gt;                                            &lt;br /&gt;                                                   &lt;!-- do nothing --&gt; Così finisce che la delusione ti lascia a casa (a Genova l'astensione coincide con i 40 mila voti persi dall'Arcobaleno) o ti getta nelle braccia di Ferrando e Turigliatto: "Almeno loro la guerra non l'hanno votata", si consola Matteo all'Iveco. Il risultato è che la Lega avrà quattro ministri e l'Arcobaleno non c'è più. "Adesso tocca a Bossi mantenere le promesse", dice Alberto, della Fiom di Brescia. Ma anche lui sa che è una magra consolazione: "Sai come andrà a finire? Che quando la gente che ha votato Lega si incazzerà verrà da noi a chiederci di fare gli estremisti, la lotta dura e i blocchi stradali".&lt;br /&gt;                                                   &lt;!-- do nothing --&gt;&lt;!-- fine TESTO --&gt;                                    &lt;br /&gt;(&lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;18 aprile 2008&lt;!-- fine DATA --&gt;&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-2534779948237852290?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/2534779948237852290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=2534779948237852290' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2534779948237852290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2534779948237852290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/04/perch-la-destra-ha-vinto-e-la-sinistra.html' title='Perchè la destra ha vinto e la sinistra è sparita?'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-225290608314363602</id><published>2008-04-10T19:02:00.003+02:00</published><updated>2008-04-10T19:10:06.506+02:00</updated><title type='text'>Da "The Strawberry Statement" di Stuart Hagmann</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Garamond,Book Antiqua,Bookman Old Style;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-family:Garamond,Book Antiqua,Bookman Old Style;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 255, 51);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);font-family:georgia;" &gt;"Cerchi di fare qualcosa e tutti se ne fregano, con gli sbirri che pestano i manifestanti mentre dovrebbero pestare i guerrafondai. Sarà la guerra non perché sia inevitabile ma perché voi l'avete scatenata"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-225290608314363602?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/225290608314363602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=225290608314363602' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/225290608314363602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/225290608314363602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/04/di-chi-questa-frase_10.html' title='Da &quot;The Strawberry Statement&quot; di Stuart Hagmann'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-7624498327060489375</id><published>2008-03-29T08:45:00.003+01:00</published><updated>2008-03-30T18:22:22.967+02:00</updated><title type='text'>Sito interessante ...</title><content type='html'>Si tratta di una "mappa" dei partiti politici che si presentano alle elezioni del 13-14 aprile. Attraverso un test, è possibile verificare dove ci si colloca all'interno della mappa. Provate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.voisietequi.it/index.html"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;http://www.voisietequi.it/index.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:georgia;" &gt;Io ho provato ... In questo clima di confusione totale, ci si affida anche ai giochi per capire se e per chi andare a votare ... Beh, l'importante è però rendersi conto che si tratta di un gioco, appunto ... Non bisogna farsi troppo condizionare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-7624498327060489375?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/7624498327060489375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=7624498327060489375' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7624498327060489375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7624498327060489375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/03/sito-interessante.html' title='Sito interessante ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-4527639197428727306</id><published>2008-03-25T11:29:00.003+01:00</published><updated>2008-03-25T11:40:18.868+01:00</updated><title type='text'>Abbiamo perso anche Micromega ...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Pubblico questo articolo, che non condivido affatto ... penso, invece, che se tutti quelli che decidono di tapparsi occhi, orecchie e quant'altro per votare PD votassero chi ritengono li rappresenti maggiormente, forse le cose potrebbero finalmente cambiare ... Proviamoci, almeno ... tanto, per aver Veltroni al Governo che fa gli accordi con Berlusconi, tanto vale aver direttamente lui ... e, magari, qualcuno che si riconosca nei valori e negli ideali della sinistra all'opposizione ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Al voto, al voto! Istruzioni per l’uso&lt;/span&gt;  &lt;div class="author"&gt;di Paolo Flores d'Arcais&lt;/div&gt;  &lt;div class="summary"&gt;&lt;strong&gt;L’unica cosa certa con l’attuale sistema elettorale è che ogni voto in meno a Veltroni-Di Pietro-Bonino fa vincere Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico. Questa circostanza matematica ci manda in bestia, moralmente non vogliamo subirla, ma le cose stanno proprio così. L’alternativa è secca: salvarsi l’anima (con Bertinotti) o salvarsi da dodici anni di Berlusconi-Putin (con Veltroni-Di Pietro-Bonino). ‘Io, da buon materialista ed ateo, trascurerò l’anima’&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;      &lt;div id="info_related"&gt;&lt;div id="related-articles"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Il 13 e 14 aprile non andremo a votare. Andremo a votare con questo sistema elettorale, che fa schifo, non a caso è stato definito «porcata» dai suoi ideatori, ma che deciderà – esso solo – la transustanziazione dei voti in seggi. Sarà bene rendersene conto, perché la tendenza spontanea in ciascuno di noi è di illudersi che il voto reale corrisponda al voto emotivo, morale, o comunque lo vogliamo chiamare.&lt;br /&gt;Per capirsi. Tu voti per la lista Xz, perché la senti più vicina, o la meno lontana, o la più efficace nell’opporsi a ciò che più detesti. Nella croce che metti sul suo simbolo riassumi queste tue emozioni, e una volontà di lotta o di riduzione del danno. Ma il risultato matematico di quel tuo voto, l’unico che poi conti, potrebbe addirittura rovesciare il senso che al tuo voto hai inteso dare.&lt;br /&gt;Il sistema elettorale «porcata» stabilisce infatti che alla Camera dei deputati una cospicua maggioranza assoluta vada alla coalizione che prende il maggior numero dei voti, quale che sia la percentuale ottenuta, magari anche molto inferiore al 50 per cento (più coalizioni e liste sono in concorrenza e più bassa può essere la soglia).&lt;br /&gt;Nell’attuale situazione ciò significa che la coalizione Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico (ironicamente etichettata «Il popolo delle libertà») otterrà alla Camera la fiducia per un suo governo, con largo margine, se la coalizione Partito democratico-Italia dei valori (che per comodità chiameremo Veltroni-Di Pietro-Bonino, visto che nel Pd si presentano anche i radicali) otterrà anche un solo voto di meno.&lt;br /&gt;Questa la realtà. Il resto è sogno, immaginazione, fantasia. E legittima, legittimissima rabbia, naturalmente. Perché questo sistema, da «porcata» qual è, porcate produce. Ma noi daremo senso concreto al nostro voto con questo sistema elettorale, non con le intenzioni che preferiremmo lo determinasse.&lt;br /&gt;Perciò, quali che siano i nostri sentimenti, se contribuiamo a far avere alla coalizione Veltroni-Di Pietro-Bonino un solo voto in meno rispetto alla coalizione Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico, avremo cooperato concretamente e irreversibilmente a cinque anni di governo Berlusconi seguiti da sette anni di Berlusconi al Quirinale. Abbiamo tutto il diritto di concludere che questa prospettiva non ci spaventa, che preferiamo dare un voto «emotivo» anche se questa ne sarà la conseguenza, non possiamo invece far finta di non sapere. Sarebbe disonesto, sarebbe immorale.&lt;br /&gt;Al Senato le cose stanno in modo un poco diverso, ma assai meno di quanto non si speri. I premi di maggioranza scattano su scala regionale anziché nazionale, ma scattano comunque, in compenso le liste «minori» devono raggiungere un quorum quasi improbo, l’8 per cento, al di sotto del quale tutti i loro voti valgono zero.&lt;br /&gt;Torniamo all’essenziale, perciò: un solo voto di meno di Veltroni (e alleati) rispetto al Cavaliere (e sguatteri, Ciarrapico docet), e avremo mandato al potere Berlusconi per almeno dodici anni. Questa circostanza matematica (l’unica che conti per attribuire i seggi) ci manda in bestia, moralmente non vogliamo subirla, ma in realtà le cose stanno proprio così.&lt;br /&gt;Sappiamo tutti che in larghi strati di cittadini democratici, e dunque antiberlusconiani, circolano due tentazioni. Annullare il voto (o non andare proprio), votare la lista arcobaleno di Bertinotti. Tentazioni comprensibili, che hanno dalla loro moltissimi argomenti.&lt;br /&gt;Io stesso sul numero di settembre 2006 di MicroMega, dopo averli certosinamente elencati, concludevo: «Dobbiamo essere conseguenti: rifiutare come ormai indecente ogni ricatto del tipo “finirete per far vincere Berlusconi” e rispedirlo con disprezzo al mittente. Dichiarare anzi esplicitamente, solennemente, collettivamente, che se i partiti di centro-sinistra, attraverso l’azione quotidiana di governo e l’approvazione urgente delle leggi necessarie, non daranno soddisfazione a quel “cahier de doléance” minimalista che sono le richieste stranote in fatto di conflitto d’interessi, giustizia, pluralismo televisivo eccetera, non li voteremo più`. Anche a rischio che in questo modo vinca per una terza volta Berlusconi».&lt;br /&gt;Ho cambiato idea. La nuova coalizione berlusconiana realizza infatti ormai, senza le sbavature e le crepe democristiane di Casini, un disegno populista eversivo di cristallina evidenza. Il fondamento antifascista della nostra Costituzione verrà spazzato via e irriso come un «cane morto», la morsa clericale e oscurantista su corpi, esistenze private e cultura celebrerà fasti medioevali, la libertà sarà intesa solo nel senso di un’inarginabile arroganza del privilegio, la tolleranza zero verso emarginati e senza santi in paradiso si accompagnerà alla impunità totale e opulenta per amici del governo e altri establishment, il controllo totale del sistema televisivo farà concorrenza alle più nere fantasie di Orwell.&lt;br /&gt;Dopo dodici anni (almeno) di Berlusconi al potere, la democrazia italiana sembrerà gemella di quella russa di Putin. Del resto, non è Putin il leader politico con cui Berlusconi vanta la più intima amicizia e di cui canta i più ditirambici elogi? Putin è il suo modello, o forse Berlusconi pensa che sia Putin ad aver realizzato in Russia una «democrazia» sul modello di Berlusconi. Cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia.&lt;br /&gt;Immaginiamo, come possibile, che alla vigilia del voto lo scarto fra i due schieramenti sia minimo: 100 a Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico, 99 a Veltroni-Di Pietro-Bonino, cifre inferiori a tutti gli altri. Restano da conteggiare due voti, amico lettore: il tuo e il mio. Tu mi riassumi l’elenco di tutte le magagne (per atti ed omissioni) compiute dal centro-sinistra, e mi chiedi di votare perciò Arcobaleno. Se mi convinci, il risultato sarà dodici anni (almeno) di potere di Berlusconi, ma una decina (forse) di deputati in più per Bertinotti e Pecoraro Scanio. Sei sicuro di volere questo? Se sei sicuro, non c’è da discutere, è una posizione legittima e un voto con essa coerente.&lt;br /&gt;Io penso invece che per le lotte che comunque dovremo fare (governo Berlusconi o governo Veltroni), su diritti civili ed eguaglianza sociale, informazione libera e pluralista e giustizia eguale per tutti, e via compitando il rosario ben noto, non è indifferente quale sarà il governo. Con dodici anni di potere berlusconiano rischiamo che per lottare democraticamente diventi necessario essere un poco eroi. E ti risparmierò la citazione di Brecht che conosci come me e come me condividi.&lt;br /&gt;Oltretutto, per le lotte che ci stanno a cuore, nello schieramento di Veltroni troveremo degli alleati. Lungi da me fare il peana sul «modo nuovo di fare le liste». In questo stesso numero una donna siciliana, entrata nel Partito democratico con le famose primarie, racconta oltre ogni ragionevole dubbio come il motto del Gattopardo spadroneggi anche nel Pd di Veltroni. Ma alcune novità ci sono, nasconderle sarebbe disonestà e cecità.&lt;br /&gt;L’accordo con Di Pietro, intanto, che entrerà nel Pd (e in parlamento) portando l’istanza della legalità. L’accordo con i radicali, senza pagare il dazio-Pannella, con tutto ciò che di laicità i radicali significano (doppio merito per Goffredo Bettini, dunque). Umberto Veronesi capolista a Milano, uno scienziato al servizio della vita e della libertà delle donne, e della libertà laica tout court (ha difeso, come dovrebbe essere ovvio, il diritto di ciascuno sulla propria vita, la propria sofferenza, la propria morte: il diritto civile all’eutanasia, insomma). La conferma di Ignazio Marino e della sua legge contro l’accanimento terapeutico, bloccata fin qui dall’accanimento teo-dem. Il ripensamento su Giuseppe Lumia, la cui lotta anti-mafia torna capolista in Sicilia (grazie anche a Ignazio Marino). E infine, last but not least, Pancho Pardi capolista al Senato in Toscana per l’Italia dei Valori. Il compagno che a piazza Navona Nanni Moretti indicò come il futuro leader della sinistra e che con Nanni continua a significare, per il milione e passa di cittadini di piazza san Giovanni, 14 settembre 2002, i girotondi, la loro festa di protesta, il loro ossimoro di moderazione intransigente per la libertà e la giustizia.&lt;br /&gt;Il 13 e il 14 aprile non andremo a votare. Andremo a votare con questa legge elettorale. Non saremo liberi di esprimere intenzioni ed emozioni attraverso il segno sulla scheda. Il meccanismo della «porcata» deciderà il significato concreto, cioè vero, del nostro voto. Lo abbiamo discusso a sufficienza. Ciascuno dovrà ora decidere, senza fingere di non sapere.&lt;br /&gt;Potremo salvarci l’anima, o salvarci da dodici anni di potere di Berlusconi-Putin. Io, da buon materialista e ateo, trascurerò l’anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Da &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/micromega-022008/"&gt;MicroMega n°2/2008&lt;/a&gt;, in edicola dal 25 marzo 2008&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-4527639197428727306?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/4527639197428727306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=4527639197428727306' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4527639197428727306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4527639197428727306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/03/abbiamo-perso-anche-micromega.html' title='Abbiamo perso anche Micromega ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-7501036150198142471</id><published>2008-03-22T11:14:00.002+01:00</published><updated>2008-03-22T11:20:02.718+01:00</updated><title type='text'>I fantastici quattro in azione ...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R-TcRlog8CI/AAAAAAAAAFY/NNMId2wsKQ0/s1600-h/fantastici+4.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R-TcRlog8CI/AAAAAAAAAFY/NNMId2wsKQ0/s400/fantastici+4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5180507666100842530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come dite? Manca la donna invisibile? Eh beh, se si vedesse che donna invisibile sarebbe?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-7501036150198142471?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/7501036150198142471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=7501036150198142471' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7501036150198142471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7501036150198142471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/03/i-fantastici-quattro-in-azione.html' title='I fantastici quattro in azione ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R-TcRlog8CI/AAAAAAAAAFY/NNMId2wsKQ0/s72-c/fantastici+4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-496203177098441825</id><published>2008-03-21T18:59:00.001+01:00</published><updated>2008-03-21T19:03:21.258+01:00</updated><title type='text'>Quando c'era LUI, caro lei ...</title><content type='html'>&lt;img src="file:///D:/DOCUME%7E1/ATHENE%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-3.jpg" alt="" /&gt;&lt;span class="nota"&gt; &lt;/span&gt;&lt;!-- Blank --&gt; &lt;!-- Blank --&gt;  &lt;div class="img_cont"&gt; &lt;img src="http://notizie.alice.it/generated/images/apcom/213x145/213x145_20080321_162112_8BCD96FD.jpg" class="border" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;immagine presa dal sito di &lt;a href="http://notizie.alice.it/notizie/topnews/2008/03_marzo/21/alitalia%20%20veltroni%20%20cordata%20italiana%20%20esca%20fuori%20in%2048%20ore,14352942.html?pmk=nothpstr1"&gt;alice&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-496203177098441825?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/496203177098441825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=496203177098441825' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/496203177098441825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/496203177098441825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/03/quando-cera-lui-caro-lei.html' title='Quando c&apos;era LUI, caro lei ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-8591719335252283600</id><published>2008-03-16T14:29:00.002+01:00</published><updated>2008-03-16T14:33:00.919+01:00</updated><title type='text'>Sarebbe un sogno che si avvera ...</title><content type='html'>da: &lt;a href="http://www.giornaletecnologico.it/hitech/200703/23/4602917901904/"&gt;http://www.giornaletecnologico.it/hitech/200703/23/4602917901904/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table border="0" cellspacing="2"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr align="center"&gt;&lt;td&gt;&lt;img src="http://www.giornaletecnologico.it/hitech/200703/23/4602917901904/_citycats.jpg" alt="img" border="0" height="245" width="150" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr style="color: rgb(255, 255, 255);" align="center"&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;Torna Eolo, l’auto ad aria compressa&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 204);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;&lt;b&gt;La produrrà l’indiana Tata&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;Dopo anni di polemiche che hanno invaso internet, Eolo, l’auto ecologica mossa da un motore ad aria compressa, potrà finalmente vedere la luce. La MDI, infatti, azienda che ha progettato il mezzo, ha deciso di siglare un accordo con l’indiana Tata che procederà presto a predisporre una catena di costruzione nel proprio Paese. L’auto, il cui nome reale è Mini C.A.T., non inquina, utilizza olio vegetale che si cambia ogni 50mila chilometri e, altro particolare importantissimo, garantisce un'autonomia di 300 chilometri o dieci ore di guida. Il costo? Anche quello sarà estremamente competitivo. Il mezzo costerà poco più di 8mila euro&lt;!-- fine --&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto alla versione presentata anni fa, la nuova Eolo, nome che gli fu dato per via del suo innovativo motore ad aria, disporrà di numerose soluzioni hi-tech. Su tutti i modelli, infatti, sarà possibile usufruire di connettività Gsm per il telefono vivavoce incorporato e di un potente sistema di navigazione satellitare Gps. Sparirà la chiave per l’accensione, sostituita da una più pratica scheda elettronica che l’automobilista dovrà tenere in tasca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere totalmente rispettosi dell’ambiente non significa necessariamente offrire prestazioni da lumaca. La nuova automobile MDI viene spinta da un sofisticato compressore gestito elettronicamente. Questo permette di fare 100 chilometri con appena 1 euro di aria compressa. La soluzione al caro petrolio sembra finalmente una realtà. Il funzionamento è semplice: in un serbatoio ad elevata resistenza sono contenuti circa novanta metri cubi di aria che, rilasciati, muovono i pistoni creando l’energia necessaria per far spostare MiniC.A.T.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, una volta espulsa a temperature di circa 10 gradi centigradi sotto lo zero, l’aria può essere riciclata per il sistema di condizionamento interno e per lo stesso raffreddamento del propulsore. Grazie all’assenza di combustione nel motore, il litro di olio vegetale contenuto all’interno si può cambiare ogni 50.000 chilometri. L mezzo raggiunge la velocità massima di 110 km/h e per ricaricare i serbatoi d’aria richiede appena tre minuti. MiniC.A.T ha cinque posti ed è possibile allestirla anche come pick-up, soluzione che la rende adatta ad un uso soprattutto come taxi. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-8591719335252283600?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/8591719335252283600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=8591719335252283600' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8591719335252283600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8591719335252283600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/03/sarebbe-un-sogno.html' title='Sarebbe un sogno che si avvera ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-4895156011602431792</id><published>2008-03-02T19:33:00.003+01:00</published><updated>2008-03-02T19:39:26.842+01:00</updated><title type='text'>Al peggio non c'è limite ...</title><content type='html'>&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;da &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera.html"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;color:navy;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;color:navy;"  &gt;http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera.html&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/h2&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera.html"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;color:navy;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;color:navy;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Milano, una peruviana di 44 anni, due figli, denuncia un'aggressione nello spogliatoio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sciopero e presidio con la partecipazione dei clienti del supermercato&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt;                                                 &lt;h1&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;b&gt;Mobbing, la cassiera in lacrime&lt;br /&gt;"Umiliata, ho pensato di morire"&lt;/b&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;                                                 				   &lt;br /&gt;								&lt;div class="fotosxb"&gt;                    &lt;!-- inizio FOTO1 --&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera/foto_12391483_55310.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;Mobbing, la cassiera in lacrime&lt;br /&gt;"Umiliata, ho pensato di morire"&lt;!-- fine FOTO1 --&gt;                                                          &lt;p&gt;&lt;!-- inizio DIDA --&gt;La protesta davanti al supermercato in sostegno alla cassiera peruviana&lt;!-- fine DIDA --&gt;&lt;/p&gt;                          	        &lt;/div&gt;                 	         	      	            	   	&lt;!-- inizio TESTO --&gt;                      															                    &lt;b&gt;MILANO&lt;/b&gt; - Maltrattata e umiliata. Ma ha resistito anche se malata. Poi, quando è stata aggredita fisicamente, ha deciso di reagire e ha denunciato la violenza alla polizia. Protagonista di questa storia una cassiera peruviana del supermercato Esselunga che tra le lacrime ha raccontato l'aggressione di cui è stata vittima nel locale spogliatoio del negozio di viale Papiniano, a Milano, da parte di una persona non ancora identificata. "Quando mi ha messo la testa nel water", ha detto, "ho visto i miei figli che mi salutavano per l'ultima volta e mi sono raccomandata a Dio".&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;Oggi i sindacati confederali di categoria hanno proclamato lo sciopero per tutta la giornata e hanno attuato un presidio di solidarietà che ha visto la partecipazione oltre che dei lavoratori anche di clienti (400 persone, secondo gli organizzatori). Ma il motivo della protesta ha origine anche nel fatto che si tratta della stessa dipendente che aveva denunciato di essersi urinata addosso perché non le era stato data la possibilità di andare in bagno e nemmeno di potersi cambiare fino alla fine del turno.&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;E' il 2 febbraio: la donna, 44 anni, due figli di cui uno piccolo, un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese, soffre di problemi renali. Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare alla toilette. Finito il lavoro "umiliata e piangente" va in ospedale dove, dice, le viene diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi. Non era iscritta al sindacato ma decide di farlo con la Uiltucs-Uil: "Le colleghe che hanno aderito all'organizzazione sono le uniche che hanno il coraggio di raccontare come mi hanno fatto fare pipì addosso".&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;Giovedì scorso il fatto più grave: dopo le 16.30 la cassiera scende le scale per cambiarsi e uno sconosciuto le copre gli occhi con una banda, le blocca le mani, le infila in bocca un panno e le sbatte la testa contro i muri del bagno. Poi urlandole "piscia" e altre minacce preme il tasto dello sciacquone. Lei sviene e viene aiutata dal direttore ("all'inizio ho avuto la sensazione che credesse mi fossi fatta male da sola") che la accompagna in ospedale: per ora le sono stati dati 10 giorni (tecnicamente per infortunio visto che l'episodio si è verificato sul lavoro). La lavoratrice ha sporto denuncia alla polizia: "Voglio sapere chi è stato a picchiarmi e perché". E soprattutto riferendosi alla sua denuncia di mobbing dice "di voler lottare ora perché nessuno sia sottoposto alle stesse umiliazioni che ho subito io".&lt;br /&gt;                                                                              &lt;!--inserto--&gt;&lt;div id="adv180x150m"&gt;&lt;script language="JavaScript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;!--/inserto--&gt;                                        &lt;br /&gt;Graziella Carneri della Filcams-Cgil sottolinea che "ovviamente non si pensa che l'aggressione sia stata commissionata dall'azienda ma che c'è una forte responsabilità per il clima intimidatorio: molti dipendenti hanno paura di prendere parte all'attività sindacale". Tesi sostenuta anche da alcuni lavoratori. Il segretario della Camera del Lavoro, Onorio Rosati, sottolinea che "nel gruppo registriamo una violazione di alcuni diritti, e la situazione in Esselunga è paradigmatica del fatto che i diritti non sono acquisiti per sempre ma vanno rivendicati e presidiati". Cgil, Cisl e Uil daranno assistenza legale alla lavoratrice.&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;L'azienda ha replicato, in una nota: "Sono attualmente in corso delle indagini da parte delle forze dell'ordine di cui subito abbiamo richiesto l'intervento e alle quali stiamo fornendo la massima collaborazione. Auspichiamo che venga fatta luce sulla vicenda nel più breve tempo possibile. Al momento riteniamo prematuro rilasciare altre dichiarazioni". Ma la vicenda non si chiude qui: martedì è previsto un nuovo presidio e alcuni sindacalisti chiedono ai clienti e ai milanesi di "inondare la direzione di proteste e richieste di informazione via e-mail".&lt;br /&gt;               				&lt;!-- fine TESTO --&gt;  				&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;1 marzo 2008&lt;!-- fine DATA --&gt;&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-4895156011602431792?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/4895156011602431792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=4895156011602431792' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4895156011602431792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4895156011602431792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/03/al-peggio-non-c-limite.html' title='Al peggio non c&apos;è limite ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-6329431736796447302</id><published>2008-02-29T14:04:00.000+01:00</published><updated>2008-02-29T18:07:10.279+01:00</updated><title type='text'>Non sembriamo quasi una squadra seria?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R8g7kzerKzI/AAAAAAAAAFQ/3C8DDLRIpXs/s1600-h/Master+Trivero.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R8g7kzerKzI/AAAAAAAAAFQ/3C8DDLRIpXs/s400/Master+Trivero.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172449675515210546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-6329431736796447302?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/6329431736796447302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=6329431736796447302' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6329431736796447302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/6329431736796447302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/02/non-sembriamo-quasi-una-squadra-seria.html' title='Non sembriamo quasi una squadra seria?'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R8g7kzerKzI/AAAAAAAAAFQ/3C8DDLRIpXs/s72-c/Master+Trivero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-5779833914804296224</id><published>2008-02-26T15:53:00.004+01:00</published><updated>2008-02-26T16:02:29.226+01:00</updated><title type='text'>Tutti al mare ...</title><content type='html'>&lt;div class="Section1"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);font-size:100%;" &gt;da: &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:85%;color:navy;"   &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:10;color:navy;"   &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 51);" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/24-Febbraio-2008/art14.html"&gt;http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/24-Febbraio-2008/art14.html &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);font-size:100%;" &gt;pubblico questo articolo, che mi sembra significativo del malessere "a sinistra" ... le segreterie dei partiti continuano ad usare lo spauracchio di Berlusconi per far si che la gente voti ... "Se salirà LUI sarà per colpa VOSTRA" ... quante volte l'abbiamo sentito dire? Ma è davvero colpa dei delusi, o, piuttosto, di chi li ha delusi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; color: rgb(153, 255, 255);" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tutti al  mare&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; color: rgb(153, 255, 255);" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:Georgia;" &gt;Astenuti  a sinistra: seguiamoli&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; color: rgb(153, 255, 255);" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Andrea  Fabozzi&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(153, 255, 255); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E’ passato di mano in  mano un sondaggio commissionato ad uso interno dal partito democratico. Non  erano i risultati dei partiti a colpire gli osservatori, quanto la percentuale  altissima di elettori dell’Unione che si diceva orientata a non votare. I delusi  totali, stimati tra il 25 e il 30% di quanti nel 2006 avevano scelto un partito  del centrosinistra. Per il Pd e per la Sinistra arcobaleno l’astensionismo di  sinistra rischia di essere il lascito più pesante del governo Prodi. Ma la  campagna elettorale è lunga e la speranza dei partiti è quella di riconquistare  alla causa i potenziali astensionisti. Ce la faranno? Siamo andati a cercare in  giro per l’Italia nove persone che a meno cinquanta giorni alle urne dichiarano  che stavolta no, non andranno a votare. Si tratta di elettori fin qui  irreprensibili: più o meno convinti hanno sempre votato (centro) sinistra. Li  seguiremo. Una volta alla settimana torneremo ad interrogarli per scoprire se  hanno cambiato idea oppure no. Attraverso loro vedremo se e come funziona la  campagna di Veltroni e Bertinotti.&lt;/span&gt;&lt;o:p style="font-style: italic;"&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Section2"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="color: rgb(153, 255, 255); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Facciamo le  presentazioni, da sud a nord. &lt;/span&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Silvio&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; vive a Palermo, ha 56 anni e fa il  fotografo. Nel &lt;/span&gt;&lt;st1:metricconverter style="font-style: italic;" st="on" productid="2006 ha"&gt;2006  ha&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; votato Ds al senato e Comunisti italiani alla camera.  Andrà a votare alle regionali «perché Lombardo è una copia di Cuffaro» ma alle  politiche al momento pensa di no. Ce l’ha soprattutto con i partiti  dell’arcobaleno: «Al governo hanno fatto la parata, la recita della sinistra». A  Reggio Calabria c’è &lt;/span&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giuseppe&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, 55  anni, docente di informatica, elettore del Pdci a cui non piace la Cosa rossa  «perché è fatta a tavolino e la candidatura di Bertinotti calata dall’alto».  &lt;/span&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Annalisa&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, lettrice precaria  all’università, 34 anni, di Bari, ha votato Ds e Ulivo nel 2006 ma poi ha  scoperto che le politiche di Prodi «non si distinguevano da quelle di  Berlusconi». Poca fiducia nel Pd «e mi dispiace per Veltroni, che pure ha un  linguaggio diverso dagli altri». &lt;/span&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, 35 anni, programmatore a Napoli  aveva votato per Di Pietro. Oggi è deluso soprattutto per la prosecuzione della  missione in Afghanistan. E non è nemmeno troppo spaventato da Berlusconi che  «certo guida una banda di malfattori, ma gli altri? Non mi pare che abbiano  chiuso con la politica degli imbrogli». &lt;/span&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ilenia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, 28 di Roma, dottoranda in storia,  elettrice del Pdci si è accorta successivamente che «non ha senso parlare di  sinistra visto che hanno dimostrato di non avere un’indipendenza di giudizio,  sui diritti civili il governo ha ascoltato solo gli altolà della Chiesa. Per  tornare a votare ho bisogno di veder facce nuove». Parola a &lt;/span&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giulio&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, 50 anni impiegato nel commercio a  Bologna: «Ho votato Di Pietro e Ds ma adesso basta, hanno litigato su tutto.  Berlusconi certo è uno scandalo, ma anche Bassolino e Mastella lo sono. E anche  Cofferati, per il quale Veltroni mi chiede di tornare a votare...». &lt;/span&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Elena&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, 35 anni, avvocato di Genova  elettrice di Rifondazione aveva creduto alla promessa di cambiare la legge  sull’immigrazione «ma &lt;/span&gt;&lt;st1:personname style="font-style: italic;" st="on" productid="la Amato Ferrero"&gt;la  Amato Ferrero&lt;/st1:personname&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; dorme in parlamento da aprile». Tanti mestieri,  tutti precari, &lt;/span&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sebastiano&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; ha 35  anni e vive a Padova, alle scorse elezioni ha votato Verdi e Prc ma adesso non  si fa convincere dalla Sinistra arcobaleno «perché mi pare che l’agenda continui  a dettarla Veltroni». &lt;/span&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giacomo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, 34  anni, fisioterapista di Milano ha votato Rifondazione nel 2006e sta partecipando  alle riunioni della Sinistra arcobaleno ma trova che sia «troppo chiusa nelle  segreterie dei partiti. E Bertinotti poi, l’avevo visto in tv giurare che si  sarebbe ritirato...». Da sabato prossimo vedremo se questi nove voti che mancano  alla sinistra e al Pd saranno recuperati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-5779833914804296224?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/5779833914804296224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=5779833914804296224' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5779833914804296224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5779833914804296224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/02/tutti-al-mare_26.html' title='Tutti al mare ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-4398713287990512667</id><published>2008-02-18T18:31:00.003+01:00</published><updated>2008-02-18T18:34:09.270+01:00</updated><title type='text'>A volte un'immagine vale più di mille parole ...</title><content type='html'>&lt;img alt="" src="http://www.notamax.it/public/veltrusconi.gif" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gentilmente offerto da: &lt;a href="http://www.notamax.it/dblog/articolo.asp?articolo=112"&gt;http://www.notamax.it/dblog/articolo.asp?articolo=112&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-4398713287990512667?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/4398713287990512667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=4398713287990512667' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4398713287990512667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/4398713287990512667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/02/volte-unimmagine-vale-pi-di-mille.html' title='A volte un&apos;immagine vale più di mille parole ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-9185392798378827972</id><published>2008-02-17T22:08:00.002+01:00</published><updated>2008-02-17T22:11:28.170+01:00</updated><title type='text'>VOI SIETE QUI</title><content type='html'>&lt;div class="modulogiornale"&gt;&lt;div class="pezzotitolo"&gt;da "Il Manifesto" del 10 febbraio 2008 ... come non essere d'accordo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il marketing e il simbolo&lt;/div&gt; &lt;div class="pezzofirma"&gt;Alessandro Robecchi&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pezzotesto"&gt;Tra le cose più entusiasmanti dell'attuale fase politica  c'è senza dubbio la questione dei simboli, dove si intrecciano storie secolari e  scienze moderne (il marketing). Non c'è bisogno di andare lontano: la croce è  senza dubbio un simbolo potentissimo e millenario, uno straziante strumento di  tortura che è diventato un marchio - anche ideologico - planetario. Tanto  sufficiente a se stesso, verrebbe da dire, che lo vediamo spesso pendere dorato  e luccicante tra le tette delle soubrette, senza che ciò provochi alcuno  smottamento emotivo. Fini e i suoi postfascisti rinunciano in un quarto d'ora  alla famosa fiamma, che per anni li aveva visti discutere animatamente su  radici, identità e tradizioni, sempre ben ancorate all'area manganello &amp;amp;  olio di ricino. E siccome la situazione è grave ma non seria, assisteremo  probabilmente allo spegnersi di un'altra fiamma, quella dei fascisti non pentiti  alla Storace, che pur di prendere il treno di Silvio la spegneranno volontieri.  Nel frattempo possiamo prepararci a simboli nuovi (una rosa bianca, perché no),  oppure esercitarci satiricamente sui simboli che Mastella, o Dini, potrebbero  adottare (un tariffario?). E poi, naturalmente (veniamo a noi) c'è la falce e  martello, simbolo secolare delle lotte delle classi subalterne. Cancellare quel  simbolo? Lasciarlo? Il dibattito è straziante, ma anche un po' ridicolo.  Fregiarsi di falce e martello e poi votare a favore delle missioni «di pace»,  per esempio, non corrisponde al crocefisso che occhieggia ammiccante dalla  scollatura? Forse bisognerebbe lottare per cambiarli i simboli, non per tenerli  immutabili. Per esempio se la sinistra italiana adottasse come simbolo un  grafico che mostri quanto pesa la rendita, quanto il profitto e quanto il  reddito da lavoro in questo modernissimo paese, lancerebbe un messaggio assai  chiaro, da far sobbalzare chiunque.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;!-- TOOLBAR --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-9185392798378827972?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/9185392798378827972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=9185392798378827972' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/9185392798378827972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/9185392798378827972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/02/voi-siete-qui.html' title='VOI SIETE QUI'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-3649391130126955747</id><published>2008-01-22T09:00:00.000+01:00</published><updated>2008-01-22T13:05:22.473+01:00</updated><title type='text'>L’ammissibilità fulminea</title><content type='html'>&lt;div style="color: rgb(255, 255, 153);" class="titdata"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 255, 255);"&gt;da &lt;a href="http://www.costituzionalismo.it/articolo.asp?id=258"&gt;http://www.costituzionalismo.it/articolo.asp?id=258&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Azzariti così "arrabbiato" non lo si vede spesso ...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;21/01/2008&lt;/div&gt;          &lt;div style="color: rgb(255, 255, 153);" class="titoloart"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; L’ammissibilità fulminea: la Corte dopo una brevissima Camera di consiglio dichiara ammissibili tutti i referendum in materia elettorale.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;                &lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;di Gaetano Azzariti            &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(255, 255, 102); font-family: georgia;"&gt;&lt;em&gt;E’ finita come tutti gli osservatori politici avevano pronosticato. Una fine folgorante. In meno di cinque ore di Camera di consiglio, tra le 11,30 e le 16,30 (ma interrotta da una “lunga pausa pranzo”), la Corte ha risolto l’intricata e contesa questione dell’ammissibilità dei quesiti referendari. Come è oramai consuetudine è stato anticipato il dispositivo della decisione: tutti ammissibili. Tra breve, con il deposito delle sentenze, potremo conoscere le motivazioni e solo allora sarà possibile esprimere un giudizio compiuto sull’operato della nostra Corte costituzionale.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Prima della decisione la discussione in sede dottrinale ha mostrato la diversità, la complessità e la delicatezza dei quesiti sottoposti all’esame del giudice costituzionale. Molti autorevoli costituzionalisti avevano espresso dubbi e tutti avevano invitato la Corte ad esaminare con grande attenzione i diversi profili collegati all’ammissibilità della richiesta referendaria. Presso il Palazzo della Consulta sono state depositate otto memorie (oltre s’intende a quelle del comitato promotore), le quali - in centinaia di pagine - argomentavano diffusamente le ragioni che avrebbero dovuto indurre la Corte ad una decisione di inammissibilità. I giudici costituzionali hanno ritenuto diversamente. Ciò che sorprende è la rapidità dei tempi della decisione. Ci si chiede come sia possibile giungere ad una decisione complessa in così breve tempo; ciò tanto più se rispondesse al vero l’indiscrezione di stampa secondo la quale due dei tre giudici relatori sarebbero stati contrari. Neppure il tempo per discutere con un minimo di approfondimento i singoli punti di diritto prospettati, neppure il tempo per provare a convincere i giudici dissenzienti. Perché tanta fretta? Non c’era nulla che meritasse un approfondimento o la decisione è apparsa poco rilevante?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I commentatori politici hanno apprezzato i tempi rapidi del giudizio. Ma i commentatori guardano alla politica e pensano al suo “tempo corto”, i giudici della Consulta devono invece guardare verso la Costituzione, nel rispetto del suo “tempo lungo”. Una decisione affrettata non sarebbe apprezzabile se dovesse andare a scapito della necessaria ponderazione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La stessa &lt;/em&gt;immagine&lt;em&gt; della Corte non viene rafforzata dalla costipazione dei tempi delle sue decisioni, dall’accelerazione eccessiva. Una Corte costituzionale autorevole non si caratterizza per la rapidità di giudizio, bensì per la sua capacità argomentativa, persuasiva, meditativa; tanto più attenta nell’esame dei diversi profili, quanto più capace di fornire una risposta convincente a tutte le obiezioni contrarie sollevate. Il faticoso lavoro del giudice custode del sistema costituzionale non può permettersi di essere distratto o frettoloso. La calma può essere considerata un bene necessario.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una Corte autonoma ed influente, infine, è quella che rinviene nella Costituzione la sua esclusiva ragione legittimante, dovendo rispondere solo a questa. Su questa base si dovrà giudicare la sentenza, non su altro.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-3649391130126955747?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/3649391130126955747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=3649391130126955747' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3649391130126955747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/3649391130126955747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/01/lammissibilit-fulminea.html' title='L’ammissibilità fulminea'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-2614236919174347347</id><published>2008-01-06T11:52:00.002+01:00</published><updated>2008-01-11T23:14:50.844+01:00</updated><title type='text'>Giù le mani dalla Costituzione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R4fqHP2abbI/AAAAAAAAAFI/CINxhhkn0AI/s1600-h/costituzione.jpg"&gt;Dal blog &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.pieroricca.org/2006/11/08/giu-le-mani-dalla-costituzione2/"&gt;http://www.pieroricca.org/2006/11/08/giu-le-mani-dalla-costituzione2/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;riporto questo appello ... che naturalmente sottoscrivo ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R4fqHP2abbI/AAAAAAAAAFI/CINxhhkn0AI/s1600-h/costituzione.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R4fqHP2abbI/AAAAAAAAAFI/CINxhhkn0AI/s400/costituzione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154345708783562162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;vignette di &lt;a href="http://maurobiani.splinder.com/"&gt;Mauro Biani&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.carovanaperlacostituzione.it/"&gt;Carovana per la Costituzione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.pieroricca.org/2006/11/08/giu-le-mani-dalla-costituzione2/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dai più diversi pulpiti si susseguono dichiarazioni favorevoli a una “grande riforma” della Costituzione. Esse contribuiscono a trasformare in senso comune questa discutibile opinione: il Paese è bloccato, spezzato, esige da troppi anni una riforma della Costituzione che lo renda governabile, efficiente e moderno. Non sono d’accordo e mi sento in diritto-dovere di dirlo dopo aver dato l’anima per far vincere il NO alla sciagurata riforma Bossi-Fini-Berlusconi. Propongo di ribadire fino a trasformare in patrimonio condiviso delle persone ragionevoli questi semplici concetti: &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- Il 25 giugno 2006 la gran maggioranza dei votanti ha confermato fiducia alla vigente Costituzione, dicendo NO alla “devolution”, al “premierato forte” e al resto. Occorre rispettare questa decisione.&lt;br /&gt;- Prima di essere cambiata, la Costituzione italiana merita di essere difesa, rispettata e attuata. per esempio con riguardo allo status dei partiti (art. 49).&lt;br /&gt;- Le priorità dell’Italia sono di ordine morale e politico, non costituzionale.&lt;br /&gt;- Può essere necessario provvedere a qualche aggiornamento della Carta, ma in punti specifici, con ampio dibattito nella società e attraverso le procedure ordinarie, previste dall’articolo 138 della Costituzione medesima.&lt;br /&gt;- Viceversa non ci sono le condizioni, né storiche né politiche, per metter mano a una “grande riforma delle regole” attraverso apposite commissioni parlamentari o addirittura assemblee costituenti.&lt;br /&gt;- Il rischio di nuovi inciuci è dietro l’angolo. Meglio non concedere nuove occasioni ai barattieri.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per sottoscrivere questi concetti e sottoporli a chi di dovere: &lt;a href="http://www.petitiononline.com/costituz/petition.html"&gt;cliccate qui&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.petitiononline.com/costituz/petition.html"&gt;.&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-2614236919174347347?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/2614236919174347347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=2614236919174347347' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2614236919174347347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/2614236919174347347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/01/gi-le-mani-dalla-costituzione_06.html' title='Giù le mani dalla Costituzione'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R4fqHP2abbI/AAAAAAAAAFI/CINxhhkn0AI/s72-c/costituzione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-5390373103956917161</id><published>2008-01-04T09:53:00.000+01:00</published><updated>2008-01-04T09:59:08.919+01:00</updated><title type='text'>ThyssenKrupp, una modesta proposta</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Pubblico questa proposta tratta da "Il manifesto" di ieri ... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;... io ci sto ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/03-Gennaio-2008/art4.html"&gt;http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/03-Gennaio-2008/art4.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="modulogiornale"&gt; &lt;div class="pezzotitolo"&gt;ThyssenKrupp, una modesta proposta&lt;/div&gt; &lt;div class="pezzofirma"&gt;Gianni Ferrara&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pezzotesto"&gt;Il silenzio sta per avvolgere i morti della TyssenKrupp. Come di tutti i morti, si dice che riposano. Anche se non era quello il riposo che cercavano lavorando dodici ore al giorno. Lo si dice per placare le coscienze.&lt;br /&gt;Noi, le nostre, non vogliamo che si plachino. Fin quando sapremo che, lavorando, sta rischiando la vita un solo operaio, una sola operaia. Fin quando non saremo certi che le condizioni di lavoro stanno assicurando efficacemente la massima tutela possibile a fronte del minimo infortunio possibile a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, proprio a tutte e a tutti.&lt;br /&gt;Non vogliamo che le nostre coscienze si plachino fin quando uno, due, tre, quattro infortuni, ogni giorno, attentano alla sicurezza sul lavoro.&lt;br /&gt;Non crediamo che gli imprenditori restino indifferenti alle notizie sugli infortuni che, qui in Italia, colpiscono lavoratori e lavoratrici, ogni giorno. Crediamo però che, nel porre il profitto al vertice dei loro obiettivi, lo considerino un fine prioritario ed un valore assoluto. Sappiamo che ad indurli a seguire tale credenza è l'ideologia dominante, quella che noi giudichiamo fallace, incivile, criminosa. Pensiamo infatti che suprema deve essere la garanzia della vita, dell'incolumità, della dignità umana. È scritto nella nostra Costituzione ripetutamente e a me è capitato di insegnarlo per una vita a migliaia di studenti di quattro Università della Repubblica. Lo si dovrebbe ricordare, senza stancarsi, agli imprenditori e a tutti.&lt;br /&gt;Si potrebbe farlo, settimana per settimana, comprando un po' di spazio sul giornale della Confindustria per indicarvi il numero degli incidenti sul lavoro che risulta all'Inail. Potremmo tassarci e pagare noi la pubblicità sul costo del lavoro, sul costo del lavoro in termini di esposizione della persona umana ai pericoli per il proprio corpo.&lt;br /&gt;So di non essere solo. Facciamolo.&lt;/div&gt;     &lt;/div&gt;     &lt;!-- TOOLBAR --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-5390373103956917161?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/5390373103956917161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=5390373103956917161' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5390373103956917161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/5390373103956917161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2008/01/thyssenkrupp-una-modesta-proposta.html' title='ThyssenKrupp, una modesta proposta'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-341397623594928353</id><published>2007-12-31T18:00:00.000+01:00</published><updated>2007-12-31T18:11:10.404+01:00</updated><title type='text'>A lezione di rapina con mamma e coltello</title><content type='html'>&lt;div class="catenaccio" style="padding-top: 12px; padding-bottom: 12px;"&gt;Da &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200712articoli/28861girata.asp"&gt;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200712articoli/28861girata.asp&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;.. ho appena letto questo articolo, e mi sono scandalizzata ... non certo per il gesto delle due donne, ma per il modo in cui è stato rappresentato nell'articolo ... perché, invece di fare ironia gratuita, non ci si chiede cosa ci sia dietro? Probabilmente un disagio che chi ha scritto l'articolo non può neppure immaginare ... o forse no, forse si tratta davvero di una bravata senza alcun senso, ma ... scusatemi se credo più alla prima versione ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Mentre tutti ci dicono che "il paese sta crescendo" i gesti disperati aumentano a dismisura ... secondo me, occorrerebbe almeno chiedersi perché ... forse il paese dei balocchi sta presentando il conto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Credo sia il caso di rifletterci sopra ... buon anno a tutti ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ecco l'articolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prese dopo due colpi: "Volevamo goderci il Capodanno"&lt;/div&gt; &lt;div class="sezione"&gt;G. LONGO, G. MARITANO&lt;/div&gt; &lt;div class="articologirata"&gt;Una coppia Bonnie &amp;amp; Clyde tutta al femminile. Madre e figlia per l’esattezza: 40 anni la prima, 13 l’altra. Italiane, aspetto anonimo e minuto, ma modi disinvolti, spregiudicati e violenti. S’improvvisano rapinatrici alla vigilia di Capodanno «perché anche noi vogliamo essere belle e indossare biancheria intima rossa che porta fortuna».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quindi via con il primo colpo al negozio di négligé «mi raccomando mia dia una quarta, altrimenti non non mi sta». Poi con la seconda rapina - a un quarto d’ora di distanza - in una cartoleria per racimolare il denaro per il cenone. «Sono separata, disoccupata da 7 anni e pure sfrattata, avrò pur diritto di godermi il Capodanno con mia figlia?», si giustificherà con i carabinieri dopo l’arresto. E pazienza se la cartolaia reagisce. Che sarà mai? La mamma le spacca la testa con la pistola giocattolo (10 giorni di prognosi per una ferita lacero-contusa), la figlia sferra il coltello al collo della commessa. Così, dopo madri e padri che giustificano scippi, furti e rapine per il benessere della famiglia - «ho rubato perché anche mio figlio potesse avere un pranzo di Natale decente» s’era giustificato qualche giorno fa un malvivente - si passa ora alla collaborazione stretta tra genitori e prole. Mamma e figlia in questo caso non fanno molta strada: scappate in pullman vengono arrestate poco dopo dai carabinieri della compagnia di Rivoli, guidata dal capitano Massimo Pesa. Per la madre inevitabile l’arresto e il trasferimento al carcere, per la ragazzina scatta l’affidamento al padre. Tutto per un bottino di 500 euro - monetine comprese - un corpetto di pizzo e due cellulari rubati alle commesse di uno dei due negozi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il duo Bonnie &amp;amp; Clyde in versione rosa, aveva scelto d’entrare in azione nel momento più propizio: quello vicino alla chiusura dei negozi. Alle 18,50 arriva nel centro intimo Golden Point di viale XXV Maggio di Collegno, prima cintura di Torino. «Scusi possiamo vedere quel corpetto rosso? Sembra perfetto per la notte di San Silvestro», domanda la madre. Ma al momento di pagare, invece del portafogli estrae dalla borsa una pistola (che si rivelerà essere giocattolo), mentre la figlia toglie dalla tasca un coltello a serramanico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le commesse non possono fare altro che consegnare l’incasso, circa trecento euro. Ma non finisce qui, perché le rapinatrici, non paghe, si fanno consegnare anche i due telefonini cellulari personali. Poi via, la fuga a piedi. Non sono ancora le 19.15 ed entrano nella cartolibreria «Cartobyte».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta la prima protagonista ad entrare in scena è la tredicenne: si avvicina alla cassiera (una diciottenne che è la figlia della titolare) e, sempre minacciandola con il coltello alla gola, si fa consegnare circa 200 euro. Troppo poco. «Tira fuori il resto», intima la madre alla titolare. Ma quest’ultima non cede, forse intuisce che la pistola non è vera. Allora reagisce e cerca di disarmare la donna. Scatenando però una doppia aggressione: la quarantenne la colpisce alla testa con il calcio della pistola, mentre la tredicenne si avventa sul collo della cassiera con il coltello. Non la ferisce, ma tanto basta per annullare ogni altro tentativo di reazione. La baby rapinatrice afferra ancora tutte le monetine dal registratore di cassa e scappa con la madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salgono sul primo autobus che incrociano, ma al capolinea trovano i carabinieri. La madre cerca di addossarsi tutta la colpa, ma la testimonianza delle rapinate inchioda l’adolescente alle sue responsabilità. E lei, dopo tanta spavalderia, scoppia in un pianto a dirotto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-341397623594928353?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/341397623594928353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=341397623594928353' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/341397623594928353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/341397623594928353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2007/12/lezione-di-rapina-con-mamma-e-coltello.html' title='A lezione di rapina con mamma e coltello'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-8403699608062588094</id><published>2007-12-29T18:44:00.000+01:00</published><updated>2007-12-29T23:44:49.471+01:00</updated><title type='text'>Giornalisti: «cani da guardia» della democrazia</title><content type='html'>Riporto qui un commento di Steve al post precedente ... penso che meriti maggior spazio rispetto a quello che può dare un commento ...&lt;br /&gt;... Eccolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discorrendo di giornalisti, ci sono anche esempi diversi ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Corte europea dei diritti dell’Uomo - Sezione III - Sentenza 7 giugno 2007 - Ricorso n. 1914/02 - Dupuis e altri c. Francia.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;color:navy;"   &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;color:navy;"   &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:100%;color:navy;"   &gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:12;color:navy;"   &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 255, 255); font-family: trebuchet ms;font-size:100%;" &gt;«&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 255, 255); font-family: trebuchet ms;font-size:100%;" &gt;La pubblicazione da  parte di un giornalista di atti processuali soggetti a segreto istruttorio non è  necessariamente un illecito. Spetta allo Stato, che abbia condannato il  giornalista per ricettazione di materiale da violazione di segreto istruttorio o  professionale, dimostrare che le sanzioni inflitte non costituiscono ingerenza  sproporzionata nella libertà di espressione in una società democratica. La  tenuità della sanzione pecuniaria irrogata al giornalista non è di per sé  preclusiva di tale sproporzione, poiché può comunque determinare un effetto  dissuasivo in merito all’esercizio di detta libertà  fondamentale.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 255, 255); font-family: trebuchet ms;font-size:100%;" &gt;»&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte ha riconosciuto, nel caso di specie, la violazione dell’art. 10, §2 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo in relazione al fondamentale ruolo dei giornalisti come «cani da guardia» della democrazia.&lt;br /&gt;Tale ruolo è protetto dall’art. 10, §2 della Convenzione, anche ammettendo la violazione del segreto istruttorio o professionale se bilanciato da un interesse generale e specialmente se sono coinvolti uomini politici, i quali devono mostrare maggiore tolleranza alla pubblicazione di notizie che li riguardano: &lt;i&gt;i politici infatti, a differenza dei privati, si espongono inevitabilmente e coscientemente a un controllo dei loro fatti e delle loro azioni da parte tanto dei giornalisti quanto dei cittadini.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Una violazione della libertà di espressione, inoltre, rischia di avere un effetto dissuasivo per quanto riguarda l’esercizio della libertà di espressione.&lt;br /&gt;L’&lt;i&gt;arrêt&lt;/i&gt; della Corte si può leggere solamente in francese all’indirizzo &lt;a href="http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?action=html&amp;amp;documentId=818493&amp;amp;portal=hbkm&amp;amp;source=externalbydocnumber&amp;amp;table=F69A27FD8FB86142BF01C1166DEA398649" rel="nofollow"&gt;cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?action=html&amp;amp;documentId=818493&amp;amp;portal=hbkm&amp;amp;source=externalbydocnumber&amp;amp;table=F69A27FD8FB86142BF01C1166DEA398649&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Eccone alcuni passaggi fondamentali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«««««&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;33. La liberté d’expression constitue l’un des fondements essentiels d’une société démocratique et les garanties à accorder à la presse revêtent donc une importance particulière.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;34. La presse joue un rôle éminent dans une société démocratique: si elle ne doit pas franchir certaines limites, tenant notamment à la protection de la réputation et aux droits d’autrui ainsi qu’à la nécessité d’empêcher la divulgation d’informations confidentielles, il lui incombe néanmoins de communiquer, dans le respect de ses devoirs et de ses responsabilités, des informations et des idées sur toutes les questions d’intérêt général.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;35. En particulier, on ne saurait penser que les questions dont connaissent les tribunaux ne puissent, auparavant ou en même temps, donner lieu à discussion ailleurs, que ce soit dans des revues spécialisées, la grande presse ou le public en général. À la fonction des médias consistant à communiquer de telles informations et idées s’ajoute le droit, pour le public, d’en recevoir.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;40. La Cour rappelle que l’article 10 § 2 de la Convention ne laisse guère de place pour des restrictions à la liberté d’expression dans le domaine du discours politique ou des questions d’intérêt général. En outre, les limites de la critique admissible sont plus larges à l’égard d’un homme politique, visé en cette qualité, que d’un simple particulier: à la différence du second, le premier s’expose inévitablement et consciemment à un contrôle attentif de ses faits et gestes tant par les journalistes que par la masse des citoyens; il doit, par conséquent, montrer une plus grande tolérance. Il est fondamental, dans une société démocratique, de défendre le libre jeu du débat politique. La Cour accorde la plus haute importance à la liberté d’expression dans le contexte du débat politique et considère qu’on ne saurait restreindre le discours politique sans raisons impérieuses. Y permettre de larges restrictions dans tel ou tel cas affecterait sans nul doute le respect de la liberté d’expression en général dans l’État concerné.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;41. À la fonction de la presse qui consiste à diffuser des informations et des idées sur des questions d’intérêt public, s’ajoute le droit, pour le public, d’en recevoir.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;46. La Cour estime au demeurant qu’il convient d’apprécier avec la plus grande prudence, dans une société démocratique, la nécessité de punir pour recel de violation de secret de l’instruction ou de secret professionnel des journalistes qui participent à un débat public d’une telle importance, exerçant ainsi leur mission de «chiens de garde» de la démocratie. L’article 10 protège le droit des journalistes de communiquer des informations sur des questions d’intérêt général dès lors qu’ils s’expriment de bonne foi, sur la base de faits exacts et fournissent des informations «fiables et précises» dans le respect de l’éthique journalistique.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;48. La Cour a d’ailleurs maintes fois souligné qu’une atteinte à la liberté d’expression peut risquer d’avoir un effet dissuasif quant à l’exercice de cette liberté.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;»»»»»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-8403699608062588094?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/8403699608062588094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=8403699608062588094' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8403699608062588094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/8403699608062588094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2007/12/giornalisti-cani-da-guardia-della.html' title='Giornalisti: «cani da guardia» della democrazia'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-1943815557617032233</id><published>2007-12-26T10:28:00.000+01:00</published><updated>2007-12-26T10:35:45.186+01:00</updated><title type='text'>Non disturbare i manovratori</title><content type='html'>&lt;img style="width: 240px; height: 160px;" alt="Foto di Romoletto da flickr.com" src="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/52530/timone.jpg" longdesc="Foto di Romoletto da flickr.com" align="left" hspace="3" vspace="1" /&gt;Nella scorsa legislatura ebbero grande risonanza mediatica (almeno sui giornali) gli &lt;strong&gt;appelli &lt;/strong&gt;promossi e firmati da alcuni fra i nostri più prestigiosi &lt;strong&gt;giuristi e docenti universitari &lt;/strong&gt;contro le &lt;strong&gt;leggi vergogna &lt;/strong&gt;del governo Berlusconi e contro gli &lt;strong&gt;attacchi dell'allora premier all'indipendenza e all'autonomia della magistratura&lt;/strong&gt;. Qualcuno si domanderà: che fine han fatto quei giuristi e docenti universitari ora che le leggi vergogna (dall'indulto al bavaglio di Mastella ai giornalisti su intercettazioni e atti d'indagine) &lt;strong&gt;le promuove il centrosinistra&lt;/strong&gt;, ora che gli attacchi all'indipendenza e all'autonomia della magistratura li muove l'Unione all'unisono col centrodestra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottima domanda. Ma la risposta è ancora meglio: gli stessi giuristi e docenti universitari, il &lt;strong&gt;29 ottobre&lt;/strong&gt;, hanno promosso e sottoscritto un appello contro &lt;strong&gt;l'incredibile richiesta di trasferimento del pm Luigi De Magistris&lt;/strong&gt; da parte del cosiddetto ministro della Giustizia (se n'è occupato proprio oggi il Csm, per rinviare un'altra volta). I princìpi citati dall'appello sono gli stessi che sostenevano gli appelli anti-Berlusconi. Che cos'è cambiato? Che &lt;strong&gt;nessun giornale ha pubblicato l'appello&lt;/strong&gt;. I giornali di destra pretendevano di censurare i riferimenti alla continuità col governo Berlusconi. I giornali di sinistra, evidentemente, preferiscono non disturbare il manovratore. Anzi, i manovratori. I giornali "indipendenti", anzichè esserlo dagli schieramenti, lo sono dalla verità dei fatti. &lt;strong&gt;Pubblico l'appello "clandestino" qui di seguito&lt;/strong&gt;, con i nomi dei primi firmatari. Come si diceva qualche anno fa, leggete e diffondete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1720199.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;L'appello&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte: &lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/"&gt;http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;     18 dicembre 2007, in &lt;span class="category"&gt;SOCIETA'&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-1943815557617032233?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/1943815557617032233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=1943815557617032233' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1943815557617032233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1943815557617032233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2007/12/non-disturbare-i-manovratori.html' title='Non disturbare i manovratori'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-1979104725410357793</id><published>2007-12-25T23:00:00.000+01:00</published><updated>2007-12-26T00:12:00.604+01:00</updated><title type='text'>Betlemme dietro ad un muro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R3GNE_2abZI/AAAAAAAAAE0/RtRLZX0eJuY/s1600-h/muro+palestina.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R3GNE_2abZI/AAAAAAAAAE0/RtRLZX0eJuY/s400/muro+palestina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5148050966059838866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;incollato da: &lt;a href="http://www.cpt.org/campaigns/no_way_to_the_inn/non_c%27e_accesso_depliant.pdf"&gt;http://www.cpt.org/campaigns/no_way_to_the_inn/non_c%27e_accesso_depliant.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo Natale aggiungi un muro al tuo presepe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la nascita di Gesù avvenisse oggi, Maria e Giuseppe avrebbero molte difficoltà ad entrare a Betlemme….&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-1979104725410357793?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/1979104725410357793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=1979104725410357793' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1979104725410357793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/1979104725410357793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2007/12/betlemme-dietro-ad-un-muro.html' title='Betlemme dietro ad un muro'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' 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src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7481299250633773773-7244482794797076900?l=planetvale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://planetvale.blogspot.com/feeds/7244482794797076900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7481299250633773773&amp;postID=7244482794797076900' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7244482794797076900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7481299250633773773/posts/default/7244482794797076900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://planetvale.blogspot.com/2007/12/grande-vauro.html' title='Grande Vauro ...'/><author><name>vale</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_vhZNncO1ImU/R2uKtv2abYI/AAAAAAAAAEs/QBXLVbC_gYU/s72-c/Vauro+21.12.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7481299250633773773.post-4307666393611524024</id><published>2007-12-14T13:01:00.000+01:00</published><updated>2007-12-14T17:26:27.752+01:00</updated><title type='text'>Ministro Mastella, si dimetta - di Antonio Tabucchi</title><content type='html'>&lt;i style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Fonte:&lt;/span&gt; &lt;a href="http://micromega.repubblica.it/micromega/2007/12/ministro-mastel.html"&gt;http://micromega.repubblica.it/micromega/2007/12/ministro-mastel.html&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt; &lt;br /&gt;Non mi limito ad inserire il link, pubblico l'articolo integralmente perché secondo me merita veramente di essere letto ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;E' vero, è un po' lungo, ma ne vale la pena ... commovente ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Vale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Manco dall’Italia da alcuni mesi ma la seguo attraverso la sua stampa. Ma anche così, seppure lontani, e se come risulta all’osservatorio Europeo la stampa italiana viene dopo quella delle Filippine, qualcosa si riesce a capire, specie se non si salta la puntata precedente.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Oggi, 17 novembre, allorché scrivo questo mio intervento, Mario Pirani, su “Repubblica” (Quei veleni che possono soffocare la democrazia) ci comunica i suoi timori che sono anche i nostri, cioè che «un veleno insidioso sta infettando le fibre del nostro paese». Pirani si accorge del «sorgere della destra», che «ci si può impunemente pulire il sedere con il tricolore» e dell’«ingiurioso federalismo d’accatto». Lì per lì ho pensato che questo succedesse ora, durante la mia assenza, e ho provato quasi un senso di colpa per non essere presente e non aver fatto sentire la mia preoccupazione con parole così forti come quelle di Pirani. Poi, nonostante i fusi orari, mi sono ricordato che allorché il ministro Bossi, che il Presidente della Repubblica Ciampi non ha mai rifiutato come invece fece Scalfaro con Previti, diceva queste cose del tricolore, Ciampi a sua volta affermava: «l’Italia non è mai stata così unita». E questo mi pare succedesse tre o quattro anni fa.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Ho seguitato a leggere l’allarmato articolo di Pirani sui venti di eversione che confluendo da destra e da sinistra, soprattutto nel mondo giovanile, possono devastare l’Italia. Ho avuto come un nuovo &lt;i&gt;déjà vu&lt;/i&gt;. Ma qualcuno lo aveva già scritto anni fa, e chi lo scriveva allora veniva bollato come una Cassandra. Forse che stanno apparendo nuove Cassandre col senno del poi? E mi è venuta in mente un’estate di qualche anno fa, la città di Genova, e un qualcosa che si chiamava G8. E un momento delicatissimo della democrazia italiana in cui le garanzie costituzionali vennero sospese per ventiquattr’ore consentendo alla polizia e a chi la manovrava di commettere barbarie che furono definite “cilene”. Ma ricordo anche che in quel delicatissimo momento il presidente della Repubblica Ciampi apparve in televisione a fianco del presidente del Consiglio Berlusconi. Non era mai successo, neppure ai tempi della Democrazia Cristiana, che il rappresentante dello Stato si presentasse accanto a un presidente del Consiglio legittimando in tal modo l’inquietante operato di un governo. E poi ho pensato anche che se un parlamento oggi nega un’inchiesta sulle gravissime violenze commesse dalle Forze dell’Ordine, ciò che allora sembrò cileno diventa argentino, dove nessuno è colpevole, e Pirani ha tutte le ragioni ad esprimere la sua preoccupazione per i giovani che manifestano un’inquietudine che nessuno raccoglie. Infine Pirani lamenta che oggi si possa «calunniare impunemente la magistratura». Poiché ormai avevo collocato Pirani nel fuso orario di qualche anno fa ho pensato che esprimesse il suo sdegno per le parole di Berlusconi sui magistrati, definiti “toghe rosse” e “creature antropologicamente diverse”, e che manifestasse il suo appoggio a Borrelli, a D’Ambrosio, a Caselli, alla Bocassini o a Gherardo Colombo. Ma no: tutto questo appartiene a un film già visto, è roba da ieri, e i giornalisti, come sappiamo, lavorano sull’attualità. Così ho pensato che Pirani, pur non nominandolo, si riferisse all’aggressione subita dal giudice De Magistris da parte dell’attuale ministro della Giustizia Clemente Mastella, e ne ho concluso che Pirani con il suo articolo che parla in generale e che riguarda il nostro passato e il nostro presente, tocca davvero il cuore della questione. Perché il presente dell’Italia sembra appartenere al passato, e temo anche al futuro. Come diceva Carlo Levi, «il futuro ha un cuore antico». Per questo, e non solo per questo, desidero esprimere il mio sostegno al giudice De Magistris e a un’istituzione dello Stato senza la quale la democrazia non esiste: la Giustizia e l’amministrazione di essa.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Ciò che accade al giudice De Magistris mi pare esemplare, è un esempio clamoroso della strutturale disfunzione della democrazia italiana: la prepotenza di un’istituzione dello Stato, il potere esecutivo, su un’altra istituzione dello Stato, la magistratura. Se la prima preoccupazione di Mussolini fu quella di sottomettere direttamente la magistratura alle sue direttive, con la Repubblica la situazione è cambiata formalmente, da un punto di vista costituzionale, ma il potere politico non ha mancato di esercitare indebite pressioni e prevaricazioni sul potere giudiziario. E allorché la magistratura, con un lavoro di enorme pazienza diplomatica, è riuscita ad acquistare una sua indipendenza, allorché è riuscita a incriminare ministri e parlamentari per concussione, per corruzione, per mafia, la classe politica italiana, dopo un primo shock è ritornata all’assalto con rinnovato vigore. Sono fatti recenti, appartengono al periodo di quegli interventi della magistratura che la stampa definì “Mani Pulite”. Le Mani Sporche non si sono fatte attendere. L’avversione che la classe politica italiana ha saputo suscitare contro la magistratura ha dell’incredibile, non mi riferisco soltanto alle affermazioni e alle operazioni di Berlusconi e della sua avvocatura; pensate soltanto alle disapprovazioni, ai discrediti gettati da certi uomini politici della sinistra nei salotti televisivi nostrani: con l’atteggiamento della destra erano davvero porta a porta, stavano sullo stesso ballatoio. E pensate infine al ministro Castelli, alle sue parole e alla sua cultura giuridica: ho letto da qualche parte che sul suo ramo del Lago di Como è proprietario di una fabbrichetta, e non stento a crederlo. Ciò che è successo e succede al giudice De Magistris (intimidazioni, perquisizioni, sequestro di documenti, avocazioni, ecc.) lo conoscete meglio di me: io ero lontano, ma voi avete visto tutte le puntate precedenti. Questa storia, vi chiedo, è così diversa da quella che hanno conosciuto certi magistrati allorché il ministro della Giustizia era il proprietario di una fabbrichetta? Non so se dalle sue parti anche l’attuale ministro della Giustizia possegga qualche fabbrichetta: non conosco sufficientemente la sua biografia. Però lui conosce probabilmente la mia e anche la vostra: nei ministeri italiani hanno molte informazioni su di noi, e se non gliele avessero fornite Pio Pompa e i nostri trasparenti servizi segreti, ci ha pensato la Telecom di Tronchetti Provera.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;    Scusate se salto da ministro a ministro, è che questi ministri a volte mi confondono, come quando vado a vedere una commedia di Goldoni e il personaggio cambia da un atto all’altro, e uno si chiede: ma è lo stesso personaggio? La maschera della commedia dell’arte impedisce di riconoscere il volto.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;In questa giornata in cui la società civile (persone che non sono apolitiche o contro la politica come vorrebbero i mass-media, ma che pensano che la politica senza l’etica è una truffa, come ci hanno insegnato Aristotele e Kant), molti di voi, probabilmente, saranno impegnati a guardare il curriculum del giudice per sostenerne le capacità, l’irreprensibilità, la sua dedizione alla Costituzione. Dal mio mestiere di scrittore vi propongo un gioco del rovescio, tenendo in m
